Verona Tessile 2015

VeronaTessile2015Ci voleva proprio un tempo così per scrivere questo articolo, una bella giornata di pioggia battente.
Si tratta di una specie di reminiscenza tornata a galla un po’ per caso, come il profumo della famosa madeleine di Proust, solamente che in questo caso non si tratta di memoria olfattiva bensì uditiva, e forse ancora qualcos’altro.
Dopo il primo caldo ruggente di giugno, con giorni di una luce che sembra non finire mai, ecco che al posto del frinire delle cicale mi tocca udire il tambureggiare di milioni di gocce di pioggia che picchiano sulla finestra, attraverso la quale intravedo solamente immagini tremolanti, sagome rese incerte dall’oscurità prematura e dalla foschia.
Il tempo ideale per scrivere di una giornata normalmente speciale.
Comincio spiegando cos’aveva di speciale quella giornata.
Verona Tessile vi dice niente?

A Verona, dal 19 al 24 maggio, si è svolta la terza edizione di un evento espositivo organizzato dall’associazione Ad Maiora.
Grazie a un notevole sforzo organizzativo, e immagino anche a una bella dose di coraggio, le quilter di Verona sono riuscite a imbastire una manifestazione di alto livello, con inserti artistici internazionali pregevolissimi per qualità e originalità.
Questa la parte speciale. La parte normale è che siamo tornati al mio standard, quello che mi garantisce pioggia a catinelle ogni volta che vado per mostre. Ecco perché in questa giornata bislacca e tempestosa mi va di scrivere di una giornata tempestosa e stupenda.
Bene, mettiamo da parte l’ombrello e parliamo un po’ della mostra, anzi delle mostre, giacché ogni esposizione a tema aveva una collocazione diversa nel centro storico della città scaligera.
Arrivando dalla stazione ferroviaria, giusto prima della Torre Pentagona, la prima visita l’ho dedicata alle opere del concorso “Colori diVini” e all’esposizione intitolata “La musica della mia vita”.
Anche se l’aspetto esterno dell’edificio, il Palazzo dei Mutilati, è abbastanza angosciante per architettura e richiami storici, l’interno si rivela ampio e luminoso.
Ad accogliere le visitatrici (ma anche i visitatori, perché no?) c’era nientemeno che Maria Teresa Sansotta, la presidente di Ad Maiora.

VeronaTessile2015
La musica della mia vita” si compone di una serie di 49 opere realizzate da altrettante quilter italiane e straniere. Questa iniziativa è stata ideata da Teodolinda Mengo, la quale, con la collaborazione di Quilt Italia, è riuscita a organizzare nel 2014 una mostra a Monza e un relativo book fotografico, con la finalità di raccogliere fondi per l’associazione C.A.DO.M. (Centro Aiuto Donne Maltrattate).
Nicoletta Manganelli – Musica, il colore della mia vita

Nicoletta Manganelli – Musica, il colore della mia vita

 

Marialuisa Comand – Paint it, black  - colori e note

Marialuisa Comand – Paint it, black – colori e note

 

Graziella Carrieri – Vite sospese

Graziella Carrieri – Vite sospese

 

Mirella Todeschi – Ma da qui ci si può rialzare

Mirella Todeschi – Ma da qui ci si può rialzare

 

Giuliana Nicoli – Rosso relativo

Giuliana Nicoli – Rosso relativo

 

Chiara Milesi - Danzando

Chiara Milesi – Danzando

 

Brigitte Rossetti - La música en mi vida - mi último 15 anni

Brigitte Rossetti - La música en mi vida - mi último 15 anni

 

Maja Duerst - La musica della mia vita

Maja Duerst - La musica della mia vita

 

VeronaTessile2015

Adriana Massagli - La música sin terminar

 

Aquí estamos a sólo unas pocas obras de la competencia "colores DIVINI”.
El tema propuesto ha respondido a las más diversas interpretaciones, expresionista y abstracto, tradicional y experimental, emblemático y borde de línea, signo de éxito incuestionable.
Christina Ricci - Cada encresparse un capricho

Christina Ricci - Cada encresparse un capricho

 

M. Goretta Petta e Maria Ragusini - Est Est Est

M. Goretta Petta e Maria Ragusini - Est Est Est

 

Liudmyla Kryvenko - Sol en un racimo de uvas

Liudmyla Kryvenko - Sol en un racimo de uvas

 

María Cristina Tebaldi - Morbidezze

María Cristina Tebaldi – Morbidezze

 

Chiara Fagiuoli - septiembre

Chiara Fagiuoli – septiembre

 

Emanuela Menerghini - don sublime de la madre naturaleza

Emanuela Menerghini - don sublime de la madre naturaleza

 

