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	<title>La stoffa giusta &#187; Birmingham</title>
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		<title>Festival of Quilts &#8211; Birmingham 2014</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2014 22:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lastoffagiusta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi ricordo, sì, io mi ricordo.  Ma cosa mi ricordo? E perché ho iniziato questo post con delle considerazioni di carattere personale quando invece dovrei illustrarvi quanto ho visto alla mostra? La risposta è molto semplice: perché non posso farne a meno. La scintilla che ha riattizzato le braci che sembravano sepolte sotto la cenere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><strong><span style="font-size: x-large;"><img src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147dee6e374.jpg" alt="" width="300" />M</span></strong>i ricordo, sì, io mi ricordo. </span></p>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ma cosa mi ricordo?</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">E perché ho iniziato questo <em>post </em>con delle considerazioni di carattere personale quando invece dovrei illustrarvi quanto ho visto alla mostra?</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">La risposta è molto semplice: perché non posso farne a meno.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">La scintilla che ha riattizzato le braci che sembravano sepolte sotto la cenere degli anni è stato un&#8217;opera intitolata &#8220;<strong>Wish you were here</strong>&#8221; di <strong>Angela Madden</strong>. Questo <em>quilt </em>è stato un salto indietro fino al 2002, Quilt Expo di Barcelona, la prima mostra internazionale che ebbi la fortuna di visitare.</span></div>
<p><span id="more-148"></span></p>
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<div align="justify"><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14917972162/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df06d34e.jpg" alt="" width="360" /></a><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Mi ricordo, sì, io mi ricordo. Fu uno <em>shock</em>.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Prima di allora certi lavori li avevo visti solamente in fotografia su qualche rara rivista, ma vedere una tale messe di opere, dal vero, da vicino, fu una sensazione indescrivibile, fate voi uno sforzo di fantasia per mettervi nei miei panni di allora.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Finalmente potevo osservare le tecniche, i punti, i trucchi, gli effetti, e anche i difetti di <em>quilt</em> che per quel che mi riguardava, sembravano provenire da un altro pianeta. Per qualche strano meccanismo psicologico, invece di cadere in depressione dopo aver realizzato quanto scarse fossero all&#8217;epoca le mie abilità, provai un inaspettato (per me) impulso di emulazione, pur avendo coscienza che mai avrei raggiunto tali livelli.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Passarono gli anni e ne passò di stoffa sotto le mie dita, arrivò anche l&#8217;estate del 2008, e con lei la mia prima visita a &#8220;<span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.thefestivalofquilts.co.uk/" target="_blank">The Festival of Quilts</a></strong></span>&#8221; di Birmingham.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Mi ricordo, sì, io mi ricordo. Una bella esperienza, nonostante Birmingham.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Arrivavo da un&#8217;estate di 32 gradi solari per scendere in un&#8217;autunno di pioggia sferzante e irridente. Del cibo poi meglio non parlarne, o era introvabile o era poco invitante. Però la mostra&#8230;. <em>wow</em>! Una sola parola per definirla: sconfinata.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Infatti sembrava non avere confini dimensionali, ma anche quelli qualitativi erano assai labili. Quando si pensava di aver visto il lavoro migliore della mostra, si girava l&#8217;angolo e se ne scopriva un&#8217;altro ancor più bello. Non a caso proprio all&#8217;ultimo, mezz&#8217;ora prima della chiusura, scoprii colei che a tutt&#8217;oggi è una delle mie artiste preferite: Irina Voronina.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Girando per i meandri della mostra ritornò prepotentemente a galla un senso di inadeguatezza, una realistica considerazione dei miei limiti, e mai avrei pensato all&#8217;epoca che solamente tre anni dopo su quei pannelli scuri sarebbe stato esposto anche un mio <em>quilt</em>.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Anche quest&#8217;anno non ho voluto mancare a questo appuntamento, anche se </span><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">non ci sarebbero più state l&#8217;emozione e il timore del confronto che mi resero eccitante oltre ogni misura quell&#8217;edizione del 2011.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">A questo punto direi che è il caso di raccontarvi qualcosa dell&#8217;edizione 2014 del <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.thefestivalofquilts.co.uk/" target="_blank">Festival of Quilts</a></strong><span style="color: #333333;">.</span></span></span></div>
</div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Prima il dovere e poi il piacere, nel senso che per dovere di informazione per prima cosa vi mostrerò i lavori che sono stati premiati, e solamente poi quelli che mi hanno colpito in modo particolare, in buona sostanza quelli che mi sono piaciuti particolarmente, anche più di quelli che hanno vinto.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Pur non possedendo titoli accademici in campo artistico e nemmeno un diploma di <em>quilter </em>di lungo corso, non ho potuto fare a meno di provare delle perplessità nei riguardi di alcune scelte della giuria. Fosse solamente una mia opinione, pazienza, si sa che i miei gusti non sempre rispettano i canoni, ma ho avuto modo di constatare che pure altre <em>quilter</em> non hanno condiviso alcune scelte estetiche della giuria.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Un esempio per tutti: un <em>quilt</em> tradizionale non dovrebbe solamente trasporre dei motivi tradizionali, ma dovrebbe essere realizzato con tecniche tradizionali, e tra queste non mi sembra che si possa annoverare la quiltatura a macchina (magari <em>long-arm</em>) con fili in <em>rayon</em> e poliestere.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">E quando si parla del diavolo&#8230; ecco che spunta la coda.</span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Primo premio della categoria <em>Traditional Quilts</em></span></div>
<div align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"> &#8220;<strong>The Good Life</strong>&#8221; di <strong>Philippa Naylor</strong></span></div>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df00795f.jpg" alt="" width="420" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Questa grande opera è stata giudicata la &#8220;perfezione personificata&#8221;, per l&#8217;armonia dei singoli elementi, per la cura del dettaglio, per la dinamica del risultato finale, e quiltato in maniera superba, tecnica per la quale del resto Philippa Naylor è già famosa (però a macchina).</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Dal molto grande al molto piccolo, cioè ai <em>quilt </em>in miniatura, veri gioielli di pazienza e abilità</span>.</p>
<p align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Primo premio della categoria <em>Miniature Quilts</em> &#8220;<strong>A Hundred Acres</strong>&#8221; di <strong>Roberta Le Poidevin</strong> </span></p>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918426115/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def34217.jpg" alt="" width="320" height="2117" /></a><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Di grande fascino l&#8217;effetto pittorico di questo <em>quilt</em>, par di osservare da una piccola finestra un orizzonte lontanissimo, e un cielo plumbeo che sta per lasciar cadere su un terreno già zuppo tutta la pioggia che a stento trattiene.</span></div>
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<div></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Domani vedremo, sicuramente. Ma cosa vedremo? Date un po&#8217; un&#8217;occhiata a cosa si è capaci di fare in giovanissima età. Certo che non basta solamente l&#8217;entusiasmo, non basta la fantasia, ci vuole anche una guida attenta, ma qui emerge anche l&#8217;estro artistico, il desiderio di comunicare con mezzi che cercano di superare i comprensibili limiti anagrafici.</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Primo premio della categoria <em>Young Quilter / Young Embroiderer</em> dai 5 agli 8 anni &#8220;<strong>Lek og Moro</strong>&#8221; di <strong>Anine Stener</strong></span></p>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918334555/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df065ae0.jpg" alt="" width="360" height="2027" /></a></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Altre immagini di opere che hanno vinto nella categoria <em>Young Quilter</em> per le fascie di età superiori le potete trovare sul mio <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/sets/72157646053664949/" target="_blank">album di Flickr</a></strong></span>, e sono <strong>Danai-Rae Matthews</strong>, <strong>Millie Ayers</strong>,<strong> ‘De Klimtoren&#8217; Lommel</strong>, <strong>Rebecca Palmer Originals Sewing Group</strong>.</span></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">E già che stiamo parlando di principianti, non posso non osservare che molte opere nella categoria &#8220;<em>My First Quilt</em>&#8221; dovrebbero far riflettere chi suppone di essere abile solamente perché sono anni che si diletta con il <em>patchwork</em>.</span></div>
<p align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Primo premio della categoria <em>My First Quilt</em> &#8220;<strong>My Pride and Joy</strong>&#8220;di <strong>Jill Johnston</strong></span></p>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918086882/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def1a4e3.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.quiltersguild.org.uk/" target="_blank">The Quilters&#8217; Guild</a></span></strong> è l&#8217;associazione inglese, anzi loro precisano delle Isole Britanniche, che ha cura di conservare il patrimonio dei vecchi <em>quilt </em>(in mostra nel museo di York) e che promuove, grazie a 18 comitati regionali, il <em>patchwork</em> mediante corsi e mostre locali, con particolare attenzione verso la scoperta e la crescita di nuovi talenti. Anche quest&#8217;anno una categoria dei concorsi era riservata alle loro opere.</span></div>
<p align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Primo premio della categoria <em>The Quilters&#8217; Guild Challenge</em> &#8220;<strong>Tulip Time</strong>&#8221; di <strong>Yvonne Brown</strong> </span></p>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918455895/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147deeb1dfd.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Purtroppo la mia fotografia non riesce a rendere gli effetti di lucentezza e semitrasparenza della seta (tinta e dipinta a mano) utilizzata per questa delicata opera. Non mi stancherò mai di ripetere che per apprezzare al meglio un <em>quilt </em>bisogna osservarlo con i propri occhi, e non attraverso il freddo sensore di una macchina fotografica.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Come ho già detto più volte, i lavori di gruppo mi stupiscono sempre, e non per qualche particolare aspetto estetico, ma proprio per la loro peculiarità, quella cioè di essere il risultato di una fattiva collaborazione. A causa di cocenti disillusioni e, lo ammetto, di punti di vista spesso inconciliabili, alla parola &#8220;gruppo&#8221; associo sempre il concetto &#8220;baruffa&#8221;, e perciò ogni opera a più mani ben riuscita ha, per me, probabilmente solo per me, del miracoloso.</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Primo premio della categoria <em>Group Quilt</em> &#8220;<strong>Beach Huts</strong>&#8221; di <strong>Tanglewood Textiles</strong></span></p>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14915305351/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147defe0ca0.jpg" alt="" width="600" /></a></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Mi è già capitato di notare che i lavori di gruppo delle <em>quilter</em> inglesi sono spesso allegri, se non addirittura umoristici, il che non può fare altro che bene, aiuta lo spirito e, fatto non secondario, evita di prendersi troppo sul serio.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Procediamo con ordine, il mio &#8220;ordine&#8221;, ovvero di palo in frasca, e andiamo sul difficile. Il <em>patchwork </em>da qualche decennio ha smesso di essere un semplice (per modo di dire) assieme di pezze, ma si è aperto a nuove tecniche espressive, nuovi materiali, nuove strutture. Non tutti i sentieri che sono stati imboccati hanno portato a una vetta, ma se oggi possiamo ammirare certe opere che possono a buon titolo essere definite &#8220;arte&#8221; lo dobbiamo al coraggio di chi, come s&#8217;usa dire, ha lasciato la strada vecchia per la nuova.</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Primo premio per la categoria <em>Contemporary Quilts</em> &#8220;<strong>Eloquence and Integrity</strong>&#8221; di <strong>Ruth Parker</strong></span></p>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14915273431/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df0462e5.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Non chiedetemi di un&#8217;interpretazione per quest&#8217;opera, che tra l&#8217;altro è <em>double face</em>, però va detto che l&#8217;effetto è notevole, pur non cercandolo affatto, anzi quasi nascondendosi dietro a colori mai accesi, un <em>understatement </em>cromatico e compositivo di grande pregio.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Discorso simile per un&#8217;altra categoria difficile, la <em>Art Quilts</em>. Tutto sta nel capirsi: cos&#8217;è arte e che cos&#8217;è un <em>quilt</em>? Se per l&#8217;arte il discorso sarebbe estremamente lungo, avendo questa dei confini mutevoli che dipendono dalla sensibilità personale e da quella generale dell&#8217;epoca, per il <em>quilt </em>mi sento di affermare che certe caratteristiche dovrebbero essere mantenute, ovviamente con le evoluzioni del caso. Pur volendo sfuggire alla tradizionale definizione che possiamo trovare su qualsiasi dizionario anglosassone &#8220;<em>A bed cover with stitched designs that is made of two layers of cloth filled with wool, cotton, or soft feather</em>&#8221; e cioè un copriletto con disegni cuciti (trapuntati) e composto da due strati imbottito con lana cotone o morbide piume, ritengo che la presenza di questi tre essenziali elementi dovrebbe essere mantenuta, seppur nelle loro varianti che l&#8217;estro dell&#8217;artista si ingegna a scovare. Ho usato apposta il verbo &#8220;ingegnarsi&#8221;, per sottolineare appunto la fatica e la cura per la realizzazione pratica di un&#8217;idea astratta, l&#8217;ingegno appunto, aspetto che non dovrebbe mai essere sottovalutato in favore esclusivo del &#8220;genio&#8221;, la creatività pura. Come diceva bene T.A. Edison, per il successo di un&#8217;idea ci vuole l&#8217;ispirazione, ma per il 99% è traspirazione, ovvero duro lavoro. Troppo spesso mi è capitato di notare che vengono definiti &#8220;<em>quilt</em>&#8221; delle opere che seppur pregevolissime tradiscono una noncuranza tecnica, per me, sempre esclusivamente per me, imperdonabile.</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Primo premio della categoria <em>Art Quilts </em> &#8220;<strong>Sunrise, Moonrise</strong>&#8221; di <strong>Mercè González (Desedamas)</strong> </span></p>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731723900/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147defa5ad7.jpg" alt="" width="360" /></a><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">In quest&#8217;opera realizzata con più strati sovrapposti di pregiata organza di seta dipinta a mano, l&#8217;artista ha voluto rappresentare la luce solare e quella lunare, contrapposte ma anche complementari. Si tratta di un lavoro di notevole impatto estetico ma, non so voi, a me è difficile definirlo un <em>quilt</em>, mancando la benché minima traccia di un&#8217;imbottitura intermedia e di una quiltatura degna di questo nome. Gusti personali a parte, per quest&#8217;opera di grandi aspirazioni espressive troverei più adeguata la definizione di arte tessile.</span></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Quando si lavora in coppia può capitare di avere gusti affini e andare d&#8217;amore e d&#8217;accordo oppure, al contario, di pensarla in maniera diametralmente opposta e litigare furiosamente. Non pensate che i risultati della prima condizione siano superiori alla seconda, anzi capita talvolta che dai contrasti nascano delle miscele tanto sorprendenti quanto riuscite. Se poi si è pure parenti tutto si complica, e si risolve, come nel <em>patchwork</em>.</span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Primo premio della categoria<em> Two Person Quilts</em> &#8220;<strong>Dear Mrs Morcom</strong>&#8221; di <strong>Mark Mann &amp; Bridget Mann</strong></span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731709399/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147deff7251.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
