Diamo a Cesare quel che è di Cesare

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Stavolta il “Cesare” di turno è il mio webmaster / guida turistica / fotografo / sherpa / ecc. che partecipa alla stesura dei testi di questo blog. Infatti egli, oltre ad accompagnarmi alle varie mostre per un dettagliato reportage fotografico, si occupa di raccogliere le mie impressioni e le traduce sul blog, aggiungendo ogni tanto qualche nota di costume oppure delle informazioni di carattere storico o sociale.
Non so come la pensiate al riguardo, ma sono convinta che una mera carrellata di immagini più o meno interessanti non rendono abbastanza giustizia a chi ha speso tempo e fatica per tradurre su stoffa un’idea, un ricordo, un sogno, una parte intima di sé. Così mi affido anche a lui per dare spessore comprensibile ad alcuni aspetti di un’opera tessile che potrebbero rimanere impercettibili o nascosti. Continua a leggere

Stelio on stage again

Già lo sapete che per la stesura dei testi vengo aiutata dal mio sherpa / agenzia turistica / webmaster / fotografo / ecc. , e se volete saperne di più vi rimando al postApocalisse (o dell’uomo invisibile)” sempre presente in questo blog.
Quel che forse non sapete è che si diletta a scrivere, sia prosa che poesia, e che manifesta questa vena letteraria sul suo blog www.ultimelune.it.
Come all’artista tessile viene voglia di dare una forma concreta e permanente a una sua fantasia artistica, così lui, ogni tanto, trova il coraggio di riportare anche su carta (o su Kindle) ciò che fino a quel momento faceva unicamente parte del vasto oceano di byte denominato internet.
Ancora una volta si tratta di una raccolta di racconti, però meno malinconici del solito, o almeno non tutti.
Da_non_credere_01Dato che non sussistono speranze di trovare una casa editrice disposta a mandare in stampa i testi di un emerito sconosciuto, come per i libri precedenti ha preso la via dell’autopubblicazione, ancora una volta sulla piattaforma Amazon, e questo è il collegamento alla pagina relativa, altrimenti noto come link.

La prudenza non è mai troppa

Non so voi, ma io sono abbastanza allarmata dalla constatazione che la pandemia di Coronavirus non ha nessuna intenzione di lasciarci in pace.
Già The Festival of Quilts di Birmingham è saltato, come pure il Patchwork Sitges in Catalogna, il Carrefour Européen du Patchwork in Alsazia, il Prague Patchwork Meeting in Boemia, e chissà quante altre esposizioni che ancora non conosco. Ci sarebbe in ottobre il Quilt Fest austriaco, ma, come suggerisce il titolo del post, non me la sento di rischiare.
A quanto pare c’è chi invece non considera pericoloso organizzare eventi di forte richiamo, anche se tali manifestazioni si svolgono al chiuso, con quel che potrebbe conseguirne.
A tal riguardo vi rimando qui sotto a un articolo presente nel blog ultimelune.it , dove vengono mosse alcune alcune osservazioni che dovrebbero far riflettere.

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Sindrome di Cassandra-19

Niente da fare

ViaggioIl programma di questa primavera era allettante.
Iniziava con un viaggio in Catalogna, per la sedicesima edizione del Festival Internazionale del Patchwork, a Sitges, un bellissimo angolo di mondo vicino a Barcelona.
Poi la mia agenzia di viaggi mi avrebbe scarrozzata fino in Andalusia, a Granada, per ammirare l’Alhambra e gustare le prelibatezze locali.
A seguire ci sarebbero state Madrid, arte e storia a bizzeffe, e la suggestiva Toledo. Da lì poi via verso Vienna per alcune gallerie interessanti che sempre mi era ripromessa di visitare.
Dulcis in fundo, mi aspettava la Boemia, per il Prague Patchwork Meeting, dove finalmente sarebbe stata esposta una mia opera.
In programma, a fine aprile, mi attendeva anche una scappata a Beaujolais, per la Biennale di Arte Tessile, con bellissimi quilt realizzati da artiste provenienti da tutto il mondo, e tra queste c’era anche una delle mie preferite, ossia Irina Voronina.

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Artemorbida.com – Intervista a Giuliana Nicoli

Dal sito web
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Intervista a Giuliana Nicoli
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Il collezionismo in Italia
Giuliana, siamo qui per parlare della tua passione per l’arte tessile, passione che ti ha portato anche a diventare una collezionista di quilts antichi.
In Italia, la tradizione tessile legata al mondo del quilting non è così diffusa e radicata nella cultura nazionale come invece accade in altri luoghi del mondo, principalmente negli Stati Uniti.
Nonostante ciò, ho scoperto con molto piacere che anche qui ci sono appassionati che collezionano quilts della tradizione.
Ci puoi dire come è nata l’idea di collezionare quilts e quando?

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Bravo, bene, bis

Dopo “365 uova di giornata“, il mio sceneggiatore/fotografo/critico/sherpa/agenzia di viaggi si è imbarcato nella sua seconda avventura letteraria. Il libro si intitola “Nove eresie, più una fiaba“, e forse potreste riuscire a scoprire qualche lontana assonanza con i testi di questo blog.
Altre informazioni nel post “Finalmente!” del blog My3place, e già quello è tutto un programma.
9788891187598Enjoy!