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	<title>La stoffa giusta &#187; 2015</title>
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		<title>Bassano 2015 &#8211; Artiste che raccontano</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2016 22:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lastoffagiusta]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[2015]]></category>
		<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
		<category><![CDATA[Bassano Patchwork]]></category>

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		<description><![CDATA[Stoffe che raccontano, va bene, così era intitolata la mostra di Bassano Patchwork, ma sapete perché le stoffe raccontano? Ve lo dico io: le quilter sono artiste del silenzio. Le forbici tagliano zitte zitte, in silenzio separano, accorciano, spuntano, foggiano, rifilano, aggiustano; ago e filo plasmano la la materia, anche loro in silenzio, non picchiano, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: left;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Stoffe-che-raccontano-2-e1448227147678.png" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-2612 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Stoffe-che-raccontano-2-e1448227147678.png" alt="Stoffe che raccontano 2" width="340" height="481" /></a><span style="color: #000000;"><strong>Stoffe che raccontano</strong></span>, va bene, così era intitolata la mostra di <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://patchworkb.wordpress.com/" target="_blank">Bassano Patchwork</a></strong></span>, ma sapete perché le stoffe raccontano?<br />
Ve lo dico io: le quilter sono artiste del silenzio.<span id="more-2704"></span></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Le forbici tagliano zitte zitte, in silenzio separano, accorciano, spuntano, foggiano, rifilano, aggiustano; ago e filo plasmano la la materia, anche loro in silenzio, non picchiano, non ribadiscono, non erigono cantieri, si limitano a trovare un punto di contatto; nessun palcoscenico per la quilter, niente spartito o copione da interpretare in cerca di un applauso a scena aperta; acuti, imprecazioni e lacrime si smorzano nella caotica quiete del suo laboratorio; ciò che vale per la pittura e la scrittura vale anche per ogni opera tessile: l&#8217;artista opera in silenzio, ma sarà la sua creazione a raccontare della speranza, dell&#8217;ispirazione, della fatica, della delusione e della gioia.<br />
Le stoffe allora raccontano, e se noi facciamo attenzione a ciò che dicono forse, e ribadisco forse, queste ci confideranno qualcosa che l&#8217;artista vorrebbe, ma non osa, far sapere.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Stavolta però si cambia. Se le quilter sono artiste del silenzio, noi tenteremo comunque di dar loro voce, alla nostra maniera s&#8217;intende, cavando loro quel poco che è stato possibile cavare e, con la fantasia, tanta fantasia, pure troppa, aggiungendo quel poco che siamo riusciti a capire.</h5>
<h6 style="text-align: right;">Rossana &amp; Stelio</h6>
<h5 style="text-align: center;"><strong> Mariarosa Tessarolo &#8211; emme@it</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">Com&#8217;era emme da piccolo? Esattamente come dovrebbe essere ogni bambino: allegro, curioso, indipendente (e perciò talvolta anche birichino). Purtroppo e per fortuna il tempo passa, e oggi emme è un giovane uomo, ma non è cambiato. L&#8217;allegria c&#8217;è sempre, vestita di sottile ironia, la curiosità è diventata sete di cultura, l&#8217;indipendenza si è dimostrata indispensabile per essere e sentirsi libero.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Mariarosa-Tessarolo-emme_a_it.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2709 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Mariarosa-Tessarolo-emme_a_it-e1455477141733.jpg" alt="Mariarosa Tessarolo - emme_a_it" width="380" height="562" /></a>Dedico a lui quest&#8217;opera, sperando che i suoi colori (di emme e del patchwork), balzino sempre all&#8217;occhio regalandogli, regalandoci, allegria e bellezza.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Danielle Cavalli &#8211; Au Jardin Parolini</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">Nel lontano 1805 Alberto Parolini, appassionato di botanica, piantò nel podere di famiglia un cedro, l&#8217;albero destinato poi a diventare il simbolo del giardino che, solamente pochi decenni dopo,  le guide turistiche descriveranno come un &#8220;luogo di delizia&#8221;.<br />
Si va al giardino Parolini per rilassarsi, per una boccata d&#8217;aria, per godere della vista della natura, per riflettere, e magari anche per trovare l&#8217;ispirazione.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Danielle.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2712 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Danielle-e1455478975825.jpg" alt="Danielle" width="350" height="417" /></a>Capita pure di fare delle conoscenze inaspettate e piacevoli, com&#8217;è successo a me quando, passeggiando per i vialetti, ebbi la fortuna di incontrare questo maestoso albero. Mi piaque subito per l&#8217;aria signorile e per il suo carattere taciturno; ci capimmo al volo, senza bisogno di parole, e fu subito amicizia sincera.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Bruna Toffanello &#8211; La seconda per Alessia</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">Prima ci sono i bambini e, salvo pochi casi fortunati, è una lotta, ma che dico, una vera e propria guerra contro le nostre apprensioni, le nostre inadeguatezze, i nostri errori, le nostre incomprensioni, qualcosa che comincia quando vengono al mondo e che termina (non sempre) quando lasciano finalmente il nido.<br />
Poi ci sono i bambini dei bambini, ed è, come dicono gli americani, tutto burro e alici, una gioia continua, perché ci sono l&#8217;esperienza maturata, la consapevolezza del momento felice e il tempo per dedicarsi a loro.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/20151119_181503-1-1.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2715 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/20151119_181503-1-1-e1455482052430.jpg" alt="20151119_181503-1-1" width="390" height="547" /></a>Per Alessia avevo già realizzato un patchwork, ma le è piaciuto a tal punto che mi ha chiesto il bis.<br />
Sono grata ad Alessia perché non solo mi ha fatto felice come nonna, ma anche mi ha permesso di provare l&#8217;ebbrezza di essere un&#8217;artista, almeno per un giorno, e scusate se è poco.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Carmen Zolesi &#8211; Dolce tepore</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">C&#8217;è chi ha le idee chiare fin da subito, e c&#8217;è chi no. Di questa seconda categoria fanno parte le quilter che non hanno in mente fin da subito il progetto finito del quilt, materiali compresi, sono le quilter che invece preferiscono farsi ispirare dai materiali, facendosi suggerire la direzione da ogni pezzetto di stoffa che incontrano per via. Dato che ogni consiglio potrebbe dimostrarsi risolutivo è necessario ascoltarli tutti, perciò la quilter in questione si circonda di un&#8217;infinità di brandelli di stoffa, come una regina al centro di una variopinta corte dei miracoli.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Carmen-Zolesi-Dolce-tepore.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2718 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Carmen-Zolesi-Dolce-tepore-e1455492574213.jpg" alt="Carmen Zolesi - Dolce tepore" width="550" height="566" /></a>Voi, quale tipo di quilter immaginate io sia? Vi dò qualche indizio.<br />
Regola numero 1 &#8211; Non si butta via niente, neanche se è grande come un francobollo, neanche se è un colore impossibile da guardare.<br />
Regola numero 2 &#8211; La quilter si ritiene in diritto di occupare qualsiasi stanza, armadio, cassetto, scatola, mensola presenti nel suo raggio d&#8217;azione.<br />
Regola numero 3 &#8211; A nessuno tranne la quilter è consentito prendere, spostare, rimuovere o addirittura toccare un frammento di stoffa, in nessun luogo, in nessuna condizione, e per nessuna ragione<br />
Regola numero 4 &#8211; Solamente quanto tutti i pavimenti son stati coperti, tutti i tavoli invasi, tutti i passaggi impediti la quilter può trovare l&#8217;ispirazione e scegliere quali stoffe utilizzare, con sollievo generale dei coabitanti.<br />
È solamente un sospetto, ma qualcuno di loro avrebbe malignamente affermato che il &#8220;dolce tepore&#8221; si poteva ottenere fin da subito dando fuoco a tutte quelle stoffe&#8230;</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Adele Poli &#8211; Un tocco di rosso</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">Prima puntata. Vicenza &#8211; Abilmente. Tra le mille e mille stoffe in vendita, tra i mille e mille colori da scegliere, vedi te cosa attira la mia attenzione: un jelly-roll con varie tonalità di grigio.<br />
Mi piace, sì, perché il grigio lascia più libertà alla fantasia, e perché, dettaglio non trascurabile, costa veramente poco.<br />
Preso.<br />
Del resto, essendo una principiante, potrei permettermi anche di combinare un pasticcio senza piangerci tanto sopra&#8230;<br />
Seconda puntata. Bassano del Grappa  &#8211; YouTube. Trovo su internet un tutorial che mi dà l&#8217;aiuto necessario (e il coraggio) per imbarcarmi in questa avventura.<br />
Si parte.<br />
Terza puntata. Abilmente &#8211; Vicenza. Siccome il lavoro è riuscito (incredibilmente!) bene, ma è un po&#8217; piccolino, vado a caccia di altre stoffe grigie.<br />
Trovate.<br />
Sto per ritirarmi soddisfatta quando una fiammata attira la mia attenzione, una stoffa di un carminio irresistibile. E come si fa a dirle di no&#8230;</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Adele-Poli-Un-tocco-di-rosso.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2722 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Adele-Poli-Un-tocco-di-rosso-e1455649683561.jpg" alt="Adele Poli - Un tocco di rosso" width="430" height="573" /></a>Quarta puntata. Bassano del Grappa &#8211; Palazzo Agostinelli. Eccolo il tocco di rosso che ci voleva, una zampata per graffiare la superficie, qualcosa che alza la temperatura di tutto il lavoro, per ricordarsi che ci può essere gioia pure in una giornata uggiosa.</h4>
<h5 style="text-align: center;">W quel jelly roll grigio!</h5>
<p><iframe class="aligncenter" src="https://www.youtube.com/embed/e3uauNIqH6s" width="640" height="420" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Mariarosa Tessarolo &#8211; Notturno</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">È una bella serata, quella giusta per fare quattro passi lungo quello che un tempo era il confine di Bassano, là dove correva la cinta muraria di Castro Baxani, Viale dei Martiri. Come dev&#8217;essere stata diversa questa strada mille anni fa, quando sul Mariniano venne eretta la prima versione &#8220;rustica&#8221; della pieve di Santa Maria. Non c&#8217;erano sicuramente tutte queste automobili, nemmeno l&#8217;asfalto, e Bassano non aveva ancora sofferto i &#8220;suoi&#8221; martiri.<br />
Guardo, gli ingredienti ci sono tutti: la notte, la chiesa, le stelle, la luna, e la mia capacità di farmi suggestionare.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Mariarosa-Tessarolo-Notturno.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2730 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Mariarosa-Tessarolo-Notturno-e1455657718877.jpg" alt="Mariarosa Tessarolo - Notturno" width="430" height="413" /></a>Via le automobili, via le persone, via le luci, via i rumori, via, via, via! E via il anche tempo, torno a quando a Bassano c&#8217;erano quattro casette arroccate attorno alla pieve, a quando la luna e il silenzio erano i padroni della notte. Non è fantasia, non è ricordo, è un&#8217;emozione più cercata che provata.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Claudie Martin</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">All’inizio della mia attività seguivo fedelmente le istruzioni dei vari modelli, perché temevo l’improvvisazione e l’accostamento sbagliato dei colori.<br />
Ora invece l’ esperienza e le abilità tecniche acquisite, mi permettono di modificare le fonti a cui mi ispiro, combinando uno o più modelli e cambiando sia le disposizioni che i colori dei vari tessuti.</h4>
<h5 style="text-align: center;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/P1090581.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2734 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/P1090581-e1455659145468.jpg" alt="P1090581" width="740" height="555" /></a><strong>Claudie Martin &#8211; Matisse<br />
</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">Henri Matisse ha qualcosa in comune con noi, anch&#8217;egli seppe fare buon uso delle forbici per realizzare delle opere d&#8217;arte. Dopo aver sperimentato con successo varie tecniche pittoriche, egli raggiunse l&#8217;essenza della rappresentazione con il découpage, ritagliando dei fogli di carta colorata. Pur essendo noi quilter distanti anni luce dal livello delle sue opere, è gradevole il pensiero che il tagliare e il riassemblare non è assolutamente &#8220;arte povera&#8221;.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Claudie-Martin-Matisse.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2735 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Claudie-Martin-Matisse-e1455659396588.jpg" alt="Claudie Martin - Matisse" width="400" height="480" /></a>In questo mondo moderno fatto di linee e spigoli, di obiettivi e traguardi, di velocità e direzione, di volontà e violenza, queste leziose curve, casuali ma rappresentative, mi regalano la tranquillità che non riesco a cogliere altrove se non nei miei sogni.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Chiara Camonico &#8211; A Barbara</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">Sabbia, asciutta, calda, troppo calda,&#8230; scotta! Sabbia, umida, compatta, odorosa di mare. Comunque sia sempre sabbia è, buona per sdraiarsi e prendere il sole, cattiva quando ti si infila dappertutto. Ma per chi sta in montagna la sabbia significa soprattutto vacanze, estate, calore, spiaggia, divertimento. <a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Chiara-Camonico-A-Barbara.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2741 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Chiara-Camonico-A-Barbara-e1455743878241.jpg" alt="Chiara Camonico - A Barbara" width="600" height="450" /></a> Sopra questo letto di sabbia ho sparso del colore, come i bagnanti fanno con asciugamani e giochi. Chissà se, assieme al calore della coperta, sarò riuscita a regalare a Barbara il calore di quelle gradevoli sensazioni balneari, ma soprattutto il calore del mio affetto. Chissà&#8230; forse sono castelli in aria, o magari castelli di sabbia.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Concetta Ferrazzi &#8211; La fuga del riccio</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">Non ci sono più i gatti di una volta. Ve li ricordate? Sempre vigili, eterni vagabondi, senza casa e senza padrone, pronti alla caccia di qualsiasi cosa che non fosse meno che immobile, rissosi e ruffiani. No, oggi il gatto fa il difficile, il gourmand, vuole essere servito e riverito, con la pancia che quasi striscia sul pavimento e le movenze degne di un bradipo sonnacchioso. Così può capitare che si faccia soffiare sotto al naso pranzo cena e merenda, e da chi poi? Da un timido riccio.<br />
Eccolo, stanotte l&#8217;ho colto su fatto, sta scappando, s&#8217;è preso paura, di me ovvio, non di quei quattro ferri da stiro pelosi che si spacciano per dei felini. Tzè!</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Concetta-Ferrazzi-La-fuga-del-riccio.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2744 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Concetta-Ferrazzi-La-fuga-del-riccio-e1455746129251.jpg" alt="Concetta Ferrazzi - La fuga del riccio" width="500" height="300" /></a>Certo che è carino, è proprio buffo con quelle zampette corte, all&#8217;apparenza così esili per quel corpo da maialino spinoso. Ah sì, le spine, quelle che rivolge al mondo esterno quando è veramente spaventato. Del resto anche noi subiamo talvolta la tentazione di chiuderci a riccio quando il presente ci fa paura o non è esattamente quello che vorremmo fosse.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Daniela Fantin &#8211; Stella Polare</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">Ve lo immaginate un cielo notturno senza stelle?<br />
Ve la immaginate una mostra patchwork senza stelle?<br />
&#8220;Per aspera ad astra&#8221; dicevano i latini, e anche la quilter si deve cimentare con le difficoltà tecniche per giungere alle stelle, quelle tessili ovviamente.<br />
Per noi che siamo lontane dai grandi (e inquinati) centri abitati, e che siamo per forza di cose più vicine al cielo, è facile godere della vista di un bel cielo stellato, e da lì a farsi venire la voglia di portarsi in casa qualche stella ci vuole poco.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Daniela-Fantin-Stella-polare.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2747 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Daniela-Fantin-Stella-polare-e1455748363337.jpg" alt="Daniela Fantin - Stella polare" width="500" height="498" /></a>Ognuna di noi dovrebbe riconoscere nel cielo delle aspirazioni la sua stella polare, l&#8217;astro che, seppure lontano e irragiungibile, ci evita di smarrire la via. Anch&#8217;io dovrei averne una, magari è una di queste, e chi lo sa, quella benedetta stella non sta mai ferma&#8230;</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Adele Poli &#8211; Fantasia in blu-verde</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">Voi che ci vedete?<br />
Non preoccupatevi troppo di scovare astruse interpretazioni, ve lo dico io: divertimento puro.<br />
Ogni quilter, per quanto brava sia, conosce bene alcuni aspetti penosi del patchwork, e non parlo di quando ci si buca il dito con l&#8217;ago o ci si taglia col cutter, mi riferisco ai dubbi, alle incertezze, alle recriminazioni che sempre accompagnano la realizzazione di un quilt. Io poi che non sono una &#8220;perfettina&#8221; sono la vittima predestinata di questi patemi &#8220;artistici&#8221;.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Adele-Poli-Fantasia-in-blu-verde.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2749 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Adele-Poli-Fantasia-in-blu-verde-e1455749688123.jpg" alt="Adele Poli - Fantasia in blu-verde" width="400" height="398" /></a>Rossana invece ci ha mostrato come giocare con le stoffe, i fili, i colori, e con ogni altro materiale che ci capitava sottomano, senza un progetto, semplicemente (si fa per dire) seguendo l&#8217;estro del momento, l&#8217;ispirazione, l&#8217;istinto se preferite, o addirittura il caso (maestro insuperabile). L&#8217;assoluta libertà e l&#8217;emozione della sorpresa finale mi hanno fatto riprovare entusiasmi che coloravano certe giornate della mia infanzia.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Chiara Camonico &#8211; Riflessi sul Brenta</strong></h5>
<h4 style="text-align: justify;">Si potrebbe affermare che il riflesso è semplicemente la &#8220;realtà capovolta&#8221;, ma questa definizione si porta dietro parecchie interpretazioni. Non è detto che un riflesso sia meno reale della &#8220;realtà diritta&#8221;. Se pensate che l&#8217;immagine di voi nello specchio sia meno reale di quella conservata nella vostra testa siete fuori strada. E non si pensi poi che la &#8220;realtà capovolta&#8221; sia una realtà negativa, è solamente una questione di punti di vista. Un&#8217;immagine riflessa ci consente di vedere quando il vedere in altra maniera è impossibile, dispersivo o limitativo. Guardare il sole non si può, ma il suo riflesso sul mare sì, e sempre sullo stesso mare non vedremo una sola luna ma centinaia, migliaia, quante sono le onde sulle quali si riflette.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Chiara-Camonico-Riflessi-sul-Brenta-_021.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2753 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Chiara-Camonico-Riflessi-sul-Brenta-_021-e1455751795868.jpg" alt="Chiara Camonico - Riflessi sul Brenta _02" width="500" height="446" /></a>Le acque del Brenta hanno creato questa immagine, e io l&#8217;ho fatta subito mia. I dettagli non mi interessano, sono materia per commercialisti e orologiai; le linee diritte, a piombo, le lascio volentieri agli ingegneri; la rappresentazione esatta mi annoia come le repliche estive alla tv.<br />
Il Brenta scorre, ma sulle increpature della superficie viene tessuta l&#8217;essenza, ci sono tutte le sensazioni che, in quel luogo, in quel momento, con quella luce, la mia sensibilità è in grado di farmi percepire, come se il fiume fosse uno straordinario pittore impressionista &#8220;capovolto&#8221;.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Rossana Ramani</strong></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Eccomi qua, ci sono anch&#8217;io. Le amiche di Bassano Patchwork mi hanno invitato a partecipare alla mostra esponendo alcuni lavori, e io ho accettato ben volentieri. Devo dire che è stata una sorpresa, nel senso che una cosa è vedere &#8220;un&#8221; mio quilt a casa, altro è invece trovarne &#8220;tanti&#8221; esposti in un grande salone. Al centro della parete a me dedicata, la parte del leone la faceva il quilt &#8220;È un mondo difficile&#8221;, già premiato a <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=115" target="_blank">Parma</a></strong></span> nel 2013, un lavoro difficile da immaginare, disegnare, realizzare e quiltare, difficile un mondo, per un mondo sempre più difficile da capire.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/P1090585.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2755 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/P1090585-e1455754463151.jpg" alt="P1090585" width="640" height="480" /></a></h5>
<h5 style="text-align: center;"><strong>Rossana Ramani &#8211; I colori del bianco e del nero (a sx) &#8211; Attraverso un bicchiere di vino (a dx)</strong></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ho portato anche i miei due ultimi lavori ispirati all&#8217;uva e al vino (o ispirati dall&#8217;uva e dal vino&#8230;), opere tessili che magari non seguono i canoni del patchwork tradizionale, ma che mi hanno dato grande soddisfazione.</h5>
<h4 style="text-align: center;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/P1090496.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2756 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/P1090496-e1455754546183.jpg" alt="P1090496" width="420" height="546" /></a>Buona o scarsa che sia, la vendemmia è sempre un momento eccezionale.<br />
Oro, rubino, ametista, zaffiro, ambra, onice, sono i colori che mi circondano,<br />
così vivi da restare impressi nella memoria,<br />
tanto da permettermi di farli riemergere in tempi, spazi e materie così lontane dalla vigna</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #000000;">p.s. Come sempre, potete trovare tutte le altre foto che abbiamo scattato alla mostra di Bassano sul mio album di <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/albums" target="_blank">Flickr </a></strong><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/albums" target="_blank">(lastoffagiusta2013)</a></span></span></span></h5>
<p><!--more--></p>
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		<title>Ten Years After</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2015 01:37:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi starete chiedendo se per caso avete sbagliato blog, oppure cosa diavolo c&#8217;entri la musica rock col patchwork. Risposta: il blog è quello giusto, e la musica non c&#8217;entra niente col patchwork, però c&#8217;entra con me. Ten Years After, dieci anni dopo. Dopo di che? Dopo la mia ultima scorreria in Val d&#8217;Argent. Dieci anni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="”Center”"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/b24m6mCBn0E" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
<h5 style="text-align: justify;">Vi starete chiedendo se per caso avete sbagliato blog, oppure cosa diavolo c&#8217;entri la musica rock col patchwork. Risposta: il blog è quello giusto, e la musica non c&#8217;entra niente col patchwork, però c&#8217;entra con me.</h5>
<p><span id="more-2156"></span></p>
<h5 style="text-align: justify;">Ten Years After, dieci anni dopo. Dopo di che? Dopo la mia ultima scorreria in Val d&#8217;Argent.<br />
Dieci anni sono passati, dieci anni di imperdonabile assenza, dieci anni durante i quali, per dirla alla Nanni Moretti, ho girato, ho visto gente, mi sono mossa, ho conosciuto, ho fatto delle cose. Ma se nel film &#8220;Ecce bombo&#8221; il personaggio di Cristina appare inconcludente e dispersivo, io in questi dieci anni sono riuscita a perdere alcune certezze per trovarne altre, e ho accumulato un bagaglio di emozioni che mi ha resa più difficile da stupire, ma più arrendevole verso ciò che non è consueto.<br />
La riprova l&#8217;ho avuta proprio quest&#8217;anno in Alsazia.<br />
A distanza di dieci anni non sono riuscita a riconoscere niente, tranne i luoghi ovviamente, come se per me fosse la prima volta al Carrefour Européen du Patchwork. Ovviamente non lo era, ricordavo benissimo di esserci stata altre due volte, ma era come se fosse stato tutto cambiato, le mostre, gli stili, i lavori, quando invece a essere cambiata ero unicamente io.<br />
Girando per le esposizioni mi è capitato spesso di fermarmi ad ammirare opere che un tempo avrei paragonato alle macchie di Rorschach, e che invece in quel momento mi ammaliavano, mi attiravano come il canto delle sirene, e come le sirene mi avrebbero portato alla rovina nel maldestro tentativo di emulare il guizzo artistico che le rendevano così interessanti ai miei occhi. Tutto questo nonostante io resti convinta che circolino in questo ambiente parecchie &#8220;furbastre&#8221; che spacciano dei lavori approssimativi come &#8220;arte&#8221;, ma questi inaspettati amori a prima vista mi fanno ben sperare; dalla gioia di vedere tali capolavori sorge la consapevolezza dei miei limiti, ma cresce altresì la voglia di superarli, almeno nelle intenzioni, altrimenti che c&#8217;andrei a fare alle mostre?<br />
Appunto.<br />
E allora come mai non sono andata in Val d&#8217;Argent per tanto tempo?<br />
Vi dirò, non ci sarei venuta nemmeno quest&#8217;anno se in Catalogna non avessi incontrato una certa persona che mi ha convinto a visitare il Carrefour Européen du Patchwork, e a questa squisita persona (e personalità) sono grata per avermi (ri)aperto gli occhi su un universo tessile che non speravo esistesse.<br />
Non è stato facile arrivarci, e i problemi logistici che mi avevano demotivato per anni erano quasi immutati. Esclusa per motivi ecologici l&#8217;automobile, escluso per problemi personali il viaggio organizzato, restava solamente il trasporto pubblico, mezzo tra l&#8217;altro col quale mi muovo benissimo (fuori dall&#8217;Italia). Quindi, da casa, bus, treno, bus, aereo, bus, treno, taxi, eccomi arrivata al mio alberghetto alla periferia di Colmar, dal quale poi ogni mattina, per andare alle mostre, si doveva prendere il bus, il treno e poi un altro bus, e ritorno idem.<br />
Il premio per tutta questa sfacchinata arrivava di sera, davanti a una dose generosa di baeckeoffe e a una invitante Grimbergen (bière blanche), e lì ci si riposava le caviglie e si cercava di mettere un po&#8217; d&#8217;ordine nella nostra testa dove era affastellato tutto quello che avevamo visto in quella giornata.</h5>
<p><!--more--></p>
<h5 style="text-align: justify;">E cosa&#8217;avevamo visto in quella giornata?<br />
Ecco, qui comincia il difficile, perché riportare e commentare in questo post tutte le opere che mi hanno colpita, vuoi per la qualità della fattura, vuoi per l&#8217;originalità della composizione, vuoi per qualche altro accidente che nemmeno io riesco a spiegarmi, sarebbe un compito superiore alle mie forze e alla vostra pazienza, giacché mi ci vorrebbero altri dieci anni di tempo per terminarlo. Delle centinaia di foto che abbiamo scattato, qui ne troverete solamente una parte; le altre (ma non tutte) sono, come sempre, nel mio <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/albums" target="_blank">album di Flickr</a></span></strong>.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Cominciamo con ordine, il mio ovviamente, l&#8217;ordine sparso.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080704.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2183 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080704-e1447109906736.jpg" alt="P1080704" width="600" height="450" /></a>C&#8217;era una volta una casetta, e in questa casetta c&#8217;erano delle donne sempre alle prese con dei pezzetti di stoffa. La loro vita era dura e dovevano risparmiare su tutto, perciò niente veniva buttato via. Quando una camicia, o un paio di brache, o una gonna, a furia di passare da generazione in generazione aveva più buchi che tessuto, queste donne cercavano di recuperare il recuperabile e mettevano da parte i pezzi di stoffa ancora buona. Là dove vivevano l&#8217;inverno era terribile, spietato e lungo, molto lungo, così queste donne presero l&#8217;abitudine di farsi delle coperte cucendo assieme tutti quei pezzi di stoffa che avevano in casa; ne facevano una specie di sacco colorato e lo imbottivano di foglie secche raccolte in autunno. E così fu che l&#8217;inverno cominciò a fare meno paura.<br />
Col tempo anche altre donne che vivevano nello stesso paese presero l&#8217;abitudine di riciclare le stoffe più vecchie, e qualcuna di loro, un po&#8217; per gioco e un po&#8217; per noia, si stufò di cucire dei semplici quadrati e cercò di realizzare qualcosa di diverso, qualcosa di personale. Capitò che una vecchia signora che aveva vissuto su al Nord si ricordasse delle enormi impronte che gli orsi lasciavano sulla neve, e così si mise a tagliare il tessuto in una forma che la riportasse con la memoria a quei luoghi; un&#8217;altra donna era sposata con un uomo che talvolta trovava consolazione nel bere, e che tornava a casa malfermo sulle gambe, perciò per ripicca riportò il suo passo incerto sulla loro coperta matrimoniale, come riprovazione e ammonimento; un&#8217;altra ancora amava le foglie del bosco, e un&#8217;altra il cielo stellato, e una era innamorata anche della sua piccola casetta di legno nel bosco. Fu così che quelle coperte, da grezze protezioni divennero elaborate creazioni, utili sì, ma anche belle.<br />
L&#8217;inverno un giorno si accorse che non era temuto come un tempo, sbirciò attraverso le finestre e notò quelle trapunte che riscaldavano il corpo e lo spirito. Tutti quei colori stonavano colla sua visione del mondo che doveva essere bianca di sotto e grigia di sopra ma, per quanto forte soffiasse e gemesse, nulla potè contro le calde coltri, e così rimandò a tempi futuri la sua vendetta.<br />
Il momento propizio capitò in una mattina di Marzo, quando sorprese le donne all&#8217;aperto che, approfittando dei primi tepori primaverili, stavano svuotando le loro trapunte delle foglie secche, lavavano le trapunte vuote e infine le stendevano ad asciugare all&#8217;aperto. L&#8217;inverno allora si precipitò nei cortili come una furia, prese a soffiare come mai aveva fatto prima e riuscì a strappare dai fili tutte quelle trapunte colorate. Non contento del dispetto decise che le avrebbe fatte sparire per sempre, così le sollevò in aria e le portò via. Mal gliene incolse perché ovunque quelle volassero venivano scambiate per uccelli colorati, per esseri magici, per apparizioni prodigiose e inspiegabili, e le donne, da sempre più dotate di gusto e fantasia, presero a ricopiarle un po&#8217; a memoria un po&#8217; a estro, realizzando a loro volta altre trapunte.<br />
Dopo qualche tempo comprese quanto fossero inutili i suoi sforzi: invece di eliminare ciò che detestava ne aveva diffuso il seme per tutto il mondo, e quei colori ormai erano diventati invincibili; così si arrese, fece cadere il vento e con esso le antiche trapunte. Ma la stoffa di quelle, già vecchia all&#8217;origine, stanca di essere stata sbatacchiata di qua e di là si disfece nell&#8217;aria, e tutti i colori si sparsero nel verde dei Vosgi, nell&#8217;azzurro del Reno, nel giallo del muscat, nel rosso della pietra&#8230; lì dove possiamo andarli a ritrovare quando ne sentiremo la mancanza.</h5>
<h6 style="text-align: center;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/DSCN1376.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2202 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/DSCN1376-e1447198159690.jpg" alt="DSCN1376" width="600" height="450" /></a> Finalmente qualcosa di nuovo&#8230;<a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080713.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2205 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080713-e1447198736994.jpg" alt="P1080713" width="600" height="450" /></a>&#8230; qualcosa di grande (quello nero è il tappo della mia macchina fotografica)</h6>
<h6 style="text-align: center;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080698.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-2207 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080698-e1447199450531.jpg" alt="P1080698" width="338" height="451" /></a></h6>
<h6 style="text-align: center;"> Entriamo?<a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080653.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2208 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080653-e1447199702239.jpg" alt="P1080653" width="338" height="451" /></a>Coraggio, entriamo</h6>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080658.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2211 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080658-e1447200181813.jpg" alt="P1080658" width="600" height="450" /></a></h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Comincerei con qualcosa di antico, l&#8217;antica arte di quiltare a mano, e che mano! Quello che vedere qua sotto è un dettaglio di una grande coperta matrimoniale che Jacques Légeret ha portato da oltreoceano.</h5>
<p><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Amish-02-Detail.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2215 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Amish-02-Detail-e1447271152590.jpg" alt="Amish 02 - Detail" width="450" height="412" /></a></p>
<h5 style="text-align: justify;">Jacques Légeret è un giornalista svizzero che, assieme alla sua famiglia, ha vissuto per qualche anno presso gli Old Order Amish (i duri e puri per capirci). Questo fatto mi ricorda un vecchio film intitolato &#8220;In ricchezza e in povertà&#8221; nel quale a una coppia di &#8220;cittadini&#8221; capita di doversi adattare alle abitudini amish, con esiti abbastanza comici.<br />
Scherzi a parte, Jacques Légeret è diventato una sorta di ambasciatore onorario di quella comunità, cercando di far svanire l&#8217;immagine stereotipata (se non addirittura macchiettistica) che si poteva avere degli amish, mediante pubblicazioni oppure, come in questo caso, esponendo i meravigliosi patchwork, antichi e moderni, realizzati da amish e mennoniti (mi correggo, mennonite).</h5>