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<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">E dato che c&#8217;è il 3D al cinema, poteva mancare qualcosa di simile anche nel <em>patchwork</em>? Ovviamente no, ed ecco la categoria <em>Quilt Creations</em>, dove ci si può sbizzarrire con la fantasia per creare oggetti &#8220;<em>patchwork</em>&#8221; di stoffa o rivestiti di stoffa.</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Primo premio della categoria <em>Quilt Creations</em> <strong>Clock</strong> di<strong> Kate Crossley</strong></span></p>
<div align="left"><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731670290/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df05ec94.jpg" alt="" width="180" /></a> <a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731738548/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df05990f.jpg" alt="" width="220" /></a></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">La categoria che permette di dare all&#8217;artista il meglio di sé è quella dei <em>Pictorial Quilts, </em>sempre di grande impatto sul pubblico. Non si pensi che sia facile realizzare un&#8217;opera di questo genere, infatti può capitare di scivolare nello stucchevole o mancare di originalità ricalcando sentieri già ampiamente battuti. Si tratta di dipingere con la stoffa ma, come per la pittura non bastano colori e pennelli per realizzare un bel quadro, qui non basta un bel soggetto o la minuzia dei dettagli per ottenere un risultato eccellente, bisogna veramente possedere un estro fuori dal comune e una tecnica in grado di darne una visibile dimostrazione.</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Primo premio della categoria <em>Pictorial Quilts</em> &#8220;<strong>Poor and Rich</strong>&#8221; di <strong>Janneke de V</strong></span><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><strong>ries-Bodzinga</strong></span></p>
<div align="justify"><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918471105/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147dee9e5d6.jpg" alt="" width="500" /></a><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Non è la prima volta che quest&#8217;artista viene premiata, e non solamente a Birmingham. Pur mantendosi fedele al suo tema preferito, ovvero l&#8217;Africa e la sua gente, Janneke de Vries-Bodzinga riesce a stupire per l&#8217;originalità delle sue composizioni, sempre di grande respiro spaziale. Altri immagini delle sue opere le potete trovare su questo <em>blog </em>nei <em>post </em>che riguardano le edizioni precedenti del <em>festival.</em></span></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Con ciò suppongo di aver adempiuto ai miei obblighi, e quindi di poter iniziare l&#8217;illustrazion</span><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">e delle altre opere che, secondo il mio opinabile giudizio, valevano la fatica di arrivare nelle Midlands, dopo aver passato un&#8217;esperienza di viaggio irripetibile, nel senso che non vorrei ripeterla mai più.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Quest&#8217;anno infatti, invece di partire direttamente da un aeroporto di casa, colsi l&#8217;occasione di un&#8217;escursione in Boemia per una visita a siti che agli inizi di Aprile sono ancora chiusi. Tutto ok a Český Krumlov e a Praga, e anzi pareva che, contrariamente alla nuvola di Fantozzi, fossimo perseguitati da un singolare squarcio di sereno che ci garantiva l&#8217;unica zona di bel tempo in tutta l&#8217;Europa Centrale (e anche le notizie da casa raccontavano di un tempo pessimo). </span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">I guai, se così possiamo chiamarli, avvenirono al momento di lasciare Praga per Nottingham. </span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Chi viaggia in aereo sa bene che bisogna presentarsi al <em>check-in</em> almeno 40 minuti prima della chiusura del <em>gate</em>, e noi, per sicurezza, arrivammo in aeroporto un&#8217;ora e mezza prima. Massimo fu il nostro sconforto quando, raggiunti i due banchi del <em>check-in</em>, trovammo una fila di più di un centinaio di partenti. Pazienza, tanto c&#8217;è tempo. </span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Però, di pazienza in pazienza, la fila si muoveva lentissima e intanto il tempo passava. Finalmente dopo quasi un&#8217;ora riuscimmo a superare quel primo ostacolo. </span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Poi venne il turno del controllo dei documenti, altra fila, con la complicazione di famiglie con bambini per ognuno dei quali bisognava verificare l&#8217;identità, sia per via documentale che domandando al bimbo se era sua madre quella che lo teneva in braccio. Arrivato il nostro turno scoprimmo che per le carte di identità italiane c&#8217;è tutta una procedura, un insieme di dati da registrare e verificare in un loro <em>database</em>. Alla richiesta dell&#8217;agente del perché non avessi un passaporto risposi che non mi andava di spendere ben centoventi Euro per un documento che mi sarebbe inutile in Europa (e che a loro costa solamente ventotto Euro). Altra mezz&#8217;ora persa e ultima chiamata del volo. </span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Superato anche l&#8217;ostacolo documenti ci toccò fare lo <em>slalom </em>tra persone con <em>trolley </em>al seguito per giungere senza più fiato al controllo di sicurezza presso al <em>gate </em>(lontanissimo, si capisce). Documenti, svuotamento tasche, svuotamento zaino e tutto il resto, per riuscire finalmente a salire sul nostro aereo, lasciandoci cadere di peso sui primi posti trovati liberi (infischiandocene di qualsiasi eventuale prenotazione). </span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Risultato: non fummo nemmeno gli ultimi a salire, e l&#8217;aereo lasciò Praga con più di mezz&#8217;ora di ritardo sull&#8217;orario previsto. </span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Quindi, proponimento, la prossima volta vado in treno fino a Calais, attraverso la Manica alla vecchia maniera, e poi via in treno fino a Brum.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">C&#8217;è sicuramente chi mi potrebbe chiedere &#8220;ma chi te l&#8217;ha fatto a fare&#8221;, e per costoro io non ho una risposta sensata, se non quella che lì vado a cercare l&#8217;ispirazione e gli stimoli che a casa non riesco a trovare.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">A dir la verità ci sarebbe anche un altro motivo, ma non voglio anticiparvi nulla.</span></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Lasciatemi iniziare con un&#8217;opera che avrebbe dovuto ricevere maggior attenzione. Si tratta di &#8220;<strong>Swinging Amsterdam</strong>&#8221; realizzata da <strong>Rita Dijkstra-Hesselink</strong></span><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva;">. Sarà per l&#8217;atmosfera di quella città che mi piaque moltissimo, sarà perché amo i luoghi inaccessibili alle automobili, sarà per l&#8217;idea originale di ribaltare riflesso e realtà, sarà perché mi vanno a genio le rappresentazioni fuori dal comune, sarà forse per tutte quelle altre sensazioni che non riesco a descrivere, ma mi va di fregiare quest&#8217;opera col titolo &#8220;la mia preferita&#8221;.</span></span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731831150/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147dee5c49a.jpg" alt="" width="313" height="579" /></a></div>
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<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Da una visione quasi onirica di Amsterdam a una più realistica, ma non per questo meno interessante, di Köln (Colonia). A <strong>Greta Fitchett</strong> è capitato di osservare il Duomo di Colonia, forse scorgendolo dalla stazione ferroviaria riflesso su un una grande vetrata di un palazzo della Breslauer Platz, e lei non ha perso l&#8217;occasione di fissare su stoffa questo particolare punto di vista &#8211; <strong>&#8220;Cologne Cathedral Reflection&#8221;.</strong></span></p>
<div align="center"><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731747150/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def58464.jpg" alt="" width="320" /></a></div>
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<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Sembra un incendio, ma il fuoco è molto lontano. Infatti a incendiare la città è la luce del Sole, ancora basso sull&#8217;orizzonte, che si riflette sulle finestre dei palazzi all&#8217;alba. &#8220;<strong>Awakening</strong>&#8221; appunto, di <strong>Prue Wheal</strong>.</span></p>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731929687/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147dee60c7b.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
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<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Come non mi stancherò mai di far osservare, trovo che sia troppo facile realizzare un bel <em>patchwork</em> comprando del <em>batik </em>o altre stoffe di qualità. Ben altro valore ha un&#8217;opera composta da stoffe comuni, improbabili o, come da tradizione, recuperate dove capita, magari anche usate. Il lavoro sottostante è un perfetto esempio di <em>recycling</em>, e la dimostrazione che con un po&#8217; d&#8217;occhio si può realizzare qualsiasi cosa, anche questo rustico paesaggio tipico dell&#8217;Essex e Suffolk, &#8220;<strong>Town and Country</strong>&#8220;, per il quale <strong> Sylvia Paul</strong> ha utilizzato gli avanzi di seta di uno stabilimento tessile di Sudbury. <em>I like it!</em></span></p>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731730620/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def6eef9.jpg" alt="" width="400" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Esotico questo paesaggio. Esotico? Certo, forse non per voi, ma per <strong>Abeer Al-Khammash</strong> che arriva dall&#8217;Arabia Saudita una nevicata è un evento alieno, remoto, quasi irreale. Non ho idea se si tratti della memoria di un&#8217;esperienza vissuta o la riproduzione di un&#8217;immagine suggestiva, il risultato è comunque notevole, come pure è apprezzabile l&#8217;utilizzo di materiali inusuali (forse guttaperca?) &#8211; &#8220;<strong>Snowing</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731825870/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147dee65369.jpg" alt="" width="450" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Se il <em>quilt </em>precedente ci ha fatto già precipitare nel gelido inverno, cerchiamo di un po&#8217; di risollevarci il morale con qualche momento più confortevole.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Le quattro stagioni sono un motivo ricorrente nel <em>patchwork</em>, e qui possiamo vedere due interpretazioni </span><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">completamente diverse </span><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">di questo soggetto. La prima è di <strong>Cauldron</strong>, un gruppo di quattro quilter inglesi, le quali hanno interpretato lo stesso disegno ma visto in quattro differenti momenti dell&#8217;anno. &#8211; &#8220;<strong>Four Seasons</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731819197/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147defdb3d0.jpg" alt="" width="210" height="552" /></a></div>
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<div style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Questa è invece l&#8217;interpretazione delle quattro stagioni che ne dà <strong>Christine Heath</strong>. Suppongo che lei, più che descriverle, abbia cercato di spremerne le sensazioni che trasmettono, una rappresentazione informale, pur restando in uno schema predefinito, ripetitivo, proprio come il tempo, sempre uguale e sempre diverso. &#8220;<strong>Four Seasons</strong>&#8220;<strong>.</strong></span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731823777/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147defc735e.jpg" alt="" width="320" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Difficile decidere se quest&#8217;opera di <strong>Heater Pratt</strong> sia un sogno oppure un&#8217;immagine ideale. Noi siamo abituati a considerare le piante come entità immobili, dall&#8217;esistenza lenta e monocorde, e appunto definiamo uno stato di attività quasi nulla con il verbo &#8220;vegetare&#8221;. Invece a quanto pare gli alberi sono come le persone, con la loro personalità, e come le persone gioiscono e soffrono, con la differenza rispetto a noi che loro ridono e piangono in silenzio. Quest&#8217;albero poi è speciale, i rigidi rami si mutano in morbide trecce o flessuosi tentacoli, e le foglie in cuori; le radici non affondano più nell&#8217;oscuro sottosuolo, bensì fluttuano libere nell&#8217;acqua, e pure quest&#8217;ultima muta, da strumentale vettore di sali nutritivi, a casa e sostegno di un albero in continuo divenire.</span><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"> &#8211; &#8220;<strong>Trees are People Too</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918111352/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147deea86cd.jpg" alt="" width="320" /></a></div>
