<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>La stoffa giusta &#187; Ad Maiora</title>
	<atom:link href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?feed=rss2&#038;tag=ad-maiora" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lastoffagiusta.it/wordpress</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Aug 2026 09:45:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Verona Tessile 2019</title>
		<link>https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=6235</link>
		<comments>https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=6235#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2019 08:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lastoffagiusta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Ad Maiora]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=6235</guid>
		<description><![CDATA[  Con il solito, direi quasi proverbiale ritardo, sono riuscita a stendere le mie impressioni sull&#8217;ultima mostra di Verona Tessile. Purtroppo la realizzazione del post precedente sul PPM2019 mi ha preso abbastanza tempo, e inoltre vi confesso che sentivo anche la necessità di riflettere prima di esprimere una mia opinione sulla mostra di Verona, per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify;"> <img class=" wp-image-6236 size-full alignleft" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/VT01.jpg" alt="vt01" width="225" height="225" /><br />
<span style="color: #000000;">Con il solito, direi quasi proverbiale ritardo, sono riuscita a stendere le mie impressioni sull&#8217;ultima mostra di Verona Tessile.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Purtroppo la realizzazione del <em>post</em> precedente sul PPM2019 mi ha preso abbastanza tempo, e inoltre vi confesso che sentivo anche la necessità di riflettere prima di esprimere una mia opinione sulla mostra di Verona, per vedere la quale è sicuramente valsa la pena di svegliarsi all&#8217;alba per arrivarci in treno, ma che mi ha dato di che discutere durante il viaggio di ritorno a sera inoltrata.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Diciamo che alcuni aspetti hanno risvegliato il mio spirito critico, quell&#8217;indocile bestiaccia che sempre mi sussurra commenti velenosi con lo scopo di rovinarmi i momenti belli della vita e di procurami la meritata fama di rompiscatole.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Però tutto ciò a voi non interessa, perché siete qui per vedere delle creazioni tessili, e pertanto mi limiterò a qualche osservazione maliziosa, giusto un pizzico di sale e pepe qua e là.</span></h5>
<p><span id="more-6235"></span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quest&#8217;anno molte opere hanno potuto godere dei vasti spazi espositivi del palazzo della Gran Guardia, nella centralissima Piazza Bra.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Al piano loggia, il salone (<em>bouvette</em>) era dedicato agli esagoni, una serie di opere dedicate a questa figura geometrica, tutte realizzate dall&#8217;associazione <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.associazioneadmaiora.it/" target="_blank">Ad Maiora</a></span></strong>. Presumo che lo scopo di questa esposizione fosse quello di dimostrare che si può tranquillamente uscire dal giardino della nonna per andare incontro a nuovi e inesplorati orizzonti.</span></h5>
<div id="attachment_6241" style="width: 540px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Paola-Bellotti-Esagoni-controcorrente.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6241 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Paola-Bellotti-Esagoni-controcorrente-e1560116673374.jpg" alt="paola-bellotti-esagoni-controcorrente" width="530" height="487" /></a><p class="wp-caption-text">Paola Bellotti &#8211; Esagoni controcorrente</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Niente male questo lavoro &#8220;controcorrente&#8221; di Paola Bellotti, da osservare rigorosamente in &#8220;controluce&#8221;. La scelta della stoffa e delle sovrapposizioni si sposa perfettamente con un <em>batting</em> leggero e una quiltatura variata nel tema e nella densità. Brava, 7+<br />
</span></h5>
<div id="attachment_6247" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Luisa-Chesini-Caleidoscopio.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6247 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Luisa-Chesini-Caleidoscopio-e1560155758587.jpg" alt="luisa-chesini-caleidoscopio" width="420" height="584" /></a><p class="wp-caption-text">Luisa Chesini &#8211; Caleidoscopio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Invece questa bella (e paziente) opera di Luisa Chesini soffriva un po&#8217; il suo posizionamento in controluce. Comunque abbiamo cercato di fare del nostro meglio affinché la foto le renda giustizia. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Al piano intermedio, la sala polifunzionale era dedicata alla mostra &#8220;Finestre migranti&#8221;.<br />
Ai temi etici e sociali connessi con la migrazione, la disperazione, la speranza, il dramma, si sovrappone il tema estetico, ossia il motivo &#8220;<em>Cathedral Window</em>&#8220;. Una scelta non casuale e non dettata da esigenze puramente artistiche, in quanto questo particolare e antico motivo nasce in Asia, e solo negli anni &#8217;30 inizia a trovare una capillare diffusione nell&#8217;Illinois. Quindi si può ben dire che si tratta anch&#8217;esso di un migrante, con la differenza che è stato subito accettato e mai ci si sognerebbe di negargli la cittadinanza nel mondo <em>patchwork</em>, come invece troppo spesso avviene per le persone migranti nel mondo degli umani (o disumani?).<br />
</span></h5>
<div id="attachment_6253" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Silvana-Zenatello-Faceless-Ignoti.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6253 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Silvana-Zenatello-Faceless-Ignoti-e1560158345428.jpg" alt="silvana-zenatello-faceless-ignoti" width="640" height="409" /></a><p class="wp-caption-text">Silvana Zenatello &#8211; Faceless &#8211; Ignoti</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Migranti per mare, un mare che non è quello dei villaggi vacanze o delle suggestive calette, bensì un padre-padrone spesso irascibile e impietoso, talmente malvagio da occultare nelle buie profondità le sue vittime, negando ai loro cari non solamente il gramo conforto di un corpo o di un nome da piangere, ma persino la certezza della sorte alla quale li ha condannati.<br />
Tutto ciò non da ora, ovviamente, ma fin dall&#8217;antichità, come testimonia quest&#8217;opera di Silvana Zenatello che si è ispirata a un disegno di ventotto secoli fa.</span></h5>
<div id="attachment_6254" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Kenya-Quilt-Guild-Uhamiaji-Wanjumbu.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6254 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Kenya-Quilt-Guild-Uhamiaji-Wanjumbu-e1560159677638.jpg" alt="kenya-quilt-guild-uhamiaji-wanjumbu" width="640" height="419" /></a><p class="wp-caption-text">Kenya Quilt Guild &#8211; Uhamiaji Wanjumbu</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ben quindici persone hanno contribuito alla realizzazione di quest&#8217;opera. Come le donne dei coloni americani trovavano la loro ispirazione in ciò che le circondava, orsi e boschi, così in Kenya hanno preso spunto dal loro mondo, rappresentando uno gnu che salta sul fiume Mara durante la sua migrazione verso pascoli più ricchi di cibo. In questo modo vogliono ricordarci che le migrazioni fanno parte della natura, da sempre, e se ci stupiamo piacevolmente di quanto avviene per le rondini e le cicogne non dovremmo spaventarci per ciò che accade a noi.<br />
</span></h5>
