Lo sapevo che andava a finire così…

Anni fa mi venne da pensare all’eventualità di avere una nipotina, un’ipotesi ancora abbastanza remota, in quanto nessuno dei miei figli aveva messo su stabilmente famiglia, e ricordo che l’immagine che mi prefigurai era abbastanza preoccupante.
Mi spiego.
Avendo avuto due figli maschi, il mio estro tessile non poteva esprimersi un granché, nel senso che più che curare l’aspetto estetico dei loro vestiti ero costretta a curarne gli aspetti pratici, la loro robustezza, la resistenza allo sporco e al lavaggio, la vestibilità e cose simili. Mi venne da pensare che per una nipotina avrei probabilmente perso il senso della misura, e che per lei avrei realizzato con la stoffa di tutto e di più.
E infatti…
Nel 2024 è nata Cecilia, e come regalo di Natale ho realizzato per lei questa cosuccia. Non servirebbe aggiungere che se ne è innamorata subito, e che prevedo un uso “intensivo” di questa mia piccola creazione.

 

Saluti e baci

L’importante è divertirsi, magari imparando a fare cose diverse.
Suppongo che le giovani generazioni non sappiano che un tempo, in occasione di lunghi viaggi, era prassi spedire delle “cartoline”, dei rettangoli in cartoncino sottile di circa dieci per quindici centimetri, che venivano inviate per posta ad amici e parenti.
Sulla faccia superiore c’era la fotografia di qualche ameno paesaggio, di un suggestivo scorcio, di un monumento famoso, oppure anche un assemblaggio di immagini più piccole, sempre in tema turistico.
Sul retro c’era lo spazio utile per scrivere l’indirizzo del destinatario e qualche riga di saluti, più ovviamente quello per il francobollo. Continua a leggere

Istantanea

LocandinaBlogIl titolo andrebbe letto in due maniere differenti, seppure non antitetiche.
“Istantanea” come sostantivo, ovvero una fotografia dello stato dell’arte di quanto mi sono dilettata a realizzare in questi anni. Si tratta di una piccola serie di opere che vanno dal 2005 fino al 2024. Purtroppo la più recente non l’ho potuta esporre, poiché il Carrefour Européen du Patchwork impone che le opere partecipanti al concorso “Avant-Garde!” siano svelate lì.
Ho utilizzato l’aggettivo “piccola” poiché ho esposto solamente quindici quilt, una sorta di antologia che rappresentava gran parte delle tecniche che padroneggio, opere selezionate da un critico d’arte che aveva esaminato tutta la mia produzione, la quale, in realtà, è ben più estesa.
E già che si parlava di aggettivi, definirla “istantanea” mi è parso corretto, in quanto si è trattato di un felice colpo di mano del mio webmaster / fotografo / agenzia turistica / sherpa / ecc. , che ha trovato la location, le date e le soluzioni espositive in un paio di settimane, all’inizio a mia totale insaputa, come del resto avevo già scritto nel postPrima o poi doveva succedere…“.

Oltre a lui, mi si consenta di ringraziare ancora tre persone, Laura Lisi, la quale si è occupata della promozione, Andrea Benci, titolare di EdilArea, che mi ha concesso lo spazio espositivo, e Franco Rosso, artista e critico d’arte, nonché curatore delle attività del Centro iniziative culturali Z04 di Trieste. Oltre alla selezione preliminare dei quilt da esporre, egli ha vouto essere presente all’inaugurazione della mostra, spendendo una lusinghiera nota introduttiva che mi faccio vanto di riportare qui sotto.

Continua a leggere

Prima o poi doveva succedere…

Logo_lastoffagiusta… o almeno prima che sia troppo tardi.
Sono anni che vado fantasticando su una mia mostra personale, però diversi fattori contribuivano a farmela considerare poco più di un’ipotesi, una speranza, una chimera.
In primo luogo ci metto il mio livello di autostima che rasenta lo zero, giacché troppe cose ho visto in giro per l’Europa per non considerare il mio desiderio di esporre come frutto di presunzione e vanità.
Ci sarebbero poi le difficoltà logistiche che una mostra di arte tessile comporta, tanto più nella mia zona. Gli spazi sono relativamente pochi, e in più di qualche caso non offrono le condizioni ottimali in grado di valorizzare le opere esposte.
Infine va considerato l’elemento che da sempre penalizza in Italia il patchwork e affini, ovvero l’opinione che si tratti di un’attività di nicchia, considerata con benevolenza come un “innocuo” hobby femminile, il che non è, non lo è più da decenni. In conseguenza di ciò è ancora più difficile trovare spazi espositivi, almeno per chi non fa parte di un’associazione che dispone di mezzi adeguati. Purtroppo le mie esperienze associative sono state, a dir poco, catastrofiche, e non sempre per colpa mia.
Quindi si potrebbe supporre che essendo da sola, senza agganci e senza mecenati, io non abbia possibilità alcuna, però ho scoperto di possedere un’arma segreta. Si tratta del mio webmaster / fotografo / agenzia turistica / sherpa / ecc. , il quale, probabilmente stufo delle mie perenni esitazioni, ha colto al volo un’occasione (quanto vorrei avere il suo carattere!) e, a mia totale insaputa, ha scovato date e location per una mostra personale, offrendomi questa possibilità inaspettata.
Allora mostra sia.
Esporrò una dozzina di opere (circa), le quali condividono la peculiarità di essere quasi tutte diverse tra loro. Lo scopo è offrire un panorama di possibilità creative che spaziano dal figurativo all’astratto, variando i materiali e le tecniche, dalla più semplice alla più complessa, quasi un invito a provare, perché non si nasce imparati, ma imparando si cresce.
La mostra si terrà nella sala al piano strada dello studio di architettura EDILarea, la stessa utilizzata per la mostra della “Magica Cucitrice”, della quale ho scritto nel post Wish You Were Here.
Vi saprò dire com’è andata.
Invito