<div id="attachment_2216" style="width: 450px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Amish.Pennsylvania-1950-Sunshine-Shadow-214x210.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2216 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Amish.Pennsylvania-1950-Sunshine-Shadow-214x210-e1447271249709.jpg" alt="Amish.Pennsylvania-1950 - Sunshine &amp; Shadow - 214x210" width="440" height="455" /></a><p class="wp-caption-text">Amish &#8211; Pennsylvanie &#8211; 1950 &#8211; Sunshine &amp; Shadow &#8211; 214 x 210</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Qualcosa del genere avevo già visto a Sitges, sempre grazie a Jacques Légeret, ma qui gli spazi consentono un&#8217;esposizione più ricca e una visione migliore. L&#8217;ambiente è in leggera penombra, perciò le opere spiccano come tanti soli, che poi sarebbero delle stelle, il che fa sorgere una riflessione.<br />
Ormai si sarà capito che a me piacciono le contraddizioni, e i paradossi poi neanche a parlarne, e qui c&#8217;è un paradosso tanto interessante quanto disvelatore.<br />
Guardando i patchwork amish e mennoniti non posso fare a meno di notare che il motivo della stella è predominante. Niente di strano in quanto già nella Bibbia viene citata una stella che sorge da Giacobbe (stella intesa come &#8220;re&#8221;), e il riferimento al Messia è immediato, tanto più se nell&#8217;Apocalisse si scrive di Cristo come &#8220;stella radiosa del mattino&#8221;. Allora si può ben capire come mai in queste comunità fortemente religiose sia così diffuso il motivo a stella. Il problema (se di problema possiamo parlare) è che quella stella non è veramente una stella ma è un pianeta: Venere. La contraddizione (se di contraddizione possiamo parlare) è che quella stella del mattino prima di essere Venere veniva chiamato Ištar, e poi Lucifero. Già Lucifero, colui che porta la luce, quella solare fatta di fotoni e quella del sapere fatta di mele proibite.<br />
La parte disvelatrice di questo paradosso è suggerita dalla struttura concentrica di questi patchwork a stella, come a simboleggiare il ripetersi dei gesti, dei giorni, delle stagioni, delle generazioni, a partire da un punto centrale che dà origine al tutto (Lucifero?). Potrebbe darsi che per le donne di queste comunità il patchwork non sia solo un passatempo tradizionale, per quanto complesso e impegnativo, ma anche una (inconsapevole?) rappresentazione del loro mondo, e che tutti quei colori non siano esclusivamente il frutto di una mera scelta estetica bensì un gesto di indipendenza, forse l&#8217;unico ammesso. In fondo, già lo saprete, un pezzo di stoffa non è mai un semplice pezzo di stoffa, è un dettaglio, piccolo ma comunque importante, di un disegno molto più grande, e guarda caso, anche questo già lo saprete, il Diavolo (Lucifero?) è nei dettagli.</h5>
<div id="attachment_2233" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mennonite-Pennsylvanie-1878-Lone-Star-Zig-Zag-210x210.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2233 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mennonite-Pennsylvanie-1878-Lone-Star-Zig-Zag-210x210-e1447457938728.jpg" alt="Mennonite-Pennsylvanie-1878 - Lone Star - Zig-Zag - 210x210" width="450" height="461" /></a><p class="wp-caption-text">Mennonite &#8211; Pennsylvanie &#8211; 1878 &#8211; Lone Star/ Zig-Zag &#8211; 210 x 210</p></div>
<div id="attachment_2217" style="width: 465px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Amish-04.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2217 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Amish-04-e1447271349363.jpg" alt="Mennonite" width="455" height="457" /></a><p class="wp-caption-text">Mennonite &#8211; Maryland &#8211; 1874 &#8211; Starbust</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Sono partita dalla tradizione, e nella tradizione per il momento vorrei rimanere, mostrandovi alcune opere basate su due dei blocchi più &#8220;old style&#8221; del patchwork, come il Log Cabin per esempio&#8230;</h5>
<div id="attachment_2218" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/International-Quilt-Study-Center-Museum.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2218 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/International-Quilt-Study-Center-Museum-e1447271604893.jpg" alt="International Quilt Study Center &amp; Museum" width="600" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">International Quilt Study Center &amp; Museum</p></div>
<div id="attachment_2234" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Marie-Suarez-Barn-raising-setting.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2234 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Marie-Suarez-Barn-raising-setting-e1447458747788.jpg" alt="Marie Suarez - Barn raising setting" width="450" height="457" /></a><p class="wp-caption-text">Marie Suarez &#8211; Barn raising setting</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">&#8230; oppure il pinneapple, un blocco difficile non solamente per le esigenze di precisione ma anche per la difficoltà di accostare bene i contrasti e gli accordi cromatici. E c&#8217;è anche chi ama complicarsi la vita, come si può notare nel dettaglio di quest&#8217;opera di grande impatto visivo.</h5>
<div id="attachment_2235" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/International-Quilt-Study-Center-Museum-Pineapple-variation-02.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2235 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/International-Quilt-Study-Center-Museum-Pineapple-variation-02-e1447459318740.jpg" alt="International Quilt Study Center &amp; Museum - Pineapple variation 02" width="450" height="449" /></a><p class="wp-caption-text">International Quilt Study Center &amp; Museum &#8211; Pineapple variation 02</p></div>
<div id="attachment_2236" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/International-Quilt-Study-Center-Museum-Pineapple-variation-02-Detail.jpg"><img class="wp-image-2236 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/International-Quilt-Study-Center-Museum-Pineapple-variation-02-Detail-e1447459547890.jpg" alt="International Quilt Study Center &amp; Museum - Pineapple variation 02 - Detail" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">La scelta dei colori è fondamentale. Se nell&#8217;opera sottostante fossero stati più accesi ne sarebbe uscito un lavoro pacchiano, disturbatore. Tonalità più sfumate invece sarebbero state soppresse dal nero imperante. Invece il rosso cardinale e il verde veronese riescono a sostenere tutta la struttura cromatica, anche se il segreto estetico di questo lavoro sta in quei piccoli bottoni pervinca.</h5>
<div id="attachment_2237" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Marti-Mitchell-Pineapple-variation.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2237 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Marti-Mitchell-Pineapple-variation-e1447459732406.jpg" alt="Marti Mitchell - Pineapple variation" width="450" height="455" /></a><p class="wp-caption-text">Marti Mitchell &#8211; Pineapple variation</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">E già che parliamo di bravura, vediamoci di toglierci il pensiero con queste due quilter che hanno le mani d&#8217;oro, una vista da 20/10 e la pazienza di Giobbe.</h5>
<div id="attachment_2241" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Yvonne-Clavez-Potomac-230x230.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2241 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Yvonne-Clavez-Potomac-230x230-e1447461280881.jpg" alt="Yvonne Clavez - Potomac - 230x230" width="450" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Yvonne Clavez &#8211; Potomac &#8211; 230&#215;230</p></div>
<div id="attachment_2242" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Yvonne-Clavez-Potomac-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2242 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Yvonne-Clavez-Potomac-Detail-01-e1447461322224.jpg" alt="Yvonne Clavez - Potomac - Detail 01" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_2243" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Martine-Lanux-In-memory-of-Ann-Randoll.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2243 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Martine-Lanux-In-memory-of-Ann-Randoll-e1447461406976.jpg" alt="Martine Lanux - In memory of Ann Randoll" width="400" height="457" /></a><p class="wp-caption-text">Martine Lanux &#8211; In memory of Ann Randoll</p></div>
<div id="attachment_2244" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Martine-Lanux-In-memory-of-Ann-Randoll-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2244 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Martine-Lanux-In-memory-of-Ann-Randoll-Detail-01-e1447461448145.jpg" alt="Martine Lanux - In memory of Ann Randoll - Detail 01" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Eccomi mentre mi sto cavando gli occhi solamente per cercare di capire come ca&#8230; come cavolo Martine Lanux è riuscita a combinare quello che ha combinato. Roba da tornare a casa e buttare la macchina da cucire in mare&#8230;</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080845.jpg" target="_blank"><img class="  aligncenter wp-image-2245" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080845-300x225.jpg" alt="P1080845" width="416" height="312" /></a>Dovrebbe farci riflettere il fatto che quest&#8217;opera è una riproduzione abbastanza fedele di un copriletto in cotone e lino eseguito nel Somerset tra il 1802 e il 1830, quindi esclusivamente a mano, e con mezzi che oggi giudicheremmo perlomeno &#8220;rudimentali&#8221;.<br />
Anche se non si conosce il nome (o i nomi) di chi lo ha realizzato, nel pannello centrale è ricamata la scritta &#8220;Ann Randoll / October 27 1802&#8243;. Ricerche genealogiche condotte sulle documentazioni locali dell&#8217;epoca riportano attorno a quella data il decesso di Ann Randle, una bambina di poco più di due anni, perciò è invalso l&#8217;uso di aggiungere quel &#8220;In memory of&#8230;&#8221; supponendo che qualcuno della famiglia abbia deciso di realizzare qualcosa di indimenticabile per mantenere vivo il ricordo di quella bimba scomparsa prematuramente.</h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">E ora, dopo queste grandi superfici, ecco qualcosa di più piccolo, molto più piccolo, ma non per questo meno mirabile.<br />
Se in questi ultimi anni vi è capitato di passare per Birmingham, al Festival of Quilts, di certo non avrete potuto fare a meno di notare un assembramento sospetto dinanzi a qualcosa che non si vede, o si intravede appena. Il mistero si infittisce quando ci si avvicina di quel tanto che basta per sentire il coro di &#8220;oooh&#8221;, &#8220;aaah&#8221;, &#8220;wow&#8221; che da lì proviene. Ecco, potrete star sicure che tutte quelle persone stanno ammirando un&#8217;opera di Kumiko Frydl, e se anche voi avete atteso il vostro turno è certo che conoscete i motivi di tali esclamazioni.<br />
Se invece non ci siete state a Birmingham, date un&#8217;occhiata ai mei post precedenti sul <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?s=birmingham&amp;submit=Cerca" target="_blank">Festival of Quilts</a></strong></span> e capirete.<br />
In una manifestazione d&#8217;eccellenza come quella alsaziana i lavori di Kumiko Frydl non potevano mancare, ma, insperato evento, non mancava neppure lei, e io ho avuto la fortuna di incontrarla e di scambiare quattro chiacchiere con lei. Non ci crederete: è una persona normale!<br />
Nessuna boria, nessun potere da superwoman, nessuna scuola da imporre, solamente una grande passione, una devota applicazione e la gioia (le si leggeva nello sguardo) nel vedere quanto successo stavano riscuotendo i suoi piccoli gioielli.</h5>
<div id="attachment_2253" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kumiko-Frydl-Mandala-43x43.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2253 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kumiko-Frydl-Mandala-43x43-e1447532761740.jpg" alt="Kumiko Frydl - Mandala - 43x43" width="360" height="356" /></a><p class="wp-caption-text">Kumiko Frydl &#8211; Mandala &#8211; 43&#215;43</p></div>
<div id="attachment_2254" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kumiko-Frydl-Silk-Road-43x43.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2254 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kumiko-Frydl-Silk-Road-43x43-e1447532804777.jpg" alt="Kumiko Frydl - Silk Road - 43x43" width="360" height="346" /></a><p class="wp-caption-text">Kumiko Frydl &#8211; Silk Road &#8211; 43&#215;43</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Come dicevo, questo viaggio non è stato piacevole solamente per la qualità delle opere in esposizione, ma anche per l&#8217;affabilità delle artiste che lì le avevano portate.<br />
Una di queste è Trudi Kleinstein (che dalle nostre parti sarebbe stata subito soprannominata Pierina) la quale è stata ben felice di raccontarmi qualcosa sulle sue creazioni, e quali sono le personalissime fonti di ispirazione. Nessuna elucubrazione trascendentale, niente voli pindarici, ma unicamente l&#8217;amore per la natura e per le piccole cose che ci sono sotto gli occhi ogni giorno. Mi è già capitato di affermare che un&#8217;artista scorge l&#8217;eccezionale in ciò che invece appare banale a un occhio distratto.<br />
Così il suo giardino è diventato progetto, tavolozza e soggetto per le sue creazioni, fornendo non solamente l&#8217;ispirazione ma pure la materia prima.</h5>
<div id="attachment_2262" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Trudy-Kleinstein-Mohn-100x152.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2262 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Trudy-Kleinstein-Mohn-100x152-e1447544720770.jpg" alt="Trudy Kleinstein - Mohn - 100x152" width="340" height="504" /></a><p class="wp-caption-text">Trudy Kleinstein &#8211; Mohn &#8211; 100&#215;152</p></div>
<div id="attachment_2263" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Trudy-Kleinstein-Mohn-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2263 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Trudy-Kleinstein-Mohn-Detail-01-e1447544772951.jpg" alt="Trudy Kleinstein - Mohn-  Detail 01" width="340" height="453" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Un muro in realtà è solamente un muro, ma nella fantasia dell&#8217;artista è un patchwork di mattoni e pietre, e per giunta non serve nemmeno appenderlo dato che si appende da sé. Magari non sarà stato pensato per una funzione estetica, ma ciò non lo rende meno interessante, e la sua trasposizione su stoffa è più che un gesto ispirato, è quasi un riflesso automatico.</h5>
<div id="attachment_2265" style="width: 465px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Trudy-Kleinstein-Mauer-144x144.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2265 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Trudy-Kleinstein-Mauer-144x144-e1447545394375.jpg" alt="Trudy Kleinstein - Mauer - 144x144" width="455" height="445" /></a><p class="wp-caption-text">Trudy Kleinstein &#8211; Mohn &#8211; 100&#215;152</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">E per finire ecco una visione autunnale, forse con una punta di rammarico personale. Fossero così tutti gli autunni, pieni di vita&#8230;</h5>
<div id="attachment_2266" style="width: 465px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Trudy-Kleinstein-Herbst-des-Lebens-185x190.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2266 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Trudy-Kleinstein-Herbst-des-Lebens-185x190-e1447545861254.jpg" alt="Trudy Kleinstein - Herbst des Lebens - 185x190" width="455" height="448" /></a><p class="wp-caption-text">Trudy Kleinstein &#8211; Herbst des Lebens &#8211; 185&#215;190</p></div>
<div id="attachment_2267" style="width: 465px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Trudy-Kleinstein-Herbst-des-Lebens-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2267 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Trudy-Kleinstein-Herbst-des-Lebens-Detail-01-e1447545973711.jpg" alt="Trudy Kleinstein - Herbst des Lebens - Detail 01" width="455" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Concedetemi di aggiungere ancora un dettaglio per rendere, se possibile, ancora più apprezzabili queste opere, ovvero il fatto che tutte sono state realizzate completamente a mano, lungo tutto il processo creativo, dalla semina delle piantine fino ad ago e filo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">E visto che si parla di natura, vi presento ora dei lavori che con la natura hanno molto a che fare. Infatti niente poliestere o altri materiali non naturali per questi quilt di Smith Fraser.</h5>
<div id="attachment_2269" style="width: 420px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Smith-Fraser-Relic-135x114.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2269 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Smith-Fraser-Relic-135x114-e1447546521761.jpg" alt="Smith Fraser - Relic - 135x114" width="410" height="473" /></a><p class="wp-caption-text">Smith Fraser &#8211; Relic &#8211; 135&#215;114</p></div>
<div id="attachment_2270" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Smith-Fraser-02.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2270 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Smith-Fraser-02-e1447546634980.jpg" alt="Smith Fraser - 02" width="300" height="490" /></a><p class="wp-caption-text">Smith Fraser &#8211; Shadow Sampler &#8211; 152&#215;106</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Sulle prime non capivo bene come fossero quiltati questi patchwork, e anche la stoffa sembrava fin troppo morbida, anche se aveva l&#8217;aspetto di una lavorazione pregevole. E pregevole lo era di sicuro visto che dopo un po&#8217; capii che il materiale naturale al 100% utilizzato per quelle opere era &#8220;semplicemente&#8221; legno!<br />
Smith Fraser si è specializzato in questo tipo di sculture in legno, bassorilievi dipinti che riproducono in maniera terribilmente realistica le forme della stoffa quiltata, piegata, arricciata, avvolta&#8230;<br />
Complimenti per l&#8217;originalità, l&#8217;abilità e il coraggio.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Se vi dico &#8220;Siberia&#8221; cosa vi viene in mente? La maggior parte di voi visualizzerà mentalmente una piatta e sconfinata distesa di neve, supponendo gelo e desolazione; anche lo sfruttamento minerario fa parte del nostro immaginario riguardante questa remota regione; c&#8217;è chi si ricorderà del libro/film &#8220;Educazione siberiana&#8221;, o di &#8220;The Way Back&#8221; con Colin Farrel, o magari anche di un videogioco intitolato &#8220;Syberia&#8221;. Anche una serie infinita di gulag potrebbe far parte del paesaggio siberiano che abbiamo in mente.<br />
Invece quest&#8217;anno ho imparato che Siberia vuol dire anche patchwork, anzi di più ancora, è all&#8217;origine di espressioni di arte tessile nate ben prima che venisse inventata la parola patchwork. La regione più grande della Siberia è la Yakutia, e da lì hanno viaggiato fino in Alsazia delle opere sorprendenti per originalità e fattura, mirabilmente esposte in un&#8217;ambientazione più che suggestiva.<br />
<a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Dscn1358.jpg" target="_blank"><img class=" wp-image-2275 size-full aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Dscn1358-e1447551954794.jpg" alt="Dscn1358" width="600" height="450" /></a><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080987.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2276 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080987-e1447552004183.jpg" alt="P1080987" width="350" height="467" /></a></h5>
<div id="attachment_2278" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Venera-Makarova-Set-of-yakut-womans-festive-dress.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2278 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Venera-Makarova-Set-of-yakut-womans-festive-dress-e1447552196369.jpg" alt="Venera Makarova - Set of yakut woman's festive dress" width="350" height="467" /></a><p class="wp-caption-text">Venera Makarova &#8211; Completo festivo di donna della Yakutia</p></div>
<div id="attachment_2279" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kychym-Saddle-Blanket.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2279 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kychym-Saddle-Blanket-e1447554790500.jpg" alt="Kychym (Saddle Blanket)" width="350" height="467" /></a><p class="wp-caption-text">Kychym (Coperte da sella)</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Questa simpatica figuretta era alta soltanto pochi centimetri. Non ho potuto fare a meno di fotografarla e riportarvela qui.<br />
<a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Dscn1364.jpg"><img class="aligncenter wp-image-2280 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Dscn1364-e1447552937529.jpg" alt="Dscn1364" width="550" height="413" /></a></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Kseniya Ivanova era lì presente, e dovevate vedere quant&#8217;era orgogliosa e felice di poter mostrare le sue creazioni, e a buon diritto.</h5>
<div id="attachment_2281" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kseniya-Ivanova-Tsar-Riba-king-fish-Sturgeon-10x40.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2281 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kseniya-Ivanova-Tsar-Riba-king-fish-Sturgeon-10x40-e1447552897291.jpg" alt="Kseniya Ivanova - Tsar-Riba (king-fish) - Sturgeon - 10x40" width="550" height="413" /></a><p class="wp-caption-text">Kseniya Ivanova &#8211; Tsar-Riba (king-fish) &#8211; Storione &#8211; 10&#215;40</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">È probabile che nulla sappiano queste donne di Modigliani, Picasso, Chagall, Matisse, Klee, ecc. , eppure questo pannello patchwork non stonerebbe in nessuna pinacoteca.</h5>
<div id="attachment_2283" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Tatiana-Shishigina-Yakut-craftswoman-patterns-70x80.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2283 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Tatiana-Shishigina-Yakut-craftswoman-patterns-70x80-e1447554003686.jpg" alt="Tatiana Shishigina - Yakut craftswoman patterns - 70x80" width="400" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Tatiana Shishigina &#8211; Yakut craftswoman patterns &#8211; 70&#215;80</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Prima di tornare a casa, già che siamo da quelle parti, potremmo fare una scappata in Afghanistan, con la guida di Deutsch-Afghanische Initiative, un&#8217;associazione no-profit di Friburgo che dal 2001 è presente in Afghanistan per aiutare la popolazione di quel martoriato paese.<br />
Oltre a offrire l&#8217;aiuto umanitario per le prime necessità, lo scopo di questa associazione è quello di favorire l&#8217;istruzione, di migliorare la condizione femminile, e ovviamente di promuovere la cultura afgana per il mondo.<br />
Oltre all&#8217;esposizione di alcune opere, erano disponibili delle piastrelle ricamate con i motivi tradizionali, piccole opere d&#8217;arte in grado di dare quel tocco di originalità che talvolta andiamo cercando senza successo.</h5>
<div id="attachment_2290" style="width: 420px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jila-Jilas-Flowersfield-I-103x116.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2290 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jila-Jilas-Flowersfield-I-103x116-e1447587195986.jpg" alt="Jila - Jila's Flowersfield I - 103x116" width="410" height="458" /></a><p class="wp-caption-text">Jila &#8211; Jila&#8217;s Flowersfield I &#8211; 103&#215;116</p></div>
<div id="attachment_2291" style="width: 440px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jila-Jilas-Flowersfield-I-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2291 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jila-Jilas-Flowersfield-I-Detail-01-e1447587674479.jpg" alt="Jila - Jila's Flowersfield I - Detail 01" width="430" height="323" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<div id="attachment_2292" style="width: 450px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jila-Jilas-Flowersfield-Ii-66x69.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2292 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jila-Jilas-Flowersfield-Ii-66x69-e1447587718242.jpg" alt="Jila - Jila's Flowersfield Ii - 66x69" width="440" height="467" /></a><p class="wp-caption-text">Jila &#8211; Jila&#8217;s Flowersfield Ii &#8211; 66&#215;69</p></div>
<div id="attachment_2293" style="width: 330px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Pascale-Goldenberg-Elsbeth-Nusser-Lampe-Afghan-Garden-45x134.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2293 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Pascale-Goldenberg-Elsbeth-Nusser-Lampe-Afghan-Garden-45x134-e1447588028602.jpg" alt="Pascale Goldenberg - Elsbeth Nusser-Lampe - Afghan Garden - 45x134" width="320" height="474" /></a><p class="wp-caption-text">Pascale Goldenberg &#8211; Elsbeth Nusser-Lampe &#8211; Afghan Garden &#8211; 45&#215;134</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Nonostante i viaggi in aereo, nonostante ciò che appare sui nostri schermi televisivi, nonostante internet, insomma nonostante che il mondo sia diventato più piccolo, pare proprio che l&#8217;Oriente e l&#8217;Africa settentrionale riescano a mantenere il loro fascino esotico, lo stesso che per secoli ha rapito la fantasia degli europei condannati a vivere nelle loro case di bambole. L&#8217;ennesima prova di questa attrazione la offre l&#8217;esposizione intitolata &#8220;La porte de l&#8217;Orient&#8221;, la porta per l&#8217;Oriente, una serie di bellissime opere a tema realizzate dal <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.groebenzeller-quiltgruppe.de/" target="_blank">Gröbenzeller Quiltgruppe</a></strong></span>, un gruppo di appassionate del patchwork di una cittadella bavarese di meno di ventimila abitanti (e qui chi ha orecchie per intendere intenda&#8230;).<br />
Ecco solamente qualche esempio delle loro abilità.</h5>
<div id="attachment_2297" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Heidrun-Vaasen-Magrebinische-Impression-120x180.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2297 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Heidrun-Vaasen-Magrebinische-Impression-120x180-e1447589936856.jpg" alt="Heidrun Vaasen - Magrebinische Impression - 120x180" width="360" height="471" /></a><p class="wp-caption-text">Heidrun Vaasen &#8211; Magrebinische Impression &#8211; 120&#215;180</p></div>
<div id="attachment_2299" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Heidi-Forster-Das-grosse-tor-116x183.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2299 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Heidi-Forster-Das-grosse-tor-116x183-e1447591117823.jpg" alt="Heidi Forster - Das grosse tor - 116x183" width="360" height="511" /></a><p class="wp-caption-text">Heidi Forster &#8211; Das grosse tor &#8211; 116&#215;183</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">È già da un pel po&#8217; che state leggendo questo post, quindi ritengo che sia il momento di fare una pausa, musicale ovviamente, a tema ovviamente.</h5>
<div align="”Center”"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/o3uTOmlva88" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
<h5 style="text-align: justify;">E poi c&#8217;è chi si è fatto ispirare da quelle terre, dalle leggende che la popolano e dalla Storia che l&#8217;ha percorsa, realizzando dei caffettani da fiaba.</h5>
<div id="attachment_2282" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Edeltraud-Sailer-Prinzenkaftan-150x120.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2282 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Edeltraud-Sailer-Prinzenkaftan-150x120-e1447553764872.jpg" alt="Edeltraud Sailer - Prinzenkaftan - 150x120" width="600" height="453" /></a><p class="wp-caption-text">Edeltraud Sailer &#8211; Prinzenkaftan &#8211; 150&#215;120</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Mmmm&#8230; questo caffettano mi offre l&#8217;occasione di passare a un altro indumento, più moderno, una camicia per esempio, quindi cambiamo registro, veniamo ai giorni nostri, anzi alla realtà di tutti i giorni nostri e, come dicevo sopra, solamente la mente dell&#8217;artista sa pescare un meraviglioso pesce dove tutti gli altri vedono solamente alghe.</h5>
<div id="attachment_2305" style="width: 320px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Terry-Grant-The-Cloth-Remembers-72x117.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2305 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Terry-Grant-The-Cloth-Remembers-72x117-e1447593626725.jpg" alt="Terry Grant - The Cloth Remembers - 72x117" width="310" height="463" /></a><p class="wp-caption-text">Terry Grant &#8211; The Cloth Remembers &#8211; 72&#215;117</p></div>
<div id="attachment_2306" style="width: 530px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Terry-Grant-The-Cloth-Remembers-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2306 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Terry-Grant-The-Cloth-Remembers-Detail-01-e1447593795607.jpg" alt="Terry Grant - The Cloth Remembers - Detail 01" width="520" height="412" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">A meno che la vostra residenza non sia una remota spiaggia della Polinesia (e in questo caso cosa diavolo ci fate davanti al computer?) dovreste sapere che la stoffa è la nostra inseparabile compagna per tutta la vita (e poi si vedrà&#8230;), giorno e notte, tranne per coloro che, come Marilyn Monroe, per la notte si mettono due gocce di Chanel. A Terry piace pensare che la stoffa condivida la nostra vita, sensazioni, emozioni e, perché no, anche ricordi. E chissà quante ne avrebbe da raccontare questa camicia di suo marito&#8230;</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ma i ricordi sono spesso ingannatori, a volte ingigantiti da una memoria faziosa, a volte resi diafani dalla necessità di dimenticare per riuscire a tirare avanti, e comunque non hanno mai lo spessore dell&#8217;esperienza originaria, né come percezione e né come effetto. Ci rimangono dei fantasmi, delle suggestioni, ombre che prendono vita nella nostra testa, e che premono per uscire, rivedere la luce, e per morire nella luce, come farfalle. Forse è questo ciò che noi chiamiamo &#8220;ispirazione&#8221;, una folla di oscure muse, impalpabili, indefinite, ingombranti, che cerca la via per dare sollievo alla nostra solitudine e alla loro irrequieta coabitazione.</h5>
<div id="attachment_2309" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Gillian-Cooper-Unsung-Muses.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2309 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Gillian-Cooper-Unsung-Muses-e1447597753725.jpg" alt="Gillian Cooper - Unsung Muses" width="360" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Gillian Cooper &#8211; Unsung Muses</p></div>
<div id="attachment_2310" style="width: 330px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Gillian-Cooper-9.29-in-the-Morning-72x116.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2310 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Gillian-Cooper-9.29-in-the-Morning-72x116-e1447597944713.jpg" alt="Gillian Cooper - 9.29 in the Morning - 72x116" width="320" height="484" /></a><p class="wp-caption-text">Gillian Cooper &#8211; 9.29 in the Morning &#8211; 72&#215;116</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Farfalle? Ho citato le farfalle?<br />
Di norma (norma? Perché dovrebbe esistere una norma?) esse vengono rappresentate come esseri variopinti, esplosioni di colore che si staccano in maniera perentoria dal piano di fondo, sia pure esso costituito da un fiore. Invece in questo caso sono quasi mimetizzate con lo sfondo, e proprio per questo ancora più evidenti, una scelta felice che vuole mettere l&#8217;accento sulla delicatezza di questo essere, come se le sue ali fossero talmente sottili da apparire trasparenti</h5>
<div id="attachment_2312" style="width: 390px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jongkyeong-Lee-The-Fragmentary-3-150x180.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2312 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jongkyeong-Lee-The-Fragmentary-3-150x180-e1447598900540.jpg" alt="Jongkyeong Lee - The Fragmentary 3 - 150x180" width="380" height="471" /></a><p class="wp-caption-text">Jongkyeong Lee &#8211; The Fragmentary 3 &#8211; 150&#215;180</p></div>
<div id="attachment_2313" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jongkyeong-Lee-The-Fragmentary-3-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2313 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jongkyeong-Lee-The-Fragmentary-3-Detail-01-e1447598928512.jpg" alt="Jongkyeong Lee - The Fragmentary 3 - Detail 01" width="350" height="467" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Colgo la palla al balzo per mostrarvi cosa sono capaci di realizzare nella Corea del Sud.<br />
Forse anche voi (come me) siete abituate all&#8217;idea di un paese tutto dedito alla fabbricazione di elettronica di consumo, dagli asciugacapelli ai telefonini, di autovetture low-cost, di elettrodomestici e di tutte quelle amenità più o meno inutili che si rompono il giorno dopo della scadenza della garanzia.<br />
Errore.<br />
Dalla Corea del Sud sono arrivate in Alsazia delle artiste che, per tecnica ed epressività, non hanno nulla da invidiare a quelle di qua e di là dell&#8217;oceano (il nostro e il loro).<br />
Aspettate, fatemi pensare&#8230; dunque&#8230; finora le cose più sorprendenti provenivano da Giappone, Yakutia, Siberia, Afghanistan, Asia in genere, e adesso Corea del Sud. Come dire: niente di nuovo sul fronte occidentale. Sarà così?<br />
Proseguiamo il nostro viaggio in Corea.</h5>
<div id="attachment_2317" style="width: 420px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sangsook-Kim-Birchhill-Story-153x165.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2317 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sangsook-Kim-Birchhill-Story-153x165-e1447600757975.jpg" alt="Sangsook Kim - Birchhill Story - 153x165" width="410" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">Sangsook Kim &#8211; Birchhill Story &#8211; 153&#215;165</p></div>
<div id="attachment_2318" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sangsook-Kim-Birchhill-Story-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2318 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sangsook-Kim-Birchhill-Story-Detail-01-e1447600820155.jpg" alt="Sangsook Kim - Birchhill Story - Detail 01" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<div id="attachment_2320" style="width: 340px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Hyesook-Kim-Enshrine-the-Landscape-106x152.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2320 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Hyesook-Kim-Enshrine-the-Landscape-106x152-e1447601306380.jpg" alt="Hyesook Kim - Enshrine the Landscape - 106x152" width="330" height="464" /></a><p class="wp-caption-text">Hyesook Kim &#8211; Enshrine the Landscape &#8211; 106&#215;152</p></div>