<div id="attachment_6256" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Nadia-Realacci-Attrazione-fatale.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6256 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Nadia-Realacci-Attrazione-fatale-e1560160706804.jpg" alt="nadia-realacci-attrazione-fatale" width="640" height="407" /></a><p class="wp-caption-text">Nadia Realacci &#8211; Attrazione &#8220;fatale&#8221;</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quel rutilante <em>maelstrom</em> quadragolare, angoloso, fitto di regole che lo determinano dai suoi confini sino all&#8217;intimità siamo noi, è il cosiddetto &#8220;Primo Mondo&#8221;, del quale, per fortuna e non per diritto, facciamo parte. Si tratta della frazione visibile del genere umano, perlomeno quella che normalmente passa nei <em>medium</em> ufficiali, la televisione, i giornali, il cinema, <em>internet</em>, ma si tratta solo di una frazione, ossia il 20% del tutto. Il rimanente rimane oscuro, confinato ai margini della nostra consapevolezza, nel ghetto di catastrofi lontane e di edificanti documentari.<br />
Suppongo che Nadia Realacci abbia aggiunto quel &#8220;fatale&#8221; pensando al potere attrattivo e distruttivo dei buchi neri nell&#8217;universo, e di come nulla di ciò che si affaccia all&#8217;orizzonte degli eventi, cioè ai nostri confini, possa prevedere quale sarà il suo &#8220;fato&#8221;.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Erano decine i pannelli del progetto &#8220;Finestre migranti&#8221;, tutti diversi per tecnica e scelta compositiva. Per motivi di spazio in questo post ne ho inseriti soltanto tre, però se andate a fare una ricerca in <em>internet</em> ne troverete molti altri.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Saliamo le scale e arriviamo al piano nobile.<br />
Lì ci accoglie un&#8217;esposizione di <em>quilt</em> tradizionali realizzati dagli <em>amish</em>. Parte di questi ho già avuto modo di ammirarli in Val d&#8217;Argent, in una mostra anche allora curata da Jacques Légeret, e dove non mancherà di esserci quest&#8217;anno, Quindi, se volete vederli, sapete già dove andare&#8230;<br />
</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/P1130675_B.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-6261 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/P1130675_B-e1560163194233.jpg" alt="p1130675_b" width="640" height="363" /></a><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/P1130678_Bjpg.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-6262 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/P1130678_Bjpg-e1560163294350.jpg" alt="p1130678_bjpg" width="640" height="362" /></a>La vera sorpresa di questa edizione è stata la mostra delle opere di Joe Cunningham.</h5>
<div id="attachment_6268" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Joe-Cunningham-Michigan-Winter.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6268 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Joe-Cunningham-Michigan-Winter-e1560202898960.jpg" alt="joe-cunningham-michigan-winter" width="560" height="586" /></a><p class="wp-caption-text">Joe Cunningham &#8211; Michigan Winter</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Questi grandi pannelli sono estremamente intriganti, e inoltre dimostrano il pieno possesso delle tecniche di quiltatura.</span></h5>
<div id="attachment_6269" style="width: 590px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Joe-Cunningham-Its-Already-Burning.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6269 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Joe-Cunningham-Its-Already-Burning-e1560203179212.jpg" alt="joe-cunningham-its-already-burning" width="580" height="583" /></a><p class="wp-caption-text">Joe Cunningham &#8211; It&#8217;s Already Burning</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ci sono rimasta una buona mezz&#8217;ora davanti a quelle opere, vagando per la sala da una all&#8217;altra. Più le guardavo e più mi apparivano misteriose ed esotiche. Amore a prima vista.</span></h5>
<div id="attachment_6270" style="width: 580px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Joe-Cunningham-New-York-Beauty.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6270 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Joe-Cunningham-New-York-Beauty-e1560203987344.jpg" alt="joe-cunningham-new-york-beauty" width="570" height="593" /></a><p class="wp-caption-text">Joe Cunningham &#8211; New York Beauty</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Non me la sento di aggiungere alto, non sarei all&#8217;altezza. Però se desideraste sapere qualcosa di più su questo artista potreste dare un&#8217;occhiata <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.artemorbida.com/2018/12/07/intervista-con-joe-cunningham/" target="_blank">qui</a></span></strong>. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Bene, riattraversato il salone con i <em>quilt amish</em> sono arrivata alla sala dedicata alle opere del concorso &#8220;Laudato si&#8217;. Da Francesco a Francesco&#8221;.<br />
Vi confesso che quando venni a conoscenza del tema del concorso rimasi perplessa, lo trovai troppo specifico, quasi limitativo, e in parte i fatti mi hanno dato, purtroppo, ragione.<br />
Va detto che il numero delle opere esposte testimoniavano una buona partecipazione, però secondo me è mancato il guizzo di creatività, il lampo di luce, la voglia (o la possibilità?) di rischiare una personalissima interpretazione.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Qui sotto l&#8217;opera che è stata giudicata la migliore, e che risponde senza alcun dubbio a quanto suggerito dal titolo del concorso. La palese agiografia che rappresenta ha sullo sfondo i due mondi, quello dell&#8217;attuale papa e quello del fraticello di Assisi, entrambi posti in una clessidra, a testimonianza che essi sono, o almeno dovrebbero essere, della stessa sostanza.</span></h5>
<div id="attachment_6273" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Natalia-Lashko-Sursum-Corda.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6273 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Natalia-Lashko-Sursum-Corda-e1560244003144.jpg" alt="natalia-lashko-sursum-corda" width="360" height="469" /></a><p class="wp-caption-text">Natalia Lashko &#8211; Sursum Corda!</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L&#8217;indubbio valore di quest&#8217;opera non è dato dal quadro in sé, quanto dalla tecnica utilizzata. Se osservate il dettaglio sottostante potrete accorgevi che le pecore, come altri elementi, con sono dipinte, bensì sono realizzate con un intreccio di striscioline di stoffa, pennellate di stoffa le definirei. Giuro che l&#8217;ho guardato e riguardato, dal vivo e in fotografia, e ancora non ho compreso come Natalia sia riuscita a ottenere questo ammirevole effetto.</span></h5>
<div id="attachment_6275" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Natalia-Lashko-Sursum-Corda-Detail01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6275 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Natalia-Lashko-Sursum-Corda-Detail01-e1560245829110.jpg" alt="natalia-lashko-sursum-corda-detail01" width="480" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">Natalia Lashko &#8211; Sursum Corda! &#8211; Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La classe non è acqua. Questa originale rappresentazione del Sole e della Luna avrebbe fatto la sua bella figura anche in Val d&#8217;Argent, al concorso &#8220;<em>L&#8217;opposition</em>&#8220;.<br />
Di Cristina Rizzi ancora ricordo un bellissimo <em>quilt</em> tutto rosso, un colore difficile da utilizzare in quanto si rischia sempre di scivolare nel puro esibizionismo.</span></h5>
<div id="attachment_6277" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Cristina-Rizzi-Baete-e-Baini.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6277 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Cristina-Rizzi-Baete-e-Baini-e1560247198613.jpg" alt="cristina-rizzi-baete-e-baini" width="360" height="431" /></a><p class="wp-caption-text">Cristina Rizzi &#8211; Baete e Baini</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Va da sé che il titolo di quest&#8217;opera può essere compreso solamente da una veneta doc.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Domus mea regulae meae</em>, perciò mi va di inserire in questo <em>post</em> l&#8217;opera che mi ha colpito di più, che magari non rispecchia del tutto il tema del concorso, e che non è stata premiata. Però a me è piaciuta molto, e ritrovo questa soddisfazione anche ora che la guardo sul <em>monitor</em>.</span></h5>
