L’importante è divertirsi, magari imparando a fare cose diverse.
Suppongo che le giovani generazioni non sappiano che un tempo, in occasione di lunghi viaggi, era prassi spedire delle “cartoline”, dei rettangoli in cartoncino sottile di circa dieci per quindici centimetri, che venivano inviate per posta ad amici e parenti.
Sulla faccia superiore c’era la fotografia di qualche ameno paesaggio, di un suggestivo scorcio, di un monumento famoso, oppure anche un assemblaggio di immagini più piccole, sempre in tema turistico.
Sul retro c’era lo spazio utile per scrivere l’indirizzo del destinatario e qualche riga di saluti, più ovviamente quello per il francobollo.
Oggi, in epoca di Istant Messaging, tutto questo è diventato preistoria, e le cartoline mantengono il loro fascino solo per i collezionisti, oppure offrono la variopinta testimonianza di un mondo, di una società, di un turismo, che teneva ancora in considerazione i valori della distanza e della scoperta.
Devo ringraziare l’amica Rita Frizzera per avermi fatto scoprire, o meglio, riscoprire le cartoline, ovviamente in chiave tessile, e che mi ha fornito tutto l’aiuto necessario per iniziare questa nuova (per me) espressione di quilt. In quattro e quattr’otto ne ho realizzate quindici, e posso confermarvi che mi sono divertita assai.
Le cartoline tessili possono essere ovviamente affrancate e spedite, come quelle in cartoncino.
2 thoughts on “Saluti e baci”
Cartoline tessili veramente artistiche e fatte bene!!!
Complimenti e … non fermarti a 15, sono troppo belle!!!
Mariarosa
Grazie Mariarosa,
ti confesso che “spero” di non fermarmi a 15, perché ora il problema è trovare i materiali (qua da me ci sono solo casette, lucette e musichette…).
Bye
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Cartoline tessili veramente artistiche e fatte bene!!!
Complimenti e … non fermarti a 15, sono troppo belle!!!
Mariarosa
Grazie Mariarosa,
ti confesso che “spero” di non fermarmi a 15, perché ora il problema è trovare i materiali (qua da me ci sono solo casette, lucette e musichette…).
Bye