<div id="attachment_2321" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Hyesook-Kim-Enshrine-the-Landscape-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2321 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Hyesook-Kim-Enshrine-the-Landscape-Detail-01-e1447601539510.jpg" alt="Hyesook Kim - Enshrine the Landscape - Detail 01" width="340" height="453" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<div id="attachment_2322" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Hyesook-Kim-Enshrine-the-Landscape-Detail-02.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2322 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Hyesook-Kim-Enshrine-the-Landscape-Detail-02-e1447601680361.jpg" alt="Hyesook Kim - Enshrine the Landscape - Detail 02" width="340" height="453" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<div id="attachment_2324" style="width: 345px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Eunyoung-Choi-Stonewall-130x180.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2324 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Eunyoung-Choi-Stonewall-130x180-e1447602035403.jpg" alt="Eunyoung Choi - Stonewall - 130x180" width="335" height="483" /></a><p class="wp-caption-text">Eunyoung Choi &#8211; Stonewall &#8211; 130&#215;180</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">E mi fermo qui per carità di patria&#8230;</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Come potete vedere, non c&#8217;è bisogno di mettere dentro un lavoro tutto l&#8217;arcobaleno per riuscire a ottenere un risultato eccellente. Lo sa bene anche Barbara Lange che di questa monocromia ne ha fatto la sua chiave artistica, e sempre con ottimi risultati. Se la memoria non m&#8217;inganna ebbi la prima occasione di vedere qualcuna delle sue opere un paio d&#8217;anni fa a Praga, e ne ricevetti un&#8217;impressione di solidità espressiva fuori dal comune: un solo colore ma in tutte le sue gradazione di luce.<br />
Barbara Lange ha continuato sulla strada delle opere monocromatiche, sempre più raffinate, e le sue ultime creazioni hanno fatto un considerevole passo in avanti, nel senso che in qualche opera il colore di base non appare immediatamente, è quasi suggerito, lasciato all&#8217;immaginazione di chi osserva, e questo rende il tutto molto più intrigante, giacché si diventa suoi complici.</h5>
<div id="attachment_2326" style="width: 365px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Barbara-Lange-Monochrom-10-Fireflies-143x184.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2326 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Barbara-Lange-Monochrom-10-Fireflies-143x184-e1447613906353.jpg" alt="Barbara Lange - Monochrom 10-Fireflies - 143x184" width="355" height="472" /></a><p class="wp-caption-text">Barbara Lange &#8211; Monochrom 10 &#8211; Fireflies &#8211; 143&#215;184</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Giusto un dettaglio, tanto per farvi capire fin dove può arrivare il desiderio di tentare nuove vie espressive. Vedete il quilt soprastante? Sapete quale sarebbe la luce migliore per ammirarlo come merita? Ve lo dico io: nessuna. Il titolo già ve lo dice, fireflies, lucciole, e quest&#8217;opera andrebbe osservata al buio, grazie all&#8217;utilizzo di un filo speciale che solamente nel buio brilla, appunto come le lucciole.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Fa caldo? Prendetevi un ventaglio. Fa un gran caldo? Prendetevi un gran ventaglio, sempre se avete il coraggio di usare questo di due metri. Qui Barbara Lange ha voluto giocare con le icone della comunicazione, quella antica e qulla moderna, dalla mappa del tesoro dei pirati al codice a barre, dal Braille al satellite Rosetta, e su tutte la musica, il linguaggio di comunicazione universale.</h5>
<div id="attachment_2327" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Barbara-Lange-Communication-then-and-now-200x200.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2327 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Barbara-Lange-Communication-then-and-now-200x200-e1447614431552.jpg" alt="Barbara Lange - Communication then and now - 200x200" width="480" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Barbara Lange &#8211; Communication then and now &#8211; 200&#215;200</p></div>
<h6 style="text-align: center;"><strong>GINKO BILOBA <em>di J. W. von GOETHE</em> </strong></h6>
<h6 style="text-align: center;">La foglia di quest’albero, dall’oriente<br />
affidato al mio giardino,<br />
segreto senso fa assaporare<br />
così come al sapiente piace fare.</h6>
<h6 style="text-align: center;">E’ una sola cosa viva,<br />
che in se stessa si è divisa?<br />
O son due, che scelto hanno,<br />
si conoscan come una?</h6>
<h6 style="text-align: center;">In risposta a tal domanda,<br />
trovai forse il giusto senso.<br />
Non avverti nei miei canti<br />
ch’io son uno e doppio insieme?</h6>
<div id="attachment_2332" style="width: 550px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Barbara-Lange-Ginkgo-Leaf-200x200.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2332 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Barbara-Lange-Ginkgo-Leaf-200x200-e1447615890167.jpg" alt="Barbara Lange - Ginkgo Leaf - 200x200" width="540" height="469" /></a><p class="wp-caption-text">Barbara Lange &#8211; Ginkgo Leaf &#8211; 200&#215;200</p></div>
<div id="attachment_2337" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Barbara-Lange-Ginkgo-Leaf-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2337 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Barbara-Lange-Ginkgo-Leaf-Detail-01-e1447617394808.jpg" alt="Barbara Lange - Ginkgo Leaf - Detail 01" width="550" height="413" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Anch&#8217;io, proprio uscendo dalla mostra, ho incontrato una piccola foglia di ginkgo. Se ne stava lì, silenziosa, in attesa che ci si accorgesse di lei, e così l&#8217;ho raccolta e portata a casa, come se fosse la mia conchiglia di San Giacomo.</h5>
<div id="attachment_2335" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Colmar-Ginkgo-biloba.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2335 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Colmar-Ginkgo-biloba-300x225.jpg" alt="Ginkgo biloba" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Ginkgo biloba</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Se una comune foglia può diventare un quilt da esposizione, allora anche altre semplici cose potrebbero essere di ispirazione per una pregevole opera tessile, basterebbe uno spostamento del punto di vista, un&#8217;unione insolita, un&#8217;interpretazione originale. &#8220;Redirecting the Ordinary&#8221;, questo appunto è il tema dell&#8217;esposizione curata dallo <span class="subheadorange">Studio Art Quilt Associates</span>, più noto come <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.saqa.com/" target="_blank">SAQA</a></strong></span>.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">L&#8217;avena, la comunissima avena, è diventata per Jean Sredl una pianta ornamentale. Per sottolineare il forte legame che questa pianta ha con ciò che era d&#8217;uso talmente comune da essere considerato &#8220;plebeo&#8221;, Jean ha utilizzato come supporto l&#8217;osnaburg, una stoffa grezza di lino.</h5>
<div id="attachment_2340" style="width: 330px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jean-Sredl-Oats-81x122.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2340 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jean-Sredl-Oats-81x122-e1447619263998.jpg" alt="Jean Sredl - Oats - 81x122" width="320" height="458" /></a><p class="wp-caption-text">Jean Sredl &#8211; Oats &#8211; 81&#215;122</p></div>
<div id="attachment_2341" style="width: 260px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jean-Sredl-Oats-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2341 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jean-Sredl-Oats-Detail-01-e1447619997250.jpg" alt="Jean Sredl - Oats - Detail 01" width="250" height="444" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Fanno parte di questa esposizione anche i quilt di Terry Grant e Gillian Cooper che avete già visto sopra.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Nel 2012, durante un viaggio a Cuba, Jennifer Day notò una vecchia signora che, da dietro l&#8217;inferriata della sua porta di casa, stava attendendo l&#8217;arrivo dei suoi parenti. Niente di più comune: una persona anziana, una persona probabilmente sola e dei parenti che si fanno attendere. Jennifer ha visto molto altro, ha visto dietro quella donna tutto un passato, un bagaglio enorme di ricordi, la sua dignità e, perché no, anche una dose di femminile eleganza orgogliosamente esibita anche alla veneranda età di 96 anni.</h5>
<div id="attachment_2344" style="width: 340px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jennifer-Day-Memories.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2344 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jennifer-Day-Memories-e1447623015807.jpg" alt="Jennifer Day - Memories" width="330" height="471" /></a><p class="wp-caption-text">Jennifer Day &#8211; Memories</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Ci sono cose molto difficili da dipingere, e sono le più comuni: il cielo, gli occhi, l&#8217;acqua, il vetro, perché si dipinge con la luce. Per la quilter vale lo stesso, con la differenza che ogni suo errore, anche minimo, è irreversibile, perciò complimenti a Sara Sharp per essersi lanciata, con successo, in questa avventura.<br />
Una comune giornata invernale, una di quelle grigie nel cielo e nell&#8217;animo, una comune finestra e delle comunissime bottiglie hanno creato un&#8217;immagine suggestiva, quasi uno skyline.</h5>
<div id="attachment_2345" style="width: 340px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sara-Sharp-Turnin-Bottles-into-Stained-Glass-75x117.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2345 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sara-Sharp-Turnin-Bottles-into-Stained-Glass-75x117-e1447623833473.jpg" alt="Sara Sharp - Turnin Bottles into -Stained Glass- 75x117" width="330" height="482" /></a><p class="wp-caption-text">Sara Sharp &#8211; Turning Bottles into &#8220;Stained Glass&#8221; &#8211; 75&#215;117</p></div>
<div id="attachment_2346" style="width: 345px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sara-Sharp-Turnin-Bottles-into-Stained-Glass-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2346 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sara-Sharp-Turnin-Bottles-into-Stained-Glass-Detail-01-e1447623877985.jpg" alt="Sara Sharp - Turnin Bottles into -Stained Glass- Detail 01" width="335" height="447" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Lo so che c&#8217;è chi storcerà il naso, che negherà l&#8217;appartenza dell&#8217;opera sottostante al patchwork, e tendenzialmente fino a poco tempo fa sarei stata incline a essere d&#8217;accordo. Ma, come ho scritto all&#8217;inizio di questo post, tutto cambia, tutto &#8220;deve&#8221; deve cambiare. Si chiama &#8220;evoluzione&#8221;.<br />
Il nostro mondo non è quello dove sfinite madri di infiniti figli si mangiavano gli occhi all&#8217;incerta luce di un lume a petrolio, non è più quello delle prescritte convenzioni sociali ed estetiche, non nasce, vive e muore tra le stesse valli, le stesse abitudini, gli stessi ruoli, è diventato un mondo di contraddizioni nel quale si viaggia senza spostarsi, si mangia senza cucinare, si fatica senza sudare, si vive senza averne la sensazione. L&#8217;artista per essere tale è il primo ad avvertire il mutamento, ancora prima che inizi, quasi lo evoca e, buono o cattivo che sia il cambio di passo, si ingegna a renderlo manifesto con i pochi mezzi che ha a disposizione. Sta a noi aprire gli occhi e tendere l&#8217;orecchio per afferrare il messaggio e, poiché criptico, cercare di interpretarlo, o immaginare di farlo.</h5>
<div id="attachment_2349" style="width: 320px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Eszter-Bornemisza-Technopolis-90x160.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2349 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Eszter-Bornemisza-Technopolis-90x160-e1447624951337.jpg" alt="Eszter Bornemisza - Technopolis - 90x160" width="310" height="484" /></a><p class="wp-caption-text">Eszter Bornemisza &#8211; Technopolis &#8211; 90&#215;160</p></div>
<div id="attachment_2350" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Eszter-Bornemisza-Technopolis-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2350 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Eszter-Bornemisza-Technopolis-Detail-01-e1447624994944.jpg" alt="Eszter Bornemisza - Technopolis - Detail 01" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<div id="attachment_2351" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Eszter-Bornemisza-Technopolis-Detail-02.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2351 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Eszter-Bornemisza-Technopolis-Detail-02-e1447625049557.jpg" alt="Eszter Bornemisza - Technopolis - Detail 02" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Ecco qui sotto un altro esempio di come può essere vissuta l&#8217;immagine di una moderna città. Sia che si provi angoscia o che all&#8217;opposto si avverta la vitalità e l&#8217;energia che essa esprime, è comunque fonte di contraddizione.<br />
La notte, si sa, è fatta per dormire, riposare, ricaricarsi, ma in questa città pare che la notte sia stata bandita. Forse è un bene, la giornata, anche se artificialmente, si allunga, ci permette di fare più cose, di passare delle serate in allegria, di abbattere la dittatura del tempo, e forse è un male, ci condanna alla schiavitù del fare sempre e comunque, ci polverizza la vita in minuti e secondi senza che questi abbiano un senso, crea una frattura tra noi &#8220;esseri civili&#8221; e noi &#8220;esseri umani&#8221;. L&#8217;artista comunque non si pronuncia: vede, avverte, registra, mostra. Fine.<br />
Ciò che potete ammirare è una riproduzione su stoffa del dettaglio di una <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ctpost.com/entertainment/article/Kaolian-s-City-Under-Lights-lights-up-City-957734.php" target="_blank">fotografia aerea</a></strong></span> che Morgan Kaolian ha realizzato volando sopra Bridgeport.</h5>
<div id="attachment_2358" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kate-Themel-Morgans-Flight-96x96.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2358 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kate-Themel-Morgans-Flight-96x96-e1447627265502.jpg" alt="Kate Themel - Morgan's Flight - 96x96" width="450" height="456" /></a><p class="wp-caption-text">Kate Themel &#8211; Morgan&#8217;s Flight &#8211; 96&#215;96</p></div>
<div id="attachment_2359" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kate-Themel-Morgans-Flight-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2359 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Kate-Themel-Morgans-Flight-Detail-01-e1447627303893.jpg" alt="Kate Themel - Morgan's Flight - Detail 01" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
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<h5>E poi non mi si venga a dire che vi sto mostrando delle cose banali&#8230;</h5>
<div id="attachment_2354" style="width: 400px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Anne-Guibert-Lasalle-Portrait-de-Pierre-108x123.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2354 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Anne-Guibert-Lasalle-Portrait-de-Pierre-108x123-e1447626629584.jpg" alt="Anne Guibert-Lasalle - Portrait de Pierre - 108x123" width="390" height="462" /></a><p class="wp-caption-text">Anne Guibert-Lasalle &#8211; Portrait de Pierre &#8211; 108&#215;123</p></div>
<div id="attachment_2355" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Anne-Guibert-Lasalle-Portrait-de-Pierre-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2355 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Anne-Guibert-Lasalle-Portrait-de-Pierre-Detail-01-e1447626663870.jpg" alt="Anne Guibert-Lasalle - Portrait de Pierre - Detail 01" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<div id="attachment_2356" style="width: 390px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Anne-Woringer-Entrechats-96x120.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2356 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Anne-Woringer-Entrechats-96x120-e1447626971498.jpg" alt="Anne Woringer - Entrechats - 96x120" width="380" height="472" /></a><p class="wp-caption-text">Anne Woringer &#8211; Entrechats &#8211; 96&#215;120</p></div>
<div id="attachment_2357" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Anne-Woringer-Entrechats-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2357 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Anne-Woringer-Entrechats-Detail-01-e1447627019960.jpg" alt="Anne Woringer - Entrechats - Detail 01" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Se dopo tutto questo siete ancora in vita vi voglio premiare con qualcosa di più gradevole, più facile da digerire ma molto più difficile da realizzare: i dipinti tessili di Birgitte Burk.<br />
Il tema della sua esposizione è intitolato &#8220;On Ice&#8221;, e provenendo lei dalla Danimarca suppongo che la materia prima per i suoi soggetti non scarseggi. Ma quali sono i suoi soggetti? Il freddo ghiaccio? Gli abili pattinatori? Tutt&#8217;altro. Birgitte ha inteso rappresentare il rapporto tra l&#8217;uomo e l&#8217;elemento, e talvolta anche il conflitto per stabilire quale dei due è più duro. Il pattinaggio non è solamente divertimento ed eleganza, è anche fatica, è dolore, è tecnica, è dettaglio, e di questo e non solo i suoi quadri parlano.</h5>
<div id="attachment_2363" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Birgitte-Busk-The-Fall-60x100.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2363 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Birgitte-Busk-The-Fall-60x100-e1447630383848.jpg" alt="Birgitte Busk - The Fall - 60x100" width="300" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">Birgitte Busk &#8211; The Fall &#8211; 60&#215;100</p></div>
<div id="attachment_2364" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Busk-Magic-60x100.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2364 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Busk-Magic-60x100-e1447630433521.jpg" alt="Brigitte Busk - Magic - 60x100" width="300" height="465" /></a><p class="wp-caption-text">Brigitte Busk &#8211; Magic &#8211; 60&#215;100</p></div>
<div id="attachment_2365" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Birgitte-Busk-Sound-of-Ice-60x100.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2365 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Birgitte-Busk-Sound-of-Ice-60x100-e1447630477307.jpg" alt="Birgitte Busk - Sound of Ice - 60x100" width="300" height="478" /></a><p class="wp-caption-text">Birgitte Busk &#8211; Sound of Ice &#8211; 60&#215;100</p></div>
<div id="attachment_2366" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Busk-Sound-of-Ice-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2366 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Busk-Sound-of-Ice-Detail-01-e1447630518356.jpg" alt="Brigitte Busk - Sound of Ice - Detail 01" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Freddi come il ghiaccio sono questi lavori di Monika Sebert, la quale ama sperimentare sempre nuove forme espressive usando stoffa e filo.</h5>
<div id="attachment_2369" style="width: 660px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Monika-Sebert-Zeitstücke-1-5-36x105.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2369 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Monika-Sebert-Zeitstücke-1-5-36x105-e1447631744720.jpg" alt="Monika Sebert - Zeitstücke 1-5 - 36x105" width="650" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">Monika Sebert &#8211; Zeitstücke 1-5 &#8211; 36&#215;105</p></div>
<div id="attachment_2374" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Monika-Sebert-Zeitstücke-1-5-Detail_01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2374 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Monika-Sebert-Zeitstücke-1-5-Detail_01-e1447631793354.jpg" alt="Monika Sebert - Zeitstücke 1-5 - Detail_01" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<div id="attachment_2373" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Monika-Sebert-Lebzeit-4-50x50.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2373 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Monika-Sebert-Lebzeit-4-50x50-e1447631832658.jpg" alt="Monika Sebert - Lebzeit 4 - 50x50" width="500" height="489" /></a><p class="wp-caption-text">Monika Sebert &#8211; Lebzeit 4 &#8211; 50&#215;50</p></div>
<div id="attachment_2376" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Monika-Sebert-Die-Herde-hat-Zeit-132x122.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2376 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Monika-Sebert-Die-Herde-hat-Zeit-132x122-e1447632132273.jpg" alt="Monika Sebert - Die Herde hat Zeit - 132x122" width="500" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">Monika Sebert &#8211; Die Herde hat Zeit &#8211; 132&#215;122</p></div>
<div id="attachment_2377" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Monika-Sebert-Die-Herde-hat-Zeit-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2377 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Monika-Sebert-Die-Herde-hat-Zeit-Detail-01-e1447632167425.jpg" alt="Monika Sebert - Die Herde hat Zeit - Detail 01" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Non si sa perché, ma i bastardi hanno il loro fascino; non hanno stile, sono imprevedibili, poco equilibrati, e assolutamente non seguono le convenzioni, eppure sanno come conquistare il nostro cuore. In tutta sincerità vi confesso che anch&#8217;io non sono insensibile alla loro seduzione.<br />
In Val d&#8217;Argent sono stata veramente fortunata perché Brigitte Paumier ne ha fatto un&#8217;intera esposizione.<br />
Amo queste contaminazioni, stoffa assieme alla carta, cotone assieme alla lana, ricami assieme a passamaneria, tutto assieme a tutt&#8217;altro, con un unico limite: la fantasia.</h5>
<div id="attachment_2381" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Paumier-Rythme-et-obliques-74x63.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2381 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Paumier-Rythme-et-obliques-74x63-e1447703321543.jpg" alt="Brigitte Paumier - Rythme et obliques - 74x63" width="420" height="364" /></a><p class="wp-caption-text">Brigitte Paumier &#8211; Rythme et obliques &#8211; 74&#215;63</p></div>
<div id="attachment_2384" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Paumier-Un-point-cest-Tout-70x59.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2384 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Paumier-Un-point-cest-Tout-70x59-e1447714847262.jpg" alt="Brigitte Paumier - Un point c'est Tout - 70x59" width="420" height="358" /></a><p class="wp-caption-text">Brigitte Paumier &#8211; Un point c&#8217;est Tout &#8211; 70&#215;59</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">C&#8217;ho passato un&#8217;ora buona nell&#8217; Eglise Saint-Nicolas di Sainte Croix-Aux-Mines per guardarmeli tutti questi quadri di Brigitte Paumier, uno per uno, provando diverse emozioni, ammirazione in primis, curiosità poi, invidia neanche a parlarne, e infine soddisfazione per un certo senso di sintonia, per la consolazione di sapere che c&#8217;è chi ama &#8220;giocare&#8221; con la stoffa come se fosse un pennello.</h5>
<div id="attachment_2385" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Paumier-Ecriture-70x59.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2385 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Paumier-Ecriture-70x59-e1447715671793.jpg" alt="Brigitte Paumier - Ecriture - 70x59" width="420" height="358" /></a><p class="wp-caption-text">Brigitte Paumier &#8211; Ecriture &#8211; 70&#215;59</p></div>
<div id="attachment_2387" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Paumier-Ecriture-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2387 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Paumier-Ecriture-Detail-01-e1447715804885.jpg" alt="Brigitte Paumier - Ecriture - Detail 01" width="420" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Nei paraggi c&#8217;era anche l&#8217;esposizione di Pam Rubert, una quilter di Springfield (quella dei Simpson?) che sta cercando di dare un&#8217;impronta moderna ma non criptica al patchwork, con soggetti fantasiosi e divertenti.</h5>
<div id="attachment_2389" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Pam-RuBert-Paris-Wish-You-Were-Hair-124x96.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2389 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Pam-RuBert-Paris-Wish-You-Were-Hair-124x96-e1447716595113.jpg" alt="Pam RuBert - Paris-Wish You Were Hair - 124x96" width="560" height="445" /></a><p class="wp-caption-text">Pam RuBert &#8211; Paris &#8211; Wish You Were Hair &#8211; 124&#215;96</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Di paraggi in paraggi, vedi un po&#8217; quale sorpresa aspettava proprio me in Val d&#8217;Argent: ben tre opere di Irina Voronina! Confesso pubblicamente (comunque s&#8217;era già capito da tempo) che questa quilter russa mi fa impazzire.<br />
Lo stile attuale di Irina Voronina è abbastanza distante da quello dei suoi primi quilt che vidi anni fa a Birmingham, eppure mi affascinano questi come mi affascinarono quelli di allora. Percorrendo una strada simile a quella di un suo illustre connazionale, Vasilij Kandinskij, lei ha abbandonato ogni riferimento figurativo per concentrarsi sulla forma, sul colore e sulle emozioni conseguenti.</h5>
<div id="attachment_2403" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Irina-Voronina-Serie-Palecosmos-Shells-Haliotis-107x86.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2403 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Irina-Voronina-Serie-Palecosmos-Shells-Haliotis-107x86-e1447791168735.jpg" alt="Irina Voronina - Serie Palecosmos-Shells-Haliotis - 107x86" width="550" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Irina Voronina &#8211; Serie Palecosmos &#8211; Shells &#8211; Haliotis &#8211; 107&#215;86</p></div>
<div id="attachment_2404" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Irina-Voronina-Serie-Palecosmos-Shells-Haliotis-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2404 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Irina-Voronina-Serie-Palecosmos-Shells-Haliotis-Detail-01-e1447791205231.jpg" alt="Irina Voronina - Serie Palecosmos-Shells-Haliotis - Detail 01" width="550" height="413" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_2405" style="width: 390px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Irina-Voronina-Serie-Palecosmos-Shells-Nautilus-62x86.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2405 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Irina-Voronina-Serie-Palecosmos-Shells-Nautilus-62x86-e1447791282901.jpg" alt="Irina Voronina - Serie Palecosmos-Shells-Nautilus - 62x86" width="380" height="514" /></a><p class="wp-caption-text">Irina Voronina &#8211; Serie Palecosmos &#8211; Shells &#8211; Nautilus &#8211; 62&#215;86</p></div>
<div id="attachment_2406" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Irina-Voronina-Serie-Palecosmos-Shells-Nautilus-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2406 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Irina-Voronina-Serie-Palecosmos-Shells-Nautilus-Detail-01-e1447791319201.jpg" alt="Irina Voronina - Serie Palecosmos-Shells-Nautilus - Detail 01" width="550" height="413" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_2407" style="width: 390px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Irina-Voronina-Serie-Palecosmos-Shells-Scallop-62x86.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2407 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Irina-Voronina-Serie-Palecosmos-Shells-Scallop-62x86-e1447791396945.jpg" alt="Irina Voronina - Serie Palecosmos-Shells-Scallop - 62x86" width="380" height="521" /></a><p class="wp-caption-text">Irina Voronina &#8211; Serie Palecosmos &#8211; Shells &#8211; Scallop &#8211; 62&#215;86</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Osservandole con attenzione comprendo finalmente il messaggio che mi trasmettono le opere di Irina Voronina, opere astratte sì, ma con un messaggio molto concreto, ed è questo: mettiti il cuore in pace, raggiungere questo livello è fuori dalle tue possibilità.<br />
<a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1090010.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2410 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1090010-225x300.jpg" alt="P1090010" width="225" height="300" /></a></h5>
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<h5 style="text-align: justify;">Si citano spesso i doveri dell&#8217;ospitalità, mentre io l&#8217;ospitalità non la vedo come un dovere bensì come un piacere, specialmente se gli ospiti recano con sé dei lavori molto pregevoli. Paese ospite di questa edizione è l&#8217;Austria, la piccola Austria che però riesce a fare grandi cose (come un&#8217;esposizione nazionale per esempio).</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ecco degli esempi di come un soggetto semplice, qualche volta persino elementare, se immaginato invece di essere semplicemente visto può generare un quadro che va oltre la rappresentazione estetica.</h5>
<div id="attachment_2414" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Michaela-Berger-Dorf-der-Prinzessinen-67x39.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2414 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Michaela-Berger-Dorf-der-Prinzessinen-67x39-e1447793335769.jpg" alt="Michaela Berger - Dorf der Prinzessinen - 67x39" width="600" height="393" /></a><p class="wp-caption-text">Michaela Berger &#8211; Dorf der Prinzessinen &#8211; 67&#215;39</p></div>
<div id="attachment_2415" style="width: 390px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Barbro-Pirolt-Cilis-Haus-36x52.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2415 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Barbro-Pirolt-Cilis-Haus-36x52-e1447793800430.jpg" alt="Barbro Pirolt - Cili's Haus - 36x52" width="380" height="543" /></a><p class="wp-caption-text">Barbro Pirolt &#8211; Cili&#8217;s Haus &#8211; 36&#215;52</p></div>
<div id="attachment_2416" style="width: 530px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Ursula-Bierbaumer-Bohle-Der-Himmel-von-St.-Stephan-106x88.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2416 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Ursula-Bierbaumer-Bohle-Der-Himmel-von-St.-Stephan-106x88-e1447794223592.jpg" alt="Ursula Bierbaumer-Bohle - Der Himmel von St. Stephan - 106x88" width="520" height="444" /></a><p class="wp-caption-text">Ursula Bierbaumer-Bohle &#8211; Der Himmel von St. Stephan &#8211; 106&#215;88</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">In altri casi è sufficiente una forma estremamente semplice, quando utilizzata in maniera inusuale, per generare una figura di sicuro effetto.</h5>
<div id="attachment_2417" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Gerlinde-Schörgendorfer-Festmeter-Holz-61x91.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2417 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Gerlinde-Schörgendorfer-Festmeter-Holz-61x91-e1447794630720.jpg" alt="Gerlinde Schörgendorfer - Festmeter Holz - 61x91" width="350" height="506" /></a><p class="wp-caption-text">Gerlinde Schörgendorfer &#8211; Festmeter Holz &#8211; 61&#215;91</p></div>
<div id="attachment_2419" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Lore-Burgstaller-Österreichs-Eishölen-138x138.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2419 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Lore-Burgstaller-Österreichs-Eishölen-138x138-e1447794845588.jpg" alt="Lore Burgstaller - Österreichs Eishölen - 138x138" width="450" height="447" /></a><p class="wp-caption-text">Lore Burgstaller &#8211; Österreichs Eishölen &#8211; 138&#215;138</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Da Wien ad arrivare al Lombardo-Veneto, oops, lapsus freudiano, volevo dire a Treviso, è un attimo, sì, un attimo, più di dieci ore di treno, forse ci si metteva meno tempo quando c&#8217;era la Südbahn, coi treni a vapore, ma lasciamo perdere che è meglio&#8230;, dov&#8217;ero rimasta? Ah sì, a Treviso, da dove arrivano le quilter di <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.patchworkidea.net/" target="_blank">Patchwork Idea</a></strong></span>, ospiti quest&#8217;anno del Carrefour Européen du Patchwork. Se volete sapere qualcosa di più su questa associazione date un&#8217;occhiata a qualcuno dei miei post precedenti. Intento vediamo alcuni dei lavori che hanno portato in Alsazia.</h5>
<div id="attachment_2422" style="width: 435px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Roberta-Pasqualato-Sguardo-segreto-95x95.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2422 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Roberta-Pasqualato-Sguardo-segreto-95x95-e1447796773584.jpg" alt="Roberta Pasqualato - Sguardo segreto - 95x95" width="425" height="453" /></a><p class="wp-caption-text">Roberta Pasqualato &#8211; Sguardo segreto &#8211; 95&#215;95</p></div>
<div id="attachment_2423" style="width: 440px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Roberta-Pasqualato-Sguardo-segreto-Detail-02.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2423 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Roberta-Pasqualato-Sguardo-segreto-Detail-02-e1447796929252.jpg" alt="Roberta Pasqualato - Sguardo segreto - Detail 02" width="430" height="323" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<div id="attachment_2426" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Ivetta-Guerra-La-campagna-trevigiana-76x45.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2426 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Ivetta-Guerra-La-campagna-trevigiana-76x45-e1447797583591.jpg" alt="Ivetta Guerra - La campagna trevigiana - 76x45" width="560" height="342" /></a><p class="wp-caption-text">Ivetta Guerra &#8211; La campagna trevigiana &#8211; 76&#215;45</p></div>
<div id="attachment_2427" style="width: 630px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mirella-Poretto-Opus-Tasselatum-174x115.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2427 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mirella-Poretto-Opus-Tasselatum-174x115-e1447797534417.jpg" alt="Mirella Poretto - Opus Tasselatum - 174x115" width="620" height="416" /></a><p class="wp-caption-text">Mirella Poretto &#8211; Opus Tasselatum &#8211; 174&#215;115</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Restiamo nei paraggi (geografici). Ora che ci penso è raro che in una mostra patchwork manchi qualche opera che abbia per soggetto Venezia, e del resto, dopo averla vista (o non vista) è difficile resistere alla tentazione di dare forma alle sensazioni che la sua unicità e in grado di far emergere (e che noi tentiamo di sommergere).</h5>
<div id="attachment_2430" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Grace-Meijer-Arlechino-73x80.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2430 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Grace-Meijer-Arlechino-73x80-e1447798619761.jpg" alt="Grace Meijer - Arlechino - 73x80" width="420" height="452" /></a><p class="wp-caption-text">Grace Meijer &#8211; Arlechino &#8211; 73&#215;80</p></div>
<div id="attachment_2431" style="width: 590px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Grace-Meijer-In-Extremis-70x127.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2431 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Grace-Meijer-In-Extremis-70x127-e1447798777401.jpg" alt="Grace Meijer - In Extremis - 127x70" width="580" height="372" /></a><p class="wp-caption-text">Grace Meijer &#8211; In Extremis &#8211; 127&#215;70</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Ormai ho perso il segno (o il senno). Saranno quattro settimane che sto lavorando per questo post e nella mia testa le esposizioni e i quilt si stanno mescolando per impedirmi di seguire un filo logico, giusto un filo, un filino, durante la stesura del testo e l&#8217;inserimento delle immagini. Mi sento come se stessi correndo dietro a una complicatissima quiltatura che mi porta da un angolo all&#8217;altro di un patchwork crazy.<br />