<div id="attachment_6280" style="width: 390px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Tatiana-Varshavskaja-Lincontro.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6280 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Tatiana-Varshavskaja-Lincontro-e1560248431291.jpg" alt="tatiana-varshavskaja-lincontro" width="380" height="507" /></a><p class="wp-caption-text">Tatiana Varshavskaja &#8211; L&#8217;incontro</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Di più preferirei non dire. Non che le altre opere non fossero all&#8217;altezza, e ce n&#8217;erano, come in ogni concorso, di più belle e di meno belle, però ho avuto la netta sensazione che alcune artiste di valore, <em>quilter</em> infinitamente più brave di me (tanto per esser chiara), non si fossero impegnate abbastanza, ossia che abbiano concesso il &#8220;minimo sindacale&#8221;, una partecipazione per onor di firma.<br />
Sto cercando di persuadermi che non è così, che si tratta di una mia fisima, di un&#8217;obiezione infondata, di un abbaglio, ma nulla mi leva dalla testa che forse è stato proprio il tema del concorso a non far innamorare.<br />
</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Volare, nel blu dipinto di blu, questa vecchia canzone mi viene in mente ammirando le opere portate a Verona dal <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.facebook.com/Magyar-Foltvarr%C3%B3-C%C3%A9h-Hungarian-Patchwork-Guild-117356888346688/?ref=page_internal" target="_blank"><span class="st">Magyar Foltvarró Céh</span></a></span></strong> (<strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.facebook.com/Magyar-Foltvarr%C3%B3-C%C3%A9h-Hungarian-Patchwork-Guild-117356888346688/?ref=page_internal" target="_blank"><span class="st">Hungarian Patchwork Guild</span></a></span></strong>).<br />
Il segreto di queste opere, oltre alle indubbie capacità delle <em>quilter</em> ungheresi, sta nel tessuto blu, chiamato <span class="notranslate"><em>Kékfestő</em>. Si tratta di un cotone tinto mediante il pigmento ricavato dall&#8217;<em>Indigofera tinctoria</em>, o <em>Indigofera Sumatrana</em>, una pianta originaria appunto delle Indie, e questo estratto venne chiamato Indaco. Esso era noto già in epoche antiche (<i>indikón</i> in greco e <i>indicume</i> in latino), ma era molto raro poiché per arrivare in Europa doveva attraversare mezza Asia, percorrendo vie disagevoli e territori pericolosi. Nel XV secolo Vasco da Gama aprì la rotta marittima verso le Indie, e l&#8217;indaco potè trovare maggior diffusione, non solo in Europa, ma anche in Africa (il tradizionale <em>Tagelmust</em> dei <em>Tuareg</em> è appunto indaco).<br />
In Ungheria questa tintura giunse solamente due secoli dopo, quando i turchi furono fatti sloggiare dalle armi absburgiche e il paese si potè aprire al commercio con il resto del continente europeo. Non soddisfatti dalla tinta unita gli ungheresi inventarono delle tecniche di stampa (a negativo con cera d&#8217;api) e di bagni successivi per ricavare decorazioni raffinate e diverse profondità di blu. Purtroppo gli eventi conseguenti alla dissoluzione dell&#8217;Austria-Ungheria, poi alla collettivizzazione comunista, e per finire al consumismo imperante, ridussero queste tradizioni al lumicino, ma per fortuna esse sono sopravvissute e si mostrano in tutto il loro splendore.<br />
Oggi magari si usa l&#8217;indaco sintetico o quello proveniente da altri paesi equatoriali (ma quello migliore proviene sempre dal Bengala), magari la tintura non avviene più a freddo e per i disegni non si usa più la delicata cera d&#8217;api, magari la produzione artigianale è stata quasi del tutto soppiantata da quella industriale, però questo colore e questi disegni mantengono sempre il loro fascino.<br />
</span></span></h5>
<div id="attachment_6285" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Bogdán-Erzsébet-Szabó-Miklósné-Blue-and-white-Flowerwreath.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6285 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Bogdán-Erzsébet-Szabó-Miklósné-Blue-and-white-Flowerwreath-e1560253902101.jpg" alt="bogdan-erzsebet-szabo-miklosne-blue-and-white-flowerwreath" width="560" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Bogdán Erzsébet-Szabó Miklósné &#8211; Blue and white Flowerwreath</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Non solamente tradizione nei <em>quilt</em> ungheresi, ma anche una vena di pazzia, come questo <em>quilt</em> dal titolo mezzo tedesco e mezzo inglese, almeno secondo me.</span></h5>
<div id="attachment_6289" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Szomor-Agnes-Eisflowers.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6289 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Szomor-Agnes-Eisflowers-e1560261122146.jpg" alt="szomor-agnes-eisflowers" width="560" height="366" /></a><p class="wp-caption-text">Szomor Ágnes &#8211; Eisflowers.jpg</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Eis</em> infatti sta per ghiaccio, mentre <em>flowers</em> sta per fiori, e mi sembrano proprio dei cristalli di ghiaccio, dei piccoli fiori su un bel blu notte.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Con l&#8217;opera che segue andremo a un tempo che viene ancora prima della tradizione, un&#8217;epoca dove la storia si confronta col mito, e spesso deve scendere a patti con esso.<br />
La leggenda del sogno di Emese risale circa all&#8217;870 d.C. e vi si narra di Emese, moglie di Ügyek, il capo dei magiari quando questi vivevano ancora nelle steppe dell&#8217;Asia. Emese non aveva ancora dato figli a Ügyek, e ciò era per lei una spina nel cuore.<br />
Una notte Emese sognò Attila, il primo di loro che dalla steppa si era spinto a occidente. Egli era a cavallo, come si conviene a un unno, recando lo stendardo di battaglia del suo popolo, e accanto a lui cavalcava il figlio di Emes, fiero come il suo antenato. Dalla bandiera di Attila si staccò il <em>turul</em>, un mitico rapace che sempre vi era rappresentato, e questo volò fino a lei, si posò sul suo grembo e pose il capo sul seno di Emese. Dal suo seno allora lei vide sgorgare dell&#8217;acqua, la quale formò ruscelli, torrenti, fiumi, e tutti quelli scorrevano verso Ovest, incontro a un territorio verdeggiante. Quando Emese rimase incinta, del <em>Turul</em> secondo la leggenda, e finalmente mise al mondo suo figlio, i magiari si convinsero che quel sogno era premonitore e si misero in viaggio verso Ovest, verso quelle terre che oggi formano l&#8217;Ungheria.<br />
Per ricordare tale evento il figlio di Emese venne chiamato <span class="notranslate">Álmos</span>, derivazione di <em><span class="tlid-translation translation" lang="hu"><span title="">álom</span></span></em>, ossia sogno.</span></h5>
<div id="attachment_6292" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Somogji-Ferencné-The-Dream-of-Emese.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6292 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Somogji-Ferencné-The-Dream-of-Emese-e1560262600581.jpg" alt="somogji-ferencne-the-dream-of-emese" width="300" height="585" /></a><p class="wp-caption-text">Somogji Ferencné &#8211; The Dream of Emese</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Anche l&#8217;iscrizione è coerente con i tempi, trattandosi di alfabeto runico ungherese. Se vi va, provate a capire che c&#8217;è scritto (ma non dovrebbe essere difficile&#8230;).<br />