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<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Gialal al-Din Rumi fu un grande poeta persiano del XIII secolo (altre informazioni le potete trovare <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gialal_al-Din_Rumi" target="_blank">qui</a></strong></span>), e a <strong>Sandra Newton</strong>, ascoltando il canto degli uccelli sui rami di un albero vicino a casa sua, è venuto in mente uno dei celebri versi di questo poeta: &#8220;<em>Cantare come cantano gli uccelli senza preoccuparsi di chi ascolta e di cosa pensi</em>&#8220;. Magari lo stesso pensiero ci sfiora anche quando si immagina e poi si realizza un <em>patchwork</em>, con la ferma decisione di esporlo infischiandose (giustamente) di chi lo guarderà e di cosa penserà. Approvo, condivido e sottoscrivo. &#8211; &#8220;<strong>Songburst</strong>&#8220;.</span></p>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731876477/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def13981.jpg" alt="" width="281" height="507" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><strong>Olwen Shears</strong> vorrebbe che tra le foglie di un suo grande cespuglio, al posto dei soliti uccellini, trovasse stabile dimora un gruppo di pappagallini gialli. Magari, ma lei non lo dice (o forse ancora non lo sa), preferirebbe che fosse quel cespuglio con lei al seguito a spostarsi a casa dei pappagallini, in terre e climi ben diversi dalle Isole Britanniche &#8211; &#8220;<strong>Tweet</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731796049/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147deeac29b.jpg" alt="" width="320" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">&#8220;<strong>Through the Window&#8230;</strong>&#8220;, attraverso la finestra <strong>Janet McCallum</strong> vede questo pezzetto di prato, uno scorcio d&#8217;estate per un&#8217;estate che quest&#8217;anno non s&#8217;è fatta vedere. Accontentiamoci allora della fantasia e della memoria, magari con l&#8217;aiuto di queste margherite che sembrano uscire dal quadro.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731780390/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def05893.jpg" alt="" width="320" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Mi ricordo, sì, io mi ricordo, circa dieci anni fa, una primavera fantastica in Olanda. Ero lì per l&#8217;esposizione internazionale a Den Haag (L&#8217;Aia), e presi alloggio in un caratteristico <em>Bed &amp; Breakfast</em> di Haarlem, una splendida cittadina. Oltre alla mostra, superba proprio come mi aspettavo, ricordo la visita ad Amsterdam, i musei, i canali, le biciclette, e tutta quanta l&#8217;atmosfera, unica. Anche i trasferimenti in treno non furono da meno, dato che accanto al finestrino sfilavano campi fioriti di tutti i colori, un <em>patchwork </em>vegetale inaspettato. Ma, come suppongo sia stato per <strong>Ethelda Ellis</strong>, ciò che mi colpì di più furono i giardini di Keukenhof, ed eravamo a maggio, proprio la stagione perfetta. Mai più visto uno spettacolo del genere! Ringrazio <strong>Ethelda Ellis</strong> per aver fatto riemergere il ricordo di una primavera a Keukenhof &#8211; &#8220;<strong>Lente in Keukenhof</strong>&#8220;, appunto. </span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14895463596/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147deeb64bd.jpg" alt="" width="320" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Tre milioni e passa di abitanti, questa è l&#8217;attuale popolazione di Jeddah (Gedda). Si tratta perciò di una metropoli, moderna, turrita di grattacieli e di gru portuali, forse pure troppo se <strong>Elham Alsabban</strong> ha pensato bene di fuggire nella città vecchia per riportarci l&#8217;atmosfera di quella che per secoli fu la &#8220;città della spiaggia&#8221;. &#8211; &#8220;<strong>Old Jeddah</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731706458/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df0892a3.jpg" alt="" width="320" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><strong>Eszter Bornemisza</strong> non ha bisogno di presentazioni. Le sue opere sfuggono a qualsiasi definizione, e ciò secondo me è un valore aggiunto. Per quel poco che ne capisco d&#8217;arte, non mi sembra lei si ispiri a uno stile pittorico contemporaneo, ma che anzi cerchi di lasciar trapelare le sue sensazioni per mezzo di contaminazioni e assemblaggi fuori dal comune, senza apparire mai né autoreferenziale e né approssimativa. Sotto questa rete di stoffa ha creato una città con semplici frammenti di quotidiani e qualche decorazione astratta. &#8211; &#8220;<strong>Urban Fragments</strong>&#8220;.</span></div>
<div align="center"><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731603190/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df11d0bf.jpg" alt="" width="240" /></a><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">&#8220;<strong>Urban Fragments</strong>&#8221; &#8211; Dettaglio</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918277815/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df117917.jpg" alt="" width="270" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">C&#8217;è di tutto in questo libro <em>patchwork </em>realizzato dalle dodici quilter dell&#8217;associazione <strong>Better Together</strong>. Si sa che, a meno che non lo si faccia di mestiere, ogni <em>quilt </em>è un&#8217;avventura speciale, talvolta ardua ed estenuante, sempre irrinunciabile, e che solamente chi è vittima di una particolare vena di pazzia la può trovare anche divertente. Allora evviva le &#8220;<strong>Crazy Adventures</strong>&#8220;.</span></div>
<div align="center"><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14926763932/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147defcbec1.jpg" alt="" width="270" /></a><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">&#8220;<strong>Crazy Adventures</strong>&#8220;</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14924035421/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147defd3f3b.jpg" alt="" width="270" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Una cascata di triangoli multicolori di <strong>Janine Visser</strong>, un lavoro non solamente artistico ma anche un&#8217;originale composizione che è indice di buone competenze tecniche anche al di fuori del <em>patchwork </em>- &#8220;<strong>Triangle Trail</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731802518/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def6a1e6.jpg" alt="" width="223" height="541" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Non si sono fatte mancare niente<strong> Irene Harris</strong> e <strong>Susan Campbell</strong> per il loro &#8220;<strong>Beyond the Garden Wall</strong>&#8220;, nemmeno il tempo per curare i graziosi dettagli. Al di là del muro del giardino c&#8217;è tutto il mondo, e la bimba è incerta, curiosa e timorosa allo stesso tempo. Fin troppo piacevoli questi accostamenti cromatici e il soggetto che rimanda all&#8217;età dell&#8217;innocenza. Chissa se hanno mai visto il film &#8220;Oltre il giardino&#8221;&#8230;</span></div>
<div align="center"><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918383965/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147defebe0a.jpg" alt="" width="330" /></a><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">&#8220;<strong>Beyond the Garden Wall</strong>&#8221; &#8211; Dettaglio</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14904122486/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147defe57f6.jpg" alt="" width="270" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Questo lavoro intitolato &#8220;<strong>Fish at Sea</strong>&#8221; potrebbe a prima vista apparire banale, invece nasconde molti segreti. Innanzitutto <strong>Pam Stanier</strong> e <strong>Quilters&#8217; Trading Post</strong> hanno creato il disegno dei pesci nel mare utilizzando un blocco geometrico che già da solo farebbe la sua bella figura, e poi hanno scelto sfumature di blu e di rosso, colori che è sempre difficile accordare. Ciò che inoltre è raro, e perciò anche prezioso, è il materiale usato: la stoffa <em>Shwe Shwe</em> (ma dove l&#8217;hanno scovata in Inghilterra?). Questo tipo particolare tipo di cotone arriva dal Sudafrica, anche se ha le sue antiche origini in India. Dapprima lo si trovava solamente del colore indaco, e oggi anche in altre tinte, con originali motivi stampati. Poche sono le aziende sudafricane che producono questa stoffa, utilizzata prevalentemente dalle donne <em>xhosa </em>per le loro variopinte vesti tradizionali. Un tempo il <em>Shwe Shwe</em> era pesantemente inamidato, un trattamento indispensabile perchè la preziosa stoffa doveva resistere ai lunghi viaggi per mare dall&#8217;India verso i porti di destinazione. Ancora oggi succede che col tempo e con l&#8217;uso questo cotone diventi sempre più morbido, e il suo unico difetto (o pregio a seconda dei gusti) è quello di perdere del colore durante il lavaggio, come il <em>denim </em>del resto, che piace ancor di più quand&#8217;è un po&#8217; stinto.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14895390676/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147deff1089.jpg" alt="" width="330" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><strong>Maríe-Josèphe Veteau</strong> ci rimanda magistralmente ai tempi del <em>patchwork </em>tradizionale, direi quasi leggendario, basato su un motivo tra i più noti, il <em>Log Cabin</em>. E direi che non poteva essere altrimenti dato che lei arriva dalla patria del <em>patchwork </em>europeo, la zona dell&#8217;Alto Reno, poco a sud dell&#8217;altrettanto leggendaria Val&#8217; d&#8217;Argent &#8211; &#8220;<strong>Log Cabin Chevronné</strong>&#8220;</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731649338/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df127a1e.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Il lavoro sottostante lo dedico a chi usa tagliare una bella pezza di <em>batik</em>, ci fa sopra degli scarabocchi, magari ispirandosi a qualche stile pittorico che ha fatto il suo tempo, la unisce a un&#8217;imbottitura leggera e a un <em>backing</em> di cotone, contorna quella specie di macchie di Rorschach con una quiltatura veloce a macchina, e poi suppone di aver fatto un bel lavoro.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ben cinque anni di lavoro sono occorsi ad <strong>Alison Garrett</strong> per questo suo &#8220;<strong>A Slow Quilt</strong>&#8220;, veramente <em>crazy</em>, il <em>patchwork </em>e anche lei, una pazzia realizzata con campioni di seta e velluto, interamente ricamata a mano. Osservando i vari blocchi si possono immaginare i giorni, i mesi, le stagioni, e le vicende avvenute in questo discreto lasso di tempo. Ce ne fosse ancora molta di questa meravigliosa pazzia nel mondo!</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918372755/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df00222c.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ecco ora alcuni Quilt in miniatura, capolavori di una ventina ci centimetri circa. </span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Mi stavo giusto chiedendo a chi mai poteva venire in mente di realizzare questi <em>bouquet</em> da sposa quando&#8230; ah, ecco&#8230; ora ho capito, è una giapponese! (anche se vive negli Stati Uniti). <strong>Kumiko Frydl</strong> porta sempre qualche suo piccolo gioiello a Birmingham, e anche questo lascia a bocca aperta. &#8211; &#8220;<strong>Bridal Bouquets</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731833988/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def24703.jpg" alt="" width="270" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Scarpe, scarpe, e ancora scarpe. A <strong>Sarah Jane Dixon</strong> indubbiamente piacciono le scarpe. Non so se avete presente i magazzini Selfridges di Londra, in Oxford Street, ma lì, ammirando la nuova collezione di Vivenne Westwood, probabilmente lei è stata fulminata sulla strada di Damasco e ha trovato l&#8217;ispirazione per questa sua opera. &#8211; &#8220;<strong>A Girl Can&#8217;t Have Too Many Shoes</strong>&#8220;. </span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731765279/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def2a131.jpg" alt="" width="250" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Quando in inverno il vento soffia feroce da nord-est, dal Mar d&#8217;Irlanda, la costa è flagellata dalle raffiche e dalle mareggiate. <strong>Sandra Goldsbrough</strong> ha cercato di far trasparire il gelo e la desolazione di quelle giornate invernali, un&#8217;immagine ben diversa da quella stereotipata della verde Irlanda che abbiamo in mente. &#8211; &#8220;<strong>Whenever a North East Wind Blows II</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731859167/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def2ea41.jpg" alt="" width="270" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Il tema del concorso organizzato da <strong>EQA</strong> per il 2014 si intitola &#8220;<strong>Seasonal Garden</strong>&#8220;, ovvero le stagioni del giardino o qualcosa del genere. Sono dei piccoli lavori di trenta centimetri per lato mediante i quali ogni artista si esprime come meglio crede, sia come tecnica che come interpretazione del tema. Questo è il pannello realizzato dalle <em>quilter </em>italiane. </span></div>
<div style="text-align: center;"><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731625889/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df0f7697.jpg" alt="" width="360" /></a><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Un dettaglio</span><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918293765/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df0e165c.jpg" alt="" width="270" /></a></div>
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<div style="text-align: center;" align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Questi invece sono i <em>quilt </em>che provengono dalla Spagna. </span></div>
<div style="text-align: center;"><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731622049/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df10258f.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
<div style="text-align: center;" align="center"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Un dettaglio</span></div>
<div style="text-align: center;"><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731719087/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df0fe575.jpg" alt="" width="270" /></a></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ce ne sono altri da vedere sulla mia pagina <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/" target="_blank">Flickr</a></strong></span> dedicata questa edizione del Festival of Quilts.</span></p>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">I giriama sono un popolo che vive sulle coste del Kenya. In quei posti è cresciuta <strong>Hauda Ahmed</strong>, e si può ben crederle quando afferma di provare nostalgia, soprattutto per le celebrazioni festose dei matrimoni (e anche dei funerali). Per questo <em>quilt</em>, oltre alla stoffa ha utilizzato piccole perle, filati, piume, juta hessan, e bozzoli di seta! &#8211; &#8220;<strong>Giriama Village</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731885218/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147dee71f71.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Dal caldo africano al freddo della Sierra Nevada. Come spesso capita, dopo le prime giornate miti di primavera può arrivare un colpo di coda dell&#8217;inverno, un&#8217;ultima gelata alla quale devono resistere tutte quelle piantine che hanno peccato di eccessivo ottimismo. La loro audacia e la loro resistenza si basa unicamente sulla speranza che il freddo passi presto, la speranza in un futuro meno cupo, perchè domani è sempre un altro giorno. &#8211; <strong>Barbara Lynn Tubbe</strong> &#8211; &#8220;<strong>Hope</strong>&#8220;</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918397585/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def74874.