Per esempio, dove stavano questi due salmoni?&#8230;</h5>
<div id="attachment_2434" style="width: 630px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Martha-Wolfe-9-Stitches-Wild-Life-Salmon-69x23.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2434 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Martha-Wolfe-9-Stitches-Wild-Life-Salmon-69x23-e1447799743948.jpg" alt="Martha Wolfe - 9 Stitches-Wild Life-Salmon - 69x23" width="620" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">Martha Wolfe &#8211; 9 Stitches-Wild Life-Salmon &#8211; 69&#215;23</p></div>
<div id="attachment_2435" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Martha-Wolfe-9-Stitches-Wild-Life-Salmon-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2435 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Martha-Wolfe-9-Stitches-Wild-Life-Salmon-Detail-01-e1447799799858.jpg" alt="Martha Wolfe - 9 Stitches-Wild Life-Salmon - Detail 01" width="550" height="413" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">&#8230; Oppure la frittata di Olga González?</h5>
<div id="attachment_2439" style="width: 220px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Olga-Gonzalez-Angulo-Sa-Conca-54x149.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2439 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Olga-Gonzalez-Angulo-Sa-Conca-54x149-e1447804796622.jpg" alt="Olga Gonzalez  Angulo - Sa Conca - 54x149" width="210" height="522" /></a><p class="wp-caption-text">Olga Gonzalez Angulo &#8211; Sa Conca &#8211; 54&#215;149</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Se vi state domandando perché ho scritto &#8220;frittata&#8221; quando invece avrei dovuto scrivere &#8220;spiaggia&#8221;, anzi &#8220;Playa de Sa Conca&#8221;, l&#8217;arenile meraviglioso che si stende lungo la parte più settentrionale della costa catalana, allora potete trovare la risposta nel dettaglio sottostante.</h5>
<div id="attachment_2441" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Olga-Gonzalez-Angulo-Sa-Conca-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2441 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Olga-Gonzalez-Angulo-Sa-Conca-Detail-01-e1447806109887.jpg" alt="Olga Gonzalez  Angulo - Sa Conca - Detail 01" width="600" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Quelli che vedete sono frammenti di scorze d&#8217;uovo, di centinaia di uova, una gran frittata. Non è la prima volta che Olga González rompe le uova per farne patchwork; nel post &#8220;<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=133" target="_blank">Una domenica bestiale</a></strong></span>&#8221; potete trovare la fotografia di &#8220;Trencadissa&#8221;, una sua opera premiata al Carrefour Européen du Patchwork del 2010.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Chissà qual è stato il motivo che ha spinto Betty Bubsy a rappresentare su un patchwork i trilobiti, esseri estinti milioni di anni fa. Magari lei non pensava alla loro estinzione ma al fatto che essi hanno popolato il pianeta per ben 250 milioni di anni, e si augura che il patchwork viva altrettanto. Un evviva per l&#8217;ottimismo.</h5>
<div id="attachment_2450" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Betty-Busby-Play-Ball-Trilobite-Trackway-84x102.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2450 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Betty-Busby-Play-Ball-Trilobite-Trackway-84x102-e1447838740435.jpg" alt="Betty Busby - Play Ball-Trilobite Trackway - 84x102" width="550" height="457" /></a><p class="wp-caption-text">Betty Busby &#8211; Play Ball &#8211; Trilobite Trackway &#8211; 84&#215;102</p></div>
<div id="attachment_2451" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Betty-Busby-Play-Ball-Trilobite-Trackway-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2451 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Betty-Busby-Play-Ball-Trilobite-Trackway-Detail-01-e1447838837828.jpg" alt="Betty Busby - Play Ball-Trilobite Trackway - Detail 01" width="550" height="413" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">&#8220;<em>Noi siamo davvero figli delle stelle, siamo fatti degli atomi costruiti all&#8217;interno delle stelle. Sappiamo che l&#8217;Universo è essenzialmente un miscuglio di idrogeno ed elio, con impurità di tanti elementi più pesanti, compresi quelli che formano il nostro corpo: carbonio, ossigeno, azoto, fosforo&#8230; Noi siamo il prodotto di queste impurità disperse nello spazio dall&#8217;esplosione delle supernove</em>&#8220;. Questo era il pensiero dell&#8217;astrofisica Margherita Hack, e non vedo perché dubitare delle sue parole, tranne in quei casi, purtroppo non rari, nei quali orgoglio, avidità e superstizione sembrano dimostrare che siamo figli delle stalle, ovvero mefitico strame. Comunque alle stelle dobbiamo guardare, sempre, e non per cercare un futuro predetto bensì per costruire un futuro, con dedizione e speranza, le stesse che nel nostro piccolo ci servono per realizzare un patchwork difficile. &#8220;Per aspera ad astra&#8221;.</h5>
<div id="attachment_2462" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Susan-Chapman-Reach-for-the-Stars-1-100x1501.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2462 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Susan-Chapman-Reach-for-the-Stars-1-100x1501-e1447874188824.jpg" alt="Susan Chapman - Reach for the Stars 1 - 100x150" width="340" height="499" /></a><p class="wp-caption-text">Susan Chapman &#8211; Reach for the Stars 1 &#8211; 100&#215;150</p></div>
<div id="attachment_2463" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Susan-Chapman-Reach-for-the-Stars-1-Detail-011.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2463 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Susan-Chapman-Reach-for-the-Stars-1-Detail-011-e1447874257200.jpg" alt="Susan Chapman - Reach for the Stars 1 - Detail 01" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Comunque cercate di mettervi nei miei panni. Mi trovo nella stessa condizione di chi si ricorda che la sera prima ha fatto bisboccia, ha bevuto un po&#8217; troppo, ma di quei bagordi ha però immagini confuse, non connesse. In seguito, quando vede le fotografie che a tradimento erano state scattate durante quella serata, quasi stenta a riconoscersi: traspare l&#8217;allegria, l&#8217;euforia, il godimento, ma il come e il quando si accavallano e si confondono. E allora immaginatevi che effetto possono fare, non poche ore di follia, ma tre giorni di ubriacatura sinestetica durante i quali ogni esposizione era un&#8217;ondata di bellezza che ti sommergeva.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Allora, prima di proseguire, mi regalo cinque minuti di relax in questo angolino tranquillo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080665.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2448 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/P1080665-e1447838349352.jpg" alt="P1080665" width="450" height="338" /></a></h5>
<h5 style="text-align: justify;"></h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Bene, sono pronta, possiamo ripartire, e lo facciamo con qualcosa di impegnativo, con lavori che hanno ben poche speranze di passare inosservati. Qui ci vuole qualcosa di forte&#8230;</h5>
<div id="attachment_2465" style="width: 380px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Erica-Waaser-Forte-130x187.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2465 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Erica-Waaser-Forte-130x187-e1447875641699.jpg" alt="Erica Waaser - Forte - 130x187" width="370" height="520" /></a><p class="wp-caption-text">Erica Waaser &#8211; Forte &#8211; 130&#215;187</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Ditemi, riuscite a vederlo? Io sì, ma forse è soltanto un&#8217;illusione.</h5>
<div id="attachment_2466" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Erica-Waaser-Walking-man-125x125.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2466 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Erica-Waaser-Walking-man-125x125-e1447875795411.jpg" alt="Erica Waaser - Walking man - 125x125" width="480" height="479" /></a><p class="wp-caption-text">Erica Waaser &#8211; Walking man &#8211; 125&#215;125</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Fede o fiducia, quale la differenza? Forse sta nella possibilità di comprendere cosa sia una e cosa sia l&#8217;altra. Quest&#8217;opera di Elly Van Steenbeek è intensa e delicata allo stesso tempo, come la fiducia, un legame che si forma per cause naturali, evidenti, tangibili, oppure è viva e sgargiante come la fede, sorta in maniera del tutto indipendente dalla volontà. Più che una divisione in due parti io vedo un accostamento, per far riflettere su quanto fede e fiducia, pur essendo radicalmente diverse, possano apparire simili.</h5>
<div id="attachment_2468" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Elly-Van-Steenbeek-Faith-90x100.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2468 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Elly-Van-Steenbeek-Faith-90x100-e1447877547306.jpg" alt="Elly Van Steenbeek - Faith - 90x100" width="470" height="512" /></a><p class="wp-caption-text">Elly Van Steenbeek &#8211; Faith &#8211; 90&#215;100</p></div>
<div id="attachment_2469" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Elly-Van-Steenbeek-Faith-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2469 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Elly-Van-Steenbeek-Faith-Detail-01-e1447877592262.jpg" alt="Elly Van Steenbeek - Faith - Detail 01" width="350" height="467" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Se non avete letto &#8220;Alice nel paese delle meraviglie&#8221; non potete sapere cos&#8217;è la strada di mattoni gialli, al massimo vi potrà venire in mente una canzone di Elton John. La strada di mattoni gialli è quella che può condurre Alice a Emerald City, la capitale di Oz, al cospetto del mago. E chi non vorrebbe conoscere una strada di mattoni gialli che è sufficiente seguire per arrivare alla soluzione dei suoi problemi? Purtroppo questa strada esiste solo nel paese di Oz, perché nel nostro mondo dobbiamo costruircela noi, ponendo ogni volta un nuovo mattone prima di posarci sopra il piede.</h5>
<div id="attachment_2470" style="width: 470px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sheila-Frampton-Cooper-Yellow-brick-road-92x94.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2470 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sheila-Frampton-Cooper-Yellow-brick-road-92x94-e1447886729283.jpg" alt="Sheila Frampton-Cooper - Yellow brick road - 92x94" width="460" height="452" /></a><p class="wp-caption-text">Sheila Frampton-Cooper &#8211; Yellow brick road &#8211; 92&#215;94</p></div>
<div id="attachment_2471" style="width: 470px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sheila-Frampton-Cooper-Yellow-brick-road-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2471 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Sheila-Frampton-Cooper-Yellow-brick-road-Detail-01-e1447886775700.jpg" alt="Sheila Frampton-Cooper - Yellow brick road - Detail 01" width="460" height="345" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Grandi volumi per Heide Stoll-Weber, e ho usato il termine &#8220;volumi&#8221; invece di &#8220;superfici&#8221; perché in qualche caso si ha l&#8217;impressione di osservare qualcosa che prosegue dietro la stoffa, ma che noi, esseri bidimensionali come quelli di &#8220;Flatland&#8221; non siamo in grado di percepire e tantomeno comprendere.</h5>
<div id="attachment_2473" style="width: 630px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Heide-Stoll-Weber-Shapes-and-Lines-32-170x95.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2473 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Heide-Stoll-Weber-Shapes-and-Lines-32-170x95-e1447887211763.jpg" alt="Heide Stoll-Weber - Shapes and Lines 32 - 170x95" width="620" height="358" /></a><p class="wp-caption-text">Heide Stoll-Weber &#8211; Shapes and Lines 32 &#8211; 170&#215;95</p></div>
<div id="attachment_2474" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Heide-Stoll-Weber-Spirituals-12-Columns-118x160.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2474 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Heide-Stoll-Weber-Spirituals-12-Columns-118x160-e1447887389452.jpg" alt="Heide Stoll-Weber - Spirituals 12-Columns - 118x160" width="400" height="524" /></a><p class="wp-caption-text">Heide Stoll-Weber &#8211; Spirituals 12 &#8211; Columns &#8211; 118&#215;160</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Percepisco il vostro sgomento, e lo comprendo, simili opere non sono facili da digerire, nemmeno per me, e allora, come premio per aver resistito fino a qui, vediamo qualcosa di non meno bello ma più &#8220;friendly&#8221;, come per esempio un po&#8217; di lavanda&#8230;</h5>
<div id="attachment_2482" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Lavender-40x40.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2482 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Lavender-40x40-e1447892920732.jpg" alt="Catherine Tourel - Lavender - 40x40" width="450" height="453" /></a><p class="wp-caption-text">Catherine Tourel &#8211; Lavender &#8211; 40&#215;40</p></div>
<div id="attachment_2483" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Lavender-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2483 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Lavender-Detail-01-e1447892945283.jpg" alt="Catherine Tourel - Lavender - Detail 01" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">&#8230; oppure qualcosa che potrebbe essere un paesaggio di campi, con un&#8217;originale cornice realizzata con dei tralci di vite.</h5>
<div id="attachment_2485" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Le-Bois-labbé-50x60.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2485 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Le-Bois-labbé-50x60-e1447893242939.jpg" alt="Catherine Tourel - Le Bois l'abbé - 50x60" width="450" height="529" /></a><p class="wp-caption-text">Catherine Tourel &#8211; Le Bois l&#8217;abbé &#8211; 50&#215;60</p></div>
<div id="attachment_2486" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Le-Bois-labbé-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2486 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Le-Bois-labbé-Detail-01-e1447893437579.jpg" alt="Catherine Tourel - Le Bois l'abbé - Detail 01" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Guardate un po&#8217; cosa si riesce a realizzare con dell&#8217;ovatta colorata, delle perline, le bucce di qualcosa, e la giusta dose di fantasia.</h5>
<div id="attachment_2488" style="width: 270px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Fleurs-deau-20x40.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2488 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Fleurs-deau-20x40-e1447894077585.jpg" alt="Catherine Tourel - Fleurs d'eau - 20x40" width="260" height="563" /></a><p class="wp-caption-text">Catherine Tourel &#8211; Fleurs d&#8217;eau &#8211; 20&#215;40</p></div>
<div id="attachment_2489" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Fleurs-deau-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2489 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Fleurs-deau-Detail-01-e1447894135324.jpg" alt="Catherine Tourel - Fleurs d'eau - Detail 01" width="400" height="533" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">I lavori di Catherine Tourel sono una sorpresa continua, e per crearli lei usa di tutto, bottoni, perline, pietruzze, anelli da tenda, ricci di mare, bastoncini, ecc., con la stoffa che da protagonista diventa comprimaria. Eccovi alcuni esempi.</h5>

<a href='https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?attachment_id=2495#main'><img width="300" height="295" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Eucatalya-Detail-01-300x295.jpg" class="attachment-medium" alt="Catherine Tourel - Eucatalya - Detail 01" /></a>
<a href='https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?attachment_id=2492#main'><img width="196" height="300" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Secret-des-bois-Detail-01-196x300.jpg" class="attachment-medium" alt="Catherine Tourel - Secret des bois - Detail 01" /></a>
<a href='https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?attachment_id=2491#main'><img width="300" height="225" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Luberon-Detail-02-300x225.jpg" class="attachment-medium" alt="Catherine Tourel - Luberon - Detail 02" /></a>
<a href='https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?attachment_id=2489#main'><img width="225" height="300" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Fleurs-deau-Detail-01-225x300.jpg" class="attachment-medium" alt="Catherine Tourel - Fleurs d&#039;eau - Detail 01" /></a>
<a href='https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?attachment_id=2497#main'><img width="300" height="298" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-02-300x298.jpg" class="attachment-medium" alt="Catherine Tourel 02" /></a>
<a href='https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?attachment_id=2493#main'><img width="225" height="300" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Catherine-Tourel-Pluie-Adechoise-Detail-01-225x300.jpg" class="attachment-medium" alt="Catherine Tourel - Pluie Adechoise - Detail 01" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Veniamo ora al &#8220;plat principal&#8221;, che in francese sarebbe il piatto forte.<br />
Non è che finora vi abbia trattato ad antipastini leggeri, degli <span id="result_box" class="short_text" lang="fr"><span class="hps">apéritif che accompagnano alcuni piattini di <span class="st">hors-d&#8217;œuvre, direi piuttosto che vi ho servito una serie di entrée, un pò come succede nei ristoranti quando vi propongono una serie di assaggini dei primi, e poi sono talmente tanti che il secondo piatto diventa un incubo. Beh, spero che quando vi vado ora a proporre non lo sia perché, anche se è difficile crederlo, sono dei lavori che vi stupiranno ancora più dei precedenti.<br />
E per il dessert, casomai vediamo dopo?</span> </span></span></h5>
<h5 style="text-align: justify;">&#8220;Il tutto è diverso dalla somma delle singole parti&#8221;, e qui sotto avete la dimostrazione di quanto sia ancora valida questa affermazione che fa parte della psicologia della Gestalt (non che io sia un psicologa, sia ben chiaro&#8230;) .</h5>
<div id="attachment_2503" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Béatrice-Lanter-Tout-est-partie-de-lunivers-91x90.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2503 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Béatrice-Lanter-Tout-est-partie-de-lunivers-91x90-e1447936009421.jpg" alt="Béatrice Lanter - Tout est partie de l'univers - 91x90" width="480" height="478" /></a><p class="wp-caption-text">Béatrice Lanter &#8211; Tout est partie de l&#8217;univers &#8211; 91&#215;90</p></div>
<div id="attachment_2504" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Béatrice-Lanter-Tout-est-partie-de-lunivers-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2504 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Béatrice-Lanter-Tout-est-partie-de-lunivers-Detail-01-e1447936058322.jpg" alt="Béatrice Lanter - Tout est partie de l'univers - Detail 01" width="360" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Dalla notte al giorno, dal giorno alla notte, e poi al giorno, le farfalle dei nostri pensieri mutano col mutare della luce. Salutiamoli quando arrivano, salutiamoli quando se ne vanno per confondersi nella memoria. Più che un quilt è una metafora, peraltro ben pensata e ancor meglio realizzata.</h5>
<div id="attachment_2507" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Béatrice-Bueche-Bye-Bye-Butterflies-96x106.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2507 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Béatrice-Bueche-Bye-Bye-Butterflies-96x106-e1447961019416.jpg" alt="Béatrice Bueche - Bye Bye Butterflies - 96x106" width="470" height="497" /></a><p class="wp-caption-text">Béatrice Bueche &#8211; Bye Bye Butterflies &#8211; 96&#215;106</p></div>
<div id="attachment_2508" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Béatrice-Bueche-Bye-Bye-Butterflies-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2508 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Béatrice-Bueche-Bye-Bye-Butterflies-Detail-01-e1447961084256.jpg" alt="Béatrice Bueche - Bye Bye Butterflies - Detail 01" width="470" height="353" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<div id="attachment_2509" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Béatrice-Bueche-Bye-Bye-Butterflies-Detail-02.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2509 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Béatrice-Bueche-Bye-Bye-Butterflies-Detail-02-e1447961134234.jpg" alt="Béatrice Bueche - Bye Bye Butterflies - Detail 02" width="470" height="353" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Siamo in Francia, però nulla mi vieta viaggiare un po&#8217; e di attraversare i Pirenei, perché, come diceva il Guicciardini: &#8220;Franza o Spagna purché se magna&#8221;. In realtà non serve che viaggi molto perché mi basta arrivare fino a Lièpvre per ritrovare le seriche atmosfere dei lavori di Cecilia e Mercè Desedamas. Il tema della loro mostra è &#8220;Tastextile&#8221;, gli odori e i colori dei piatti presenti nel menù del ristorante &#8220;Les Cols&#8221; di Olot. Come dicevo &#8220;&#8230; purché se magna&#8221;.</h5>
<div id="attachment_2510" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Cecília-González-Formatges-amb-melmelades.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2510 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Cecília-González-Formatges-amb-melmelades-e1447963292760.jpg" alt="Cecília González - Formatges amb melmelades" width="500" height="483" /></a><p class="wp-caption-text">Cecília González &#8211; Formatges amb melmelades</p></div>
<div id="attachment_2511" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Cecília-González-Formatges-amb-melmelades-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2511 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Cecília-González-Formatges-amb-melmelades-Detail-01-e1447963325115.jpg" alt="Cecília González - Formatges amb melmelades - Detail 01" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<div id="attachment_2512" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Cecília-González-Xirivia.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2512 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Cecília-González-Xirivia-e1447963539347.jpg" alt="Cecília González - Xirivia" width="500" height="506" /></a><p class="wp-caption-text">Cecília González &#8211; Xirivia</p></div>
<div id="attachment_2513" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Cecília-González-Xirivia-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2513 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Cecília-González-Xirivia-Detail-01-e1447963631226.jpg" alt="Cecília González - Xirivia - Detail 01" width="500" height="472" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5>E dulcis in fundo&#8230;</h5>
<div id="attachment_2514" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Cecília-González-Xocolata.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2514 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Cecília-González-Xocolata-e1447963737347.jpg" alt="Cecília González - Xocolata" width="500" height="476" /></a><p class="wp-caption-text">Cecília González &#8211; Xocolata</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Geneviève Attinger ha una visione abbastanza cupa della condizione femminile. Non di rado le sue donne sono intrappolate dietro complicate reti, oppure costrette a condividere spazio e caos, legate a schemi e maschere che ne mistificano l&#8217;essenza e perciò negano loro l&#8217;assoluta libertà</h5>
<div id="attachment_2516" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Geneviève-Attinger-Tribute-to-the-Past-82x112.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2516 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Geneviève-Attinger-Tribute-to-the-Past-82x112-e1447964456643.jpg" alt="Geneviève Attinger - Tribute to the Past - 82x112" width="400" height="523" /></a><p class="wp-caption-text">Geneviève Attinger &#8211; Tribute to the Past &#8211; 82&#215;112</p></div>
<div id="attachment_2517" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Geneviève-Attinger-Tribute-to-the-Past-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2517 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Geneviève-Attinger-Tribute-to-the-Past-Detail-01-e1447964561126.jpg" alt="Geneviève Attinger - Tribute to the Past - Detail 01" width="600" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Ogni tanto però anche lei tenta soggetti nuovi, in questo caso dei pesci, senza comunque perdere nulla dell&#8217;atmosfera leggermente inquietante che aleggia sempre sulle sue opere.<br />
Concarneu è una cittadina bretone, la cui economia è da sempre basata sulla pesca, mentre Wesserling in Alsazia è sede di un parco-ecomuseo del tessile. Per inciso la Bretagna è proprio la regione dalla quale proviene Geneviève Attinger. Quest&#8217;opera è stata appunto realizzata per un concorso che voleva collegare idealmente l&#8217;oceano con la montagna.</h5>
<div id="attachment_2518" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Geneviève-Attinger-Concarneau-Wesserling-100x100.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2518 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Geneviève-Attinger-Concarneau-Wesserling-100x100-e1447964735153.jpg" alt="Geneviève Attinger - Concarneau-Wesserling - 100x100" width="500" height="497" /></a><p class="wp-caption-text">Geneviève Attinger &#8211; Concarneau-Wesserling &#8211; 100&#215;100</p></div>
<div id="attachment_2519" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Geneviève-Attinger-Concarneau-Wesserling-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2519 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Geneviève-Attinger-Concarneau-Wesserling-Detail-01-e1447965668860.jpg" alt="Geneviève Attinger - Concarneau-Wesserling - Detail 01" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Una delle esposizioni più grandi era dedicata al concorso internazionale &#8220;Réfléchir&#8230;&#8221; , riflessione, intesa come immagine e/o pensiero a seconda dell&#8217;interpretazione dell&#8217;artista. Trovo il tema molto indovinato in quanto sfugge a qualsiasi etichetta estetica e lascia ampia libertà espressiva.<br />
A questo punto del post mi trovo in difficoltà, dovrei inserirli tutti, ma non si può, e allora ho davanti a me l&#8217;arduo compito di fare una selezione. Come sempre sarà assolutamente parziale e viziata dal mio gusto personale, perciò mi scuso in anticipo, e comunque non perdo occasione di ripetere che certe cose non vanno viste attraverso un monitor bensì sul posto. Credetemi, è tutta un&#8217;altra cosa.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Cominciamo piano, con qualcosa di leggero, il che non vuol dire insignificante, anzi, esattamente il contrario in quanto c&#8217;è sempre chi sogna di essere &#8220;altro&#8221;, il mito di sé.</h5>
<div id="attachment_2521" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Marisa-Marquez-The-Mirror.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2521 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Marisa-Marquez-The-Mirror-e1447967311457.jpg" alt="Marisa Marquez - The Mirror" width="350" height="576" /></a><p class="wp-caption-text">Marisa Marquez &#8211; The Mirror</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Grafica pura per Gabrielle Paquin, un&#8217;opera di grande effetto realizzata con elementi molto semplici, e questa è la dimostrazione che la tecnica va bene, la fattura elaborata va benissimo, ma se non esiste una buona idea di base non ci si solleva dal terreno dell&#8217;artigianato, anche se di qualità eccelsa.</h5>
<div id="attachment_2522" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Gabrielle-Paquin-Jeux-de-miroirs1.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2522 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Gabrielle-Paquin-Jeux-de-miroirs1-e1447967458494.jpg" alt="Gabrielle Paquin - Jeux de miroirs" width="350" height="605" /></a><p class="wp-caption-text">Gabrielle Paquin &#8211; Jeux de miroirs</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Il campanile di Giotto a Firenze è una bellezza già diritto, e a vederlo così, capovolto e specchiato su una pozzanghera fa uno strano effetto, quasi ne viene ancor di più esaltata l&#8217;eleganza. Del resto Giotto ci ha dato parecchio materiale su cui riflettere, e nel conto ci sta a buon diritto anche questa riflessione di Rossella Ceriotti.</h5>
<div id="attachment_2523" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Rosella-Ceriotti-Reflection-upon-Giotto.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2523 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Rosella-Ceriotti-Reflection-upon-Giotto-e1447967934525.jpg" alt="Rosella Ceriotti - Reflection upon Giotto" width="350" height="591" /></a><p class="wp-caption-text">Rosella Ceriotti &#8211; Reflection upon Giotto</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Bene, ora sappiamo quali sono le scarpe preferite di Olga Gonzalez Angulo. Non la conosco ma sono abbastanza sicura che c&#8217;andrei d&#8217;accordo, dato che il suo autoritratto ce la mostra anticonformista e informale. Lei riflette sulla vita, io rifletto sulla sua bravura (e gliela invidio, ma solo un po&#8217;, giusto qualche anno luce, ovvero la distanza tra la sua e la mia).</h5>
<div id="attachment_2524" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Olga-Gonzalez-Angulo-I...-reflection-of-Life.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2524 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Olga-Gonzalez-Angulo-I...-reflection-of-Life-e1448040523594.jpg" alt="Olga Gonzalez Angulo - I... reflection of Life" width="350" height="552" /></a><p class="wp-caption-text">Olga Gonzalez-Angulo &#8211; I&#8230; reflection of Life</p></div>
<div id="attachment_2525" style="width: 435px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Olga-Gonzalez-Angulo-I...-reflection-of-Life-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2525 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Olga-Gonzalez-Angulo-I...-reflection-of-Life-Detail-01-e1448040566207.jpg" alt="Olga Gonzalez-Angulo - I... reflection of Life - Detail 01" width="425" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Štěrbová riporta il concetto di riflessione al suo significato più intimo, quello di un esame rigoroso, mai autoassolutorio, mai privo di compassione. Traspare il carattere mitteleuropeo, difficile per chi ama il sole, impossibile per chi segue solamente linee diritte, un carattere che per resistere integro alla pressione di mille poteri opprimenti si è dotato di una corazza dentro la quale piangere. Jana è rimasta sicuramente colpita dal monumento che si trova a Sainte-Marie-Aux-Mines a ricordo delle migliaia di antifascisti sloveni deportati dai nazisti nel campo di <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.struthof.fr/fr/accueil/" target="_blank">Struthof</a></strong></span>. E di lacrime da versare ce ne sono state anche nella terra della Štěrbová, un paese che fino al 1918 era anche quello dei miei avi, dato che eravamo tutti sudditi dell&#8217;Impero. Guerre, persecuzioni, deportazioni, stragi, non ci siamo fatti mancare niente finora, eppure sembra che non siamo ancora sazi. &#8220;La storia insegna, ma non ha scolari.&#8221; (A. Gramsci).</h5>
<div id="attachment_2526" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jana-Šterbova-Reflect-and-Remember.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2526 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jana-Šterbova-Reflect-and-Remember-e1448041431737.jpg" alt="Jana Šterbova - Reflect and Remember" width="350" height="580" /></a><p class="wp-caption-text">Jana Štěrbová &#8211; Reflect and Remember</p></div>
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<h5>Quest&#8217;opera non è fatta di stoffa, è fatta di luce, quella che Brigitte Didier è riuscita ad accendere.<br />
Il soggetto (come spesso capita) è molto semplice, sono comunissime lampade led che galleggiano nell&#8217;acqua di una piscina buia. Di grande effetto, niente da dire, e sarebbe anche tra i miei preferiti se non fosse che mi ricorda un po&#8217; troppo un&#8217;immagine già vista, appunto sui cataloghi di lampade led..<a href="http://www.erobot-piscine.fr/home/670-lumieres-piscine-led-ovale-.html" target="_blank">.</a></h5>
<div id="attachment_2527" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Didier-Reflects-sur-leau.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2527 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Brigitte-Didier-Reflects-sur-leau-e1448045391850.jpg" alt="Brigitte Didier - Reflects sur l'eau" width="350" height="573" /></a><p class="wp-caption-text">Brigitte Didier &#8211; Reflects sur l&#8217;eau</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Ed eccolo il premio per tanta fatica, la mia per aver speso un giorno di viaggio al fine di arrivare a vedere quest&#8217;opera d&#8217;arte, la vostra per l&#8217;ostinazione (altrimenti non saprei definirla) nel voler proseguire la lettura di questo post chilometrico.<br />
Soyoung Chung ama rappresentare il mare, ma lo fa alla sua maniera, talvolta con la ripetizione di un semplice motivo geometrico, talvolta in maniera più libera, più drammatica, cercando di renderne visibile l&#8217;energia oppure, come in questo caso, facendolo scendere a compromessi con la luce, che non è quella solita del sole al tramonto bensì l&#8217;algida luce lunare, la preferita da chi ama la vita così tanto da non voler cederne neanche un pezzetto alla notte.</h5>
<div id="attachment_2528" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Soyoung-Chung-Moonlight-Ocean-Baby-Humpback-Whales-Challenge-to-the-New-World.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2528 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Soyoung-Chung-Moonlight-Ocean-Baby-Humpback-Whales-Challenge-to-the-New-World-e1448045426611.jpg" alt="Soyoung Chung - Moonlight Ocean - Baby Humpback Whale's Challenge to the New World" width="350" height="584" /></a><p class="wp-caption-text">Soyoung Chung &#8211; Moonlight Ocean &#8211; Baby Humpback Whale&#8217;s Challenge to the New World</p></div>
<div id="attachment_2529" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Soyoung-Chung-Moonlight-Ocean-Baby-Humpback-Whales-Challenge-to-the-New-World-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2529 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Soyoung-Chung-Moonlight-Ocean-Baby-Humpback-Whales-Challenge-to-the-New-World-Detail-01-e1448045469918.jpg" alt="Soyoung Chung - Moonlight Ocean - Baby Humpback Whale's Challenge to the New World - Detail 01" width="400" height="533" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Si sente un brusìo, uno spostar di seggiole, e l&#8217;inquietudine aleggia d&#8217;attorno come una cappa di nuvole pronte a scatenare un temporale. D&#8217;un tratto, senza preavviso, ecco un suono che inonda i corridoi, rimbomba, echeggia, rimbalza sulle finestre chiuse e scappa da quelle aperte, così forte e insistente da rintronare chi per disavventura si trova a passare troppo vicino a quella sorgente sonora. Per qualche secondo tutto il mondo è invaso, dominato, sovrastato, da quest&#8217;unico suono, poi un rombo si alza, e urla e sbatter di porte. Non è un temporale, è un uragano. Impossibile immaginare un fracasso tale da annichilire quella precedente vibrazione sonora, eppure ora ne siamo smarriti testimoni. Niente paura, si tratta della campanella della ricreazione, accolta con più allegria delle campane di Pasqua, e anche a voi dedico quest&#8217;ultimo quilt. Andate, andate fuori, basta stoffe, basta arte, basta disegni, adesso pausa. Vive la récreée!</h5>