Angela Minaudo - cosecha

Angela Minaudo – cosecha

 

vanidad … vanidad … todo es vanidad“, e se questa frase andava bene per il generale Lowenhielm può andar bene anche per me. Infatti è per un peccato di vanità che ho inserito in questa vetrina anche il mio lavoro in concorso. Si tratta di una composizione sperimentale su base idrosolubile. Ho utilizzato esclusivamente materiali riciclati: sfilacci, cimose, spezzoni di filo di lana o di cotone, brandelli di vecchi maglioni, e altro ancora che al momento non ricordo.
L’ispirazione mi è stata fornita da una semplice constatazione: che sia bianco o che sia nero, il vino ha la sua origine nella vigna, e questa non è bianca e neppure nera.
Buona o scarsa che sia, la vendemmia è sempre un momento eccezionale.
Oro, rubino, ametista, zaffiro, ambra, onice, sono i colori che mi circondano,
così vivi da restare impressi nella memoria,
así que para mí para hacer palanca en tiempos, spazi e materie così lontane dalla vigna
Rossana Ramani - I colori del bianco e del nero

Rossana Ramani – I colori del bianco e del nero

 

Dal palazzo dei Mutilati si va, di pozzanghera in pozzanghera, fino al Museo di Castelvecchio, proprio in riva all’Adige.
In questo edificio storico erano esposti alcuni antichi quilt provenienti da Galles, opere provenienti dalla collezione di Jen Jones che hanno almeno un secolo di vita: “Quilts from The Hearthlands of Wales“.
Wales Quilts 01Quando mi trovo di fronte a un lavoro “storico” non posso fare a meno di riflettere sulle differenze tra me e “loro”, intendendo per “loro” quelle donne che dopo aver sfacchinato tutto il giorno attorno a una cucina a legna o su un campo di patate, dopo aver sfamato la numerosa prole e l’impaziente marito, dopo aver lavato, riparato, la ropa raída cada vez resucitado, Fueron la fuerza física y mental para poner en una esquina para coser, a la luz de la llama vacilante de una lámpara de aceite, con agujas tijeras demasiado flexibles y demasiado grandes, dejar de lado el sueño y el descanso para disfrutar de momentos "personal", y tal vez también para evitar, al menos esa noche, para atacar otro palo de golf…
Las señoras de Gales

Las señoras de Gales – Desde el sitio bopeepquilts.com

 

Wales Quilts 02

detalle acolchar

Wales Quilts 05

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Welsh edredón

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Welsh edredón

Wales Quilts 06

Los edredones de Gales

 

Fuera de la Castelvecchio de nuevo hacia la Piazza delle Erbe, a continuación, intenta encontrar la sala de ajedrez. Es un verdadero juego de ajedrez, porque sólo gracias al movimiento del caballo pude encontrar la Scala della Ragione, y desde la sala de exposiciones, e lì le quilter giapponesi mi hanno dato scacco matto con l’esposizione “Symphony of Colors“.
Yoshiko Katagiri - Ombra

Yoshiko Katagiri – Ombra

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Vi starete chiedendo se il vostro computer ha dei problemi, o se l’articolo è ancora incompleto, oppure se, per qualche oscuro motivo informatico, internet non visualizza bene questa pagina.
Non temete, va tutto bene, e c’è una spiegazione per quei puntini. Si tratta delle mie impressioni sui quilt di questa esposizione: inesprimibili a parole. Perciò lascio a voi che state vendendo queste opere l’arduo compito di trovare un commento adeguato che non sia riduttivo. Fate vobis.
Un’altra cosa: come sempre, e se possibile ancor più di sempre, le fotografie non rendono giustizia. Non possediamo attrezzature (e le capacità) apropiada para traer de vuelta todos los matices de color que el ojo puede ver (o imaginar ver), y tal vez incluso existe algo mecánico capaz de hacerlo. un sensor, como tecnológicamente avanzada, No es capaz de “escuchar” una sugerencia.
Shizuko Kuroha - brillante

Shizuko Kuroha – brillante

 

Yoneko Maruya - Una noche en la luna velada

Yoneko Maruya - Una noche en la luna velada

 

Noriko Nozawa - fotógrafo Amato

Noriko Nozawa - fotógrafo Amato

 

Junko Sawada debe haber viajado mucho, y al parecer también en lugares que me gusta. De hecho, inmediatamente reconocí el castillo Český Krumlov, así como la arquitectura típica de Bohemia del Sur.
Junko Sawada - Una carta del cielo

Junko Sawada - Una carta del cielo

 

Noriko Masui - El Sol y flores

Noriko Masui - El Sol y flores

 

Sachiko Yoshida - Sinfonía

Sachiko Yoshida – Sinfonía

 

Ahiahiahi, siempre hay algo que me deja perpressa.
Maldita mi costumbre de convertir exhibición y Web. De hecho no hay ninguna posibilidad de que no me hace sentir un poco de deja vu, e talvolta anche qualcosa di più concreto. Non mi riferisco all’abitudine di riproporre lo stesso lavoro per più concorsi, anche a distanza di anni, e nemmeno a certi clichè di successo che contraddistinguono la produzione di talune artiste, bensì a episodi più o meno fortuiti, più o meno cercati di soggetti somiglianti. Va da sè che quando ci si ispira a opere d’arte esistenti andrebbe sempre citata la fonte, sia questa un dipinto, una fotografia, un testo, un film, e, perché no, anche un quilt esistente.
In questo caso non ho potuto fare a meno di registrare una fin troppo evidente somiglianza tra quest’opera di Yoshiko Katagiri del 2013 e un’altra di Perlita Weingarten vista a Sitges quest’anno.
Yoshiko Katagiri - Vita