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Quest&#8217;opera di <strong>Paloma Vives</strong> è la dimostrazione pratica che non tutto il male viene per nuocere. Dopo aver stampato la fotografia di un cavallo si accorse che alcune cartucce d&#8217;inchiostro della stampante erano esaurite, in quanto l&#8217;immagine risultante era venuta fuori in tante sfumature di blu. Da quella stampa imperfetta è nato questo bel <em>quilt </em>che le ricorda il suo mare. &#8211; &#8220;<strong>Reflectin el Mediterrani</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918120532/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147dee98731.jpg" alt="" width="300" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">A un famoso quadro di <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Ligabue" target="_blank">Ligabue</a></strong></span>, &#8220;Testa di tigre&#8221;, si è ispirata <strong>Laura di Cera</strong> per questo <em>quilt </em>che non passa di sicuro inosservato. Certo che dev&#8217;essere stato difficile trovare delle stoffe in grado di rendere i colori accesi utilizzati da quel grande pittore <em>naif</em>. &#8211; &#8220;<strong>Tiger&#8217;s Head</strong>&#8220;. </span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731591649/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df122da5.jpg" alt="" width="330" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Chi non è mai stato a Nord, molto a Nord, non può avere idea di come basso e cupo sia il cielo. Non state a credere troppo alle <em>brochure </em>delle agenzie di viaggio, a quelle fotografie col sole che illumina un paesaggio terso e ai cieli sgombri di nuvole, non è quasi mai così, nemmeno d&#8217;estate. Eppure il sole c&#8217;è, sempre, e di giorno non smette mai di premere sulle nubi per arrivare, magari debole e stanco, fino alla sua gente, e per questo motivo gli abitanti del profondo Nord gli sono grati, anche se raramente hanno l&#8217;occasione di vederlo. -<strong> Marja Matiisen</strong> &#8211; &#8220;<strong>Sun-A-Round</strong>&#8220;</span>.</div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731754159/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def50e2a.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Badate, per questo lavoro <strong>Marlene Cohen</strong> non ha usato la tecnica &#8220;confetti&#8221;, sarebbe stato troppo facile. Sono proprio foglioline di stoffa quelle che lei ha impiegato per comporre il <em>patchwork </em>&#8220;<strong>Autumn</strong>&#8220;. So che, sempre su questa falsariga, lei ne ha realizzato un altro intitolato &#8220;Spring&#8221;. Nell&#8217;ipotesi che volesse completare l&#8217;anno, sarebbe interessante scoprire la sua rappresentazione di &#8220;Winter&#8221;. </span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918248705/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df12c83a.jpg" alt="" width="227" height="464" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Chilometri di filo devono essere serviti a <strong>Lea McComas</strong> per &#8220;dipingere&#8221; questo scorcio di vita di due ragazzi turchi. Decine di migliaia di chilometri la separano da quel mondo, come pure da quella cultura, eppure lei è riuscita a cogliere lo spirito di due giovani che si danno da fare per aiutare la famiglia, i quali purtroppo sono ormai di una specie in estinzione dalle nostre parti. -&#8220;<strong>Turkish Bread Boys</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731817459/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147dee942b7.jpg" alt="" width="321" height="477" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ognuno vive l&#8217;attesa a suo modo, e in questi <em>banner </em>di <strong>Irma Markus Gouda</strong> si possono, più che intuire, immaginare le differenze di comportamento. Interessante la sovrapposizione dei soggetti che volutamente ignora la prospettiva, schiacciandola come se fosse stato utilizzato un potente teleobiettivo con un campo di messa a fuoco ridottissimo, in controluce, sfocando e &#8220;bruciando&#8221; in questo modo il secondo piano. &#8211; &#8220;<strong>Waiting for the Parade</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731818398/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def3b94d.jpg" alt="" width="350" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">L&#8217;organizzazione <strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.saqa.com/index.php" target="_blank">SAQA</a></span></strong> ha organizzato una galleria intitolata &#8220;People and Portraits&#8221;, dedicata alle emozioni umane manifestate dal volto, dal corpo, dall&#8217;azione e dall&#8217;interazione. I lavori esposti erano circa una ventina, e questo </span><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"> di <strong>Yoshiko Kurihara</strong> </span><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">era uno tra i più originali. &#8211; &#8220;<strong>A Winter Story</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731669387/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df1390dd.jpg" alt="" width="330" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Chissà come mai la scozzese <strong>Sheena Norquay</strong> ha pensato a un ingorgo o a un punto morto per questa sua opera. Realizzato con campioni di stoffa e raso, non dà l&#8217;impressione di affollamento, e nemmeno di un blocco della creatività, tutt&#8217;altro. &#8211; &#8220;<strong>Gridlocked</strong>&#8220;</span>.</div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14915271211/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df04bba3.jpg" alt="" width="350" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><strong>Kausar Mitha</strong> ha combinato il <em>patchwork</em> con l&#8217;<em>origami</em>, utilizzando esclusivamente cotone <em>denim </em>indaco, ooportunamente scolorato. Il tradizionale blocco Somerset Star si è prestato benissimo a questo esperimento. Scommessa vinta. &#8211; &#8220;<strong>Indigo Stars</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14895354866/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df052a77.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Un domani luminoso per <strong>Kazue Iwahashi</strong>, uno splendente oggi per questa opera, e una serie di infiniti ieri per realizzarla così bene, con tutti quegli <em>appliqué</em> ispirati a un campo di lavanda, ovviamente cuciti a mano. Bella anche la scelta di utilizzare una stoffa con una sfumatura chiara al centro, come l&#8217;inizio di un&#8217;alba che sorge all&#8217;orizzone &#8211; &#8220;<strong>The Brightness</strong></span><strong><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"> &#8211; Towards Tomorrow</span></strong><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14731804507/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147deffbb2a.jpg" alt="" width="360" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Già nel 1615 a Dungeness Point, sulla costa meridionale del Kent, venne installata una rudimentale una segnalazione luminosa. A causa dell&#8217;avanzamento della costa verso il mare il faro dovette essere abbattuto e ricostruito più volte, l&#8217;ultima volta nel 1961. <strong>Jane Rogers</strong> si rammarica della soppressione dei vecchi fari in favore delle nuove tecnologie, perciò ha voluto dedicare questo suo <em>patchwork</em> al faro di Dungeness e a tutti i fari che purtroppo non fendono più il buio con il loro messaggio luminoso &#8211; &#8220;<strong>Lenses and Light</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14895368656/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df0140f0.jpg" alt="" width="370" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">&#8220;Blue As The Turquoise Night of Neyshabur&#8221; è la composizione musicale che ha dato il &#8220;la&#8221; a <strong>Pia Puonti</strong> per questa sua opera, il blu appunto, ma anche il turchese, quello delle pietre preziose, le turchesi persiane appunto, che si estraggono da quelle parti &#8211; &#8220;<strong>Neyshabur</strong>&#8220;.</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14918000392/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df01b93f.jpg" alt="" width="350" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Si potrebbe dire &#8220;<em>dulcis in fundo</em>&#8220;, ma purtroppo non si può dire, perché dopo tante meraviglie ora tocca a un lavoro che di sicuro non è all&#8217;altezza di quelli precedenti. Però, dopo tanta fatica, per andare, per fotografare, per commentare, un piccolo premio me lo merito, e allora mi permetto inserire ciò che ho voluto esporre di mio al concorso, ovviamente con speranze di un riconoscimento pari a zero (se non sottozero). Però già il fatto che tante persone lo abbiano visto, lo abbiano fotografato, e persino postato in rete, è per me motivo di grande soddisfazione. Che ci volete fare, per quanto mi sforzi, la vanità è sempre in agguato. Si tratta della riproduzione esatta di un antico mosaico presente nella basilica di Aquileia, e quando dico esatta intendo che il mosaico è stato fotografato e misurato per rispettare le proporzioni, i colori, le dimensioni e la posizione di ogni singola tessera. Se non ci credete, andate e vedete.</span></div>
<div align="center"><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14922896531/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147def64855.jpg" alt="" width="350" /></a><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ecco, questa è la prova che c&#8217;ero anch&#8217;io. Ciaooooo</span></div>
<div><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/14895579116/in/set-72157646053664949/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_147df132f87.jpg" alt="" width="310" /></a></div>
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<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Puff, puff, finalmente siamo giunti quasi al termine di questo <em>tour de force</em>.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Due sole cose ancor, la prima è che le immagini di tutti i lavori delle <em>quilter</em> italiane in concorso le trovate <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.quiltitalia.it/Associazione/Gallerie/Galleria/Birmingham2014italiani" target="_blank">qui</a></strong></span>, la seconda è che altre fotografie dei quilt che ho visto a Birmingham le trovate <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/sets/72157646053664949/" target="_blank">qui</a></strong></span>.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Come ogni volta mi trovo nella condizione di dover tirare delle somme, giusto qualche considerazione finale, e per l&#8217;ennesima volta ribadisco che osservare un <em>quilt</em> dal vivo è tutt&#8217;altra cosa che vederlo in fotografia, oltre al fatto che quelli che ho inserito nel post costituiscono solamente una minima frazione di quanto era esposto. A peggiorare le cose ci si mette pure il mio gusto personale, e per quanto l&#8217;obbiettività sia auspicabile, giocoforza capita di fotografare le opere che lasciano un segno, mentre altre, magari altrettanto pregevoli, sfuggono e non si fanno catturare alla prima occhiata. Tra i miei propositi per le edizioni future (oltre a quello di arrivarci in treno) c&#8217;è l&#8217;intenzione di dedicare due giorni alla mostra, per vedere, riflettere, e rivedere il giorno dopo. Comunque il concetto che intendo trasmettere è che, con giusto un minimo di organizzazione, arrivare qui, a Birmingham è relativamente semplice e neppure troppo costoso, dato che la mole di opere esposte giustifica ampiamente il viaggio fino alle Midlands. Se il prossimo anno vi venisse la voglia di verificare con i vostri occhi se quanto scrivo è vero, non avete che da mettervi in contatto con me, e vi darò tutte le informazioni pratiche del caso (viaggi, spostamenti, alberghi, ecc.). Ormai ho una certa pratica.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Lasciatemi spendere una parola sull&#8217;organizzazione del festival, ma una sola: perfetta.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Uno, circa diecimila ingressi al giorno, eppure gli spazi sono così ampi che mai capita di chiedere permesso per passare.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Due, la parte commerciale, estesa e ben fornita, è comunque adeguatamente separata dalla parte espositiva dei concorsi.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Tre, pochissime sono le opere che non possono essere fotografate.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Quattro, più di mille lavori in concorso, mille lavori da staccare, imballare (con cura), e spedire. Il Festival chiudeva domenica sera, e il mio lavoro era casa già giovedì mattina.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Mi ricordo, sì, io mi ricordo, a Parma&#8230; lasciamo perdere che è meglio.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">C&#8217;è ancora qualcos&#8217;altro che ricordo, ma si perde abbastanza indietro nel tempo, ai giorni delle mie prime esperienze con il <em>patchwork</em>. Mi ricordo che c&#8217;erano le coperte, tante coperte, piccole, grandi, enormi, all&#8217;epoca per me tutte meravigliose, con la loro esatta composizione geometrica e la loro paziente quiltatura manuale. <em>Panta rei</em>, tutto scorre, e oggi la maggior parte dei lavori sono dei quadri, espressionisti, impressionisti, astratti, futuribili, fino ad arrivare agli <em>exploit</em> temerari. Sarà un bene, sarà un male, e chi lo sa. Da un verso è giusto che il <em>patchwork</em> superi la sua immagine di <em>hobby</em> femminile, perda l&#8217;obbligo di avere una qualche utilità pratica, smetta gli usati panni di famiglia e abbandoni le pareti domestiche, e diventi gioia di esprimersi liberamente , a prescindere dalla cultura, dalle tradizioni, dai materiali, dai gusti e, perchè no, anche dal genere. Per contro c&#8217;è il rischio che diventi una corsa verso l&#8217;effetto speciale, il <em>ballon d&#8217;essai</em>, lo stupefacente, l&#8217;artificio, l&#8217;effimero, in, passatemi il temine, fuffa.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Come di dice in questi casi: ai posteri l&#8217;ardua sentenza.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Intanto prendiamo quel che c&#8217;è da prendere, perché di cose belle ce ne sono da vedere, e conto di ritornare ancora al <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.thefestivalofquilts.co.uk/" target="_blank">Festival of Quilts</a></strong></span>, per un bel bagno di umiltà in primis, e per avere la conferma che il <em>patchwork</em> è in salute, anzi cresce e si fa scoprire anche da chi di pezze, <em>pattern</em>, fili, <em>appliqué</em>, non ne supponeva nemmeno l&#8217;esistenza.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Fidatevi, in Europa ci sono altre mostre che espongono opere altrettanto belle, in ambientazioni anche più caratteristiche, ma vederne così tante tutte assieme è un&#8217;esperienza favolosa.</span> <span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Nonostante <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://my3place.wordpress.com/2013/08/16/ci-credereste/" target="_blank">Birmingham</a></strong></span>.</span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">P.S.</span></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Per chi non l&#8217;avesse immediatamente notato, voglio precisare che l&#8217;<em>incipit</em> di questo <em>post</em>, una frase poi diventata una sorta di <em>refrain</em>, è una citazione, la parte del titolo di un film di Anna Maria Tatò &#8220;<a href="http://www.imdb.com/title/tt0119614/?ref_=fn_tt_tt_1" target="_blank">Marcello Mastroianni &#8211; Mi ricordo, sì, io mi ricordo</a>&#8220;, girato durante le riprese del suo ultimo film &#8220;Viaggio all&#8217;inizio del mondo&#8221;. Mi pareva giusto precisarlo.</span></div>
<p>&#8220;http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/</p>
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		<title>Festival of Quilts &#8211; Birmingham 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Aug 2013 21:21:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Birmingham è una strana città, incomprensibile (magari solamente per me), come lo sono molte altre metropoli moderne sorte sull&#8217;onda di un boom economico, e quindi non da esigenze di carattere storico o antropologico. Fatto sta che non ci vivrei, questo è certo. Però una cosa bisogna ammetterla, il National Exhibition Centre (NEC) offre degli spazi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><span style="font-size: xx-large;"><strong><img class=" alignleft" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407d006261.jpg" alt="" width="250" />B</strong></span>irmingham è una strana città, incomprensibile (magari solamente per me), come lo sono molte altre metropoli moderne sorte sull&#8217;onda di un boom economico, e quindi non da esigenze di carattere storico o antropologico. Fatto sta che non ci vivrei, questo è certo.<br />