Forse c&#8217;è chi potrà sorridere dell&#8217;igenuità di questa leggenda, ma non dimentichiamo che esistono molte leggende simili attorno alla fondazione di una civiltà, come per esempio quella di Libuše, la veggente e principessa del popolo ceco che fondò Praga nel 730 d.C., o quella più antica di due gemelli appena nati che, lasciati in balia della sorte sulle rive del Tevere, vennero allattati da una lupa&#8230;</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ora, a volo d&#8217;uccello, andremo a dare un&#8217;occhiata alle opere che erano presenti in alcune esposizioni&#8230; periferiche (alcune forse troppo periferiche).</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Alla Protomoteca Bibliteca Civica era presente l&#8217;associazione &#8220;<strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.facebook.com/pazzexlepezze/" target="_blank">Pazze per le pezze</a></span></strong>&#8221; di Portogruaro.</span></h5>
<div id="attachment_6297" style="width: 590px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Sonia-Bardella-Primavera-nel-mare.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6297 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Sonia-Bardella-Primavera-nel-mare-e1560272533708.jpg" alt="sonia-bardella-primavera-nel-mare" width="580" height="436" /></a><p class="wp-caption-text">Sonia Bardella &#8211; Primavera nel mare</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Speriamo che quest&#8217;anno almeno i pesci abbiano avuto una primavera migliore di quella che abbiamo passato noi!</span></h5>
<div id="attachment_6299" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Annalisa-Fabris-Farfalla-libera.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6299 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Annalisa-Fabris-Farfalla-libera-e1560272899676.jpg" alt="annalisa-fabris-farfalla-libera" width="500" height="418" /></a><p class="wp-caption-text">Annalisa Fabris &#8211; Farfalla libera</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sarà per i colori, sarà per il tema, ma quest&#8217;opera  di Annalisa Fabris ha un che di giapponese. </span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Avrei volentieri visitato anche l&#8217;esposizione dei <em>quilt</em> realizzati da <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.facebook.com/Parma-Patchwork-Club-321162861878264/" target="_blank">Parma Patchwork</a></span></strong> e da <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.facebook.com/pages/category/Art/Arte-Patchwork-Parma-1218782978181304/" target="_blank">Arte Patchwork Parma</a></span></strong>, nella Biblioteca Civica, sala Nervi, ma con burocratica (e insensibile) osservanza del regolamento, al sabato chiudono alle 14, a prescindere. Che nervi!</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Attraversiamo l&#8217;Adige per arrivare a Palazzo Pompei, per vedere i &#8220;Tappeti di pietra: patchwork nella storia dell&#8217;arte italiana&#8221;.</span></h5>
<div id="attachment_6302" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Roberta-Pasqualato-Il-mio-cosmatesco.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6302 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Roberta-Pasqualato-Il-mio-cosmatesco-e1560275128523.jpg" alt="roberta-pasqualato-il-mio-cosmatesco" width="560" height="567" /></a><p class="wp-caption-text">Roberta Pasqualato &#8211; Il mio cosmatesco</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il termine &#8220;cosmatesco&#8221; indica l&#8217;arte di decorare pavimenti mediante l&#8217;utilizzo di pietre di diverso colore, più grandi delle tessere di un mosaico, ma geometricamente esatte per garantire la completezza del disegno, una sorta di arabesco orizzontale. Di origine bizantina, questo stile prende il nome dalla famiglia di marmorari romani che ne furono i più famosi artefici: i Cosmati.</span></h5>
<div id="attachment_6303" style="width: 270px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Maria-Grazia-Colombo-Il-tappeto-della-Madunina-Duomo-di-Milano.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6303 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Maria-Grazia-Colombo-Il-tappeto-della-Madunina-Duomo-di-Milano-e1560275324512.jpg" alt="maria-grazia-colombo-il-tappeto-della-madunina-duomo-di-milano" width="260" height="525" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Grazia Colombo &#8211; Il tappeto della &#8220;Madunina&#8221; &#8211; Duomo di Milano</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Se andate a cercare in <em>internet</em> qualche immagine del pavimento del Duomo di Milano vedrete che Maria Grazia Colombo è stata estremamente fedele al disegno originale.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Qui sotto una delle opere più intriganti, tutto questo rosso che sa di sangue, perché se di danza si tratta, sovente tra i galli non è incruenta.<br />
Sarei curiosa di sapere se Lia Meiborg è anche l&#8217;autrice del soggetto, oppure se si è ispirata a qualcosa di esistente, e in questo caso dov&#8217;è e com&#8217;è l&#8217;originale.</span></h5>
<div id="attachment_6304" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Lia-Meiborg-Dance-of-the-roosters.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6304 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Lia-Meiborg-Dance-of-the-roosters-e1560275640355.jpg" alt="lia-meiborg-dance-of-the-roosters" width="640" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Lia Meiborg &#8211; Dance of the roosters</p></div>
<div id="attachment_6305" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Lia-Meiborg-Dance-of-the-roosters-Detail01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6305 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Lia-Meiborg-Dance-of-the-roosters-Detail01-e1560276224631.jpg" alt="lia-meiborg-dance-of-the-roosters-detail01" width="640" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Lia Meiborg &#8211; Dance of the roosters &#8211; Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Riattraversiamo l&#8217;Adige e ci spingiamo fino al Museo degli Affreschi, in buona sostanza fino alla tomba di Giulietta. Due anni fa fu l&#8217;Inferno di Dante il tema di un&#8217;esposizione a Verona, mentre quest&#8217;anno sono le terzine incatenate del Purgatorio e del Paradiso a dover essere interpretate.</span></h5>
<div id="attachment_6301" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Stile-Malena-Ritratto-di-Dante-Alighieri.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6301 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Stile-Malena-Ritratto-di-Dante-Alighieri-e1560273936533.jpg" alt="stile-malena-ritratto-di-dante-alighieri" width="360" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Stile Malena &#8211; Ritratto di Dante Alighieri</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel dubbio, intanto Stile Malena ha realizzato questo bel ritratto del Sommo Poeta, probabilmente prendendo spunto dalla statua che si trova a Firenze, la stessa città che all&#8217;epoca per lui fu una perfida matrigna.</span></h5>
<div id="attachment_6306" style="width: 470px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Marianovella-Hemala-Paradiso-VII-cielo-Saturno.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6306 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Marianovella-Hemala-Paradiso-VII-cielo-Saturno-e1560276430852.jpg" alt="marianovella-hemala-paradiso-vii-cielo-saturno" width="460" height="462" /></a><p class="wp-caption-text">Marianovella Hemala &#8211; Paradiso-VII cielo &#8211; Saturno</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Chissà se i Led Zeppelin avevano letto la Divina Commedia prima di comporre &#8220;Starway to Heaven&#8221;.  Ne dubito. Però Marianovella Hemala che ha realizzato questo bel pannello sì, e forse conosce anche la musica dei Led Zeppelin&#8230;<br />
</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L&#8217;opera sottostante non parrebbe rappresentare il Paradiso, invece il Secondo Cielo, identificato col pianeta Mercurio, è quello dove Beatrice spiega a Dante il senso della crocifissione di Cristo.<br />
</span></h5>
