A mano

P1020151Può capitare che alcuni lavori si trascinino per molto tempo senza che si abbia il tempo, o le forze, o la voglia di concluderli. Può capitare di provare un vago rimorso nei loro confronti, immaginando che provino del risentimento per essere stati trascurati. Può capitare che si parta con un’idea e che poi quella ci faccia smarrire in un labirinto di possibilità, ripensamenti, dubbi e speranze. Può capitare di perdere per strada l’ispirazione, una strada lungo la quale sono successi molti eventi negativi e deprimenti. Può anche capitare che un evento casuale suoni un’inconscia sveglia e che si decida finalmente a finirla con quella sorta di purgatorio tessile, anche a costo di darci un taglio (simbolico e letterale) e buttare via tutto.

In questo caso però ho deciso di riprendere in mano ago e filo per tentare di raggiungere un traguardo. Un vero peccato che appena tagliato il filo di lana (simbolico e letterale) ago e filo m’hanno informato che non avevo appena teminato i cento metri, bensì che avevo appena iniziato a correre i quattrocento metri, a ostacoli. Non ho osato protestare, quelli magari sarebbero stati capaci di iscrivermi alla tremila siepi.
Vi confesso che ho tentato più volte di prendere delle scorciatoie utilizzando la macchina da cucire, ma sono stata respinta con perdite e ricondotta a forza alla manualità.
Il risultato è un’opera tessile realizzata al 100% a mano, un metro quadrato sul quale sono presenti il trapunto fiorentino, la quiltatura, il ricamo, l’applique e la pittura su stoffa.
Per le antiche case ho fatto riferimento ai disegni di Nello Pacchietto presenti nel libro “Quaderno carsico”, e io ho aggiunto i loro colori tradizionali. Le decorazioni trapuntate si possono ritrovare sui motivi delle cassapanche nuziali e nei rustici fregi.
Le foglie che incorniciano in parte il quilt sono quelle dello scotano, una pianta tipica del mio Carso (qui nota anche col nome di sommaco), le quali in autunno prendono dei colori stupefacenti per intensità e calore.
Qui sotto ho aggiunto delle immagini di alcune fasi della realizzazione di quest’opera, giusto qualche indizio, anche perché mi ci è voluto più di un anno per terminarla e a descriverle tutte rischierei di diventare noiosa (e presuntuosa).
Alla fine il risultato è stato sorprendente, e non mi riferisco alla parte estetica, come sempre sottoposta al gusto di chi guarda, bensì al fatto che io sia riuscita ad affrontare con successo questa sfida nonostante la rizoartrosi che mi affligge da anni.
Comunque non lo farò più. Promesso.
P1010698P1010700P1010660P1010662P1010686P1010191E questo è il risultato finale…

Colori carsici

…con alcuni dettagli. P1140596 P1140599 Rossana Ramani_The Old House_Detail

 

 

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