Però una cosa bisogna ammetterla, il <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.thenec.co.uk/" target="_blank">National Exhibition Centre</a></strong></span> (<span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.thenec.co.uk/" target="_blank">NEC</a></strong></span>) offre degli spazi espositivi insuperabili, sia per volumi che per praticità. Scesi dall&#8217;aereoplano o dal treno, occorrono solamente dieci minuti (a piedi e al coperto) per arrivare alla manifestazione in corso, e non so quante località possono vantare altrettanta comodità di accesso.<br />
Grazie agli spazi generosi, il <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.thefestivalofquilts.co.uk/" target="_blank">Festival of Quilts</a></strong></span> si può permettere di esporre circa 800 lavori in concorso e più di 20 gallerie di artisti vari, oltre naturalmente a una zona commerciale quasi altrettanto estesa. Perciò, anche se l&#8217;aereo mi stressa e il loro frenetico stile di vita mi angoscia, l&#8217;occasione di un &#8220;mordi e fuggi&#8221; a Birmingham per ammirare una tale abbondanza di quilt è troppo ghiotta per rinunciarvi e vale il sacrificio. Vuol dire che mi consolerò con una pinta di Smithwick&#8217;s in un posticino che conosco.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Eccovi allora un breve resoconto della mia <em>strafexpedition</em> in quel di Birmingham. Due sole cose: cliccando su una immagine questa viene visualizzata su <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/sets" target="_blank">Flickr</a></strong></span>, più grande e più dettagliata, e poi non ho inserito nel blog tutte le fotografie che ho scattato alla mostra, però le altre le trovate (quelle che ho scattato, non tutta la mostra, è ovvio) sempre sul mio spazio <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/sets" target="_blank">Flickr</a></strong></span>.<br />
Come sempre, vale una premessa fondamentale: pur cercando di offrire un resoconto il più possibile rappresentativo, è naturale essere influenzati dal proprio gusto personale, perciò è altamente probabile che le opere fotografate e i commenti relativi non incontrino il favore generale. Di ciò mi scuso in anticipo e posso solamente suggerire di cercare in rete altri siti in grado di offrire una panoramica più estesa dei lavori esposti. In alternativa c&#8217;è sempre la soluzione perfetta, quella di andare il prossimo anno a Birmingham per verificare di persona come ci si possa veramente &#8220;perdere&#8221; in mezzo a tanta abbondanza, e anzi suggerisco di riservare 2 giorni per vedere, con sufficiente attenzione, tutto il <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.thefestivalofquilts.co.uk/" target="_blank">Festival of Quilts</a></strong></span>. </span></p>
<p align="justify"><span id="more-125"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Venerdi 9 agosto 2013, ore 9 e 45&#8242;. Rapida scorsa alla check-list prima di entrare.</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Scarpe comode: OK</span></li>
<li><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Borsa capace: OK<br />
</span></li>
<li><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Occhiali: OK </span></li>
<li><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Biglietti: OK<br />
</span></li>
<li><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Macchina fotografica: OK</span></li>
<li><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Flash: OK</span></li>
<li><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Batterie di riserva: OK</span></li>
<li><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Mappa della mostra: OK</span></li>
<li><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Curiosità: OK</span></li>
</ul>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Sono le 10 e 00. Si va.<br />
Sul mio Casio di plastica sono esattamente le 10 e 13 quando passo davanti a </span><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">questo </span><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">originalissimo cucù. Immagino che oggi, nel Regno Unito, questo orologio realizzato da Sally Snusshall sia il più fotografato dopo il BigBen.</span></p>
<div align="center">
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507166435/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img title="Sally Snusshall - The Mouse and The Cuckoo Clock" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9dd4e1.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="300" /></a></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Il dovere mi imporrebbe di dare conto dei risultati dei vari concorsi ma, come al solito, sto incontrando alcune difficoltà.<br />
La prima è di ordine pratico in quanto i lavori premiati sono stati collocati in testa alle corsie espositive, nel punto meno luminoso e più trafficato possibile. Per giunta c&#8217;è poco spazio tra l&#8217;opera esposta e la parete alle mie spalle, per cui fotografare un lavoro grande è estremamente difficoltoso se non impossibile.</span><br />
<span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Il secondo aspetto che mi frena è una certa perplessità sul metro di giudizio utilizzato per la valutazione. In più di qualche caso mi è capitato di osservare delle opere premiate che dal punto di vista artistico non mi comunicavano un granché. Si vede che il giudizio ufficiale verte più sugli aspetti tecnici delle opere. </span></div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Nella categoria &#8220;<em>Traditional</em>&#8221; il primo premio è andato a Kyoko Yamauchi con l&#8217;opera intitolata &#8220;Thank You Father&#8221;. L&#8217;effetto pizzo è stato ottenuto lavorando la stoffa bianca sopra quella verde con la stessa tecnica delle <em>molas</em>.</span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9510376884/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Kyoko Yamauchi - Thank You Father" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c986eb8.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="539" height="551" /></a></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Kumyko Frydl ha meritatamente vinto nella categoria &#8220;<em>Miniature</em>&#8220;. Il suo quilt &#8220;Rose of Versailles&#8221; è stupefacente. Quella che vedete nella fotografia è una mano per la quale i guanti taglia &#8220;S&#8221; stanno grandi.</span></p>
<p><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c982b26.jpg"><img class=" size-medium wp-image-559 aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c982b26-300x265.jpg" alt="uid_1407c982b26" width="300" height="265" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507191523/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Kumyko Frydl - Rose of Versailles - Detail" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c980a16.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="400" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Prima classificata nella categoria &#8220;<em>Group</em>&#8221; quest&#8217;opera estate/inverno &#8220;Un Elemento: Dos Estaciones&#8221; realizzata dal gruppo DE12 A2. Si tratta dello stesso pannello, pieghettato, che offre 2 paesaggi diversi a seconda di come lo si guarda.</span></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Indubbiamente l&#8217;effetto &#8220;due in uno&#8221; ha riscosso un grande successo, giacché in occasione dell&#8217;esposizione tenutasi quest&#8217;anno a Sitges, l&#8217;opera aveva già ricevuto il primo premio del &#8220;Giudizio del pubblico&#8221;. </span></div>
<div align="justify"></div>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507212787/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"> <img title="DE12 A2 - Un Elemento-Dos Estaciones" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c90c2fb.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="350" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9510008560/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img title="DE12 A2 - Un Elemento-Dos Estaciones" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c909602.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="330" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">La categoria &#8220;<em>Art</em>&#8221; è stata vinta da Jill Exell con questo volo di oche canadesi, &#8220;Flight&#8221;, appunto.</span><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507195323/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Jill Exell - Flight" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c96b354.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="500" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Nella categoria &#8220;<em>Contemporary</em>&#8221; con questa festa di esagoni intitolata &#8220;Celebration 2&#8243;, Tuula Makinen si è aggiudicata il primo premio. Gli esagoni centrali sono vuoti, puntati su un supporto di organza. Sono stati utilizzati anche seta, lino, viscosa, broccato, lurex e raso.</span><img class=" aligncenter" title="Tuula Makinen - Celebration II" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407ca02afd.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="500" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">C&#8217;era anche la categoria per principianti, ovvero &#8220;<em>My First Quilt</em>&#8220;. Qui Victoria Plum ha vinto riportando su stoffa &#8220;My Husband&#8217;s Hobbies&#8221;. Adesso toccherà a lui comporre una canzone intitolata &#8220;My Wife&#8217;s Hobby&#8221;!</span><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507173649/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Victoria Plum - My Husband's Hobbies" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9bd33b.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="613" height="460" /></a><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Due persone, due modi di immaginare un&#8217;opera, due livelli di abilità, due sensibilità differenti, due visioni del colore. In questo &#8220;Dunes Duet&#8221; di Linzi Upton e Ann Long, vincitrici della categoria &#8220;<em>Two Persons</em>&#8220;, ci sono solamente due forme geometriche, il quadrato e il cerchio. Chi è l&#8217;una e chi è l&#8217;altra? </span><img class=" aligncenter" title="Linzi Upton &amp; Ann Long - Dunes Duet" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c99ba50.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="453" height="551" /></p>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ormai le macchine da cucire sono talmente tecnologiche che, mentre stanno cucendo, quiltanto, ricamando, preparano il caffè, si collegano a Facebook, suonano gli Mp3, fungono da calcolatrice, <em>smartphone</em> e barometro. Perciò è sempre una meraviglia quando capita di vedere un lavoro pazientemente quiltato a mano, e che mano quella di Linda Fry! </span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509981098/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Linda Fry - Candlewicking Quilt" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c998e44.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="541" height="551" /></a><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509981924/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Linda Fry - Candlewicking Quilt - Detail" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c994601.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="400" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Bellissima quest&#8217;opera di Fusako Takido, &#8220;Garden of Dream&#8221;, è proprio &#8220;da sogno&#8221;. Molto probabilmente avrebbe anche vinto un premio se non avesse già ricevuto un ampio riconoscimento a Houston nel 2009.</span><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9510001972/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Fusako Takido - Garden of Dream" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c949d9d.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="546" height="551" /></a></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Quasi altrettanto bello è questo giardino di Tomoko Arai intitolato &#8220;Lovely Garden&#8221;.</span><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509952472/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Tomoko Arai - Lovely Garden" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9ffe9f.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="544" height="551" /></a></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Il titolo di questa coloratissima opera di Alison Robins e Krista Withers dice tutto. &#8220;Never again&#8221;, mai più, forse perché è stata veramente una faticaccia, o perché sarà impossibile che si ripetano queste combinazioni di colore.</span></p>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507152503/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Alison Robins &amp; Krista Withers.jpg - Never Again" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c8ea5f7.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="453" height="551" /></a></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Mi piace questo quilt di Linda Forey. Sarà per l&#8217;accostamento cromatico indovinato, sarà per il fatto che è geometrico ma libero al tempo stesso, o magari sarà perché dà l&#8217;impressione di essere una finestra aperta su qualcosa di molto più grande dell&#8217;osservatore. </span></p>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507187219/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Linda Forey - Full Circle" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c98e728.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="548" height="550" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">È più che evidente il fatto che Sandra Grusd di pittura se ne intende. Infatti &#8220;Retrò&#8221; manifesta un forte richiamo verso stili pittorici di qualche decennio fa. I colori utilizzati, decisi, vivi, invece hanno la spontaneità selvaggia e istintiva delle vesti tribali. </span></p>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507166043/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Sandra Grusd - Retrò" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9dfc36.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="606" height="430" /></a></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Philippa Naylor ha intitolato questo quilt &#8220;Tumbling Blocks&#8221;. Io invece l&#8217;avrei chiamato &#8220;Too much wine&#8221; oppure &#8220;Too stoned&#8221;. Comunque questo è un <em>Quilt</em> con la Q maiuscola. Date un po&#8217; un&#8217;occhiata al dettaglio del retro. </span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509965974/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Philippa Naylor - Tumbling Blocks" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9d38b4.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="536" height="551" /><img class=" aligncenter" title="Philippa Naylor - Tumbling Blocks - Back" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9cfc26.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="400" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ancora non mi spiego del tutto perché non riuscivo a staccarmi dalla visione di quest&#8217;opera di Hilary Drake. In effetti, a prima vista, sembra non avere nulla di sensazionale o memorabile. Appunto qui penso stia il suo segreto, pochi elementi, difformi ma non discordati, con quattro colori quasi primari che fungono da <em>fil rouge</em> tra i pannelli. Una bella creazione può essere ricca di elementi, complessa nella tecnica, elaborata nella composizione, ma solamente se giunge a piacere con pochi semplici tratti può essere definita &#8220;elegante&#8221;. </span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509998564/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Hilary Drake - Painted came" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9566bb.