<div id="attachment_6307" style="width: 470px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Stile-Malena-Paradiso-II-cielo-Mercurio.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-6307 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/06/Stile-Malena-Paradiso-II-cielo-Mercurio-e1560276578535.jpg" alt="stile-malena-paradiso-ii-cielo-mercurio" width="460" height="439" /></a><p class="wp-caption-text">Stile Malena &#8211; Paradiso &#8211; II Cielo &#8211; Mercurio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Uscendo, passo accanto alla tomba di Giulietta. Non c&#8217;è quasi nessuno, e se ripenso alla folla sotto al suo balcone, nel centro di Verona, mi capita di riflettere sull&#8217;assurdità della situazione, e per associazione di idee all&#8217;assurdità di quel dramma, quattro giorni di equivoci, contrattempi e malintesi che hanno comunque affascinato la fantasia popolare per secoli.</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Basta, per oggi ho scarpinato abbastanza. Ci sarebbero un altro paio di cosette da vedere, ma, primo, non so bene dove stiano in città, e, secondo, ha iniziato a piovere, il che non è di grande incoraggiamento. Così mi dirigo verso la stazione ferroviaria, e intanto inizio a rimuginare su quanto ho visto, incapace di decidermi se sentirmi soddisfatta o meno, e si può dire che non ho ancora terminato di farlo, nemmeno ora mentre sto rileggendo questo<em> post.</em><br />
Resta il fatto che vado sempre più assomigliando a <span class="st">Olive Kitteridge</span>, il che non è un bene, per nessuno.<br />
</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Come sempre potrete trovare altre immagini nel mio nuovo spazio <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.flickr.com/photos/181911936@N03/albums" target="_blank">Flickr</a></span></strong>, e qualora vi interessassero gli album precedenti al 2019, li potete vedere <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/albums" target="_blank">qui</a></span></strong>. </span></h5>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?feed=rss2&#038;p=6235</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Verona Tessile 2015</title>
		<link>https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=1947</link>
		<comments>https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=1947#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2015 14:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lastoffagiusta]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[2015]]></category>
		<category><![CDATA[Ad Maiora]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=1947</guid>
		<description><![CDATA[Ci voleva proprio un tempo così per scrivere questo articolo, una bella giornata di pioggia battente. Si tratta di una specie di reminiscenza tornata a galla un po&#8217; per caso, come il profumo della famosa madeleine di Proust, solamente che in questo caso non si tratta di memoria olfattiva bensì uditiva, e forse ancora qualcos&#8217;altro. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/VeronaTessile2015.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-2037 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/VeronaTessile2015-253x300.jpg" alt="VeronaTessile2015" width="253" height="300" /></a>Ci voleva proprio un tempo così per scrivere questo articolo, una bella giornata di pioggia battente.<br />
Si tratta di una specie di reminiscenza tornata a galla un po&#8217; per caso, come il profumo della famosa madeleine di Proust, solamente che in questo caso non si tratta di memoria olfattiva bensì uditiva, e forse ancora qualcos&#8217;altro.<br />
Dopo il primo caldo ruggente di giugno, con giorni di una luce che sembra non finire mai, ecco che al posto del frinire delle cicale mi tocca udire il tambureggiare di milioni di gocce di pioggia che picchiano sulla finestra, attraverso la quale intravedo solamente immagini tremolanti, sagome rese incerte dall&#8217;oscurità prematura e dalla foschia.<br />
Il tempo ideale per scrivere di una giornata normalmente speciale.<br />
Comincio spiegando cos&#8217;aveva di speciale quella giornata.<br />
Verona Tessile vi dice niente?</h5>
<p><span id="more-1947"></span></p>
<h5 style="text-align: justify;">A Verona, dal 19 al 24 maggio, si è svolta la terza edizione di un evento espositivo organizzato dall&#8217;associazione <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.associazioneadmaiora.it/" target="_blank">Ad Maiora</a></strong></span>.<br />
Grazie a un notevole sforzo organizzativo, e immagino anche a una bella dose di coraggio, le quilter di Verona sono riuscite a imbastire una manifestazione di alto livello, con inserti artistici internazionali pregevolissimi per qualità e originalità.<br />
Questa la parte speciale. La parte normale è che siamo tornati al mio standard, quello che mi garantisce pioggia a catinelle ogni volta che vado per mostre. Ecco perché in questa giornata bislacca e tempestosa mi va di scrivere di una giornata tempestosa e stupenda.<br />
Bene, mettiamo da parte l&#8217;ombrello e parliamo un po&#8217; della mostra, anzi delle mostre, giacché ogni esposizione a tema aveva una collocazione diversa nel centro storico della città scaligera.<br />
Arrivando dalla stazione ferroviaria, giusto prima della Torre Pentagona, la prima visita l&#8217;ho dedicata alle opere del concorso “Colori diVini” e all&#8217;esposizione intitolata “La musica della mia vita”.<br />
Anche se l&#8217;aspetto esterno dell&#8217;edificio, il Palazzo dei Mutilati, è abbastanza angosciante per architettura e richiami storici, l&#8217;interno si rivela ampio e luminoso.<br />
Ad accogliere le visitatrici (ma anche i visitatori, perché no?) c&#8217;era nientemeno che Maria Teresa Sansotta, la presidente di Ad Maiora.</h5>
<p><!--more--></p>
<p><!--more--></p>
<p><!--more--></p>
<p><!--more--></p>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Concorso-Colori-DiVini.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1956 size-large" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Concorso-Colori-DiVini-1024x674.jpg" alt="Concorso Colori DiVini" width="1024" height="674" /></a><br />
“<strong>La musica della mia vita</strong>” si compone di una serie di 49 opere realizzate da altrettante quilter italiane e straniere. Questa iniziativa è stata ideata da Teodolinda Mengo, la quale, con la collaborazione di Quilt Italia, è riuscita a organizzare nel 2014 una mostra a Monza e un relativo book fotografico, con la finalità di raccogliere fondi per l&#8217;associazione <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.cadom.it/" target="_blank">C.A.DO.M.</a></strong></span> (Centro Aiuto Donne Maltrattate).</h5>
<div id="attachment_1988" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Nicoletta-Manganelli-–-Musica-il-colore-della-mia-vita.jpg" target="_blank"><img class="  wp-image-1988 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Nicoletta-Manganelli-–-Musica-il-colore-della-mia-vita-e1435439758850.jpg" alt="Nicoletta Manganelli – Musica, il colore della mia vita" width="300" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">Nicoletta Manganelli – Musica, il colore della mia vita</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1983" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Marialuisa-Comand-–-Paint-it-black-colori-e-note.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1983 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Marialuisa-Comand-–-Paint-it-black-colori-e-note-e1435439896202.jpg" alt="Marialuisa Comand – Paint it, black  - colori e note" width="300" height="436" /></a><p class="wp-caption-text">Marialuisa Comand – Paint it, black &#8211; colori e note</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1964" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Graziella-Carrieri-–-Vite-sospese.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1964 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Graziella-Carrieri-–-Vite-sospese-e1435440027397.jpg" alt="Graziella Carrieri – Vite sospese" width="300" height="397" /></a><p class="wp-caption-text">Graziella Carrieri – Vite sospese</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1987" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Mirella-Todeschi-–-Ma-da-qui-ci-si-può-rialzare.