<div id="attachment_2537" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jeannine-Tugler-Vive-la-récreée-110x100.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2537 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Jeannine-Tugler-Vive-la-récreée-110x100-e1448059758411.jpg" alt="Jeannine Tugler - Vive la récreée - 110x100" width="560" height="503" /></a><p class="wp-caption-text">Jeannine Tugler &#8211; Association sports, culture et loisirs en Val de Lièpvre &#8211; Vive la récreée &#8211; 110&#215;100</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Ecco, io avrei anche finito.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Potrei dirvi ancora che oltre alle esposizioni artistiche, a <span class="st">Sainte-Marie-aux-Mines era stata allestita anche una grande fiera commerciale, da perdercisi dentro, anche se le cose più belle le ho trovate qui (e ti pareva se non facevo anche stavolta la snob alternativa&#8230;)</span></h5>
<div id="attachment_2538" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/S1080001.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2538 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/S1080001-e1448060603719.jpg" alt="S1080001" width="550" height="309" /></a><p class="wp-caption-text">Sainte Croix-Aux-Mines</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Potrei dirvi, per l&#8217;ennesima volta, che quanto ho riportato nel blog è solamente l&#8217;ombra di quanto ho visto, e non parlo solamente di quantità, dato che non posso inserire in questo articolo tutte le foto che abbiamo scattato (e che peraltro sono solamente una frazione di quanto era esposto), ma anche di qualità, perché il vero colore, la finezza della trama, il gioco di riflessi di luce e financo l&#8217;odore della stoffa non passano attraverso l&#8217;impassibile sensore elettronico della macchina fotografica; ma bisogna esserci per capire.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Potrei mostrarvi come ci si riduce dopo aver visitato 40 esposizioni in 21 luoghi diversi posti in 4 paesini separati, e non tanto per la fatica fisica, a quella c&#8217;è rimedio, ma a causa dello scoramento quando appare evidente la differenza di classe.</h5>
<div id="attachment_2541" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Dscn1360.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2541 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Dscn1360-e1448062121680.jpg" alt="Dscn1360" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Resti di una quilter</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">In questi tre giorni in Alsazia, tre soli giorni, molto ho visto, molto ho vissuto, molto ho capito. Ma cos&#8217;ho capito?</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Primo: sono un&#8217;incapace, ma questo già lo sapevo, si trattava solamente di ribadire il concetto. Mi consola il fatto che anche tante altre persone si trovano nella stessa mia condizione, ma credendosi loro più di quello che sono non posso che sorridere della presunzione che le anima. Badate, questo non è un invito a smettere, tutt&#8217;altro, è un incentivo a migliorare, a guardare la propria opera con occhio critico, per arrivare, nei casi peggiori, fino col prenderla a fucilate (idealmente, oppure anche realmente come William Burroughs).</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Secondo: nel mondo del patchwork succede di incontrare delle vere appassionate. Ho usato questo temine perché ha a che fare col verbo &#8220;patire&#8221;, e mai mi era capitato come qui di vedere un tale spirito di sacrificio e tanta dedizione verso l&#8217;arte tessile. Persone anziane dall&#8217;incedere malfermo, donne con le caviglie gonfie quanto la coscia, visitatrici con bastoni o stampelle, col sole o colla pioggia, accaldate o zuppe, si arrampicavano su per erte scalinate, percorrevano stradine di infido acciottolato oppure scivolose di fango e ghiaia, per poi restare in piedi ore e ore in sale soffocanti, e tutto ciò solamente per riuscire a contemplare una stoffa tagliata e ricucita. Verrebbe da pensare che i lavori che ho visto non fossero delle semplici (si fa per dire) opere tessili bensì idoli, divinità azteche che pretendevano la loro dose di sacrifici umani.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Terzo: tre giorni non bastano. Ce l&#8217;abbiamo fatta per un pelo a vedere tutto, ma ci è toccato scarpinare senza un attimo di respiro, rimbalzando come una pallina del flipper da una mostra all&#8217;altra. Si partiva al mattino, dopo una veloce prima colazione, e poi fino al ritorno a Colmar era tutto un viaggiare, camminare, fotografare, aprire l&#8217;ombrello, chiudere l&#8217;ombrello, senza un attimo di respiro, peggio di un lavoro, che almeno lì c&#8217;è la pausa pranzo. No, non è nel mio stile, e chi mi conosce lo sa.<br />
Mentre ero davanti alla stazione ferroviaria di Colmar ho fatto due promesse a me stessa, una è quella di tornarci al Carrefour Européen du Patchwork, se il tempo, la salute e le finanze mi saranno favorevoli, come lo erano gli alisei, le correnti e le maree per i navigatori d&#8217;un tempo. La seconda promessa è che in quella fortunata occasione vorrò rimanerci qualche giorno di più in Val d&#8217;Argent, per vedere, per capire e per godere appieno del momento felice.</h5>
<div id="attachment_2543" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Dscn1311.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2543 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Dscn1311-e1448064981587.jpg" alt="Dscn1311" width="350" height="467" /></a><p class="wp-caption-text">Gare de Colmar</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Dieci anni sono passati, e non voglio che ne passino altri dieci, perché ora è ancora forte la mia voglia di fare, sperimentare, divertirmi, e soprattutto vive in me la forza di credere che da qualche parte c&#8217;è chi si mette in gioco e rompe gli schemi (e le scatole) per dimostrare che &#8220;si può fare&#8221;.  Dieci anni dopo sono cambiata, è vero, ma non sono completamente guarita, sono ancora quella che vorrebbe cambiare il mondo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>Ringraziamo per la collaborazione:</strong></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il conducente del bus <span class="st">Sélestat<em> &#8211; </em></span><span class="st">Sainte-Marie-aux-Mines per averci deliziato con la sua voce impostata e il suo profilo pronunciato. Ogni biglietto che staccava o controllava era come se Vercingetorige in persona stesse recitando una scenetta di Molière.<br />
</span></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Trudy Kleinstein per aver perso tempo con me per spiegarmi tutta la genesi delle sue opere, e per avermi regalato qualcuna delle sue meravigliose cartoline.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Le ferrovie francesi per essere state sempre disponibili e puntuali, fino a negarci un biglietto che avevamo chiesto offrendocene uno speciale molto più economico, e per le loro poltroncine così comode, ma così comode da creare dipendenza.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">La receptionist dell&#8217;albergo Hôtel Roi Soleil che, non vedendoci ancora arrivare alle otto di sera, si preoccupò per noi, supponendoci persi, smarriti, rapiti dagli alieni, mentre noi stavamo spensieratamente gozzovigliando in birreria.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">La birreria <span class="st"> L&#8217;Auberge</span> per la sua meravigliosa bière blanche (ma anche per il menù, la cortesia e l&#8217;ambientazione, per tutto insomma).</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Rue Saint-Jean per averci fatto incontare, per puro caso, alle otto di sera, e con luce molto scarsa, Mariarosa Tessarolo e ToniFrison, roba che non si vede nemmeno nei telefilm americani sulla Fox.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ovviamente Mariarosa Tessarolo e ToniFrison per l&#8217;allegra compagnia.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il signor Pietravalle della Juki che mi ha fornito ottimi suggerimenti per mantenere in salute la macchina da cucire.</h5>
<h5>La buona sorte.</h5>
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		<title>Verona Tessile 2015</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2015 14:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lastoffagiusta]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci voleva proprio un tempo così per scrivere questo articolo, una bella giornata di pioggia battente. Si tratta di una specie di reminiscenza tornata a galla un po&#8217; per caso, come il profumo della famosa madeleine di Proust, solamente che in questo caso non si tratta di memoria olfattiva bensì uditiva, e forse ancora qualcos&#8217;altro. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/VeronaTessile2015.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-2037 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/VeronaTessile2015-253x300.jpg" alt="VeronaTessile2015" width="253" height="300" /></a>Ci voleva proprio un tempo così per scrivere questo articolo, una bella giornata di pioggia battente.<br />
Si tratta di una specie di reminiscenza tornata a galla un po&#8217; per caso, come il profumo della famosa madeleine di Proust, solamente che in questo caso non si tratta di memoria olfattiva bensì uditiva, e forse ancora qualcos&#8217;altro.<br />
Dopo il primo caldo ruggente di giugno, con giorni di una luce che sembra non finire mai, ecco che al posto del frinire delle cicale mi tocca udire il tambureggiare di milioni di gocce di pioggia che picchiano sulla finestra, attraverso la quale intravedo solamente immagini tremolanti, sagome rese incerte dall&#8217;oscurità prematura e dalla foschia.<br />
Il tempo ideale per scrivere di una giornata normalmente speciale.<br />
Comincio spiegando cos&#8217;aveva di speciale quella giornata.<br />
Verona Tessile vi dice niente?</h5>
<p><span id="more-1947"></span></p>
<h5 style="text-align: justify;">A Verona, dal 19 al 24 maggio, si è svolta la terza edizione di un evento espositivo organizzato dall&#8217;associazione <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.associazioneadmaiora.it/" target="_blank">Ad Maiora</a></strong></span>.<br />
Grazie a un notevole sforzo organizzativo, e immagino anche a una bella dose di coraggio, le quilter di Verona sono riuscite a imbastire una manifestazione di alto livello, con inserti artistici internazionali pregevolissimi per qualità e originalità.<br />
Questa la parte speciale. La parte normale è che siamo tornati al mio standard, quello che mi garantisce pioggia a catinelle ogni volta che vado per mostre. Ecco perché in questa giornata bislacca e tempestosa mi va di scrivere di una giornata tempestosa e stupenda.<br />
Bene, mettiamo da parte l&#8217;ombrello e parliamo un po&#8217; della mostra, anzi delle mostre, giacché ogni esposizione a tema aveva una collocazione diversa nel centro storico della città scaligera.<br />
Arrivando dalla stazione ferroviaria, giusto prima della Torre Pentagona, la prima visita l&#8217;ho dedicata alle opere del concorso “Colori diVini” e all&#8217;esposizione intitolata “La musica della mia vita”.<br />
Anche se l&#8217;aspetto esterno dell&#8217;edificio, il Palazzo dei Mutilati, è abbastanza angosciante per architettura e richiami storici, l&#8217;interno si rivela ampio e luminoso.<br />
Ad accogliere le visitatrici (ma anche i visitatori, perché no?) c&#8217;era nientemeno che Maria Teresa Sansotta, la presidente di Ad Maiora.</h5>
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<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Concorso-Colori-DiVini.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1956 size-large" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Concorso-Colori-DiVini-1024x674.jpg" alt="Concorso Colori DiVini" width="1024" height="674" /></a><br />
“<strong>La musica della mia vita</strong>” si compone di una serie di 49 opere realizzate da altrettante quilter italiane e straniere. Questa iniziativa è stata ideata da Teodolinda Mengo, la quale, con la collaborazione di Quilt Italia, è riuscita a organizzare nel 2014 una mostra a Monza e un relativo book fotografico, con la finalità di raccogliere fondi per l&#8217;associazione <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.cadom.it/" target="_blank">C.A.DO.M.</a></strong></span> (Centro Aiuto Donne Maltrattate).</h5>
<div id="attachment_1988" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Nicoletta-Manganelli-–-Musica-il-colore-della-mia-vita.jpg" target="_blank"><img class="  wp-image-1988 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Nicoletta-Manganelli-–-Musica-il-colore-della-mia-vita-e1435439758850.jpg" alt="Nicoletta Manganelli – Musica, il colore della mia vita" width="300" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">Nicoletta Manganelli – Musica, il colore della mia vita</p></div>
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<div id="attachment_1983" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Marialuisa-Comand-–-Paint-it-black-colori-e-note.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1983 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Marialuisa-Comand-–-Paint-it-black-colori-e-note-e1435439896202.jpg" alt="Marialuisa Comand – Paint it, black  - colori e note" width="300" height="436" /></a><p class="wp-caption-text">Marialuisa Comand – Paint it, black &#8211; colori e note</p></div>
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<div id="attachment_1964" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Graziella-Carrieri-–-Vite-sospese.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1964 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Graziella-Carrieri-–-Vite-sospese-e1435440027397.jpg" alt="Graziella Carrieri – Vite sospese" width="300" height="397" /></a><p class="wp-caption-text">Graziella Carrieri – Vite sospese</p></div>
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<div id="attachment_1987" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Mirella-Todeschi-–-Ma-da-qui-ci-si-può-rialzare.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1987 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Mirella-Todeschi-–-Ma-da-qui-ci-si-può-rialzare-e1435440111746.jpg" alt="Mirella Todeschi – Ma da qui ci si può rialzare" width="300" height="406" /></a><p class="wp-caption-text">Mirella Todeschi – Ma da qui ci si può rialzare</p></div>
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<div id="attachment_1963" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Giuliana-Nicoli-–-Rosso-relativo.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1963 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Giuliana-Nicoli-–-Rosso-relativo-e1435440194117.jpg" alt="Giuliana Nicoli – Rosso relativo" width="300" height="403" /></a><p class="wp-caption-text">Giuliana Nicoli – Rosso relativo</p></div>
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<div id="attachment_1955" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Chiara-Milesi-Danzando.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1955 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Chiara-Milesi-Danzando-e1435440256533.jpg" alt="Chiara Milesi - Danzando" width="300" height="414" /></a><p class="wp-caption-text">Chiara Milesi &#8211; Danzando</p></div>
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<div id="attachment_1953" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Brigitte-Rossetti-–-La-musica-nella-mia-vita-–-i-miei-ultimi-15-anni.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1953 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Brigitte-Rossetti-–-La-musica-nella-mia-vita-–-i-miei-ultimi-15-anni-e1435440439646.jpg" alt="Brigitte Rossetti – La musica nella mia vita – i miei ultimi 15 anni" width="300" height="412" /></a><p class="wp-caption-text">Brigitte Rossetti – La musica nella mia vita – i miei ultimi 15 anni</p></div>
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<div id="attachment_1980" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maja-Duerst-–-La-musica-della-mia-vita.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1980 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maja-Duerst-–-La-musica-della-mia-vita-e1435484450462.jpg" alt="Maja Duerst – La musica della mia vita" width="300" height="406" /></a><p class="wp-caption-text">Maja Duerst – La musica della mia vita</p></div>
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<div id="attachment_1950" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Adriana-Massagli-–-Lincompiuta-in-musica.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1950 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Adriana-Massagli-–-Lincompiuta-in-musica-e1435440587122.jpg" alt="Adriana Massagli – L'incompiuta in musica" width="300" height="399" /></a><p class="wp-caption-text">Adriana Massagli – L&#8217;incompiuta in musica</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Eccoci ora ad alcune opere del concorso “<strong>Colori diVini</strong>”.<br />
Il tema proposto ha incontrato le interpretazioni più diverse, espressioniste e astratte, tradizionali e sperimentali, emblematiche e border-line, segno di indiscutibile successo.</h5>
<div id="attachment_1958" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Cristina-Ricci-–-Ogni-riccio-un-capriccio.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1958 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Cristina-Ricci-–-Ogni-riccio-un-capriccio-e1435440999378.jpg" alt="Cristina Ricci – Ogni riccio un capriccio" width="340" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Cristina Ricci – Ogni riccio un capriccio</p></div>
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<div id="attachment_1979" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/M-Goretta-Petta-e-Maria-Ragusin-–-Est-Est-Est.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1979 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/M-Goretta-Petta-e-Maria-Ragusin-–-Est-Est-Est-e1435441065946.jpg" alt="M. Goretta Petta e Maria Ragusini – Est Est Est" width="340" height="584" /></a><p class="wp-caption-text">M. Goretta Petta e Maria Ragusini – Est Est Est</p></div>
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<div id="attachment_1977" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Liudmyla-Kryvenko-–-Sun-in-a-bunch-of-grapes.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1977 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Liudmyla-Kryvenko-–-Sun-in-a-bunch-of-grapes-e1435441289845.jpg" alt="Liudmyla Kryvenko – Sun in a bunch of grapes" width="340" height="566" /></a><p class="wp-caption-text">Liudmyla Kryvenko – Sun in a bunch of grapes</p></div>
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<div id="attachment_1981" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maria-Cristina-Tebaldi-Morbidezze.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1981 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maria-Cristina-Tebaldi-Morbidezze-e1435441352345.jpg" alt="Maria Cristina Tebaldi - Morbidezze" width="340" height="615" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Cristina Tebaldi &#8211; Morbidezze</p></div>
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<div id="attachment_1954" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Chiara-Fagiuoli-Settembre.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1954 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Chiara-Fagiuoli-Settembre-e1435441407296.jpg" alt="Chiara Fagiuoli - Settembre" width="340" height="622" /></a><p class="wp-caption-text">Chiara Fagiuoli &#8211; Settembre</p></div>
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<div id="attachment_1961" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Emanuela-Menerghini-–-Sublime-dono-di-Madre-Natura.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1961 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Emanuela-Menerghini-–-Sublime-dono-di-Madre-Natura-e1435441449377.jpg" alt="Emanuela Menerghini – Sublime dono di Madre Natura" width="340" height="606" /></a><p class="wp-caption-text">Emanuela Menerghini – Sublime dono di Madre Natura</p></div>
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<div id="attachment_1952" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Angela-Minaudo-Vendemmia.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1952 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Angela-Minaudo-Vendemmia-e1435441494283.jpg" alt="Angela Minaudo - Vendemmia" width="340" height="615" /></a><p class="wp-caption-text">Angela Minaudo &#8211; Vendemmia</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">&#8220;<em>Vanità &#8230; vanità &#8230; tutto é vanità</em>&#8220;, e se questa frase andava bene per il generale Lowenhielm può andar bene anche per me. Infatti è per un peccato di vanità che ho inserito in questa vetrina anche il mio lavoro in concorso. Si tratta di una composizione sperimentale su base idrosolubile. Ho utilizzato esclusivamente materiali riciclati: sfilacci, cimose, spezzoni di filo di lana o di cotone, brandelli di vecchi maglioni, e altro ancora che al momento non ricordo.<br />
L&#8217;ispirazione mi è stata fornita da una semplice constatazione: che sia bianco o che sia nero, il vino ha la sua origine nella vigna, e questa non è bianca e neppure nera.</h5>
<h6 style="text-align: center;">Buona o scarsa che sia, la vendemmia è sempre un momento eccezionale.<br />
Oro, rubino, ametista, zaffiro, ambra, onice, sono i colori che mi circondano,<br />
così vivi da restare impressi nella memoria,<br />
tanto da permettermi di farli riemergere in tempi, spazi e materie così lontane dalla vigna</h6>
<div id="attachment_1992" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Rossana-Ramani-I-colori-del-bianco-e-del-nero.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1992 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Rossana-Ramani-I-colori-del-bianco-e-del-nero-e1435441545644.jpg" alt="Rossana Ramani - I colori del bianco e del nero" width="340" height="662" /></a><p class="wp-caption-text">Rossana Ramani &#8211; I colori del bianco e del nero</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Dal palazzo dei Mutilati si va, di pozzanghera in pozzanghera, fino al Museo di Castelvecchio, proprio in riva all&#8217;Adige.<br />
In questo edificio storico erano esposti alcuni antichi quilt provenienti da Galles, opere provenienti dalla collezione di Jen Jones che hanno almeno un secolo di vita: &#8220;<strong>Quilts from The Hearthlands of Wales</strong>&#8220;.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-01.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2013 size-large" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-01-1024x768.jpg" alt="Wales Quilts 01" width="1024" height="768" /></a>Quando mi trovo di fronte a un lavoro “storico” non posso fare a meno di riflettere sulle differenze tra me e “loro”, intendendo per “loro” quelle donne che dopo aver sfacchinato tutto il giorno attorno a una cucina a legna o su un campo di patate, dopo aver sfamato la numerosa prole e l&#8217;impaziente marito, dopo aver lavato, riparato, resuscitato indumenti sempre più lisi, trovavano la forza fisica e mentale di mettersi in un angolo a cucire, alla luce della tremolante fiammella di un lume a petrolio, con aghi troppo duttili e forbici troppo grandi, trascurando sonno e riposo per regalarsi un momento “personale”, e forse anche per evitare, almeno quella sera, di imbastire l&#8217;ennesimo marmocchio&#8230;</h5>
<div id="attachment_2021" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Welsh-Ladies.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2021 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Welsh-Ladies-e1435483071331.jpg" alt="Welsh Ladies" width="600" height="353" /></a><p class="wp-caption-text">Welsh Ladies &#8211; Dal sito bopeepquilts.com</p></div>
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<div id="attachment_2014" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-02.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2014 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-02-e1435481549149.jpg" alt="Wales Quilts 02" width="600" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio quiltatura</p></div>
<div id="attachment_2017" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-05.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2017 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-05-e1435481630173.jpg" alt="Wales Quilts 05" width="600" height="483" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio quiltatura</p></div>
<div id="attachment_2015" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-03.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2015 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-03-e1435481725916.jpg" alt="Wales Quilts 03" width="600" height="573" /></a><p class="wp-caption-text">Welsh Quilt</p></div>
<div id="attachment_2019" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-07.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2019 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-07-e1435482501662.jpg" alt="Wales Quilts 07" width="500" height="504" /></a><p class="wp-caption-text">Welsh Quilt</p></div>
<div id="attachment_2018" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-06.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-2018 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Wales-Quilts-06-e1435482595507.jpg" alt="Wales Quilts 06" width="500" height="438" /></a><p class="wp-caption-text">Welsh Quilts</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Fuori dal Castelvecchio si torna verso Piazza delle Erbe, quindi si tenta di trovare la Sala Scacchi. Si tratta di una vera e propria partita a scacchi, perché solamente grazie alla mossa del cavallo sono riuscita a trovare la Scala della Ragione, e da quella la sala dell&#8217;esposizione, e lì le quilter giapponesi mi hanno dato scacco matto con l&#8217;esposizione &#8220;<strong>Symphony of Colors</strong>&#8220;.</h5>
<div id="attachment_1996" style="width: 550px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoshiko-Katagiri-Ombra.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1996 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoshiko-Katagiri-Ombra-e1435444390435.jpg" alt="Yoshiko Katagiri - Ombra" width="540" height="598" /></a><p class="wp-caption-text">Yoshiko Katagiri &#8211; Ombra</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Vi starete chiedendo se il vostro computer ha dei problemi, o se l&#8217;articolo è ancora incompleto, oppure se, per qualche oscuro motivo informatico, internet non visualizza bene questa pagina.<br />
Non temete, va tutto bene, e c&#8217;è una spiegazione per quei puntini. Si tratta delle mie impressioni sui quilt di questa esposizione: inesprimibili a parole. Perciò lascio a voi che state vendendo queste opere l&#8217;arduo compito di trovare un commento adeguato che non sia riduttivo. Fate vobis.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Un&#8217;altra cosa: come sempre, e se possibile ancor più di sempre, le fotografie non rendono giustizia. Non possediamo attrezzature (e le capacità) adeguate a riportare tutte le sfumature di colore che l&#8217;occhio può vedere (o immaginare di vedere), e forse nemmeno esiste qualcosa di meccanico in grado di farlo. Un sensore, per quanto tecnologicamente avanzato, non è in grado di &#8220;sentire&#8221; una suggestione.</h5>
<div id="attachment_1994" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Shizuko-Kuroha-Splendente.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1994 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Shizuko-Kuroha-Splendente-e1435483480990.jpg" alt="Shizuko Kuroha - Splendente" width="500" height="607" /></a><p class="wp-caption-text">Shizuko Kuroha &#8211; Splendente</p></div>
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<div id="attachment_1995" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoneko-Maruya-–-Una-notte-nella-luna-velata.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1995 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoneko-Maruya-–-Una-notte-nella-luna-velata-e1435484226930.jpg" alt="Yoneko Maruya – Una notte nella luna velata" width="550" height="592" /></a><p class="wp-caption-text">Yoneko Maruya – Una notte nella luna velata</p></div>
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<div id="attachment_1990" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Noriko-Nozawa-–-Amato-fotografo.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1990 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Noriko-Nozawa-–-Amato-fotografo-e1435484583676.jpg" alt="Noriko Nozawa – Amato fotografo" width="550" height="553" /></a><p class="wp-caption-text">Noriko Nozawa – Amato fotografo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Junko Sawada deve aver girato parecchio, e a quanto pare anche nei posti che piacciono a me. Infatti ho riconosciuto subito il castello di <span class="st">Český Krumlov, come pure l&#8217;architettura tipica della Boemia Meridionale.</span></h5>
<div id="attachment_1972" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Junko-Sawada-–-Una-lettera-dal-cielo.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1972 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Junko-Sawada-–-Una-lettera-dal-cielo-e1435484553265.jpg" alt="Junko Sawada – Una lettera dal cielo" width="550" height="583" /></a><p class="wp-caption-text">Junko Sawada – Una lettera dal cielo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1989" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Noriko-Masui-–-Il-Sole-e-i-fiori.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1989 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Noriko-Masui-–-Il-Sole-e-i-fiori-e1435486750839.jpg" alt="Noriko Masui – Il Sole e i fiori" width="550" height="552" /></a><p class="wp-caption-text">Noriko Masui – Il Sole e i fiori</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1993" style="width: 550px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Sachiko-Yoshida-Sinfonia.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1993 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Sachiko-Yoshida-Sinfonia-e1435486830399.jpg" alt="Sachiko Yoshida - Sinfonia" width="540" height="604" /></a><p class="wp-caption-text">Sachiko Yoshida &#8211; Sinfonia</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Ahiahiahi, c&#8217;e sempre qualcosa che mi lascia perpressa.<br />
Maledetta la mia abitudine di girare per mostre e per il web. Infatti non c&#8217;è occasione che non mi faccia provare qualche deja vu, e talvolta anche qualcosa di più concreto. Non mi riferisco all&#8217;abitudine di riproporre lo stesso lavoro per più concorsi, anche a distanza di anni, e nemmeno a certi clichè di successo che contraddistinguono la produzione di talune artiste, bensì a episodi più o meno fortuiti, più o meno cercati di soggetti somiglianti. Va da sè che quando ci si ispira a opere d&#8217;arte esistenti andrebbe sempre citata la fonte, sia questa un dipinto, una fotografia, un testo, un film, e, perché no, anche un quilt esistente.<br />
In questo caso non ho potuto fare a meno di registrare una fin troppo evidente somiglianza tra quest&#8217;opera di Yoshiko Katagiri del 2013 e un&#8217;altra di Perlita Weingarten vista a Sitges quest&#8217;anno.</h5>
<div id="attachment_1997" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoshiko-Katagiri-Vita.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1997 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Yoshiko-Katagiri-Vita-e1435488703745.jpg" alt="Yoshiko Katagiri - Vita" width="550" height="556" /></a><p class="wp-caption-text">Yoshiko Katagiri &#8211; Vita</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1976" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Keyko-Yoshida-–-Glicine-bianco.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1976 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Keyko-Yoshida-–-Glicine-bianco-e1435488936815.jpg" alt="Keyko Yoshida – Glicine bianco" width="485" height="612" /></a><p class="wp-caption-text">Keyko Yoshida – Glicine bianco</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1975" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Keyko-Yoshida-–-Fiori-di-stramonio.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1975 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Keyko-Yoshida-–-Fiori-di-stramonio-e1435488999500.jpg" alt="Keyko Yoshida – Fiori di stramonio" width="485" height="610" /></a><p class="wp-caption-text">Keyko Yoshida – Fiori di stramonio</p></div>
<h5 style="text-align: center;"> E infine il mio preferito&#8230;</h5>
<div id="attachment_1973" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Junko-Yazawa-È-arrivata-la-primavera-nella-foresta-addormentata.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1973 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Junko-Yazawa-È-arrivata-la-primavera-nella-foresta-addormentata-e1435489189683.jpg" alt="Junko Yazawa - È arrivata la primavera nella foresta addormentata" width="480" height="615" /></a><p class="wp-caption-text">Junko Yazawa &#8211; È arrivata la primavera nella foresta addormentata</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Non so se avete presente il film &#8220;Bird&#8221;, quello interamente dedicato alla vita e alla musica jazz del sassofonista Charlie &#8220;Bird&#8221; Parker, quando Buster Franklin, un altro sassofonista, decide di buttare il suo strumento nel fiume dopo aver sentito suonare Charie Parker, ma è esattemente così che mi sento dopo aver visto un&#8217;esposizione di quilt giapponesi. Anzi mi devo ricordare di una cosa importantissima, quella di non portare mai con me delle forbici o un cutter, giacché potrei rimanere vittima della sindrome di Stendhal, facile preda di un irrefrenabile impulso distruttivo.</h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Andiamo avanti.<br />
Lo so che potrei sembrare perfida, ma non c&#8217;è nessuna malizia voluta nell&#8217;accostare alle opere precedenti questi quilt dell&#8217;esposizione “<strong>Tra antico e moderno</strong>”, tutt&#8217;altro.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Nel 2013 Agomago ha organizzato un&#8217;esposizione-concorso in ricordo di Angela Diana Coletta, per tutte le appassionate &#8220;Mimma&#8221;, e dato che il colore rosso era il suo preferito, &#8220;Rosso Mimma&#8221; è parso il tema più adatto. Nell&#8217;edizione primaverile di Abilmente 2014 è stato possibile ammirare le 32 le opere in concorso. Cristina Rizzi di Ad Maiora ha realizzato questo &#8220;Paesaggio onirico&#8221;.</h5>
