Il titolo andrebbe letto in due maniere differenti, seppure non antitetiche.
… o almeno prima che sia troppo tardi.

Sapete anche voi come vanno queste cose, ti regalano un pezzo di stoffa, e allora capita che senza che te ne accorga ti cresca la voglia di combinarci qualcosa. Strano, perché magari fino al giorno prima avevi in programma di prendere un po’ fiato, oppure per la testa giravano delle idee attorno altri lavori, ma quel pezzo di stoffa insiste, si fa vedere, si fa sentire, s’insinua in ogni nostro progetto. Perciò mi sono arresa e ho imbastito un tappeto volante, nel senso che l’ho realizzato “al volo” senza pensare troppo alla composizione, al disegno, ai colori, così, come viene viene.
In Luglio abbiamo fatto un giretto in Toscana. Una delle motivazioni era dettata dalla partecipazione del mio sherpa / fotografo / webmaster / agenzia turistica / autista / ecc. a un concorso letterario (con risultati inaspettati), ma già che c’eravamo abbiamo deciso di visitare Arezzo e Siena, dintorni compresi ovviamente.

Può capitare che alcuni lavori si trascinino per molto tempo senza che si abbia il tempo, o le forze, o la voglia di concluderli. Può capitare di provare un vago rimorso nei loro confronti, immaginando che provino del risentimento per essere stati trascurati. Può capitare che si parta con un’idea e che poi quella ci faccia smarrire in un labirinto di possibilità, ripensamenti, dubbi e speranze. Può capitare di perdere per strada l’ispirazione, una strada lungo la quale sono successi molti eventi negativi e deprimenti. Può anche capitare che un evento casuale suoni un’inconscia sveglia e che si decida finalmente a finirla con quella sorta di purgatorio tessile, anche a costo di darci un taglio (simbolico e letterale) e buttare via tutto.