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1987 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Mirella-Todeschi-–-Ma-da-qui-ci-si-può-rialzare-e1435440111746.jpg" alt="Mirella Todeschi – Ma da qui ci si può rialzare" width="300" height="406" /></a><p class="wp-caption-text">Mirella Todeschi – Ma da qui ci si può rialzare</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1963" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Giuliana-Nicoli-–-Rosso-relativo.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1963 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Giuliana-Nicoli-–-Rosso-relativo-e1435440194117.jpg" alt="Giuliana Nicoli – Rosso relativo" width="300" height="403" /></a><p class="wp-caption-text">Giuliana Nicoli – Rosso relativo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1955" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Chiara-Milesi-Danzando.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1955 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Chiara-Milesi-Danzando-e1435440256533.jpg" alt="Chiara Milesi - Danzando" width="300" height="414" /></a><p class="wp-caption-text">Chiara Milesi &#8211; Danzando</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1953" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Brigitte-Rossetti-–-La-musica-nella-mia-vita-–-i-miei-ultimi-15-anni.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1953 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Brigitte-Rossetti-–-La-musica-nella-mia-vita-–-i-miei-ultimi-15-anni-e1435440439646.jpg" alt="Brigitte Rossetti – La musica nella mia vita – i miei ultimi 15 anni" width="300" height="412" /></a><p class="wp-caption-text">Brigitte Rossetti – La musica nella mia vita – i miei ultimi 15 anni</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1980" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maja-Duerst-–-La-musica-della-mia-vita.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1980 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maja-Duerst-–-La-musica-della-mia-vita-e1435484450462.jpg" alt="Maja Duerst – La musica della mia vita" width="300" height="406" /></a><p class="wp-caption-text">Maja Duerst – La musica della mia vita</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1950" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Adriana-Massagli-–-Lincompiuta-in-musica.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1950 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Adriana-Massagli-–-Lincompiuta-in-musica-e1435440587122.jpg" alt="Adriana Massagli – L'incompiuta in musica" width="300" height="399" /></a><p class="wp-caption-text">Adriana Massagli – L&#8217;incompiuta in musica</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Eccoci ora ad alcune opere del concorso “<strong>Colori diVini</strong>”.<br />
Il tema proposto ha incontrato le interpretazioni più diverse, espressioniste e astratte, tradizionali e sperimentali, emblematiche e border-line, segno di indiscutibile successo.</h5>
<div id="attachment_1958" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Cristina-Ricci-–-Ogni-riccio-un-capriccio.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1958 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Cristina-Ricci-–-Ogni-riccio-un-capriccio-e1435440999378.jpg" alt="Cristina Ricci – Ogni riccio un capriccio" width="340" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Cristina Ricci – Ogni riccio un capriccio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1979" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/M-Goretta-Petta-e-Maria-Ragusin-–-Est-Est-Est.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1979 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/M-Goretta-Petta-e-Maria-Ragusin-–-Est-Est-Est-e1435441065946.jpg" alt="M. Goretta Petta e Maria Ragusini – Est Est Est" width="340" height="584" /></a><p class="wp-caption-text">M. Goretta Petta e Maria Ragusini – Est Est Est</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1977" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Liudmyla-Kryvenko-–-Sun-in-a-bunch-of-grapes.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1977 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Liudmyla-Kryvenko-–-Sun-in-a-bunch-of-grapes-e1435441289845.jpg" alt="Liudmyla Kryvenko – Sun in a bunch of grapes" width="340" height="566" /></a><p class="wp-caption-text">Liudmyla Kryvenko – Sun in a bunch of grapes</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1981" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maria-Cristina-Tebaldi-Morbidezze.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1981 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maria-Cristina-Tebaldi-Morbidezze-e1435441352345.jpg" alt="Maria Cristina Tebaldi - Morbidezze" width="340" height="615" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Cristina Tebaldi &#8211; Morbidezze</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1954" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Chiara-Fagiuoli-Settembre.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1954 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Chiara-Fagiuoli-Settembre-e1435441407296.jpg" alt="Chiara Fagiuoli - Settembre" width="340" height="622" /></a><p class="wp-caption-text">Chiara Fagiuoli &#8211; Settembre</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1961" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Emanuela-Menerghini-–-Sublime-dono-di-Madre-Natura.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1961 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Emanuela-Menerghini-–-Sublime-dono-di-Madre-Natura-e1435441449377.jpg" alt="Emanuela Menerghini – Sublime dono di Madre Natura" width="340" height="606" /></a><p class="wp-caption-text">Emanuela Menerghini – Sublime dono di Madre Natura</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1952" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Angela-Minaudo-Vendemmia.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1952 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Angela-Minaudo-Vendemmia-e1435441494283.jpg" alt="Angela Minaudo - Vendemmia" width="340" height="615" /></a><p class="wp-caption-text">Angela Minaudo &#8211; Vendemmia</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">&#8220;<em>Vanità &#8230; vanità &#8230; tutto é vanità</em>&#8220;, e se questa frase andava bene per il generale Lowenhielm può andar bene anche per me. Infatti è per un peccato di vanità che ho inserito in questa vetrina anche il mio lavoro in concorso. Si tratta di una composizione sperimentale su base idrosolubile. Ho utilizzato esclusivamente materiali riciclati: sfilacci, cimose, spezzoni di filo di lana o di cotone, brandelli di vecchi maglioni, e altro ancora che al momento non ricordo.<br />
L&#8217;ispirazione mi è stata fornita da una semplice constatazione: che sia bianco o che sia nero, il vino ha la sua origine nella vigna, e questa non è bianca e neppure nera.</h5>
<h6 style="text-align: center;">Buona o scarsa che sia, la vendemmia è sempre un momento eccezionale.<br />
Oro, rubino, ametista, zaffiro, ambra, onice, sono i colori che mi circondano,<br />
così vivi da restare impressi nella memoria,<br />
tanto da permettermi di farli riemergere in tempi, spazi e materie così lontane dalla vigna</h6>
<div id="attachment_1992" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Rossana-Ramani-I-colori-del-bianco-e-del-nero.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1992 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Rossana-Ramani-I-colori-del-bianco-e-del-nero-e1435441545644.jpg" alt="Rossana Ramani - I colori del bianco e del nero" width="340" height="662" /></a><p class="wp-caption-text">Rossana Ramani &#8211; I colori del bianco e del nero</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Dal palazzo dei Mutilati si va, di pozzanghera in pozzanghera, fino al Museo di Castelvecchio, proprio in riva all&#8217;Adige.<br />