<div id="attachment_1959" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Cristina-Rizzi-–-RossoMimma.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1959 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Cristina-Rizzi-–-RossoMimma-e1435489457930.jpg" alt="Cristina Rizzi – Rosso Mimma" width="450" height="471" /></a><p class="wp-caption-text">Cristina Rizzi – Rosso Mimma</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Trattandosi di opere realizzate dalle socie di Ad Maiora vorrei dedicare a loro il “lieto fine” di quella giornata uggiosa, opere che, assieme a tutte quelle che ho visto, sono la promessa che l&#8217;arcobaleno esiste in ognuna di noi, quale che sia il tempo meteorologico o anagrafico, e ringraziandole per questo raro evento.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">&#8220;Le città invisibili&#8221; è un famoso romanzo di Italo Calvino, il quale ha reinventato &#8220;Il Milione&#8221; di Marco Polo, però invertendo il verso della comunicazione: non è più il viaggiatore che ci narra le meraviglie del lontano Catai, ma è il viaggiatore venuto da lontano che narra al Gran Khan le meraviglie delle città invisbili agli abitanti del Catai. Essendo il Catai di Calvino esteso quanto l&#8217;intero globo terrestre, lo scrittore racconta a noi abitanti delle &#8220;città invivibili&#8221; le bellezze che stiamo inesorabilmente perdendo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Questo è stato anche il tema dell&#8217;esposizione tenutasi nel 2012 a Lanzada, in Valmalenco. Certo è che dalle montagne della Valmalenco la città di Gangi, sulle Madonie, è veramente invisibile, perciò c&#8217;hanno pensato Maria Teresa Sansotta e Laura Guerresi.</h5>
<div id="attachment_1982" style="width: 330px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maria-Teresa-Sansotta-e-Laura-Guerresi-Gangi.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1982 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Maria-Teresa-Sansotta-e-Laura-Guerresi-Gangi-e1435490491422.jpg" alt="Maria Teresa Sansotta e Laura Guerresi - Gangi" width="320" height="605" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Teresa Sansotta e Laura Guerresi &#8211; Gangi</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Ho iniziato questo articolo con &#8220;La musica della mia vita&#8221;, perciò mi pare giusto terminarlo con &#8220;<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://www.youtube.com/watch?v=nC2gZMNkyJo" target="_blank">Good Vibrations</a></strong></span>&#8220;, la famosissima canzone dei Beach Boys, un&#8217;icona degli anni &#8217;60.</h5>
<div id="attachment_1986" style="width: 470px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Marina-Tavella-–-Good-Vibrations.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1986 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/Marina-Tavella-–-Good-Vibrations-e1435493581439.jpg" alt="Marina Tavella – Good Vibrations" width="460" height="452" /></a><p class="wp-caption-text">Marina Tavella – Good Vibrations</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Badate che Verona Tessile non si limitava a quel poco che sono riuscita a riportare qui. Per motivi di tempo (ferroviario) non sono riuscita a vedere altre sei mostre: “Shapes, Lines and More” di Nancy Craw, “Il segno dell&#8217;infinito” al Museo della seta, “La seta che parla” alla Biblioteca Civica, “Percorsi di Patchwork tradizionale” de La zampa dell&#8217;Orso, “Il viaggio della mongolfiera magica” e “Colori di Vino” dei bambini della scuola primaria G. Uberti di Verona.<br />
E poi c&#8217;erano anche i laboratori, ben sette, e altri eventi ancora.<br />
Due per due quindi, ovvero tra due anni scriverò il promemoria “Verona” su due giorni del calendario.</h5>
<h5 style="text-align: left; padding-left: 180px;">Ad Maiora! <a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/admaiora_logo.jpg"><img class=" size-full wp-image-2033 alignnone" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/admaiora_logo.jpg" alt="admaiora_logo" width="138" height="116" /></a></h5>
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		<title>E mo&#8217; basta</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2015 22:22:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi capisco, ancora una volta, l&#8217;ennesima, sono qui a raccontarvi qualcosa del Patchwork Meeting di Praga, ancora una volta, l&#8217;ennesima, vi toccherà di sorbire le mie magnificazioni di quanto sia bella Praga, di come mi trovi bene lì, di quali piacevoli sorprese sia ricca, eccetera, eccetera, eccetera, ancora una volta, l&#8217;ennesima, leggerete i miei commenti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/patchwork-praha-2015.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-1740 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/patchwork-praha-2015-236x300.jpg" alt="" width="236" height="300" /></a><br />
Vi capisco, ancora una volta, l&#8217;ennesima, sono qui a raccontarvi qualcosa del Patchwork Meeting di Praga, ancora una volta, l&#8217;ennesima, vi toccherà di sorbire le mie magnificazioni di quanto sia bella Praga, di come mi trovi bene lì, di quali piacevoli sorprese sia ricca, eccetera, eccetera, eccetera, ancora una volta, l&#8217;ennesima, leggerete i miei commenti più o meno originali, più o meno inutili, sulle opere esposte, ancora una volta, l&#8217;ennesima, dovrete sopportare le mie considerazioni non sempre, anzi quasi mai ragionevoli, ancora una volta, l&#8217;ennesima, vi farò partecipi della mia perplessità sul fatto che ciò che è possibile nella Repubblica Ceca sembri un&#8217;utopia (o un lontano ricordo) in Italia.<br />
E mo&#8217; basta.</h5>
<p><span id="more-1739"></span></p>
<h5 style="text-align: justify;">Però se posso giustificare la vostra esclamazione di sconforto, mi permetto di farla pure mia, nel senso di chiedermi quante volte ancora dovrò scrivere del <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.praguepatchworkmeeting.com/en-ppm-informace.php" target="_blank">Prague Patchwork Meeting</a></strong></span> per convincervi a una gita in Boemia? Il livello qualitativo delle opere lo avete potuto vedere, qualche stuzzichino su Praga l&#8217;avete assaggiato, le informazioni pratiche su come, dove e quando per il viaggio e la permanenza ve le ho trasmesse, perciò anch&#8217;io potrei dire – e mo&#8217; basta – ma già lo so che non lo farò, e che, se avrò fortuna, dopo questo post su Praga ne verranno altri.<br />
Che volete farci, ormai è una malattia, irreversibile, incurabile, meravigliosa.</h5>
<div id="attachment_1715" style="width: 561px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070745.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1715 " src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070745-1024x768.jpg" alt="P1070745" width="551" height="414" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta di Praga dal parco Letná</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Quest&#8217;anno poi anche il meteo c&#8217;ha graziato. Dopo una giornata a dir poco invernale a Vienna, abbiamo trovato a Praga tre giorni di bel tempo, oserei dire primaverile, da camicetta. Va da sé che quando si va a Praga in aprile bisogna comunque mettere nel trolley un set da pioggia con vento e qualche fiocco di neve, e se poi non servirà&#8230; tanto meglio.<br />
Di questa città ho scritto e riscritto, pertanto mi sento moralmente esentata dal dovere di infliggervi ulteriori informazioni turistiche. Chi volesse approfondire l&#8217;argomento ha tre strade a sua disposizione, la prima è digitare “Praga” nel campo “Cerca” del blog o cliccare sulla voce “Praga” sull&#8217;elenco dei Tag, la seconda è procurarsi un paio di buone guide turistiche, la terza è quella di scrivermi.</h5>
<div id="attachment_1714" style="width: 561px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070716.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1714 " src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070716-1024x768.jpg" alt="P1070716" width="551" height="413" /></a><p class="wp-caption-text">Žižkov &#8211; Monumento equestre di Jan Žižka</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Posso dire che durante quest&#8217;ultima escursione nella capitale ceca ne ho ricavato delle conferme e alcune sorprese.<br />
La conferma principale è che ci sono, per mia fortuna, ancora molte cose da scoprire, praterie culturali inesplorate nelle quali perdermi. Poi, come sempre, mi sono fatta trascinare dalla vitalità del posto, ma senza fretta, assaporandola e facendola scorrere anche in me come se fosse birra fresca. E a proposito, non ho mancato di fare una capatina (e qualcosa di più) nelle mie birrerie preferite.<br />
Tra le sorprese ce ne sono state di buone e di cattive. Tra queste ultime metterei di sicuro la delusione che ho patito alla Novoměstský pivovar, ormai da declassare a locale turistico, cucina scadente (cibi freddi) e personale poco competente. Preferisco di gran lunga una rustica frittata con salsicce servita da personale scorbutico a degli intingoli pretenziosi ma approssimativi consumati in una birreria modello Gardaland.<br />
Panta rei, e anche qui le birrerie stanno mutando pelle: look finlandese ma in nero, spottini led e televisori a schermo piatto, camerieri servizievoli fino allo stucchevole, clientela compunta che mangia un&#8217;insalata di germogli, e la birra&#8230; beh, mai troppa, ma sempre troppo fredda. Se le tengano pure, a me vanno i posti alla U vystřelenýho oka, U Černého Vola, Bredovský Dvůr, U Bulínů, e chi conosce un po&#8217; Praga avrà già capito di cosa sto parlando&#8230;<br />
E pure la pretenziosa pasticceria au Gourmand da quest&#8217;anno lascerà il posto alla semplice ma più carina Cukrárna U knoflíčků.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Detto ciò è ora che vi parli della mostra, la nona esposizione internazionale che le quilter ceche organizzano. Certo è che vi è una distanza siderale tra la prima mostra che otto anni fa vidi in una scuola accanto all&#8217;Hotel Pramen e questa che, ormai da qualche anno, si tiene all&#8217;Hotel Step, distanza topografica dato che ora siamo molto più vicini al centro di Praga, ma soprattutto distanza qualitativa. Riguardando le fotografie scattate nel 2008 posso ancora notare la differenza tra le opere delle artiste locali e quelle di qualche ospite straniera. Oggi non è più così, ormai il patchwork ceco, pur nella sua specialità, è alla pari con le scuole più blasonate, e ciò mi procura, oltre a una umanissima invidia, anche un sottile piacere, quello di averci creduto, di aver compreso immediatamente che lì a Praga non stavo ammirando una semplice mostra bensì un processo in divenire, un felicissimo divenire.<br />
È ovvio che la mia previsione non derivava dall&#8217;esperienza, né tecnica e nemmeno artistica, fu una sensazione, come s&#8217;usa dire “a pelle”, stimolata dall&#8217;originalità delle opere e dall&#8217;entusiasmo che permeava tutta la manifestazione.<br />
Ecco, qui le distanze si azzerano, perché a otto anni di distanza l&#8217;originalità e l&#8217;entusiasmo sono sempre lì, a coinvolgere le partecipanti e avvolgere il pubblico.</h5>
<div id="attachment_1744" style="width: 485px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/2008.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1744 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/2008.jpg" alt="2008" width="475" height="468" /></a><p class="wp-caption-text">2008 &#8211; Renata Edlmanová &#8211; Tapiserie Koule II</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Prima di passare all&#8217;illustrazione di alcuni lavori (purtroppo sempre e solamente un campione limitato nel numero e nel gusto) lasciatemi ancora dirvi una parola su un&#8217;esperienza eccitante, un incontro previsto ma non sperato, semplicemente impensabile fino a qualche mese fa.<br />
Era ormai pomeriggio, quasi l&#8217;ora della chiusura, occhi sazi e gambe stanche, quando in un angolo di quella che è la sala per il golf dell&#8217;hotel incrociai una persona conosciuta a Sitges, una saggia regina francese, e assieme a lei stava una giovane ma già famosa guerriera alemanna giunta a Praga per esporre le sue creazioni, un&#8217;artista che spesso compare nei miei post. Stavo lì, come una studentessa ripetente che chiacchiera con due erudite, eppure mai e poi mai fecero pesare la classe, e per di più furono di una gentilezza squisita.<br />
Se ripenso alla boria di certe mie conoscenze&#8230;</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Come promesso nel mio articolo sulla mostra di Sitges, ecco altre opere provenienti dalla ventesima edizione del <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.patchwork-europe.com/" target="_blank">Carrefour Européen du Patchwork</a></strong></span> in Val d’Argent. Qui a Praga la loro collocazione è, come sempre, ottimale, quella giusta per ammirarle da lontano e da vicino come si conviene.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">In Norvegia gli inverni sono abbastanza freddi, abbastanza lunghi, abbastanza scuri, perciò è facile supporre che a Ellen Aase capiti talvolta di fantasticare su colori che dalla finestra non vede, proiettando sul vetro buio tutte le sfumature cromatiche della memoria o dell&#8217;immaginazione.</h5>
<div id="attachment_1659" style="width: 340px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ellen-Aase-Reflections.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1659 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ellen-Aase-Reflections-e1433260393343.jpg" alt="Ellen Aase - Reflections" width="330" height="552" /></a><p class="wp-caption-text">Ellen Aase &#8211; Reflections</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<table style="height: 112px;" width="792">
<tbody>
<tr>
<td width="326">
<h6><span style="color: #ff0000;">You may say I&#8217;m a dreamer</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> But I&#8217;m not the only one</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> I hope someday you&#8217;ll join us</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> And the world will live as one.</span></h6>
</td>
<td width="326">
<h5><span style="color: #ff0000;">Si potrebbe dire che io sia un sognatore</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> Ma io non sono l’unico</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> Spero che un giorno vi unirete a noi</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> Ed il mondo sarà come un’unica entità.</span></h5>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h5 style="text-align: justify;">Questa qui sopra è la strofa finale di &#8220;Imagine&#8221;, la celebre&#8230; non saprei, definirla solamente &#8220;canzone&#8221; mi sembrerebbe riduttivo. John Lennon nel 1971 regalò al mondo un manifesto anticonvenzionale, antinazionalista, antireligioso e anticapitalista. Meglio, molto meglio che lui non sia qui oggi per vedere tutto questo scempio.<br />
E questa qui sotto è l&#8217;opera che Sandra Van Velzen dedica al famoso musicista e forse anche al suo (di lui? di lei?) ideale di pace e fratellanza.</h5>
<div id="attachment_1730" style="width: 320px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Sandra-Van-Velzen-–-Imagine-all-the-People.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1730 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Sandra-Van-Velzen-–-Imagine-all-the-People-e1433261002189.jpg" alt="Sandra Van Velzen – Imagine all the People" width="310" height="485" /></a><p class="wp-caption-text">Sandra Van Velzen – Imagine all the People</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Rita Frizzera ha ormai lasciato le tecniche consuete per esplorare nuovi mondi espressivi. Effetto pittorico per un&#8217;opera molto originale. Effetto originale per i capelli di una quilter-pittrice.</h5>
<div id="attachment_1724" style="width: 320px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Rita-Frizzera-–-Colors-in-my-Hair.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1724 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Rita-Frizzera-–-Colors-in-my-Hair-e1433261089585.jpg" alt="Rita Frizzera – Colors in my Hair" width="310" height="499" /></a><p class="wp-caption-text">Rita Frizzera – Colors in my Hair</p></div>
<p><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Rita-Frizzera-Colors-in-my-Hair-Detail.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1723 size-full aligncenter" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Rita-Frizzera-Colors-in-my-Hair-Detail-e1433261150130.jpg" alt="Rita Frizzera - Colors in my Hair - Detail" width="300" height="400" /></a></p>
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<h5 style="text-align: justify;">Breaking through, forse per risolvere un breaking point, oppure per uscire da un noioso time-breaking. In ogni caso Monika Schiwy-Jessen è rule-breaking.</h5>
<div id="attachment_1710" style="width: 320px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Monika-Schiwy-Jessen-–-Durchbruch-Breaking-through.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1710 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Monika-Schiwy-Jessen-–-Durchbruch-Breaking-through-e1433261190746.jpg" alt="Monika Schiwy-Jessen – Durchbruch Breaking through" width="310" height="491" /></a><p class="wp-caption-text">Monika Schiwy-Jessen – Breaking through</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Ina Georgeta Statescu non ha bisogno di presentazioni. Tra sogno e realtà, questo il soggetto, ma cosa intende veramente l&#8217;artista? Troppo facile, e perciò fallace, la tentazione di individuare una separazione, infatti le righe verticali sono lì apposta per ingannarci. Tra sogno e realtà è lo stato permanente dell&#8217;artista, dove la realtà ispira il sogno, e questo diventa realtà sotto i nostri occhi. L&#8217;arte sta proprio lì, con le radici piantate nel sogno e le fronde svettanti nella realtà; tutto sta a saper guardare.</h5>
<div id="attachment_1669" style="width: 320px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ina-Georgeta-Statescu-Entre-rêve-et-réalité-75x130-2.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1669 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ina-Georgeta-Statescu-Entre-rêve-et-réalité-75x130-2-e1433261212732.jpg" alt="Ina Georgeta Statescu - Entre rêve et réalité - 75x130" width="310" height="501" /></a><p class="wp-caption-text">Ina Georgeta Statescu &#8211; Entre rêve et réalité</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Rigorosamente o, come preferisco dire, liberamente astratta l&#8217;opera di Teresa Gai, dove la caratteristica principale è quella di sfuggire a ogni caratteristica, a ogni tecnica, a ogni suggestione, al fine di distrarre da valutazioni di genere e di concentrare l&#8217;attenzione sull&#8217;effetto cromatico costruito con il ritmo di un bolero.</h5>
<div id="attachment_1735" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Teresa-Gai-Dreaming.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1735 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Teresa-Gai-Dreaming-e1433261239721.jpg" alt="Teresa Gai - Dreaming" width="300" height="503" /></a><p class="wp-caption-text">Teresa Gai &#8211; Dreaming</p></div>
<p><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Teresa-Gai-Dreaming-Detail.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1734 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Teresa-Gai-Dreaming-Detail-e1433261288623.jpg" alt="Teresa Gai - Dreaming - Detail" width="300" height="400" /></a></p>
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<h5 class="st" style="text-align: justify;">16 aprile 2014, il traghetto Sewol sta navigando accanto all&#8217;isola <span class="st">di Byeongpung, </span>al largo della <span class="st">costa meridionale della Corea del Sud; a bordo ci sono 476 persone di cui 376 studenti in gita scolastica; alle 8:49, durante una virata a dritta, il carico, forse eccessivo, forse stivato male, inclina l&#8217;imbarcazione in maniera irrimediabile. Inspiegabilmente il comandante non dà l&#8217;ordine di evacuazione, e anzi ordina ai passeggeri di restare nelle proprie cabine; dopo meno di un&#8217;ora e mezza la nave è praticamente capovolta, e alle 13 sparisce sotto la superficie del mare portando con sé 295 persone, tra queste 250 studenti.<br />
La responsabilità è stata addossata al comandante, uno dei primi a lasciare la nave, agli ufficiali, alla proprietà del traghetto e alla società operatrice, i primi per il loro operato inetto e indegno, mentre le società sono state incriminate per aver operato al traghetto delle modifiche pericolose per la stabilità dello stesso. Mi pare superfluo precisare che  tali modifiche, l&#8217;aggiunta di un ponte in alto per sistemare altre cabine, erano state effettuate per aumentare la capacità di carico, ovvero le possibilità di guadagno.<br />
Ma non si pensi che questa strategia cinica e avida di aggiungere ponti uno sopra l&#8217;altro come fossero fette di pane sia tipica di questi remoti paesi; al traghetto &#8220;Boccaccio&#8221; della &#8220;Tirrenia&#8221; nel 1991 vennero aggiunti ben tre ponti superiori, trasformando una nave dalla linea classica ed elegante in una specie di abborracciato condominio galleggiante. Per inciso il destino del &#8220;Boccaccio&#8221; fu peggiore di quello del traghetto coreano: venduto nel 1999 a una compagnia di navigazione saudita, il traghetto, a seguito di un incendio a bordo, fece naufragio nel 2006 nel Mar Rosso causando la morte di un migliaio di persone.<br />
Un anno fa tutta la Corea rimase sconvolta dalla tragedia del Sewol, e Chang Misun ha voluto dedicare a quelle 250  vittime innocenti, tutte simili ma tutte diverse, un&#8217;opera costituita da 250 squarci tutti uguali, 250 ferite che non si rimargineranno mai, 250 finestre un tempo aperte all&#8217;immaginazione propria dei giovani, e ora sbarrate dall&#8217;assurdità della loro morte sincrona.</span></h5>
<div id="attachment_1657" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Chang-Misun-–-250-Imagines-of-the-Sewol-Ferry.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1657 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Chang-Misun-–-250-Imagines-of-the-Sewol-Ferry-e1433261366136.jpg" alt="Chang Misun – 250 Imagines of the Sewol Ferry" width="290" height="502" /></a><p class="wp-caption-text">Chang Misun – 250 Imagines of the Sewol Ferry</p></div>
<div id="attachment_1810" style="width: 290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/atelierdemma2.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1810 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/atelierdemma2-e1433261396849.jpg" alt="atelierdemma" width="280" height="373" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio dal sito www.atelierdemma.com</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Non ho idea cosa significhi Nai ts&#8217;ui, illuminatemi se potete, però è chiaro, si può ben dire illuminante, il soggetto di quest&#8217;opera di Cecília Gonzáles: il Sole.<br />
Interessante la tecnica mediante la quale è riuscita a rendere più che tattile, quasi termica, l&#8217;agitazione che percorre incessantemente la superficie della stella, come pure notevole è la quiltatura che rende visibile l&#8217;invisibile, ovvero la radiazione solare, distruttiva e vitale allo stesso tempo; proprio come il patchwork, distruttivo (delle nostre stoffe, delle nostre forze, del nostro tempo) e vitale (per la nostra creatività, per le nostre opere, per la nostra visione delle cose).</h5>
<div id="attachment_1656" style="width: 275px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cecília-Gonzáles-Desedamas-–-Nai-tsui.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1656 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cecília-Gonzáles-Desedamas-–-Nai-tsui-e1433261436493.jpg" alt="Cecília Gonzáles Desedamas – Nai ts'ui" width="265" height="509" /></a><p class="wp-caption-text">Cecília Gonzáles Desedamas – Nai ts&#8217;ui</p></div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cecília-Gonzáles-Desedamas-–-Nai-tsui-Detail.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1655 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cecília-Gonzáles-Desedamas-–-Nai-tsui-Detail-300x225.jpg" alt="Cecília Gonzáles Desedamas – Nai ts'ui - Detail" width="300" height="225" /></a></p>
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<h5 style="text-align: justify;">Dal Sole alla Luna, dal giorno alla notte, dalla realtà al sogno.<br />
C&#8217;è chi ha voluto rompere con certi temi della sua produzione precedente. Si tratta di Noriko Endo, maestra nella tecnica denominata &#8220;confetti&#8221;. Dopo tanti lavori intrisi di  colore, talvolta persino solari, ecco un lavoro quasi metafisico, un&#8217;atmosfera notturna, con la Luna che sta per sorgere per illuminare degli alberi diafani, più ombra (o memoria?) che legno, due mondi sovrapposti dei quali solamente uno (o forse nessuno) è reale, mondi che in qualche maniera l&#8217;artista ha saputo accordare per regalarci un&#8217;emozione. Rara.</h5>
<div id="attachment_1712" style="width: 320px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Noriko-Endo-Alive-in-the-Shadow-75x1301.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1712 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Noriko-Endo-Alive-in-the-Shadow-75x1301-e1433261478742.jpg" alt="Noriko Endo - Alive in the Shadow - 75x130" width="310" height="494" /></a><p class="wp-caption-text">Noriko Endo &#8211; Alive in the Shadow</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Va bene, anzi, non va bene, potrei anche andare avanti, però dovrei anche parlare delle altre sezioni della mostra praghese, perciò se vi interessano le altre opere altrettanto irresistibili che Mme <span class="st">Gül Laporte ha portato dall&#8217;Alsazia fino in Boemia</span>, cercate il catalogo dell&#8217;edizione 2014 della mostra. Il titolo è &#8220;Catalogue Prestige 2014&#8243;, in edizione limitata, e penso che vi convenga informarvi direttamente presso <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.patchwork-europe.com/" target="_blank">Patchwork Europe</a></strong></span>.<br />
Bonne chance.</h5>
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<h5 style="text-align: justify;">Questo qui sotto è il &#8220;manifesto&#8221; dell&#8217;esposizione a tema di quest&#8217;anno riservato alle quiltere ceche: pelle e pelliccia. Prossimamente su questi schermi (nel 2016) lavori in jeans.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070937-e1433261541947.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1718 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070937-e1433263644461.jpg" alt="P1070937" width="600" height="436" /></a>Si tratta di una serie di lavori tutti uguali per dimensione (un quadrato di 70-80cm) ma tutti diversi per gusto, tecnica e sviluppo artistico.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Pavla Chmelíková pensa già all&#8217;autunno. In questo aprile non più invernale ma non ancora primaverile, da sabato del villaggio, si rammarica per tutto il verde ancora da venire ma già destinato a mutare, invecchiare, cadere e sparire nei lunedì ottobrini. È struggente, ma così bello che non riesco a essere triste.</h5>
<div id="attachment_1719" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Pavla-Chmelíková-Pozdim.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1719 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Pavla-Chmelíková-Pozdim-e1433261601258.jpg" alt="Pavla Chmelíková - Pozdim" width="450" height="418" /></a><p class="wp-caption-text">Pavla Chmelíková &#8211; Pozdim</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Sbaglierebbe chi interpreta quest&#8217;opera di Marcela Listíková come una facile metafora dello scorrere del tempo. A dire la verità mi trovo in difficoltà anch&#8217;io e dovrei chiedere lumi all&#8217;autrice. Il tempo in questo trittico sembra immobile, imprigionato in una stagione priva di calore, mentre a mutare è l&#8217;aspetto degli alberi, comunque sempre spogli, sinistri nel loro protendersi verso qualcosa da afferrare, tristi nella desolazione dell&#8217;inevitabile sconfitta. Sono quattro alberi e un ceppo che si contendono il nulla, una vita agra. Ciò nonostante sono più forti del loro destino, perché lo ignorano.</h5>
<div id="attachment_1699" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Marcela-Listíková-–-Tak-jde-cas.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1699 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Marcela-Listíková-–-Tak-jde-cas-e1433261649652.jpg" alt="Marcela Listíková – Tak jde cas" width="450" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Marcela Listíková – Tak jde cas</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Talvolta mi chiedo anch&#8217;io se esistono gli alieni. La gente è strana, troppo strana per essere tutta di questo pianeta. Gli alieni di Jana Šterbová sono forse un po&#8217; troppo antropomorfi, idealizzati come antiche divinità egizie, ma forse la chiave di lettura sta tutta in quell&#8217;aura sferica e luminosa che avvolge la loro testa (o copricapo?), nella convinzione che la forma è ininfluente. È nella nostra mente che vive l&#8217;alieno (o meglio, l&#8217;aliena).</h5>
<div id="attachment_1679" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Šterbová-–-Aliens.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1679 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Šterbová-–-Aliens-e1433261675974.jpg" alt="Jana Šterbová – Aliens" width="450" height="464" /></a><p class="wp-caption-text">Jana Šterbová – Aliens</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Troppo forte questo lavoro da writer. Dicono che l&#8217;ispirazione più felice si può trovare in ciò che ci passa sotto il naso ogni giorno, e che di quei giorni ciechi e sordi in uno soltanto ci possiamo accorgere della bellezza nascosta in un dettaglio, in una sensazione, in un&#8217;atmosfera. Perciò l&#8217;ispirazione va catturata al volo ma delicatamente, e  fatta crescere con pazienza affinché ci restituisca un po&#8217; di quella bellezza.</h5>
<div id="attachment_1661" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Eva-Brabcová-Graffiti.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1661 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Eva-Brabcová-Graffiti-e1433261695299.jpg" alt="Eva Brabcová - Graffiti" width="450" height="447" /></a><p class="wp-caption-text">Eva Brabcová &#8211; Graffiti</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Nessuna concessione figurativa stavolta per Romana Černá, solamente una difficile ricerca compositiva. Lo so, è dura, è come la musica contemporanea, va accettata senza pregiudizi, e magari anche senza la pretesa di voler trovarci un senso a tutti i costi. O piace o non piace, punto.</h5>
<div id="attachment_1727" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Romana-Cerná-–-Had-v-pisku.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1727 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Romana-Cerná-–-Had-v-pisku-e1433261715100.jpg" alt="Romana Černá – Had v pisku" width="450" height="419" /></a><p class="wp-caption-text">Romana Černá – Had v pisku</p></div>
<div id="attachment_1726" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Romana-Cerná-–-Had-v-pisku-Detail.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1726 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Romana-Cerná-–-Had-v-pisku-Detail-e1433261748812.jpg" alt="Romana Černá – Had v pisku - Detail" width="420" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Romana Černá – Had v pisku &#8211; Detail</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Come sempre potete trovare le fotografie di altre opere sul mio album di <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/albums" target="_blank">Flickr</a></strong></span>. Se non le inserisco tutte nel blog è perché ne verrebbe fuori un articolo chilometrico, e anche perché non avrei le forze per scovare un commento appropriato per tutte le immagini&#8230;</h5>
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<h5 style="text-align: justify;">E già che ho citato Romana Černá, ecco un esempio di come questa artista sa giostrarsi con il colore, inteso come &#8220;un&#8221; colore solamente, il blu in tutte le sue sfumature e contaminazioni, riuscendo a trovare una profondità cromatica e  spaziale invidiabile.</h5>
<div id="attachment_1728" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Romana-Cerná-–-Wuthering-Coast.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1728 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Romana-Cerná-–-Wuthering-Coast-e1433261788711.jpg" alt="Romana Cerná – Wuthering Coast" width="400" height="501" /></a><p class="wp-caption-text">Romana Cerná – Wuthering Coast</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">C&#8217;è chi ama il mare, magari perché è lontano, e c&#8217;è chi ama la montagna, anche questa magari perché è lontana, come nel caso di Kathleen Loomis. E in effetti le montagne, quando sono lontanissime, prendono una sfumatura azzurra. Queste montagne però non presentano aspetti epici o romantici, niente cime innevate o radure nel bosco, solamente un oceano di vette rocciose dove perdersi.</h5>
<div id="attachment_1692" style="width: 280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Kathleen-Loomis-–-Blue-Mountains.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1692 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Kathleen-Loomis-–-Blue-Mountains-e1433261824531.jpg" alt="Kathleen Loomis – Blue Mountains" width="270" height="514" /></a><p class="wp-caption-text">Kathleen Loomis – Blue Mountains</p></div>
<div id="attachment_1691" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Kathleen-Loomis-–-Blue-Mountains-Detail.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1691 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Kathleen-Loomis-–-Blue-Mountains-Detail-300x225.jpg" alt="Kathleen Loomis – Blue Mountains - Detail" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Kathleen Loomis – Blue Mountains &#8211; Detail</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Ottima la scelta del titolo in latino per offrire una doppia, tripla, e quadrupla chiave di interpretazione di un&#8217;opera apparentemente astratta. Nebula infatti sta per nebbia, foschia, nuvola, oltre che nebulosa in astronomia e oscurità in senso figurato. Così possiamo vederci un leggero sbuffo di vapore oppure l&#8217;ombra di una nube, la luce incerta di un mattino brumoso o il velo dell&#8217;incertezza, le sfumature monocrome della serenità che smussano le terrene geometrie o la minaccia/promessa/attesa di un punto di rottura di un melange più sopportato che cercato.</h5>
<div id="attachment_1705" style="width: 290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Mary-Lou-Alexander-Nebula.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1705 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Mary-Lou-Alexander-Nebula-e1433261876892.jpg" alt="Mary Lou Alexander - Nebula" width="280" height="524" /></a><p class="wp-caption-text">Mary Lou Alexander &#8211; Nebula</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">E di nebbia tessuta sono fatti gli splendidi lavori di Car Holmes, proprio quelli che piacciono a me, sovrapposizioni e contaminazioni, ma senza la ricerca dell&#8217;effetto speciale o come dicono a Roma &#8220;piacioso&#8221;. Trattandosi di una quilter anglosassone sarebbe più appropriato il termine &#8220;understatement&#8221;, che non è modestia o ritrosia, bensì rinuncia consapevole alla facile apparenza.</h5>
<div id="attachment_1653" style="width: 305px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cas-Holmes-–-West-Doors-Weeds.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1653 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cas-Holmes-–-West-Doors-Weeds-e1433261911562.jpg" alt="Cas Holmes – West Doors Weeds" width="295" height="505" /></a><p class="wp-caption-text">Cas Holmes – West Doors Weeds</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Se vi capita di passare per il Kent potreste scoprire che la Ranscombe Farm Reserve è proprio così, incredibilmente così: delicata, minima, senza accenti spigolosi e senza solennità, come pure senza confini apparenti o traguardi raggiungibili che non siano quelli di un armonia con la natura circostante e la ricerca di un po&#8217; di pace interiore.</h5>