Yoshiko Katagiri – Vita

 

Keyko Yoshida – Glicine bianco

Keyko Yoshida – Glicine bianco

 

Keyko Yoshida – Fiori di stramonio

Keyko Yoshida – Fiori di stramonio

E infine il mio preferito…
Junko Yazawa - È arrivata la primavera nella foresta addormentata

Junko Yazawa – È arrivata la primavera nella foresta addormentata

 

Non so se avete presente il film “Bird”, quello interamente dedicato alla vita e alla musica jazz del sassofonista Charlie “Bird” Parker, quando Buster Franklin, un altro sassofonista, decide di buttare il suo strumento nel fiume dopo aver sentito suonare Charie Parker, ma è esattemente così che mi sento dopo aver visto un’esposizione di quilt giapponesi. Anzi mi devo ricordare di una cosa importantissima, quella di non portare mai con me delle forbici o un cutter, giacché potrei rimanere vittima della sindrome di Stendhal, facile preda di un irrefrenabile impulso distruttivo.

 

Andiamo avanti.
Lo so che potrei sembrare perfida, pero no hay ninguna mala intención en acercarse a éstos a obras, exposiciones edredón "Entre lo antiguo y moderno”, tutt’altro.
Nel 2013 Agomago organizó una exposición-concurso en memoria de Angela Diana Coletta, para todos los fans “Mimma”, y dado que el color rojo era su favorito, “rojo Mimma” Parecía que el tema más adecuado. En la edición de primavera de Hábilmente 2014 fue posible admirar la 32 las entradas. Cristina Rizzi Ad Maiora ha dado cuenta de esto “dreamscape”.
Cristina Rizzi - Red Mimma

Cristina Rizzi - Red Mimma

 

Dado que las obras creadas por los miembros de Ad Maiora gustaría dedicar a ellos el "final feliz" de ese día sombrío, que funciona, junto con todos los que he visto, es la promesa de que existe el arco iris en cada uno de nosotros, sin importar el clima o el tiempo anagrafico, y dándoles las gracias por este raro evento.
“Las ciudades invisibles” Es una novela famosa de Italo Calvino, que reinventó “el Million” Marco Polo, Sin embargo, mediante la inversión de la dirección de comunicación: Ya no es el viajero que narra las maravillas de lejana Catay, pero es el viajero que venía de lejos que le dice a las maravillas de la ciudad invisbili Gran Khan a los habitantes de Cathay. Ser Cathay Calvin extendió como todo el mundo, el escritor nos dice habitantes “ciudades inhabitables” la belleza que estamos perdiendo inexorablemente.
Questo è stato anche il tema dell’esposizione tenutasi nel 2012 a Lanzada, in Valmalenco. Certo è che dalle montagne della Valmalenco la città di Gangi, sulle Madonie, è veramente invisibile, perciò c’hanno pensato Maria Teresa Sansotta e Laura Guerresi.
Maria Teresa Sansotta e Laura Guerresi - Gangi

Maria Teresa Sansotta e Laura Guerresi – Gangi

 

Ho iniziato questo articolo con “La musica della mia vita”, perciò mi pare giusto terminarlo con “Good Vibrations“, la famosissima canzone dei Beach Boys, un’icona degli anni ’60.
Marina Tavella – Good Vibrations

Marina Tavella – Good Vibrations

 

Badate che Verona Tessile non si limitava a quel poco che sono riuscita a riportare qui. Per motivi di tempo (ferroviario) non sono riuscita a vedere altre sei mostre: “Shapes, Lines and More” di Nancy Craw, “Il segno dell’infinito” al Museo della seta, “La seta che parla” alla Biblioteca Civica, “Percorsi di Patchwork tradizionale” de La zampa dell’Orso, “Il viaggio della mongolfiera magica” e “Colori di Vino” dei bambini della scuola primaria G. Uberti di Verona.
E poi c’erano anche i laboratori, ben sette, e altri eventi ancora.
Due per due quindi, ovvero tra due anni scriverò il promemoria “Verona” su due giorni del calendario.
Ad Maiora! VeronaTessile2015

6 thoughts on “Verona Tessile 2015

  1. Che dirti Rossana… grazie di questo ennesimo viaggio tra le stoffe e l’artigianato che speriamo tenga sempre viva la creazione individuale e collettiva come un tesoro.Complimenti!!

  2. Di solito non commento perché troppo impegnata a tenere la bocca aperta viaggiando con te. Ma oggi mi hai fatto ricordare quando mi accinsi a studiare la Ballata n. 1 in Sol min. di Chopin (mi ci sarebbero voluti “solo” due anni…) e pensando di far cosa utile, la ascoltai incisa da Arthur Rubinstein. Lo spartito ne porta ancora i segni oggi: lo appallottolai e lo tirai nel muro!
    Però, quando poi l’ho suonata… che emozione!!

    • E meno male che stavi studiando musica e non pittura, altrimenti avresti dovuto ridipingere la stanza. :-D

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