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="520" height="549" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Altrettanto intrigante il quilt di Jane Wheeler intitolato &#8220;Murmuration II&#8221;, con quei voli di uccelli che impediscono all&#8217;occhio di soffermarsi troppo a lungo su un punto, e lo portano in giro per tutto il <em>patchwork</em>, senza stancarlo mai.</span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507199843/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Jane Wheeler - Murmuration II" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c95e557.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="500" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">E come non immaginare di spiccare anche noi il volo assieme a questo gruppo di storni? Par quasi di udire il fruscio di quando si levano a migliaia per formare in cielo quelle formazioni compatte ma quasi liquide, come i branchi di sardine nel mare. Grazie a Janie Harvey-Douglas per questa istantanea sinestetica. </span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507198969/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Janie Harvey-Douglas - A Slight Murmur of Starlings" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9618bc.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="545" height="550" /></a></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Da Taiwan ecco &#8220;Growing Continually II&#8221; di Huei-Lan Chuang, un modo molto personale di intendere la natura e di rappresentarla mediante un <em>patchwork</em>. </span></p>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509996404/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Huei-Lan Chuang - Growing Continually II" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c95abb0.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="396" height="550" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;The Rookery&#8221;, di Mary Mayne ci riporta a una natura più familiare, almeno per chi abita un po&#8217; fuori città&#8230;</p>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507177949/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Mary Mayne - The Rookery" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9b001e.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="597" height="464" /></a></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">&#8230; una natura non esotica e misteriosa, bensì più &#8220;domestica&#8221;, una vicina di casa, quella stessa natura che Monet usava spesso come ambientazione per i suoi splendidi quadri. Hilde van Schaardenburg, &#8220;Hommage à Monet&#8221;.</span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509997750/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Hilde van Schaardenburg - Hommage à Monet" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c958570.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="335" height="550" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Yen-Chiu Chen ha realizzato questo pannello intitolato &#8220;Harvesting the Seas&#8221;. <em>Harvesting</em> significa raccolto, e <em>Seas</em> significa mari. A voi l&#8217;interpretazione.</span><br />
<span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Però è bello.</span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509949248/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Yen-Chiu Chen - Harvesting the Seas" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407ca07f91.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="508" height="360" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Molto pittorico il quilt &#8220;Suspension Cables&#8221; di Sara O&#8217;Hora. Potrebbe essere un ponte, uno di quelli tutti in acciaio disegnato da qualche <em>archistar</em>, oppure una ragnatela di un aracnide alieno. </span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509959158/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Sara O'Hora - Suspension Cables" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9e9702.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="500" /></a></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ed ora due piccoli gioielli della categoria &#8220;Miniature&#8221;.<br />
Si va da un freddo paesaggio innevato nel Devon di Penny Armitage, &#8230; </span></p>
<div><img class=" aligncenter" title="Penny Armitage - Narracott Snow" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9cc9f9.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="200" /></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">&#8230; al sogno della romena Ancuta Frantz, &#8220;Village Dream&#8221;, piccole case arroccate, uno spicchio di mare, una vetta accessibile, un clima mite, tutti gli ingredienti per un villaggio da sogno. </span></div>
<div><img class=" aligncenter" title="Ancuta Frantz - Village Dream" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c8ef03b.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="200" /></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Chi l&#8217;ha detto che i <em>banner</em> devono essere dei parallelepipedi, tutti grossomodo della stessa dimensione? Connie Gilham ci rivela che magari non è così. &#8220;Reveal&#8221;, appunto.</span></div>
<div><img class=" aligncenter" title="Connie Gilham - Reveal" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c902d99.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="307" height="550" /></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Una vetrata multicolore realizzata da Sheilagh Webb. Appesa a una parete porterebbe luce e calore anche in una stanza in penombra. </span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509957074/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Sheilagh Webb - Coloured Windows" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9f0f1f.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="505" height="502" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">EQA presenta &#8220;Diversity in Europe&#8221;, una galleria di opere da tutta Europa.<br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"> Questo splendido soggetto arriva dalla Lettonia, perché il patchwork non conosce confini e trova sempre nuovi e accoglienti lidi dove prosperare.</span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9510003816/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Diversity in Europe - Latvia" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c94206c.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="499" height="545" /></a></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">A dimostrazione di ciò, ecco alcuni splenditi pannelli provenienti dall&#8217;Emisfero Australe. Sono, partendo da sinistra, &#8220;Isolation&#8221; di Anne Jolly, &#8220;Not Just Another Pebble on the Beach&#8221; di Hazel Ryder, e &#8220;Breaking Waves II&#8221; di Kate Dowty.</span><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507220565/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img title="Anne Jolly - Isolation" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c8f1228.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="250" hspace="20" /></a><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507205761/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img title="Hazel Ryder - Not Just Another Pebble on the Beach" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c94e258.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="200" hspace="20" /></a><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509988068/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img title="Kate Dowty - Breaking Waves II" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c975259.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="200" hspace="20" /></a></p>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Con il trittico &#8220;The Strength of the Elements&#8221;, Olga Gonzalez ci riporta alla filosofia dell&#8217;antica Grecia, rappresentando i quattro elementi principali: il fuoco, la terra, l&#8217;aria (la siccità), e l&#8217;acqua. Nel contempo però ci avvisa che l&#8217;uomo ha delle responsabilità molto gravi: gli incendi dolosi, la siccità dovuta al riscaldamento globale, e l&#8217;inquinamento delle acque. </span></div>
<div><img class=" aligncenter" title="Olga Gonzalez Angulo - The Strength of the Elements" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9c8326.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="550" /></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Per carità, che non vi venga in mente di citare il film Avatar per questo pregevole pannello di Lene Roman-Aas intitolato &#8220;Transported Wondering Blue&#8221;, rovinereste tutta la poesia di questa immagine fiabesca.</span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509984708/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Lene Roman-Aas - Transported Wondering Blue" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c98af34.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="357" height="551" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Poesia grafica per questo &#8220;Estuary Garden&#8221; di Chloe Redfern, piastrelle di tessuto a comporre un&#8217;immagine onirica.</span></p>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9510011736/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Chloe Redfern - Estuary Garden" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c8fe07a.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="322" height="551" /></a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Nemmeno questo pazzo volo su un&#8217;improbabile mongolfiera a vapore di Helen Dickson scherza in fatto di surrealismo. Bello l&#8217;orologio (funzionante) in basso a sinistra. Ricorda un pò quelle fantasie positiviste di fine 800, e anche le atmosfere di <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=K7lRMw6f3EY" target="_blank">Yellow Submarine</a></strong></span>.</span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9513727461/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Helen Dickson - Steampunk Flight" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c953935.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="408" height="538" /></a></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Sonia Bardella capita spesso da queste parti. Quest&#8217;anno ha portato &#8220;Homage to Antonio Lopez&#8221;, ispirandosi a una fotografia scattata a Saint Tropez nel 1970 (sembrano secoli fa&#8230;)</span></p>
<div><img class=" aligncenter" title="Sonia Bardella - Homage to Antonio Lopez" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c9f3d9b.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="500" /></div>
<div align="justify"></div>
<div><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Tra le novità di quest&#8217;anno va annoverata la galleria di un artista eclettico, Anatoly Belik, russo, ed ecco una delle sue creazioni &#8220;The City of my Memory&#8221;.</span><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9509947390/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Anatoly Belik - The City of my Memory" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c8ed25a.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="500" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Per il gran finale ho riservato questo sfarzoso pannello di Barbara McCraw, che è anche un omaggio alla nazione che ospita la manifestazione, in quanto è intitolato &#8220;Victorian Jungle&#8221;. Realizzata con notevole cura, questa composizione floreale riesce a essere ricca senza diventare leziosa, grazie a una indovinata scelta di colori (bellissimo il blu del vaso) e all&#8217;utilizzo di piccoli e lucenti Swarovski. Complimenti. </span></div>
<div align="justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9507217677/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Barbara McCraw - Victorian Jungle" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c8fb283.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="550" /></a><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ecco un dettaglio di questo pannello, una semplice farfallina che. grazie a una spruzzata di vernice <em>glitter</em> e una decina di piccolissimi rubini di plastica. si trasforma in uno splendido gioiello in grado di impreziosire il tutto.</span></div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/9516545010/in/set-72157635070325276/lightbox/" target="_blank"><img class=" aligncenter" title="Barbara McCraw - Victorian Jungle - Detail" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_1407c8f7cae.jpg" alt="Festival of Quilts 2013 Birmingham" width="400" /></a></div>
<div></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Questa farfalla mi ricorda qualcosa, un ristorante che si trova nel &#8220;Triangolo del Balti&#8221;. Non ha niente a che spartire con il triangolo delle Bermude, nessun mistero, se non quello di come abbia preso piede proprio a Birmingham, posto di inesistenti buongustai, questo tipo assolutamente unico di cucina indiana.</span><br />
<span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Il posto di chiama &#8220;<strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.alfrash.com/" target="_blank">Al Frash</a></span></strong>&#8220;, che significa appunto farfalla, e si trova al 186 Ladypool Road. Non ha nulla di finto etnico, di pacchiano, di teatrale come capita spesso per questa tipologia di locali, anzi, l&#8217;ultima volta mi è capitato di passarci e ripassarci davanti senza trovarlo, tant&#8217;è modesto nell&#8217;aspetto. </span><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ma la cucina è tutt&#8217;altro che modesta, è superlativa, a patto di affidarsi alla sapiente guida del vostro Virgilio in vesti di cameriere.</span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">In conclusione, anche quest&#8217;anno la mostra ha offerto un panorama estesissimo di lavori. Va da sé che non tutti erano indimenticabili, ma la politica dell&#8217;organizzazione è questa, accesso libero a chi considera la propria opera degna di essere esposta al pubblico. I giudici quindi, osservano, valutano e infine compilano la &#8220;pagella&#8221;, e così si ottiene una valutazione abbastanza obiettiva del proprio lavoro.</span></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Va detto inoltre che la sezione commerciale è all&#8217;altezza della mostra, non ci sono rifilatori di paccottiglia, venditori di fumi vari, e bancarelle da mercatino rionale. Tutti i prodotti in vendita hanno qualcosa a che fare con l&#8217;arte tessile, dal rocchetto di filo alla macchina <em>long-arm</em>. E poi&#8230; che spazio, si può girare, vedere, cercare, chiedere, senza finire intruppati nella folla o travolti da un trolley, una meraviglia.</span></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ci ritornerò? È probabile. Anzi, sto cullando l&#8217;idea di arrivarci in treno, facendo un lungo giro attraverso mezza Europa, ovviamente se ci saranno tempo, soldi, e soprattutto salute.</span></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Vi farò sapere. </span></div>
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		<title>Andiamo?</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jun 2013 21:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lastoffagiusta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Allora, ci vediamo a Birmingham? Se non avete idea di cosa avrete occasione di vedere allo show, potete dare una scorsa alle immagini (che sono una minima parte di quello che c&#8217;era) dell&#8217;edizione 2011, e se non sapete cosa diavolo fare a Birmingham prima o dopo lo show, eccovi alcuni suggerimenti &#8220;fuori luogo&#8220;.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thefestivalofquilts.co.uk/" target="_blank"><img src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_14005f71008.jpg" alt="" width="600" /></a></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Allora, ci vediamo a <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.twistedthread.com/pages/exhibitions/viewExhibition.aspx?id=42" target="_blank">Birmingham?</a></strong></span> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Se non avete idea di cosa avrete occasione di vedere allo show, potete dare una scorsa alle immagini (che sono una minima parte di quello che c&#8217;era) dell&#8217;<span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=48" target="_blank">edizione 2011</a></strong></span>, e se non sapete cosa diavolo fare a Birmingham prima o dopo lo show, eccovi alcuni suggerimenti &#8220;<span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://my3place.wordpress.com/2011/08/29/un-post-fuori-luogo/" target="_blank">fuori luogo</a></strong></span>&#8220;. </span></p>