In questo edificio storico erano esposti alcuni antichi quilt provenienti da Galles, opere provenienti dalla collezione di Jen Jones che hanno almeno un secolo di vita: &#8220;<strong>Quilts from The Hearthlands of Wales</strong>&#8220;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-01.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2013 size-large" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-01-1024x768.jpg" alt="Wales Quilts 01" width="1024" height="768" /></a>Quando mi trovo di fronte a un lavoro “storico” non posso fare a meno di riflettere sulle differenze tra me e “loro”, intendendo per “loro” quelle donne che dopo aver sfacchinato tutto il giorno attorno a una cucina a legna o su un campo di patate, dopo aver sfamato la numerosa prole e l&#8217;impaziente marito, dopo aver lavato, riparato, resuscitato indumenti sempre più lisi, trovavano la forza fisica e mentale di mettersi in un angolo a cucire, alla luce della tremolante fiammella di un lume a petrolio, con aghi troppo duttili e forbici troppo grandi, trascurando sonno e riposo per regalarsi un momento “personale”, e forse anche per evitare, almeno quella sera, di imbastire l&#8217;ennesimo marmocchio&#8230;</h5>
<div id="attachment_2021" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Welsh-Ladies.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2021 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Welsh-Ladies-e1435483071331.jpg" alt="Welsh Ladies" width="600" height="353" /></a><p class="wp-caption-text">Welsh Ladies &#8211; Dal sito bopeepquilts.com</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_2014" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-02.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2014 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-02-e1435481549149.jpg" alt="Wales Quilts 02" width="600" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio quiltatura</p></div>
<div id="attachment_2017" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-05.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2017 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-05-e1435481630173.jpg" alt="Wales Quilts 05" width="600" height="483" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio quiltatura</p></div>
<div id="attachment_2015" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-03.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2015 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-03-e1435481725916.jpg" alt="Wales Quilts 03" width="600" height="573" /></a><p class="wp-caption-text">Welsh Quilt</p></div>
<div id="attachment_2019" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-07.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2019 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-07-e1435482501662.jpg" alt="Wales Quilts 07" width="500" height="504" /></a><p class="wp-caption-text">Welsh Quilt</p></div>
<div id="attachment_2018" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-06.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2018 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-06-e1435482595507.jpg" alt="Wales Quilts 06" width="500" height="438" /></a><p class="wp-caption-text">Welsh Quilts</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Fuori dal Castelvecchio si torna verso Piazza delle Erbe, quindi si tenta di trovare la Sala Scacchi. Si tratta di una vera e propria partita a scacchi, perché solamente grazie alla mossa del cavallo sono riuscita a trovare la Scala della Ragione, e da quella la sala dell&#8217;esposizione, e lì le quilter giapponesi mi hanno dato scacco matto con l&#8217;esposizione &#8220;<strong>Symphony of Colors</strong>&#8220;.</h5>
<div id="attachment_1996" style="width: 550px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoshiko-Katagiri-Ombra.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1996 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoshiko-Katagiri-Ombra-e1435444390435.jpg" alt="Yoshiko Katagiri - Ombra" width="540" height="598" /></a><p class="wp-caption-text">Yoshiko Katagiri &#8211; Ombra</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Vi starete chiedendo se il vostro computer ha dei problemi, o se l&#8217;articolo è ancora incompleto, oppure se, per qualche oscuro motivo informatico, internet non visualizza bene questa pagina.<br />
Non temete, va tutto bene, e c&#8217;è una spiegazione per quei puntini. Si tratta delle mie impressioni sui quilt di questa esposizione: inesprimibili a parole. Perciò lascio a voi che state vendendo queste opere l&#8217;arduo compito di trovare un commento adeguato che non sia riduttivo. Fate vobis.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Un&#8217;altra cosa: come sempre, e se possibile ancor più di sempre, le fotografie non rendono giustizia. Non possediamo attrezzature (e le capacità) adeguate a riportare tutte le sfumature di colore che l&#8217;occhio può vedere (o immaginare di vedere), e forse nemmeno esiste qualcosa di meccanico in grado di farlo. Un sensore, per quanto tecnologicamente avanzato, non è in grado di &#8220;sentire&#8221; una suggestione.</h5>
<div id="attachment_1994" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Shizuko-Kuroha-Splendente.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1994 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Shizuko-Kuroha-Splendente-e1435483480990.jpg" alt="Shizuko Kuroha - Splendente" width="500" height="607" /></a><p class="wp-caption-text">Shizuko Kuroha &#8211; Splendente</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1995" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoneko-Maruya-–-Una-notte-nella-luna-velata.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1995 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoneko-Maruya-–-Una-notte-nella-luna-velata-e1435484226930.jpg" alt="Yoneko Maruya – Una notte nella luna velata" width="550" height="592" /></a><p class="wp-caption-text">Yoneko Maruya – Una notte nella luna velata</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1990" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Noriko-Nozawa-–-Amato-fotografo.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1990 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Noriko-Nozawa-–-Amato-fotografo-e1435484583676.jpg" alt="Noriko Nozawa – Amato fotografo" width="550" height="553" /></a><p class="wp-caption-text">Noriko Nozawa – Amato fotografo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Junko Sawada deve aver girato parecchio, e a quanto pare anche nei posti che piacciono a me. Infatti ho riconosciuto subito il castello di <span class="st">Český Krumlov, come pure l&#8217;architettura tipica della Boemia Meridionale.</span></h5>
<div id="attachment_1972" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Junko-Sawada-–-Una-lettera-dal-cielo.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1972 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Junko-Sawada-–-Una-lettera-dal-cielo-e1435484553265.jpg" alt="Junko Sawada – Una lettera dal cielo" width="550" height="583" /></a><p class="wp-caption-text">Junko Sawada – Una lettera dal cielo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1989" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Noriko-Masui-–-Il-Sole-e-i-fiori.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1989 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Noriko-Masui-–-Il-Sole-e-i-fiori-e1435486750839.jpg" alt="Noriko Masui – Il Sole e i fiori" width="550" height="552" /></a><p class="wp-caption-text">Noriko Masui – Il Sole e i fiori</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1993" style="width: 550px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Sachiko-Yoshida-Sinfonia.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1993 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Sachiko-Yoshida-Sinfonia-e1435486830399.jpg" alt="Sachiko Yoshida - Sinfonia" width="540" height="604" /></a><p class="wp-caption-text">Sachiko Yoshida &#8211; Sinfonia</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Ahiahiahi, c&#8217;e sempre qualcosa che mi lascia perpressa.<br />