Una bella notizia

Evviva! Mi è arrivata una nipotina, Cecilia.
Potevo forse restarmene con le mani in mano? No. Così, invece di vestitini e coperte, il mio spirito pratico mi ha spinto a realizzare una sorta di portatutto da appendere accanto a fasciatoio che servirà alla neomamma per sistemare qualche pannolino, il ciuccio, asciugamano, forbicine, spazzola, eccetera.
Poi, quando la bimba sarà cresciuta, lei in quelle tasche ci mettera quel che le pare, giocattoli, matite colorate, ciabattine, pelouche e altre cosette che faranno parte del suo piccolo nuovo mondo.

Ho scavato nei miei cassetti per trovare delle stoffe che mi aiutassero a realizzare questi temi africani, disegni semplici e coloratissimi che dovrebbero piacere anche alla mamma e al papà di Cecilia, giacché giraffe, zebre, leoni, ed elefanti non mancarono durante il loro bellissimo viaggio di nozze.
P1060684

Il tappeto volante

La stoffa giustaSapete anche voi come vanno queste cose, ti regalano un pezzo di stoffa, e allora capita che senza che te ne accorga ti cresca la voglia di combinarci qualcosa. Strano, perché magari fino al giorno prima avevi in programma di prendere un po’ fiato, oppure per la testa giravano delle idee attorno altri lavori, ma quel pezzo di stoffa insiste, si fa vedere, si fa sentire, s’insinua in ogni nostro progetto. Perciò mi sono arresa e ho imbastito un tappeto volante, nel senso che l’ho realizzato “al volo” senza pensare troppo alla composizione, al disegno, ai colori, così, come viene viene.
Secondo me è venuto benino.

Tappeto_case

Trapunto fiorentino

P1140926In Luglio abbiamo fatto un giretto in Toscana. Una delle motivazioni era dettata dalla partecipazione del mio sherpa / fotografo / webmaster / agenzia turistica / autista / ecc. a un concorso letterario (con risultati inaspettati), ma già che c’eravamo abbiamo deciso di visitare Arezzo e Siena, dintorni compresi ovviamente.
Una sorta di resoconto del nostro viaggio lo trovate sul suo blog ultimelune.it, e più precisamente nel postAppunti di viaggio T2”. Più che informazioni turistiche (per quelle ci sono le guide apposite), l’articolo riporta alcune impressioni, belle e meno belle, di quei posti, più qualche notiziola che magari rischia di sfuggire ai radar dei viaggi organizzati.
Comunque ad Arezzo non potevo farmi sfuggire la visita alla Pieve di Santa Maria Assunta, e non per motivi religiosi o storici, bensì per ammirare dal vivo le sculture policrome dell’archivolto del portale maggiore che compongono il “Ciclo dei mesi”.
Si dà il caso che nei paraggi, a Castiglion Fiorentino per la precisione, molti anni fa io abbia appreso l’antica tecnica del trapunto fiorentino, e tra le varie opere nelle quali ho utilizzato quest’arte c’è anche la riproduzione della scultura che si riferisce al mese di Settembre.
Ecco la foto che abbiamo scattato ad Arezzo,P1050384
e questo sotto è il mio trapunto fiorentino.
September
Non sto adesso a spiegarvi per filo e per segno tale tecnica, sarebbe una faccenda piuttosto lunga, comunque è possibile apprenderla grazie al libro di Rosalba Pepi, o magari andando da lei in Toscana per seguire uno dei suoi corsi (e non solo di trapunto fiorentino…).
Se vi va, altre informazioni sulle sculture dell’archivolto le potete sempre trovare sul postAppunti di viaggio T2″.
Enjoy

A mano

P1020151Può capitare che alcuni lavori si trascinino per molto tempo senza che si abbia il tempo, o le forze, o la voglia di concluderli. Può capitare di provare un vago rimorso nei loro confronti, immaginando che provino del risentimento per essere stati trascurati. Può capitare che si parta con un’idea e che poi quella ci faccia smarrire in un labirinto di possibilità, ripensamenti, dubbi e speranze. Può capitare di perdere per strada l’ispirazione, una strada lungo la quale sono successi molti eventi negativi e deprimenti. Può anche capitare che un evento casuale suoni un’inconscia sveglia e che si decida finalmente a finirla con quella sorta di purgatorio tessile, anche a costo di darci un taglio (simbolico e letterale) e buttare via tutto.
Continua a leggere