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		<title>Do You Speak English?</title>
		<link>https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=48</link>
		<comments>https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=48#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 14:35:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Welcome in England! Eccomi qua, sana e salva. Sono capitata in Inghilterra giusto nei giorni degli scontri, e proprio a Londra e a Birmingham mannaggia. C&#8217;era chi dall&#8217;Italia mi inviava degli SMS interrogativi e vagamente preoccupati; mi immaginava già nel bel mezzo degli scontri, presa tra due fuochi, ovvero tra la polizia e i teppisti, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f18aad40.250.0.jpg" alt="" /><img src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f2bf76e2.250.0.jpg" alt="" /><strong>Welcome in England!</strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Eccomi qua, sana e salva.<br />
Sono capitata in Inghilterra giusto nei giorni degli scontri, e proprio a Londra e a Birmingham mannaggia. C&#8217;era chi dall&#8217;Italia mi inviava degli SMS interrogativi e vagamente preoccupati; mi immaginava già nel bel mezzo degli scontri, presa tra due fuochi, ovvero tra la polizia e i teppisti, in cerca di una via di scampo tra i cristalli infranti delle vetrine saccheggiate e le fiamme delle automobili incendiate.<br />
Un po&#8217; mi è dispiaciuto deluderli.<br />
A Londra, una metropoli formicolante di 20 milioni di abitanti, gli scontri a Totthenam e a Brixton non giustificavano i titoli allarmistici dei media italiani (es. Tutta Londra in fiamme); in proporzione era come se in un condominio di 40 appartamenti un marito si fosse messo litigare con la moglie.<br />
A Birmingham poi, a parte i soliti poliziotti in giallo che bighellonavano non sapendo che pesci prendere, una volta sola ho avuto la possibilità di vedere 2 (due) tipi in tenuta antisommossa che interdivano preventivamente l&#8217;accesso al centro del Bullring.<br />
In ogni caso, quest&#8217;anno, per impedirmi di vedere il Quilt Show di Birmingham non sarebbero bastati neanche i carri armati, e poi capirete il perché.</span></p>
<p align="justify"><span id="more-48"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Come al solito, me la sono presa comoda; sono arrivata a Birmingham ben quattro giorni prima dell&#8217;apertura della mostra e ne ho approfittato per fare qualche giretto nel Regno Unito.<br />
Forte delle passate esperienze ho trovato un albergo che garantiva una ricca prima colazione, aspetto più importante di quanto si creda in quanto non è che il buon cibo sia tra le maggiori preoccupazioni della gran parte degli inglesi.<br />
</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Lunedì una scappata a Londra era d&#8217;obbligo, tanto per confermarmi che è sempre lo stesso caos che ricordavo, se non ancora peggiore.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f179071d.580.0.jpg" alt="" width="399" height="600" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Fantastico un tipo che è venuto dall&#8217;Italia in SUV e a un incrocio ha preso contromano la Oxford Street (dai, dai, facciamoci sempre riconoscere!). Dovevate sentire il concerto polifonico di clacson con l&#8217;accompagnamento del coro di maledizioni che fungeva da colonna sonora alle sue imbranate manovre per togliersi da quella situazione imbarazzante. Alla sera, dopo aver consumato il primo millimetro di suola delle scarpe comode prese per l&#8217;occasione, mi sono finalmente rilassata in un localino di Soho, davanti ad una fumante pasta al pesto.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Il giorno dopo era il turno di Chester, una paese medievale vicino a Liverpool; devo dire che è una delle cittadine più belle che finora ho avuto modo di visitare in Inghilterra, una vera chicca. Il centro storico, ovviamente interdetto al traffico, è formato da antiche case a graticcio, e sulle vie si aprono le vetrine dei negozi caratteristici (niente centri commerciali) dove si possono trovare simpatici oggetti &#8220;<i>british</i>&#8221; ben diversi dalla solita paccottiglia turistica, e a prezzi assolutamente abbordabili.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f16f8d14.580.0.jpg" alt="" width="549" height="421" /></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Niente male neanche il reparto sussistenza: buon cibo e ottima birra (irlandese o francese) sono sempre a disposizione per ristorare il viandante affaticato.</span></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><br />
Dopo aver tanto scarpinato mi ci voleva una giornata di tregua, di meditazione e di calma; e quale miglior metodo per riflettere di quello di sedersi dinnanzi a una grande pietra immobile? Il posto giusto è Stonehenge, il famoso sito archeologico nel quale dei giganteschi monoliti da millenni infitti nel terreno ci ricordano che talvolta le cose vanno viste da lontano, perché da lontano arrivano e più lontano di noi andranno.</span></p>
<p align="center"><img class="" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1846ee3.580.0.jpg" alt="" width="551" height="413" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Seduta su quella distesa erbosa tentavo di immaginare l&#8217;immane fatica di chi, con mezzi assolutamente impari, aveva scalzato, lavorato, trasportato, eretto quell&#8217;anfiteatro (Calendario? Tempio? Osservatorio astronomico? Sfoggio di potenza?) magari senza comprenderne il senso, e con l&#8217;unica certezza che non ne avrebbero visto il compimento.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f183e91b.580.0.jpg" alt="" width="551" height="413" /></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Padronissime di non credermi, ma il rapimento era tale che su quella spianata suggestiva mi dimenticai persino ciò che sarebbe avvenuto il giorno seguente, giovedì, e che era il principale motivo per cui ero venuta in Inghilterra: l&#8217;apertura del Quilt Show di Birmingham!</span></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><br />
Eccomi finalmente al NEC, ben un&#8217;ora prima dell&#8217;orario di apertura: biglietto (14 £), catalogo (6 £), coda (200 persone).</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f17334fa.580.0.jpg" alt="" width="551" height="413" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Dopo mezz&#8217;ora la situazione dietro di me è ancora peggiore; se non fossi già a conoscenza degli spazi enormi a disposizione del Quilt Show avrei senz&#8217;altro avuto motivo di preoccuparmi di tanta calca.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f173ab3c.580.0.jpg" alt="" width="550" height="427" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Pur nella proverbiale compostezza britannica, l&#8217;eccitazione si taglia con un coltello, punteggiata da qualche occasionale risatina. Io ho qualche motivo in più che alimenta le mie aspettative e, perché no, anche un po&#8217; di inquietudine. Appena entro in possesso del catalogo non resisto e inizio subito a sfogliarlo: eccomi, ci sono anch&#8217;io in elenco, evviva! Adesso l&#8217;unico dubbio che rimane è se i miei lavori saranno esposti sopra il banco delle patatine fritte o quello delle baguette&#8230;</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ten o&#8217;clock: si va.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Non prendetevela a male, mettetevi nei miei panni; se tre anni fa, quando venni per la prima volta a Birmingham, qualcuno mi avesse detto che un giorno ci sarebbero stati anche i miei lavori in concorso l&#8217;avrei preso per pazzo. Eppure eccomi qua. Allora la prima cosa che faccio è cercare di orientarmi per trovarli.<br />
Eccone uno, è quello che ho fatto con la mia amica Graziella: che bello, fa la bella sua figura con tutti quei colori, un vero &#8220;<b>Arcobaleno sul mare</b>&#8220;.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f16e3c0c.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Scappo per trovare il secondo, eccole là &#8220;<b>Le quattro stagioni</b>&#8220;! Chissà che effetto farà, tutta quella nostra scabra pietra di quel muro e del portone, rustici, imperfetti, alle inglesi quasi sempre circondate da case di soli mattoni a vista tipo Lego?</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f177ed9b.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Lo so, ho esagerato, ma, come se dice, non c&#8217;è due senza tre, e così&#8230;<br />
Alla fine trovo anche il terzo, &#8220;<b>Il raggio verde</b>&#8220;. E&#8217; il meno appariscente ma è quello che sento più mio, più intimo, più sognato. Anche lui, pur nella sua cupezza, non manca di attirare l&#8217;occhio.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1827601.580.0.jpg" alt="" width="497" height="599" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Sono veramente contenta. Conoscevo l&#8217;elevato standard qualitativo e artistico delle creazioni esposte a Birmingham e pertanto qualsiasi premio era fuori discussione, ma già essere qui, vederci i miei lavori e verificare che, tutto sommato, non sfigurano troppo, è già, per me, aver preso un terno al lotto.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1838964.580.0.jpg" alt="" width="524" height="551" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Dopo aver appagato il mio ego, posso finalmente iniziare a perdermi nella vastità e nella varietà di questa mostra.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Potrei parlarvi di chi ha vinto, ma invece mi va di mostrarvi subito il lavoro che ha suscitato più interesse nel pubblico, per originalità del soggetto e temerarietà dell&#8217;autrice.</span></p>
<div align="justify"><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f16ab95c.580.0.jpg" alt="" width="460" height="600" /><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><b>Annabel Rainbow</b> ha proposto questa sua realizzazione intitolata &#8220;<b>Life (Measures of Time)</b>&#8220;, con intento chiaramente autoironico, quiltando sulla pelle della donna i versi iniziali della poesia &#8220;<i>Warning</i>&#8221; (Avvertimento) di <b>Jenny Joseph</b>:</span></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><i>When I am an old woman I shall wear purple<br />
With a red hat which doesn&#8217;t go, and doesn&#8217;t suit me.<br />
And I shall spend my pension on brandy and summer gloves<br />
And satin sandals,</i><br />
(Quando sarò vecchia mi vestirò di viola<br />
Con un cappello rosso che non mi entra e non mi sta bene.<br />
Spenderò tutta la mia pensione in brandy e guanti estivi<br />
E sandali di raso,).</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Nella ressa, riuscire a scattare una bella fotografia dei lavori,i il più delle volte è <i>Mission Impossibile</i>, specialmente di quelli premiati.<br />
Per fotografare quelli più grandi ci si deve appostare pazientemente in agguato, macchina pronta per catturare l&#8217;immagine in quella frazione di secondo durante la quale non ci sono persone che, giustamente, desiderano ammirare il quilt da vicino.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Nella categoria &#8220;Tradizionale&#8221; ha vinto più che meritatamente <b>Deborah Kemball</b> con &#8220;<b>Heart&#8217;s Desire</b>&#8221; un lavoro per il quale non trovo aggettivi adeguati.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f184dfcf.580.0.jpg" alt="" width="574" height="580" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Date un&#8217;occhiata ai dettagli. Curatissimi.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f186ac3c.580.0.jpg" alt="" /></div>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1863dff.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Dal grande passo al piccolo: la categoria Mini Quilts<br />
L&#8217;opera &#8220;<b>Blue like a Wedgwood</b>&#8221; di <b>Kumiko Frydl</b> è stata sicuramente premiata per la cura e la raffinatezza della quiltatura, una lavorazione che se non la vedessi con i miei occhi non la riterrei possibile.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f18029a7.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Più umano ma non per questo meno interessante e gradevole questo minimo paesaggio di <b>Sandra Goldsbrough</b> intitolato &#8220;<b>Llleyn Memories</b>&#8220;.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f17fd98f.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">La penisola di Lleyn si protende dal Galles verso la vicina Irlanda e ha alle spalle il parco naturale di Snowdonia, una delle zone più belle del Regno Unito.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Nella categoria Art Quilt &#8211; Amatoriali è stato premiato il vivacissimo patchwork di<b> Janneke de Vries-Bodzinga</b> &#8220;<b>Octopussy</b>&#8220;.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f166facd.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Nella categoria <i>2 persons</i> il migliore è stato giudicato &#8220;<b>Amazed</b>&#8221; di <b>Margaret McDonald &amp; Susan Campbell</b>.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f16909c9.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Doppio prestigioso riconoscimento per <b>Janneke de Vries &#8220;Hot Africa&#8221;</b>, migliore <i>Pictorial Quilt</i> e premiato come <i><b>Best of the Show</b></i>, un lavoro pregevolissimo per composizione pittorica, e realizzato con estrema cura. Incredibile. Inarrivabile. Invidiabile.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f16eb157.580.0.jpg" alt="" width="676" height="346" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Gli altri lavori premiati non riesco a fotografarli, c&#8217;è sempre troppa gente, meglio rimandare al pomeriggio. Andiamo avanti (ma anche indietro, di lato, a zig-zag, a caso), ci sono tante altre belle cose da vedere.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Come per esempio questo bel giardino di glicini realizzato da <b>Anna Maria Schipper-Vermeiren</b>, un&#8217;applique di tanti piccoli esagoni su una base di blocchi snail-trail. Mmmm, sembra quasi di sentirne il profumo&#8230;</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f18724cf.580.0.jpg" alt="" width="493" height="600" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Da un esagono all&#8217;altro, non potevo non restare impressionata da questo lavoro di <b>Charlotte Bailey</b>, una fan sicuramente di <b>Billie Joe Armstrong</b>. Questo patchwork monocromatico è stato realizzato mediante un&#8217;infinità di esagoni di stoffe diverse, tutte con diverse percentuali di bianco e nero.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f16f0f3e.580.0.jpg" alt="" width="402" height="600" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Il dettaglio (ricavato dal blog vicki-heylookwhatimade.blogspot.com) è testimone della difficoltà di realizzazione di quest&#8217;opera, peraltro basata sullo schema molto tradizionale come quello del giardino della nonna.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f17f721a.580.0.jpg" alt="" width="451" height="601" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Molto espressiva è anche <b>&#8220;Loss of the French Schooner &#8216;Jeune St. Charles'&#8221;</b> di <b>Anne Taylor</b>, la drammatica rappresentazione del naufragio della goletta, effettivamente accaduto nel 1858 nei pressi dell&#8217;Isola di Man, nel temibile Sound.