<div id="attachment_1651" style="width: 320px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cas-Holmes-Ranscombe.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1651 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cas-Holmes-Ranscombe-e1433261993104.jpg" alt="Cas Holmes - Ranscombe" width="310" height="481" /></a><p class="wp-caption-text">Cas Holmes &#8211; Ranscombe</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Crazy Stitching, cucitura pazza, così ama definire le sue opera la giovane Anke Pradel, e non posso che essere d&#8217;accordo con lei. La pazzia è l&#8217;ingrediente fondamentale, più importante della stoffa, del filo, del colore, e di tutte quelle attrezzature più o meno costose che ingolfano i nostri cosiddetti &#8220;laboratori&#8221;. Per imbastire un lavoro che rispecchi le nostre aspirazioni artistiche ci vuole sempre un&#8217;ombra di pazzia, altrimenti è apprezzabile artigianato o familiare passatempo.</h5>
<div id="attachment_1631" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Anke-Pradel-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1631 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Anke-Pradel-01-e1433262042446.jpg" alt="Anke Pradel 01" width="340" height="478" /></a><p class="wp-caption-text">Anke Pradel 01</p></div>
<div id="attachment_1632" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Anke-Pradel-01_Detail.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1632 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Anke-Pradel-01_Detail-e1433262073117.jpg" alt="Anke Pradel 01_Detail" width="350" height="343" /></a><p class="wp-caption-text">Anke Pradel 01_Detail</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Accadeva un tempo (e talvolta ancora accade) che il viaggiatore proveniente dal rutilante continente americano rimanesse affascinato dalla pigra solennità della vecchia Europa. Agli inizi del&#8217;900 la poetessa Amy Lowell e l&#8217;attrice  Ada Dwyer Russell intrapresero assieme un lungo viaggio (all&#8217;epoca i viaggi erano sempre lunghi) in Inghilterra. Amy Lowell fu particolarmente affascinata da quelle atmosfere suggestive. A Rochester, o ricordando Rochester, alla severa cattedrale gotica, alle imperiture vestigia dei romani che fin lì giunsero diciannove secoli prima, ma soprattutto all&#8217;atmosfera che vi si percepiva con tutti i sensi, Amy Lowell dedicò il suo poema &#8220;The Precint. Rochester&#8221;. Anche ad Anne Kelly è capitato di compiere lo stesso viaggio, ha subito lo stesso fascino, e in questa sua eterea opera ha voluto riportare qualcosa di Amy Lowell, trovando le sue parole adatte al suo modo di intendere il patchwork.</h5>
<table style="height: 112px;" width="792">
<tbody>
<tr>
<td width="326">
<h6><span style="color: #008080;">A bird in a plane-tree<br />
Sings a few notes,<br />
Cadenced and perfect<br />
They weave into the silence.</span></h6>
</td>
<td width="326">
<h5><span style="color: #008080;"><span id="result_box" class="" lang="it"><span title="A bird in a plane-tree&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ">Un uccello su un platano<br />
</span><span title="Sings a few notes,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ">canta poche note,<br />
</span><span title="Cadenced and perfect&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ">cadenzate e perfette<br />
</span><span title="They weave into the silence.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ">tessono nel silenzio.</span></span></span></h5>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h5 style="text-align: justify;">Come non intravedere la metafora, la quilter che in solitudine, utilizzando semplice stoffa e una cucitura insistita ma precisa, realizza qualcosa di ammirevole?</h5>
<div id="attachment_1637" style="width: 210px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Anne-Kelly-–-Bridgets-III–Silence.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1637 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Anne-Kelly-–-Bridgets-III–Silence-e1433262117584.jpg" alt="Anne Kelly – Bridgets III–Silence" width="200" height="550" /></a><p class="wp-caption-text">Anne Kelly – Bridgets III–Silence</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Posso testimoniare che in effetti sono proprio questi i colori tipici che si possono trovare sulla riva orientale del Mar d&#8217;Irlanda, mai brillanti, quasi velati da un filtro grigio che si spande dalla terra fino all&#8217;orizzonte. La bravura della quilter è quella di aver scoperto un quadro dove altre persone scorgevano solamente un panorama piatto.</h5>
<div id="attachment_1663" style="width: 280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Gillian-Travis-Grange-over-sands.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1663 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Gillian-Travis-Grange-over-sands-e1433262152347.jpg" alt="Gillian Travis - Grange over sands" width="270" height="506" /></a><p class="wp-caption-text">Gillian Travis &#8211; Grange over sands</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Eccoci al tema del concorso praghese di quest&#8217;anno: l&#8217;architettura.<br />
Pur essendo estremamente sospettosa nei riguardi di questa categoria professionale (tutti i pregiudizi sono pregiudizi) devo ammettere che talvolta sono rimasta colpita da alcune scelte architettoniche particolarmente felici, sia antiche che moderne. In molte altre occasioni invece sono stata colpita (nel senso di pugno allo stomaco) da edifici che, è il caso di dirlo, gridavano vendetta al cielo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Jana Šterbová, deux ex machina della manifestazione, porta alcune cattedrali, tra le quali riconosco la Sagrada Famiglia e forse Santa Maria del Mar di Barcelona, oltre ovviamente alla cattedrale di San Vito di Praga.</h5>
<div id="attachment_1683" style="width: 330px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Šterbová-Cathedrals.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1683 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Šterbová-Cathedrals-e1433262199154.jpg" alt="Jana Šterbová - Cathedrals" width="320" height="537" /></a><p class="wp-caption-text">Jana Šterbová &#8211; Cathedrals</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Dopo essere stata fotografata milioni di volte, alla &#8220;casa danzante&#8221; di Vlado Milunić e Frank Gehry è capitato anche di essere riportata su stoffa. Neanche vi sto a dire dove si trova questa costruzione, ma suppongo che Barbora Bartošová abbia voluto enfatizzare la luce dorata che la illumina al tramonto, quando il sole sta per nascondersi dietro alle alture di Český kras.</h5>
<div id="attachment_1645" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Barbora-Bartošová-–-Tancící-dum.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1645 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Barbora-Bartošová-–-Tancící-dum-e1433262246742.jpg" alt="Barbora Bartošová – Tancící dum" width="450" height="366" /></a><p class="wp-caption-text">Barbora Bartošová – Tancící dum</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Amo la Boemia Meridionale e i suoi borghi storici, <span class="st">Český Krumlov</span> in testa (nel senso che non solo è in cima alle mie preferenze ma anche perché non riesco a togliermela dalla testa). Mirka Kalinová ha abbandonato per un attimo i suoi paesaggi avari, gli scorci tipici, gli esperimenti astratti, per realizzare quest&#8217;opera solo apparentemente semplice. Se vi capitasse di fare un giretto da quelle parti capirete come è impossibile resistere alla serenità che questi secolari edifici ispirano, al messaggio che vi trasmettono, quello che comunque loro restano mentre voi siete di passaggio, quindi perché complicarsi la vita?</h5>
<div id="attachment_1708" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Mirka-Kalinová-–-Architecture-of-South-Bohemia.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1708 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Mirka-Kalinová-–-Architecture-of-South-Bohemia-e1433262289489.jpg" alt="Mirka Kalinová – Architecture of South Bohemia" width="350" height="515" /></a><p class="wp-caption-text">Mirka Kalinová – Architecture of South Bohemia</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Metropolis è un famoso film di Fritz Lang del 1927. Si tratta di una distopia, una visione di un futuro spaventoso e assolutamente indesiderabile, il contrario dell&#8217;utopia, anche se è capitato troppe volte che proprio le utopie siano state l&#8217;origine delle peggiori sciagure. Non sono sicura che Alena Martincová si sia ispirata proprio a quella pellicola, però sono abbastanza certa che per qualche decennio in Cecoslovacchia sia stata presente la stessa atmosfera opprimente (e deprimente) nella quale sono costretti a vivere gli operai di Metropolis.<br />
Ciò che invece mi preme di far notare è l&#8217;originale uso di stoffe non comuni nel patchwork, stoffe, passatemi il termine, &#8220;proletarie&#8221; provenienti da qualche vecchia giacca, una camicetta anni &#8217;60, forse un cappotto leggero, e chi lo sa, comunque adattissime a rendere la disumana ripetitività degli edifici e della vita di chi ci abita. Complimenti.</h5>
<div id="attachment_1629" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Alena-Martincová-–-Metropolis.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1629 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Alena-Martincová-–-Metropolis-e1433262312212.jpg" alt="Alena Martincová – Metropolis" width="450" height="440" /></a><p class="wp-caption-text">Alena Martincová – Metropolis</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Alle quilter ceche la fantasia non fa difetto, così si passa da una divertente piantina di un appartamento in vendita, 2 camere con bagno, &#8230;</h5>
<div id="attachment_1703" style="width: 400px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Martina-Doubková-–-Real-Estate-Agency-Offer.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1703 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Martina-Doubková-–-Real-Estate-Agency-Offer-e1433262350676.jpg" alt="Martina Doubková – Real Estate Agency Offer" width="390" height="506" /></a><p class="wp-caption-text">Martina Doubková – Real Estate Agency Offer</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">&#8230; a questo esercizio di prospettiva che ci riporta a scuola, alle ore spese su un foglio di carta, armate di squadretti, matita, compasso e, l&#8217;elemento più utilizzato, la gomma da cancellare. Bei tempi, per qualcuna, o materia temuta, per qualcun&#8217;altra, di sicuro non per Blanka Procházková, la quale con la geometria si trova a suo agio, come testimoniato del resto da un bellissimo lavoro di un paio di anni fa <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/8662072361/in/album-72157633277946693/" target="_blank">3&#215;3=Ninepatch</a></span></strong>.</h5>
<div id="attachment_1648" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Blanka-Prochácková-–-Project-1-50.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1648 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Blanka-Prochácková-–-Project-1-50-e1433262386952.jpg" alt="Blanka Prozházková – Project 1-50" width="420" height="508" /></a><p class="wp-caption-text">Blanka Procházková – Project 1-50</p></div>
<div id="attachment_1646" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Blanka-Prochácková-–-Project-1-50-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1646 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Blanka-Prochácková-–-Project-1-50-Detail-01-e1433262409543.jpg" alt="Blanka Procházková – Project 1-50 - Detail 01" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Blanka Procházková – Project 1-50 &#8211; Detail 01</p></div>
<div id="attachment_1647" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Blanka-Prochácková-–-Project-1-50-Detail-02.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1647 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Blanka-Prochácková-–-Project-1-50-Detail-02-e1433262433179.jpg" alt="Blanka Procházková – Project 1-50 - Detail 02" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Blanka Procházková – Project 1-50 &#8211; Detail 02</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Le Havre, la vecchia le Havre col suo porto, ha ispirato pittori del calibro di Monet e Pissarro, e vi assicuro che quei quadri, visti dal vivo, sono meravigliosi. Non ho mai visitato Le Havre, però è probabile che un po&#8217; di ciò che era speciale per quei famosi pittori sia rimasto percepibile ancora oggi, dato che Gillian Travis ha voluto riprendere con l&#8217;occhio dell&#8217;artista questa facciata di un condominio popolare.</h5>
<div id="attachment_1664" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Gillian-Travis-–-Le-Havre.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1664 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Gillian-Travis-–-Le-Havre-e1433262463977.jpg" alt="Gillian Travis – Le Havre" width="290" height="539" /></a><p class="wp-caption-text">Gillian Travis – Le Havre</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Bene, cioè male, nel senso che avrei ancora molte cose da mostrare,  e da dire, ma non si può, non ce la faccio, e la selezione diventa sempre più ardua. Ecco, ho perso il filo, dov&#8217;ero? Mah&#8230; A questo punto lascio perdere le gallerie a tema, i concorsi, le personali e procedo con il mio solito sistema: a casaccio. Non vi resta che cercare di sopportare i mei gusti (quasi mai condivisi).</h5>
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<h5 style="text-align: justify;">Se mi si chiede perché mi piace questo strano pannello di Markéta Geistová, la risposta è semplice: non lo so, mi piace e basta. In fondo non tutto può o deve essere spiegato.</h5>
<div id="attachment_1701" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Markéta-Geistová-Confrontation.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1701 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Markéta-Geistová-Confrontation-e1433262484473.jpg" alt="Markéta Geistová - Confrontation" width="450" height="374" /></a><p class="wp-caption-text">Markéta Geistová &#8211; Confrontation</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Attenzione, l&#8217;opera sottostante non è stata realizzata mediante la tecnica &#8220;mesh&#8221;, sarebbe stato troppo facile. Sono proprio dei quadratini imbottiti uno per uno (ben 288 in totale), e quindi giuntati assieme.<br />
Pazienza, santa subito&#8230;</h5>
<div id="attachment_1698" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ludmila-Vachtenheimová-Lavender.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1698 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ludmila-Vachtenheimová-Lavender-e1433262512641.jpg" alt="Ludmila Vachtenheimová - Lavender" width="450" height="509" /></a><p class="wp-caption-text">Ludmila Vachtenheimová &#8211; Lavender</p></div>
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<div id="attachment_1697" style="width: 390px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ludmila-Vachtenheimová-Lavender-Detail.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1697 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ludmila-Vachtenheimová-Lavender-Detail-e1433262547781.jpg" alt="Ludmila Vachtenheimová - Lavender - Detail" width="380" height="381" /></a><p class="wp-caption-text">Ludmila Vachtenheimová &#8211; Lavender &#8211; Detail</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Da almeno un paio di edizioni Barbara Lange non manca di portare a Praga qualcuna delle sue opere monocromatiche. Quest&#8217;anno ci sono delle novità nel suo stile, tra queste l&#8217;abbandono del motivo a spirale logaritmica, una figura geometrica che era diventata un po&#8217; un carattere distintivo dei suoi lavori. Niente spirale per queste libellule, solamente una quiltatura sinusoidale che dà un certo movimento all&#8217;opera. Interessante l&#8217;uso della plastica trasparente per rendere l&#8217;aspetto lucido e diafano delle ali.</h5>
<div id="attachment_1642" style="width: 290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Barbara-Lange-Dragonfly.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1642 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Barbara-Lange-Dragonfly-e1433262578820.jpg" alt="Barbara Lange - Dragonfly" width="280" height="529" /></a><p class="wp-caption-text">Barbara Lange &#8211; Dragonfly</p></div>
<div id="attachment_1641" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Barbara-Lange-Dragonfly-Detail.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1641 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Barbara-Lange-Dragonfly-Detail-300x225.jpg" alt="Barbara Lange - Dragonfly - Detail" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Barbara Lange &#8211; Dragonfly &#8211; Detail</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Lana, feltro, cotone, tessuto sintetico, c&#8217;è di tutto in quest&#8217;opera, non solamente cucita ma presumo anche trattata a caldo, spruzzata di vernice, arricciata, incollata, in libertà quasi assoluta, senza remore ma solamente col il timore di non aver osato abbastanza.</h5>
<div id="attachment_1678" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Lálová-–-Textile-Manipulating.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1678 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Lálová-–-Textile-Manipulating-e1433262608748.jpg" alt="Jana Lálová – Textile Manipulating" width="300" height="497" /></a><p class="wp-caption-text">Jana Lálová – Textile Manipulating</p></div>
<div id="attachment_1676" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Lálová-–-Textile-Manipulating-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1676 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Lálová-–-Textile-Manipulating-Detail-01-300x225.jpg" alt="Jana Lálová – Textile Manipulating - Detail 01" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Jana Lálová – Textile Manipulating &#8211; Detail 01</p></div>
<div id="attachment_1677" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Lálová-–-Textile-Manipulating-Detail-02.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1677 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Lálová-–-Textile-Manipulating-Detail-02-300x225.jpg" alt="Jana Lálová – Textile Manipulating - Detail 02" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Jana Lálová – Textile Manipulating &#8211; Detail 02</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Il Prague Patchwork Meeting senza Renata Juračková sarebbe come il carnevale senza i coriandoli, un pane senza il profumo, un mare senza le onde, mancherebbe qualcosa. Vitali, esuberanti, capricciose le sue opere, come sempre. Niente ruota attorno a un soggetto compositivo ma tutto si frantuma in grosse schegge di colore, rendendo così  la composizione poliedrica ed eccentrica, come sempre dovrebbe essere l&#8217;arte e chi vi si dedica anima e corpo.</h5>
<div id="attachment_1721" style="width: 280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Renata-Juracková-–-Flowers.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1721 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Renata-Juracková-–-Flowers-e1433262650803.jpg" alt="Renata Juračková – Flowers" width="270" height="518" /></a><p class="wp-caption-text">Renata Juračková – Flowers</p></div>
<div id="attachment_1722" style="width: 360px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Renata-Juracková-–-If-I-have-Breast-if-if-if.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1722 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Renata-Juracková-–-If-I-have-Breast-if-if-if-e1433262723217.jpg" alt="RenataJuračková – If I have Breast-if-if-if" width="350" height="495" /></a><p class="wp-caption-text">Renata Juračková – If I have Breast&#8230; if, if, if, if</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Attenzione, allarme rosso! Da qui in poi ho inserito una serie di di opere di colore rosso (e dintorni), il colore che quest&#8217;anno si è imposto un po&#8217; dappertutto. Fateci l&#8217;occhio.<br />
Il rosso è un colore importante, anzi è &#8220;il colore&#8221;. In in latino &#8220;rubens&#8221; significa di colore rosso, ma anche colorato in genere; nella medicina ayurvedica il rosso, assieme al nero, è associato al primo chakra, uno dei punti del nostro corpo dove risiede l&#8217;energia divina, si tratta del chakra situato alla base della spina dorsale; rosso è il colore della maggior parte delle pitture rupestri preistoriche; il rosso è il primo colore dell&#8217;arcobaleno, e si ritiene che sia anche il primo che i bambini riescono a distinguere.<br />
Rosso è il fuoco, rosso è il sangue, rosso è il Sole al tramonto. Duplice è il suo significato, può rappresentare l&#8217;amore e anche l&#8217;odio, è comunque sempre sinonimo di energia e di azione. Fin troppo facile l&#8217;associazione del rosso con l&#8217;eccitazione, l&#8217;amore, l&#8217;eros, dalle rose rosse all&#8217;intimo rosso. Anche la frutta rossa fa la sua parte, fragole e ciliege in primis.<br />
I nutrizionisti ci spiegano che i vegetali che contengono del rosso, dai pomodori alle rape, sono benefici per la nostra salute. Rosso è il nostro sangue, e perciò viene associato al sacrificio, fisico e spirituale.<br />
Persino in politica il colore rosso è stato utilizzato come un simbolo immediatamente riconoscibile, e non sto parlando dei nostri tempi ma mi spingo fino alla Rivoluzione Francese. E come dimenticare le camice rosse di Garibaldi?<br />
Ma, come dicevo prima, il rosso è una medaglia a due facce. Nella mitologia dell&#8217;antico Egitto al rosso viene associato Seth, dio della guerra nonché feroce uccisore di Osiride, rosso è Mars (Marte) il dio della guerra della mitologia latina (e ora sapete perché al pianeta rosso è stato dato il nome di Marte), e nella nostra tradizione rosso è pure Satana. Gli antichi eserciti esponevano una bandiera rossa per avvisare il nemico che non avrebbero fatto prigionieri. Sangue, sangue e ancora sangue. Forse proprio per questi motivi, buoni e cattivi, il rosso è il colore dell&#8217;estroversione, dell&#8217;azione, del coraggio, della passione.<br />
È stimolante, caldo, accelera il battito cardiaco e la produzione di adrenalina, si impone alla vista e alle emozioni. Perciò bisognerebbe usarlo con parsimonia, ma sopratutto con cautela, come se si trattasse di un materiale altamente infiammabile o esplosivo. Invece le opere che vedrete sono il risultato dell&#8217;estro di artiste più che coraggiose, direi spericolate, le quali hanno fatto del rosso il &#8220;loro&#8221; colore.</h5>
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<h5 style="text-align: justify;">Ita Ziv ci propone questo enigmatico &#8220;Red letters 2&#8243;, enigmatico perché mi sfugge il significato del titolo. Valutando la provenienza dell&#8217;artista, Israele, potrebbero avere a che fare con le lettere rosse del Nuovo Testamento ma non mi arrischio su questo terreno, perciò l&#8217;enigma resta, come pure l&#8217;apprezzamento per l&#8217;effetto di antico cuoio tinto che è riuscita a creare.</h5>
<div id="attachment_1671" style="width: 290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ita-Ziv-–-Red-Letters-2.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1671 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ita-Ziv-–-Red-Letters-2-e1433262768347.jpg" alt="Ita Ziv – Red Letters 2" width="280" height="532" /></a><p class="wp-caption-text">Ita Ziv – Red Letters 2</p></div>
<div id="attachment_1670" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ita-Ziv-–-Red-Letters-2-Detail.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1670 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ita-Ziv-–-Red-Letters-2-Detail-300x225.jpg" alt="Ita Ziv – Red Letters 2 - Detail" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Ita Ziv – Red Letters 2 &#8211; Detail</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Kathleen Loomis ci ricorda che il nostro mondo, così apparentemente solido e uniforme, è composto da infiniti frammenti irregolari, persone, cose, strutture, tenute assieme da legami talvolta più virtuali che solidi, e che qualsiasi avvenimento che sfugga al nostro controllo, da una malattia a una calamità può mandare i pezzi questa struttura e far precipitare nella solitudine e nell&#8217;angoscia ogni singolo frammento. Si tratta di un chiaro avviso a non considerarci intoccabili, invincibili, onnipotenti. In più l&#8217;artista ha voluto aggiungere delle bollicine, quelle di una bibita gassata, quelle di una schiuma, o anche quelle che, da grandi, possono diventare micidiali speculazioni economiche, ma che in ogni caso sono apparenza, aspetti inconsistenti della nostra società che servono a mascherare la realtà delle cose.</h5>
<div id="attachment_1693" style="width: 280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Kathleen-Loomis-–-Red-Fizz.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1693 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Kathleen-Loomis-–-Red-Fizz-e1433262800776.jpg" alt="Kathleen Loomis – Red Fizz" width="270" height="533" /></a><p class="wp-caption-text">Kathleen Loomis – Red Fizz</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">In Boemia la primavera stenta ad arrivare, ci vorrà ancora un mesetto e forse più prima che si riescano a vedere le distese di papaveri rossi. Quando capita di scorgere uno di questi campi in fiore si tratta comunque di un&#8217;esperienza visiva che resta e che ha permesso a Jana Šterbová di trasporla su stoffa praticamente &#8220;a memoria&#8221;.</h5>
<div id="attachment_1687" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Šterbová-–-Poppy-Field.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1687 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Šterbová-–-Poppy-Field-e1433262861446.jpg" alt="Jana Šterbová – Poppy Field" width="480" height="352" /></a><p class="wp-caption-text">Jana Šterbová – Poppy Field</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">&#8220;Growth&#8221; sta per crescita, e appunto prenderei questo quilt come emblematico del percorso artistico delle quilter ceche, sempre in crescita. Cercate, sempre su questo blog, le immagini delle precedenti edizioni e vedrete se non ho ragione.</h5>
<div id="attachment_1685" style="width: 330px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Šterbová-Growth.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1685 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Šterbová-Growth-e1433262905811.jpg" alt="Jana Šterbová - Growth" width="320" height="514" /></a><p class="wp-caption-text">Jana Šterbová &#8211; Growth</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Ecco la dimostrazione che il colore rosso non è rilassante, tutt&#8217;altro. Forse sarà per il soggetto, forse sarà a causa delle gradazioni sempre più scure di rosso che affondano in un nero minaccioso, o magari per quei fili aggrovigliati che sembrano tentacoli, ma non è facile resistere al fascino inquietante di quest&#8217;opera. Non rappresenta un&#8217;eclisse di Sole bensì l&#8217;eclisse di un mondo rassicurante fatto di luce, di cieli azzurri e campi verdi, e di speranze per il futuro.</h5>
<div id="attachment_1684" style="width: 290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Šterbová-Eclipse.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1684 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jana-Šterbová-Eclipse-e1433262936314.jpg" alt="Jana Šterbová - Eclipse" width="280" height="523" /></a><p class="wp-caption-text">Jana Šterbová &#8211; Eclipse</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Lo so, lo so, questo quilt andava inserito più su in questo articolo, nella sezione dedicata alle opere provenienti dalla Val d&#8217;Argent, ma non sto mica realizzando un catalogo, e quindi mi prendo tutte le libertà che voglio, compresa questa. E poi c&#8217;è pure un legame astronomico col soggetto del quilt precedente: da un&#8217;eclisse di Sole, minacciosa e disperante, si passa alla comunicazione cosmica, unico rimedio contro la solitudine cosmica nella quale talvolta scivoliamo. Il cosmo qui non è fatto di extraterrestri ma di anime che con i pochi mezzi a loro disposizione devono imparare a comunicare superando ogni barriera, sia essa individuale o planetaria.</h5>
<div id="attachment_1700" style="width: 320px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Marianne-Burr-–-Cosmic-Communication.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1700 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Marianne-Burr-–-Cosmic-Communication-e1433262969553.jpg" alt="Marianne Burr – Cosmic Communication" width="310" height="489" /></a><p class="wp-caption-text">Marianne Burr – Cosmic Communication</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Vorrei finire con una nota di leggerezza, la stessa di queste stoffe (seta, organza?) per l&#8217;opera vaporosa e delicata di Heidi Förster. Qui le sfumature di colore sono ottenute per sovrapposizione e trasparenza, come un acquarello, sembrano petali di fiori visti in controluce. Il titolo indicherebbe che si tratta di mezze rotazioni, ma io vedo questi ventagli più come delle fontane di colore.</h5>
<div id="attachment_1666" style="width: 290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Heidi-Förster-–-Half-Radiation.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1666 size-full" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Heidi-Förster-–-Half-Radiation-e1433262999881.jpg" alt="Heidi Förster – Half Rotation" width="280" height="531" /></a><p class="wp-caption-text">Heidi Förster – Half Rotation</p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Essendo passato un po&#8217; di tempo dalla mia gita a Praga, la stesura di questo articolo mi ha dato la possibilità di rivedere i lavori della mostra, e posso dire che ho provato stesso piacere della prima volta. Ciò significa che le opere esposte sfuggono alla bellezza della novità per accedere alla bellezza sostanziale, destinata a durare nel tempo. Non riesco a non invidiare, due volte almeno, chi ha immaginato e infine realizzato questi (e altri) quilt. Il primo motivo di invidia sorge verso (e non contro) le loro capacità artistiche, mentre il secondo deriva dalla consapevolezza che queste quilter potranno posare lo sguardo sui loro capolavori per tutto il tempo che vorranno. Comunque una volta è meglio di niente, e tutto sommato mi ritengo fortunata.<br />
A proposito di fortuna, nella zona commerciale ho finalmente trovato un accessorio che andavo cercando da mesi dalle mie parti. Si tratta di moschettoni girevoli per le cinghie delle borse, cinghie larghe tre o quattro centimetri destinate agli oggetti che potete andare a vedere nell&#8217;<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/?p=1778" target="_blank">articolo precedente</a></strong></span>. Dopo aver penato tanto, trovarne lì delle scatole intere era come la manna dal cielo. Ne ho comprati il doppio di quelli che mi servivano (non si sa mai&#8230;).</h5>
<h5 style="text-align: justify;">All&#8217;indomani della mostra, ancora una volta, l&#8217;ennesima, mi sono trovata a dover lasciare Praga, ancora una volta, l&#8217;ennesima, ho avuto la riprova che non la conosco abbastanza e che forse non si farà conoscere mai, ancora una volta, l&#8217;ennesima, mi chiedo quale sia stata la freccia che m&#8217;ha fatto innamorare di questa città, ancora una volta, l&#8217;ennesima, non ero nemmeno partita che già m&#8217;aveva presa la nostalgia, ancora una volta, l&#8217;ennesima, m&#8217;assale il dubbio che le mie sensazioni siano frutto di un&#8217;illusione, ancora una volta, l&#8217;ennesima, mi trovo qui oggi, davanti a questo monitor, e m&#8217;interrogo sul senso di quanto sto facendo. Ha un senso per voi?</h5>
<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ahoj.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1856 size-medium" src="http://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ahoj-300x292.jpg" alt="Ahoj" width="300" height="292" /></a><span style="color: #ff0000;">Ahoj</span></h2>
]]></content:encoded>
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		<title>¡HOLA!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2015 17:54:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A mig aire de la serra veig un ametller florit. Déu te guard, bandera blanca, dies ha que t&#8217;he delit! Il fatto che abbia iniziato questo post con le parole del poeta catalano Joan Maragall dovrebbe già farvi sospettare qualcosa. Ho scelto proprio questi versi perché in una terra che è stata teatro di soprusi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1413" style="width: 209px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/acolchado-patchwork-sitges-2015-carmen-maiquez-2.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1413 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/acolchado-patchwork-sitges-2015-carmen-maiquez-2-199x300.jpg" alt="acolchado-patchwork-sitges-2015-carmen-maiquez-2" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sitges &#8211; Festival de Patchwork 2015</p></div>
<h6>A mig aire de la serra<br />
veig un ametller florit.<br />
Déu te guard, bandera blanca,<br />
dies ha que t&#8217;he delit!</h6>
<h5 style="text-align: justify;">Il fatto che abbia iniziato questo post con le parole del poeta catalano Joan Maragall dovrebbe già farvi sospettare qualcosa.<br />
Ho scelto proprio questi versi perché in una terra che è stata teatro di soprusi e rivalse, troppo simile alla mia, viene presa a bandiera l&#8217;unica che trovo accettabile, la chioma fiorita di un albero.<br />
Tra queste colline che guardano al mare la primavera si annuncia già a marzo con i fiori di mandorlo, e in una località in particolare sbocciano fiori tessili con tutti i colori dell&#8217;iride.<br />
Sto parlando di Sitges, una piccola cittadina a poca distanza da Barcelona, dove appunto a marzo è possibile ammirare questa singolare fioritura esposta al Festival Internacional de Patchwork.</h5>
<p><span id="more-1306"></span></p>
<h5 style="text-align: justify;">Prima di entrare nel merito della mostra permettetemi di scusarmi per il notevole intervallo, più di un mese e mezzo, tra la manifestazione e la stesura di questo articolo.<br />
Come appare evidente, l&#8217;aspetto del blog è diverso, ma ciò che invece non appare è il lavoro che abbiamo dovuto svolgere per effettuare la migrazione dalla vecchia piattaforma alla nuova: copiare il blog su un metablog provvisorio, scaricare tutti i contenuti grafici sul nostro PC, adattare i formati di testi e immagini, aprire il nuovo blog, trasferirvi gli articoli dal metablog, caricare nella nuova libreria tutti i contenuti grafici, collegarli agli articoli presenti nel nuovo blog, tutte queste operazioni articolo per articolo, immagine per immagine, e sperare che tutto funzioni è stato un lavoraccio. Comunque, a quanto pare, ce l&#8217;abbiamo fatta.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Torniamo ad argomenti più piacevoli.<br />
Già da qualche anno fantasticavo di fare una puntatina in Catalunya, ma la soppressione del treno EuroNight “Salvador Dalì” che da vent&#8217;anni collegava Milano con Barcelona era stato motivo di disappunto e disamore (sapete come la penso sui viaggi in aereo), per cui, come si dice, c&#8217;avevo messo una pietra sopra.<br />
Comunque la pietra non dev&#8217;essere stata troppo pesante. Infatti qualcuno di mia conoscenza m&#8217;ha messo sotto il naso i biglietti aerei e la prenotazione dell&#8217;albergo per Barcelona, e m&#8217;ha convinta all&#8217;istante.</h5>
<h5 style="text-align: left;">Basta, basta, basta parlare di me, parliamo di Sitges.<br />