Maledetta la mia abitudine di girare per mostre e per il web. Infatti non c&#8217;è occasione che non mi faccia provare qualche deja vu, e talvolta anche qualcosa di più concreto. Non mi riferisco all&#8217;abitudine di riproporre lo stesso lavoro per più concorsi, anche a distanza di anni, e nemmeno a certi clichè di successo che contraddistinguono la produzione di talune artiste, bensì a episodi più o meno fortuiti, più o meno cercati di soggetti somiglianti. Va da sè che quando ci si ispira a opere d&#8217;arte esistenti andrebbe sempre citata la fonte, sia questa un dipinto, una fotografia, un testo, un film, e, perché no, anche un quilt esistente.<br />
In questo caso non ho potuto fare a meno di registrare una fin troppo evidente somiglianza tra quest&#8217;opera di Yoshiko Katagiri del 2013 e un&#8217;altra di Perlita Weingarten vista a Sitges quest&#8217;anno.</h5>
<div id="attachment_1997" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoshiko-Katagiri-Vita.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1997 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoshiko-Katagiri-Vita-e1435488703745.jpg" alt="Yoshiko Katagiri - Vita" width="550" height="556" /></a><p class="wp-caption-text">Yoshiko Katagiri &#8211; Vita</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1976" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Keyko-Yoshida-–-Glicine-bianco.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1976 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Keyko-Yoshida-–-Glicine-bianco-e1435488936815.jpg" alt="Keyko Yoshida – Glicine bianco" width="485" height="612" /></a><p class="wp-caption-text">Keyko Yoshida – Glicine bianco</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1975" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Keyko-Yoshida-–-Fiori-di-stramonio.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1975 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Keyko-Yoshida-–-Fiori-di-stramonio-e1435488999500.jpg" alt="Keyko Yoshida – Fiori di stramonio" width="485" height="610" /></a><p class="wp-caption-text">Keyko Yoshida – Fiori di stramonio</p></div>
<h5 style="text-align: center;"> E infine il mio preferito&#8230;</h5>
<div id="attachment_1973" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Junko-Yazawa-È-arrivata-la-primavera-nella-foresta-addormentata.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1973 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Junko-Yazawa-È-arrivata-la-primavera-nella-foresta-addormentata-e1435489189683.jpg" alt="Junko Yazawa - È arrivata la primavera nella foresta addormentata" width="480" height="615" /></a><p class="wp-caption-text">Junko Yazawa &#8211; È arrivata la primavera nella foresta addormentata</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Non so se avete presente il film &#8220;Bird&#8221;, quello interamente dedicato alla vita e alla musica jazz del sassofonista Charlie &#8220;Bird&#8221; Parker, quando Buster Franklin, un altro sassofonista, decide di buttare il suo strumento nel fiume dopo aver sentito suonare Charie Parker, ma è esattemente così che mi sento dopo aver visto un&#8217;esposizione di quilt giapponesi. Anzi mi devo ricordare di una cosa importantissima, quella di non portare mai con me delle forbici o un cutter, giacché potrei rimanere vittima della sindrome di Stendhal, facile preda di un irrefrenabile impulso distruttivo.</h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Andiamo avanti.<br />
Lo so che potrei sembrare perfida, ma non c&#8217;è nessuna malizia voluta nell&#8217;accostare alle opere precedenti questi quilt dell&#8217;esposizione “<strong>Tra antico e moderno</strong>”, tutt&#8217;altro.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Nel 2013 Agomago ha organizzato un&#8217;esposizione-concorso in ricordo di Angela Diana Coletta, per tutte le appassionate &#8220;Mimma&#8221;, e dato che il colore rosso era il suo preferito, &#8220;Rosso Mimma&#8221; è parso il tema più adatto. Nell&#8217;edizione primaverile di Abilmente 2014 è stato possibile ammirare le 32 le opere in concorso. Cristina Rizzi di Ad Maiora ha realizzato questo &#8220;Paesaggio onirico&#8221;.</h5>
<div id="attachment_1959" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Cristina-Rizzi-–-RossoMimma.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1959 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Cristina-Rizzi-–-RossoMimma-e1435489457930.jpg" alt="Cristina Rizzi – Rosso Mimma" width="450" height="471" /></a><p class="wp-caption-text">Cristina Rizzi – Rosso Mimma</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Trattandosi di opere realizzate dalle socie di Ad Maiora vorrei dedicare a loro il “lieto fine” di quella giornata uggiosa, opere che, assieme a tutte quelle che ho visto, sono la promessa che l&#8217;arcobaleno esiste in ognuna di noi, quale che sia il tempo meteorologico o anagrafico, e ringraziandole per questo raro evento.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">&#8220;Le città invisibili&#8221; è un famoso romanzo di Italo Calvino, il quale ha reinventato &#8220;Il Milione&#8221; di Marco Polo, però invertendo il verso della comunicazione: non è più il viaggiatore che ci narra le meraviglie del lontano Catai, ma è il viaggiatore venuto da lontano che narra al Gran Khan le meraviglie delle città invisbili agli abitanti del Catai. Essendo il Catai di Calvino esteso quanto l&#8217;intero globo terrestre, lo scrittore racconta a noi abitanti delle &#8220;città invivibili&#8221; le bellezze che stiamo inesorabilmente perdendo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Questo è stato anche il tema dell&#8217;esposizione tenutasi nel 2012 a Lanzada, in Valmalenco. Certo è che dalle montagne della Valmalenco la città di Gangi, sulle Madonie, è veramente invisibile, perciò c&#8217;hanno pensato Maria Teresa Sansotta e Laura Guerresi.</h5>
<div id="attachment_1982" style="width: 330px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maria-Teresa-Sansotta-e-Laura-Guerresi-Gangi.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1982 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maria-Teresa-Sansotta-e-Laura-Guerresi-Gangi-e1435490491422.jpg" alt="Maria Teresa Sansotta e Laura Guerresi - Gangi" width="320" height="605" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Teresa Sansotta e Laura Guerresi &#8211; Gangi</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Ho iniziato questo articolo con &#8220;La musica della mia vita&#8221;, perciò mi pare giusto terminarlo con &#8220;<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/watch?v=nC2gZMNkyJo" target="_blank">Good Vibrations</a></strong></span>&#8220;, la famosissima canzone dei Beach Boys, un&#8217;icona degli anni &#8217;60.</h5>
<div id="attachment_1986" style="width: 470px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Marina-Tavella-–-Good-Vibrations.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1986 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Marina-Tavella-–-Good-Vibrations-e1435493581439.jpg" alt="Marina Tavella – Good Vibrations" width="460" height="452" /></a><p class="wp-caption-text">Marina Tavella – Good Vibrations</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Badate che Verona Tessile non si limitava a quel poco che sono riuscita a riportare qui. Per motivi di tempo (ferroviario) non sono riuscita a vedere altre sei mostre: “Shapes, Lines and More” di Nancy Craw, “Il segno dell&#8217;infinito” al Museo della seta, “La seta che parla” alla Biblioteca Civica, “Percorsi di Patchwork tradizionale” de La zampa dell&#8217;Orso, “Il viaggio della mongolfiera magica” e “Colori di Vino” dei bambini della scuola primaria G. Uberti di Verona.<br />
E poi c&#8217;erano anche i laboratori, ben sette, e altri eventi ancora.<br />
Due per due quindi, ovvero tra due anni scriverò il promemoria “Verona” su due giorni del calendario.</h5>
<h5 style="text-align: left; padding-left: 180px;">Ad Maiora! <a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/admaiora_logo.jpg"><img class=" size-full wp-image-2033 alignnone" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/admaiora_logo.jpg" alt="admaiora_logo" width="138" height="116" /></a></h5>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?feed=rss2&#038;p=1947</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