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f16c5878.580.0.jpg" alt="" width="372" height="602" /></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">La croce rappresentata nell&#8217;opera è la Thousla Cross, un tempo eretta sull&#8217;isolotto denominato Thousla Rock per commemorare l&#8217;eroismo dei volontari che si spinsero nel in mare per salvare l&#8217;equipaggio della goletta.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Oltre alle corsie destinate ai lavori in concorso ci sono delle zone dedicate a eventi specifici. Uno di questi è &#8220;<b>Diversity in Europe</b>&#8221; organizzata dalla <b>European Quilt Association</b>. Ci sono lavori diversissimi per stile e soggetto, testimoni dello standard qualitativo dei vari paesi europei.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ecco un lavoro dalla <b>Francia</b>, evidente la <i>grandeur</i>&#8230; ,</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1704c79.580.0.jpg" alt="" width="571" height="562" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">uno dalla <b>Svizzera</b>, preciso come un orologio svizzero, appunto&#8230; ,</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f170faaf.580.0.jpg" alt="" width="570" height="568" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">il nostro bellicoso medioevo ha ispirato questo lavoro dall&#8217;<b>Italia</b>,</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f170b9fe.580.0.jpg" alt="" width="527" height="599" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">tipicamente <b>ungheresi</b> questi forti contrasti tra il fondo chiaro e il disegno scuro.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f171569a.580.0.jpg" alt="" width="503" height="599" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Troppo da vedere per due occhi soli, specialmente quando ci si trova di fronte lavori come questo: &#8220;<b>Dassehra</b>&#8221; di <b>Dwnte Kultorp Andresen</b>. Fa caldo solamente al guardarlo.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1719a79.580.0.jpg" alt="" width="575" height="433" /></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Già come semplice dipinto sarebbe magnifico, se ci aggiungiamo che invece delle tempere sono state utilizzate delle stoffe non ci sono parole.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Anche una creazione di dimensioni più modeste ha il suo valore se realizzata con cura e attenzione dei dettagli. Esemplare è questo Un esempio è questo &#8220;<b>Portrait of a Tudor Rose</b>&#8221; di <b>Elizabeth Richmond.</b></span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f172b006.580.0.jpg" alt="" width="447" height="599" /></div>
<div align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">La Rosa Tudor è quella nel triangolo in alto a destra. E&#8217; bianca e rossa perché è nata dall&#8217;unione della Rosa Bianca degli York con la Rosa Rossa dei Lancaster. Nel 1485, alla fine di una lunga contesa durata trent&#8217;anni, la famosa guerra delle due rose, Enrico Tudor (che stava dalla parte dei Lancaster) sconfisse Riccardo III di York e, invece di cercare di annientare il nemico, decise di porre fine alle ostilità sposando Elisabetta di York, suggellando questa unione con un nuovo simbolo, la Rosa Tudor appunto. Nei paraggi di Birmingham si trova il bellissimo castello di Warwick che fu uno dei protagonisti di quel tempo.</span></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ecco un dettaglio di questo mirabile pannello.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f17234ee.580.0.jpg" alt="" width="451" height="601" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Toh, un altro piccolo padiglione internazionale organizzato dalla <b>European Quilt Association</b>; questo è dedicato all&#8217;evento <b>&#8220;Circe of Friends&#8221;</b>. Fermo restando la forma geometrica (il cerchio appunto) e le dimensioni, ogni paese aveva a disposizione 3 colori specifici da utilizzare in proporzioni prefissate dall&#8217;organizzazione.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1741294.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">All&#8217;Italia è toccato il difficile compito di assiemare bianco, il nero e l&#8217;arancione.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Sono qui da due ore e passa ormai e mi sembra di non aver visto ancora niente.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Questo gruppo di 6 persone si è dato un bel da fare per realizzare questo meraviglioso quilt, tutto trapuntato a mano.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f174d691.580.0.jpg" alt="" width="543" height="599" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Il dettaglio dei nodi celtici ne giustifica il titolo: <b>&#8220;Celtic Shadow&#8221;</b></span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1745490.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Una bella novità l&#8217;ha portata <b>Jennie Rayment</b> con questi suoi lavori di stoffa pieghettata, qualcosa a metà tra il quilt e l&#8217;origami. Belli, tanto che non posso fare a meno di comprare il suo libro, nella speranza che nella mia terza vita futura (la prossima è già tutta occupata) troverò il tempo e il coraggio per cimentarmi con questa tecnica.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1a84fae.580.0.jpg" alt="" width="576" height="583" /></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><b>Jennie Rayment</b>, elegantissima nel suo vestito da lei realizzato con il suo stile, è gentilissima, e mi concede una personale dedica sul libro.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">E&#8217; da un po&#8217; che vanno di moda i <i>banner</i>. Sarà che io ho un carattere difficile e tendo a isolarmi, sarà che non nutro molta fiducia nello spirito collaborativo femminile, ogni volta che vedo un banner particolarmente bello resto estasiata come se mi trovassi di fronte a un miracolo. Anche stavolta è lo stesso grazie a questo lavoro di gruppo intitolato &#8220;<b>Along the Shore to Broughty Ferry</b>&#8220;.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1754c3c.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Un po&#8217; di relax, riposando la vista e la mente con le &#8220;<b>Quiet Reflections</b>&#8221; di <b>Jane Appelbee</b>, un&#8217;immagine che un po&#8217; mi riporta a casa, a un mare tranquillo e non bigio e minaccioso come quello che ho visto al Nord.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f175e65b.580.0.jpg" alt="" width="387" height="599" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ormai mi sto dimenticando di fotografare. Ho perso due cose: l&#8217;orientamento e la speranza. Per le foto e l&#8217;orientamento, fortunatamente non sono sola. Per quanto riguarda la speranza di arrivare a questi livelli meglio non illudersi, sono vette irraggiungibili.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Anche i lavori meno appariscenti svelano un&#8217;accuratezza e un gusto fuori dal comune. <b>Jaqueline Filer</b> ha (pensato, sognato?) per il suo &#8220;<b>Singapore Sling</b>&#8221; una quiltatura diversa per ogni singolo quadretto, dei disegni morbidi e armoniosi, perfettamente intonati alle soffici nuances della trapunta.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1764e42.580.0.jpg" alt="" width="581" height="500" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Come sempre gli animali sono dei soggetti stupendi, specialmente se si tratta di animali selvatici.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Una lepre perfettamente trapuntata di <b>Linzi Upton &amp; Mo Fettes</b>,</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f178b0cb.580.0.jpg" alt="" width="362" height="599" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">un rinoceronte, ripreso da un&#8217;antica illustrazione,</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f182da13.580.0.jpg" alt="" width="593" height="410" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">una tigre realizzata da <b>Maria Elena Zaratin</b>,</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f17d9426.580.0.jpg" alt="" width="448" height="601" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">un maestoso leone di <b>Mick Stead</b>,</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f17e078e.580.0.jpg" alt="" width="442" height="600" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">e per finire questo tris di animali intitolato &#8220;<b>Run, Rise, Reign</b>&#8221; di <b>Louise Jessup</b>,</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1797fc1.580.0.jpg" alt="" width="504" height="601" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">già che ci siete, date un&#8217;occhiata al dettaglio dell&#8217;occhio del leone&#8230; Quanti chilometri di filo avrà impiegato?</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f17cef36.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Persino i temi più semplici si prestano a una visione alternativa, artistica, della realtà. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Una vecchia porta del <i>Maghreb</i>, <b>Margaret Ramsay &#8220;Tunisian Door&#8221;</b>, rispecchia un po&#8217; lo spirito di quelle terre dove le monocrome tonalità sabbiose vengono combattute con una variopinta sinfonia di colori accesi.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f17d53f6.580.0.jpg" alt="" width="464" height="601" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Un gruppo di case che emerge dalla nebbia (acqua, nuvole, sogni?) sarebbe perfetto per l&#8217;ambientazione di una storia fantastica.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1807b04.580.0.jpg" alt="" width="583" height="454" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Uno scorcio che sembra disegnato a matita, <b>Jose Beenders-Klomp &#8220;El Sur&#8221;</b>. Devo proprio avvicinarmi per riuscire ad apprezzarne la misura nell&#8217;uso del filo e del colore.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1771f5f.580.0.jpg" alt="" width="441" height="601" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">&#8220;<b>Ascent</b>&#8221; di <b>Linda Robinson</b>, quasi un&#8217;onirica visione di piccoli uomini che si arrampicano verso la luce, mi colpisce per l&#8217;innovativo uso della garza e l&#8217;effetto tridimensionale che ne consegue. Da memorizzare per il futuro&#8230;</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1787da2.580.0.jpg" alt="" width="310" height="601" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Gira che ti gira capito nella zona dove vengono esposte le creazioni di <b>Prague Patchwork</b>, opere che conosco bene, o almeno così pensavo fino che non ho visto questo enorme lavoro di gruppo; ma quante sono?</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1820672.580.0.jpg" alt="" /></div>
<p><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ancora una volta non posso fare a meno di complimentarmi con le quilter ceche per l&#8217;alto livello raggiunto in così poco tempo; sentirete ancora parlare di loro.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Ogni tanto mi capita di voltarmi e di essere colta di sorpresa da tali dimostrazioni di bravura che ci vorrebbe un minimo di avviso per non demoralizzarsi troppo. Come per esempio la quiltatura (a mano e a macchina <i>long arm</i>) di <b>Robyn Fahy</b> per il suo &#8220;<b>Wholecloth One</b>&#8220;.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1833b41.580.0.jpg" alt="" width="484" height="600" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Osservate questi patchwork. Belli vero? vediamo se indovinate da dove vengono e chi li crea&#8230;</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f18118b0.580.0.jpg" alt="" width="460" height="600" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Chi l&#8217;ha detto che questo è un lavoro da donne? Questo signore egiziano, come molti altri suoi colleghi del Cairo realizza queste opere mediante attrezzi modestissimi, e completamente a mano.</span></p>
<div><img class=" aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f1817a20.580.0.jpg" alt="" width="452" height="602" /></div>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Traccia il disegno a matita sulla base, accosta al stoffa del top al disegno, ne taglia un pezzo con delle forbici abbastanza grossolane, quindi lo adatta e ci dà dentro di ago a filo a una velocità disarmante. Altro che righelli, sagome, cutter, rodoide, tavoletta (magari anche rotante), macchine speciali, doppio trasporto. Niente, solamente forbici, ago e filo, e abilità ovviamente. In un paio di giorni, oplà, il pannello è bell&#8217;e terminato.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">Mentre scrivo queste righe, sto rivivendo la mia esperienza a Birmingham come un <i>flashback</i> e mi rendo conto che non sto raccontando neanche il dieci per cento di quello che ho visto: sto sicuramente dimenticando qualcosa o qualcuna, ma non ci posso fare nulla se non scusarmi per la limitatezza della mia memoria e per l&#8217;inevitabile parzialità dettata dal gusto personale.<br />
Credetemi, ho camminato tutto il giorno, dalle dieci del mattino alle cinque e mezza di sera e, al di fuori di una sosta per una baguette pomodoro e formaggio in funzione antisvenimento, ero come una trottola tra le varie corsie della mostra. Anche alla sezione commerciale, estesissima, non ho riservato niente di più che una fugace visita.<br />
Alla sera ero veramente sfinita, o per meglio dire, deliziosamente stanca, piacevolezza accresciuta dal fortuito incontro con Giuliana Nicoli di Bassano, anche lei lì con alcune amiche a &#8220;rifarsi gli occhi&#8221;. Dei miei saggi propositi di ritornare nel pomeriggio per scattare le foto agli altri lavori troppo &#8220;affollati&#8221; in mattinata non ne è rimasta che la buona intenzione, anche perché la ressa non accennava a scemare e, in pratica al momento della chiusura c&#8217;hanno praticamente dovuto buttare fuori.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><br />
Le immagini che ho inserito su questo blog sono solamente una parte di quelle che ho scattato alla mostra. Queste e le altre sono visibili (anche a risoluzione più alta) su 2 album Flickr; per vederle è sufficiente ciccare su questo <b><a href="http://www.flickr.com/photos/66564348@N06/sets/72157627469311096/" target="_blank">primo link</a></b> e su quest&#8217;altro <b><a href="http://www.flickr.com/photos/66553177@N04/sets/72157627469421858/" target="_blank">secondo link</a></b>.<br />
Badate che anche le immagini che trovate sui miei album di Flickr sono una frazione di ciò che era visibile al Quilt Show, pertanto concedetemi di trovare perfettamente appropriata la frase &#8220;non sapete cosa vi siete perse&#8221;.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;"><b>P.S.</b> Nel caso fossi riuscita a solleticare la vostra curiosità e a farvi desiderare di fare una scappata al Quilt Show in futuro, sarò felice di fornirvi alcuni suggerimenti per trasformare una semplice visita dedicata al patchwork in una rilassante vacanza nella terra d&#8217;Albione. Don&#8217;t worry, non amo stressarmi con orari e Strafenexpedition da turista d&#8217;assalto, tutt&#8217;altro, e ciò nonostante mi sono permessa, i due giorni dopo la mostra, di andare a respirare le atmosfere severe di Edimburgo in <b>Scozia</b>,</span></p>
<p align="justify"><img class="" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f171d961.580.0.jpg" alt="" width="398" height="305" /></p>
<p align="justify"><img class=" alignright" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uid_131f16fdbc9.580.0.jpg" alt="" width="304" height="432" align="right" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: trebuchet ms, geneva; font-size: medium;">per godere della tranquillità del <b>Galles</b> settentrionale, un posto pieno di storia e di castelli.</span></p>
<p align="justify">Bye</p>
]]></content:encoded>
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