Vediamo innanzitutto quella che oggi s&#8217;usa chiamare la “<em>location</em>”: splendida.</h5>
<dl id="attachment_1417" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px;">
<dt class="wp-caption-dt">
<div id="attachment_1417" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img class="  wp-image-1417 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Sitges-05-e1430590433221.jpg" alt="Sitges" width="640" height="480" /><p class="wp-caption-text">Sitges &#8211; dal sito www.stoketravel.com</p></div>
</dt>
</dl>
<h5 style="text-align: justify;">Siamo ben distanti dal caos di Barcelona. Sitges è raggiungibile da Barcelona-Sants con il treno (linea R2), e anche se per il tragitto si impiegano solamente trenta minuti, non sembra di aver svoltato l&#8217;angolo, ma di aver cambiato pianeta.<br />
Si scende in una località balneare non troppo artificiosa, 28.000 abitanti circa che diventano 33.000 in alta stagione. La vocazione cosmopolita di questa cittadina è testimoniata dal fatto che più del 30% dei residenti non è catalano o spagnolo.<br />
Il paese è piccolo e la gente mormora, ma di che mormora? Ma di patchwork ovviamente. Infatti appena usciti dalla stazione si possono notare ben visibili sul marciapiede le indicazioni per la mostra, &#8230;</h5>
<div id="attachment_1472" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P10705911.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1472 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P10705911-e1430605447632.jpg" alt="P1070591" width="300" height="400" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Impossibile sbagliare</strong></p></div>
<h5>&#8230; e ogni tanto dai balconi e dietro le vetrine di qualche negozio fanno capolino dei patchwork, non so se come promemoria, stendardo o monito.</h5>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070554.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1377" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070554-300x225.jpg" alt="P1070554" width="360" height="270" /></a></p>
<h5 style="text-align: justify;">Anche se non ci fossero le indicazioni per arrivare al mare la strada è semplice: basta andare in discesa.<br />
Dietro alla chiesa de San Bartolomé y Santa Tecla, quella che si vede in quasi tutte le fotografie di Sitges, si scende fino a Plaça Vidal i Cuadras. Un certo assembramento tradisce la presenza della biglietteria dove, oltre al solito braccialetto passepartout adesivo, viene distribuita una piantina del paese con le indicazioni precise sull&#8217;ubicazione delle varie mostre.<br />
Infatti le dimensioni ridotte degli edifici non consentono un&#8217;esposizione “plenaria” perciò, facendo di necessità virtù, è stata preferita una serie di esposizioni “decentrate”, più piccole ma con la possibilità di inserimento in ambienti molto suggestivi.<br />
Nessun problema comunque dato che ognuna di queste mostre è raggiungibile a piedi, giusto una passeggiatina attraverso le pittoresche stradine del luogo.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Accanto alla biglietteria si trova l&#8217;ingresso dell&#8217;Edificio Miramar, la nostra prima tappa.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">A dispetto del nome, Cynthia England non è inglese bensì texana. Sono sue le prime opere che si notano entrando, e come non notarle dato che sono, in omaggio alla tradizione americana, enormi. Meno tradizionale è invece la tecnica da lei sviluppata e che ha chiamato “picture piecing”.<br />
Cynthia spezza un soggetto, generalmente un paesaggio, e lo ricompone mediante una semplice (si fa per dire) cucitura diritta di frammenti di stoffa, il che le consente di ottenere in tempi relativamente contenuti delle opere di grande effetto scenografico.<br />
Osservando i suoi lavori non posso fare a meno di supporre che per restituire tutte quelle sfumature pittoriche si debba avere a disposizione un&#8217;illimitata varietà di stoffe, impensabile per noi comune mortali.</h5>
<div id="attachment_1333" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cynthia-England-In-the-Southern-Tradition-130x89.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1333 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cynthia-England-In-the-Southern-Tradition-130x89-e1430595169995.jpg" alt="Cynthia England - In the Southern Tradition - 130x89" width="480" height="341" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Cynthia England &#8211; In the Southern Tradition</strong></p></div>
<h5 style="text-align: justify;">C&#8217;è un certo affollamento, quindi incontro qualche difficoltà per abbracciare con un unico sguardo questi lavori come si conviene, ovvero da lontano, e quando ci riesco l&#8217;impressione che ne ricavo è duplice: da una parte ci stanno il gradimento estetico, l&#8217;ammirazione, diciamo pure l&#8217;invidia per l&#8217;abilità di questa quilter, mentre dall&#8217;altra ci stanno le stesse cose viste con l&#8217;occhio di un&#8217;incontentabile del mio stampo, l&#8217;estetica di una bella cartolina, l&#8217;intento di piacere, la superba dimostrazione di bravura, aspetti languidi e leziosi assieme. A voi il giudizio (se volete&#8230;).</h5>
<div id="attachment_1335" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cynthia-England-Piece-and-Quiet-198x157.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1335 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cynthia-England-Piece-and-Quiet-198x157-e1430595211882.jpg" alt="Cynthia England - Piece and Quiet - 198x157" width="550" height="460" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Cynthia England &#8211; Piece and Quiet</strong></p></div>
<div id="attachment_1334" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cynthia-England-Open-Season-221x229.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1334 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cynthia-England-Open-Season-221x229-e1430595238221.jpg" alt="Cynthia England - Open Season - 221x229" width="550" height="567" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Cynthia England &#8211; Open Season</strong></p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Poco più il là ci sta un altro mondo, il “vecchio mondo” che espone opere più innovative di quelle del cosiddetto “nuovo mondo”. Si tratta di alcuni lavori che hanno partecipato al concorso internazionale “Imagine” durante la ventesima edizione del <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.patchwork-europe.com/" target="_blank">Carrefour Européen du Patchwork</a></strong></span> in Val d&#8217;Argent.<br />
I lavori sono meravigliosi, trascendono la semplice ammirazione e giustificano appieno la fama di “università del patchwork” che contraddistingue la mostra alsaziana.<br />
Anche qui la solita lotta per riuscire a realizzare delle foto che rendano giustizia all&#8217;opera, ma la fortuna mi assiste e si materializza in forma di uno splendido catalogo e nell&#8217;incontro con una persona della quale non voglio svelare l&#8217;identità, sappiate comunque che si tratta di un mito nel nostro ambiente. Forse sarò meno evasiva nel prossimo articolo dedicato alla mostra di Praga, e dato che nella stessa mostra praghese questa collezione di opere era più estesa e meglio disposta, preferisco rimandarvi a un prossimo articolo per una migliore visione delle stesse.<br />
Eccovi comunque qualche anticipazione.</h5>
<div id="attachment_1474" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Barbara-Lange-Imagine-we-had-never-met-75x1301.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1474 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Barbara-Lange-Imagine-we-had-never-met-75x1301-e1430606077701.jpg" alt="Barbara Lange - Imagine we had never met - 75x130" width="400" height="623" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Barbara Lange &#8211; Imagine we had never met</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0781.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1507 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0781-e1430677015424.jpg" alt="Dscn0781" width="360" height="498" /></a></p>
<div id="attachment_1467" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ina-Georgeta-Statescu-Entre-rêve-et-réalité-75x130-1.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1467 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Ina-Georgeta-Statescu-Entre-rêve-et-réalité-75x130-1-e1430604783352.jpg" alt="Ina Georgeta Statescu - Entre rêve et réalité - 75x130" width="400" height="647" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Ina Georgeta Statescu &#8211; Entre rêve et réalité</strong></p></div>
<div id="attachment_1468" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Helen-Dickson-In-the-Library-at-Night-75x130-1.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1468 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Helen-Dickson-In-the-Library-at-Night-75x130-1-e1430604918795.jpg" alt="Helen Dickson - In the Library at Night - 75x130 -" width="400" height="600" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Helen Dickson &#8211; In the Library at Night</strong></p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Il piano superiore è dedicato a diversi concorsi, &#8220;Música con un toque de &#8230; rojo&#8221;, organizzato dalla <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.e-q-a.eu/" target="_blank">European Quilt Association</a></span></strong>, &#8220;Sueños&#8221; organizzato dalla <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.patchworkespana.es/" target="_blank">Asociación Española de Patchwork</a></strong></span>, e altro ancora&#8230;<br />
Seguendo il famoso principio “il blog è mio e lo gestisco io”, preferirei soprassedere sui risultati dei concorsi, sempre opinabili, sempre mediati da gusti e cultura locale, e andrei a rivedermi alcuni lavori che hanno lasciato un segno nella mia immaginazione, sempre sperando che siano anche di vostro gradimento.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">In Catalunya, Cambrils è <span class="st"> &#8220;<em>el País del Vi</em></span>&#8220;, il paese del vino, e proprio da questa città piccola come Sitges arriva Montserrat Forcadell, e cosa ci offre? Ma un goccio di buon vino, mi pare ovvio!</h5>
<div id="attachment_1370" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Montse-Forcadell-La-gota.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1370 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Montse-Forcadell-La-gota-e1430598514678.jpg" alt="Montse Forcadell - La gota" width="600" height="451" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Montserrat Forcadell &#8211; La gota</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0837.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1594 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0837-e1430934157292.jpg" alt="Dscn0837" width="500" height="375" /></a></p>
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<h5 style="text-align: justify;">Tranne che in piena estate, piove spesso a Plamplona, costretta tra i Pirenei e il tremendo Golfo di Biscaglia. Forse per questo motivo Nieves Flamarique sogna di partire da Pamplona, attraversare la Penisola Iberica, salpare da Barcelona per sbarcare a Tangeri, e da lì, via verso posti mitici, Casablanca, Marrakech, Agadir&#8230;</h5>
<div id="attachment_1372" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Nieves-Flamarique-Sueños-de-Africa.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1372 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Nieves-Flamarique-Sueños-de-Africa-e1430599046990.jpg" alt="Nieves Flamarique - Sueños de Africa" width="600" height="577" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Nieves Flamarique &#8211; Sueños de Africa</strong></p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">C&#8217;è chi invece dell&#8217;Africa sogna l&#8217;America, ma non quell&#8217;enorme tritacarne automatico costruito dall&#8217;uomo bianco, bensì le grandi pianure centrali di secoli fa, quando i Cheyenne scorrazzavano liberi dalla regione dei Grandi Laghi fino al Sud Dakota. Di quella cultura è arrivato fino a noi l&#8217;acchiappasogni, un oggetto che veniva sempre appeso all&#8217;esterno della tenda. In realtà i colori delle penne non avevano nessuna funzione &#8220;magica&#8221; in quanto indicavano semplicemente quale fosse la &#8220;specializzazione&#8221; di chi viveva in quella tenda. Solamente i preconcetti di chi portava la cosiddetta &#8220;civiltà&#8221; poteva travisare così platealmente il significato di questo oggetto.</h5>
<div id="attachment_1358" style="width: 450px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Isabel-Muñoz-Atrapasueños.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1358 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Isabel-Muñoz-Atrapasueños-e1430600419638.jpg" alt="Isabel Muñoz - Atrapasueños" width="440" height="572" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Isabel Muñoz &#8211; Atrapasueños</strong></p></div>
<div id="attachment_1332" style="width: 450px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Claudia-López-Atrapa-tu-sueño.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1332 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Claudia-López-Atrapa-tu-sueño-e1430601733896.jpg" alt="Claudia López - Atrapa tu sueño" width="440" height="378" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Claudia López &#8211; Atrapa tu sueño</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0832.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1506 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0832-e1430676358991.jpg" alt="Dscn0832" width="450" height="338" /></a></p>
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<h5 style="text-align: justify;">Maria Ragusin invece non ha dubbi. Niente praterie, niente nativi americani, niente bisonti, lei vuole andare a New York, lei vuole la Grande Mela, e vuole restarci, perciò via con un biglietto di sola andata!</h5>
<div id="attachment_1368" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Maria-Ragusin-One-Way-Ticket.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1368 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Maria-Ragusin-One-Way-Ticket-e1430602101645.jpg" alt="Maria Ragusin - One Way Ticket" width="420" height="464" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Maria Ragusin &#8211; One Way Ticket</strong></p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">E già che siamo in giro per il mondo facciamo pure una scappata in Giappone.<br />
Yukata è un tipo di kimono estivo abbastanza informale. Anche se attualmente vengono realizzati in varie tinte, un tempo il colore tradizionale di questo indumento era l&#8217;indaco nelle sue varie sfumature, più brillanti per le persone giovani, meno vivaci per la maturità.</h5>
<div id="attachment_1328" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Carme-Guasch-Yukata-somni-complert.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1328 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Carme-Guasch-Yukata-somni-complert-e1430610554173.jpg" alt="Carme Guasch - 'Yukata' somni complert" width="400" height="399" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Carme Guasch &#8211; &#8216;Yukata&#8217; somni complert</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Carme-Guasch-Yukata-somni-complert-Detail.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1327 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Carme-Guasch-Yukata-somni-complert-Detail-e1430610800225.jpg" alt="Carme Guasch - 'Yukata' somni complert - Detail" width="400" height="300" /></a></p>
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<h5 style="text-align: justify;">&#8220;La caverna dei sogni&#8221; potrebbe voler significare molte cose. La caverna, per sua natura, è buia, oscura, e parimenti sono oscuri i sogni, oppure solamente dal buio più assoluto, privo di ogni interferenza visibile, possono sorgere i sogni.<br />
Alla luce ci sono tutti i colori che possiamo vedere, nel buio ci sono tutti gli altri colori che possiamo  immaginare.</h5>
<div id="attachment_1469" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Inmaculada-Gabaldón-La-caverna-de-los-sueños1.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1469 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Inmaculada-Gabaldón-La-caverna-de-los-sueños1-e1430605116624.jpg" alt="Inmaculada Gabaldón - La caverna de los sueños" width="400" height="531" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Inmaculada Gabaldón &#8211; La caverna de los sueños</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Inmaculada-Gabaldón-La-caverna-de-los-sueños-Detail.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1356 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Inmaculada-Gabaldón-La-caverna-de-los-sueños-Detail-e1430603665257.jpg" alt="Inmaculada Gabaldón - La caverna de los sueños - Detail" width="420" height="315" /></a></p>
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<h5 style="text-align: justify;">Pregevole quiltatura (a macchina) per questo quadro immaginato (sognato?) da Juana Castañeda. Trattandosi di un sogno &#8220;lunare&#8221; è inutile andare in cerca di un&#8217;interpretazione, nemmeno freudiana. Il fatto che si tratti di un sogno è comunque evidente: mai la Luna potrebbe essere figlia o madre di questi colori.</h5>
<div id="attachment_1359" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Juana-Castañeda-Sueños-de-Luna.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1359 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Juana-Castañeda-Sueños-de-Luna-e1430607052354.jpg" alt="Juana Castañeda - Sueños de Luna" width="600" height="423" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Juana Castañeda &#8211; Sueños de Luna</strong></p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">C&#8217;è chi sogna la Luna e chi si accontenterebbe di molto meno.<br />
Si ha un bel dire che si lavora per la propria soddisfazione, che il patchwork è uno stimolo per dare forma alla propria creatività, che in fondo si tratta solamente di un&#8217;occasione per fare qualcosa di diverso, quando in realtà ogni quilter sogna di veder premiata la sua opera, fosse pure grazie a un riconoscimento poco più che simbolico. Del resto ci accontentiamo di così poco, che l&#8217;ambizione e la vanità ci debbono essere perdonate.</h5>
<div id="attachment_1336" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/De-doce-a-dos-¡Que-sueño-el-de-aquel-día.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1336 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/De-doce-a-dos-¡Que-sueño-el-de-aquel-día-e1430608126632.jpg" alt="De doce a dos -  ¡Que sueño el de aquel día!" width="420" height="491" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>De doce a dos &#8211; Rosa Fabregat, Luisa Marina y Gemma Figueras &#8211; ¡Que sueño el de aquel día!</strong></p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">L&#8217;opera che vedete qui sotto rappresenta al meglio il rapporto di amore-odio che l&#8217;artista ha con il patchwork. Nella mitologia greca Chimera è un mostro con corpo di capra, testa di leone e un serpente come coda, con un mortale fiato infuocato (troppo peperoncino e troppo aglio suppongo). Fin troppo facile trovare dei collegamenti tra quel patchwork biologico e le pene dell&#8217;Inferno che talvolta ci fa passare qualche patchwork tessile.<br />
Con l&#8217;aiuto di Atena e di Pegaso, il cavallo alato,  Bellerofonte sconfisse Chimera.<br />
Con l&#8217;aiuto della pazienza e della fantasia María Arantzazu Oiartzun ha sconfitto la sua chimera e ci fa dono del trofeo, un assieme di piccole opere realizzate con tecniche diverse (paper piecing, crazy, applique&#8230;) assemblate sul tradizionale schema &#8220;Apple core&#8221;.</h5>
<div id="attachment_1366" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/María-Arantzazu-Oiartzun-Quimera.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1366 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/María-Arantzazu-Oiartzun-Quimera-e1430643507240.jpg" alt="María Arantzazu Oiartzun - Quimera" width="450" height="437" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>María Arantzazu Oiartzun &#8211; Quimera</strong></p></div>
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<h5 style="text-align: justify;">Da quindici anni Marisa Marquez si occupa di patchwork, come appassionata e come insegnante. La classe e l&#8217;esperienza si notano subito in questa creazione dalle sfumature delicatissime e in un&#8217;altra opera realizzata per il concorso internazionale “Imagine” del Carrefour Européen du Patchwork in Val d&#8217;Argent.</h5>
<div id="attachment_1369" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Marisa-Marquez-Sueña-baila-vive.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1369 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Marisa-Marquez-Sueña-baila-vive-e1430673336384.jpg" alt="Marisa Marquez - Sueña, baila, vive" width="400" height="612" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Marisa Marquez &#8211; Sueña, baila, vive</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0835.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1495 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0835-300x225.jpg" alt="Dscn0835" width="300" height="225" /></a></p>
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<h5 style="text-align: justify;">Una spettacolare chiocciola mi fornisce l&#8217;occasione di constatare quanto un aspetto appariscente possa distrarre dal notare un aspetto essenziale. Non conoscendo né lo spagnolo e né il catalano non saprei tradurvi con precisione i complimenti che si sprecavano in continuazione per questo multicolore applique, indubbiamente di grande effetto, ma non saprei dirvi se uguali apprezzamenti sono stati rivolti alla quiltatura, filo nero su stoffa nera, a mano, un lavoro certosino e di notevole fattura.<br />
Effetto speciale batte pazienza due a zero.</h5>
<div id="attachment_1401" style="width: 530px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Perlita-Weingarten-Caracol.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1401 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Perlita-Weingarten-Caracol-e1430677133830.jpg" alt="Perlita Weingarten - Caracol" width="520" height="487" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Perlita Weingarten &#8211; Caracol</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0833.jpg" target="_blank"><img class=" wp-image-1509 size-full aligncenter" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0833-e1430677309349.jpg" alt="Dscn0833" width="500" height="375" /></a></p>
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<h5 style="text-align: justify;">&#8220;Ametsak&#8221; in basco significa &#8220;sogni&#8221; (e chi non lo sa?). Quest&#8217;opera merita una piccola sosta di contemplazione. Il blocco in sé è relativamente semplice, ma sono ammirevoli gli accostamenti cromatici, la tridimensionalità appena suggerita, l&#8217;allusione al sogno (a sinistra), nel momento così vivido da apparirci reale, che si trasfigura e si perde al risveglio (a destra), lasciando solamente una traccia confusa nella memoria.</h5>
<div id="attachment_1339" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Edurne-Irigoyen-Ametsak.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1339 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Edurne-Irigoyen-Ametsak-e1430853715596.jpg" alt="Edurne Irigoyen - Ametsak" width="640" height="375" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Edurne Irigoyen &#8211; Ametsak</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Edurne-Irigoyen-Ametsak-Detail.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1338 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Edurne-Irigoyen-Ametsak-Detail-e1430853795165.jpg" alt="Edurne Irigoyen - Ametsak - Detail" width="500" height="375" /></a></p>
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<h5 style="text-align: justify;">Ecco alcuni lavori originali e simpatici del concorso &#8220;Música con un toque de &#8230; rojo&#8221;.</h5>
<div id="attachment_1493" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jaqueline-Bahí-Dancing.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1493 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Jaqueline-Bahí-Dancing-300x294.jpg" alt="Jaqueline Bahí - Dancing" width="300" height="294" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Jaqueline Bahí &#8211; Dancing</strong></p></div>
<div id="attachment_1492" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Nives-Flamarique-Amor-por-la-música.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1492 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Nives-Flamarique-Amor-por-la-música-300x286.jpg" alt="Nives Flamarique - Amor por la música" width="300" height="286" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Nives Flamarique &#8211; Amor por la música</strong></p></div>
<div id="attachment_1498" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Maria-Lizano-Cervelló.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1498 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Maria-Lizano-Cervelló-300x293.jpg" alt="Maria Lizano - Cervelló" width="300" height="293" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Maria Lizano &#8211; Cervelló</strong></p></div>
<div id="attachment_1491" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Anna-Gallardo-Quatro-pianos.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1491 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Anna-Gallardo-Quatro-pianos-300x300.jpg" alt="Anna Gallardo - Quatro pianos" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Anna Gallardo &#8211; Quatro pianos</strong></p></div>
<h5 style="text-align: justify;"></h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">All&#8217;uscita dell&#8217;Edificio Miramar mi attende un&#8217;esposizione tutta particolare, delle teche contenenti dei piccoli mondi in miniatura, stanzette arredate di tutto punto, va da sé ognuna con qualche trapunta e cosette simili. Vere chicche.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0819.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-1504 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0819-300x225.jpg" alt="Dscn0819" width="300" height="225" /></a></h5>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0842.jpg" target="_blank"><img class="alignright wp-image-1505 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0842-300x225.jpg" alt="Dscn0842" width="300" height="225" /></a></p>
<h5 style="text-align: justify;"></h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Bene, bene, benissimo, tanti lavori, tanta varietà in questa che era l&#8217;esposizione più grande, e c&#8217;era già di che soddisfare gli occhi e lo spirito. Mappa alla mano è il turno delle esposizioni minori, badate bene, minori solamente come dimensioni ma non come qualità come avrei scoperto di lì a poco. Il tempo poi è meraviglioso, siamo a metà marzo, un marzo che noi non ci sogneremmo di avere neppure in aprile, perciò durante quei quattro passi tra una mostra e l&#8217;altra si gode di un tepore per noi precoce e inatteso.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0763.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1518 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0763-225x300.jpg" alt="Dscn0763" width="225" height="300" /></a><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070588.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1383 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070588-225x300.jpg" alt="P1070588" width="225" height="300" /></a><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070585.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1380 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070585-225x300.jpg" alt="P1070585" width="225" height="300" /></a><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Sitges-02.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1517 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Sitges-02-225x300.jpg" alt="Sitges 02" width="225" height="300" /></a><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070443.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1374" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070443-300x225.jpg" alt="P1070443" width="399" height="299" /></a></h5>
<h5 style="text-align: justify;"></h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Ora è il turno di Cara Gulati con “Explosiones de Color” presso l&#8217;Espai Cultural Pere Stämpfli.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Sitges-01.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1407 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Sitges-01-225x300.jpg" alt="Sitges 01" width="225" height="300" /></a>   <a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-01.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1361 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-01-225x300.jpg" alt="Locandina 01" width="225" height="300" /></a></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Questa quilter americana è pericolosa, una dinamitarda. A lei piacciono le esplosioni, e così dopo il successo ottenuto con le sue creazioni “3D Explosion” ci riprova con i colori, molti colori, pure troppi. È fuor di dubbio che l&#8217;impatto cromatico è notevole, ma non so se riuscirei a tenere uno dei suoi lavori appeso su una parete di casa mia senza che influisca sul mio stato d&#8217;animo, e non in direzione di un maggiore relax.</h5>
<div id="attachment_1325" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cara-Gulati-Rainbow-Ripples-104x183.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1325 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cara-Gulati-Rainbow-Ripples-104x183-e1430694106952.jpg" alt="Cara Gulati - Rainbow Ripples - 104x183" width="450" height="601" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Cara Gulati &#8211; Rainbow Ripples</strong></p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Diciamo che il suo motto potrebbe essere “siamo nati per stupire”, ma forse è tutta una questione di gusti.</h5>
<div id="attachment_1326" style="width: 370px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cara-Gulati-Ribbons-of-Wine-51x102.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1326 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cara-Gulati-Ribbons-of-Wine-51x102-e1430694214874.jpg" alt="Cara Gulati - Ribbons of Wine - 51x102" width="360" height="632" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Cara Gulati &#8211; Ribbons of Wine</strong></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Altri quattro passi, giusto l&#8217;occasione per perdersi tra queste stradine (carreteres in catalano), e si arriva all&#8217;Estudi Vidal. Questo edificio settecentesco con rimandi architettonici di sapore gotico si trova in Carrer d’en Bosc, dove un tempo passavano le vecchie mura. All&#8217;inizio del &#8216;900 divenne abitazione e studio del pittore e scenografo Josep Vidal y Vidal. Dopo alcuni incarichi a Santiago de Cuba come decoratore e scenografo Josep tornò alla sua città natale e qui continuò nella sua attività artistica.<br />
Lo studio è stato donato alla municipalità di Sitges dalla vedova Vidal.<br />
In questa ambientazione caratteristica sono esposte le opere di Hubert Valeri, un maestro del Boutis contemporaneo.</h5>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-02.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1362 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-02-225x300.jpg" alt="Locandina 02" width="225" height="300" /></a></p>
<div id="attachment_1352" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Montée-des-abysses-53x65.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1352 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Montée-des-abysses-53x65-e1430815612622.jpg" alt="Hubert Valeri - Montée des abysses - 53x65" width="500" height="579" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Hubert Valeri &#8211; Montée des abysses</strong></p></div>
<div id="attachment_1345" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Huber-Valeri-Patricia-Martin-Noctachouette.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1345 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Huber-Valeri-Patricia-Martin-Noctachouette-e1430815787402.jpg" alt="Huber Valeri &amp; Patricia Martin - Noctachouette" width="500" height="497" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Huber Valeri &amp; Patricia Martin &#8211; Noctachouette</strong></p></div>
<div id="attachment_1350" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Detail-03.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1350 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Detail-03-300x225.jpg" alt="Hubert Valeri - Detail 03" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Hubert Valeri</strong></p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Questa antica tecnica nata nel XVII secolo a Marsiglia con l&#8217;arrivo del calicot e del percalle, ha poi trovato diffusione in tutta la Provenza, la terra della lavanda. Sta tra il quilt e il trapunto fiorentino, e Hubert Valeri, grazie a una tecnica sopraffina, ha deciso di innovare i motivi più o meno tradizionali per proporre disegni e applicazioni di indubbio fascino.</h5>
<div id="attachment_1353" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Occitan-à-la-palombe-40.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1353 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Occitan-à-la-palombe-40-e1430815986908.jpg" alt="Hubert Valeri - Occitan à la palombe - 40" width="550" height="413" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Hubert Valeri &#8211; Occitan à la palombe</strong></p></div>
<div id="attachment_1346" style="width: 530px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Cigale-120x120.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1346 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Cigale-120x120-e1430816117522.jpg" alt="Hubert Valeri - Cigale - 120x120" width="520" height="523" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Hubert Valeri &#8211; Cigale</strong></p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Cigale-Detail.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1347 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Cigale-Detail-e1430816188983.jpg" alt="Hubert Valeri - Cigale - Detail" width="520" height="520" /></a></h5>
<div id="attachment_1348" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Detail-01.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1348 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Hubert-Valeri-Detail-01-e1430816791697.jpg" alt="Hubert Valeri - Detail 01" width="300" height="538" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Hubert Valeri</strong></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Dopo tanta grazia sarà difficile che io mi stupisca ancora.<br />
Quanto mi sto sbagliando!</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-06.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1365 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-06-225x300.jpg" alt="Locandina 06" width="225" height="300" /></a></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Eccoci davanti al Mercat Vell (Vecchio Mercato) una costruzione del 1889 che, oltre a essere stato il principale mercato della cittadina fino al 1935, è stato il primo edificio di Sitges dotato di struttura metallica. Si tratta di un&#8217;opera dell&#8217;architetto catalano Gaietà Buïgas i Monravà, lo stesso che diresse l&#8217;Esposizione Universale del 1888 di Barcelona e che disegnò il gigantesco monumento a Cristoforo Colombo della città.<br />
Ma le singolarità non si esauriscono qui.<br />
Da 2010 questo edificio è sede della Casa Bacardí, e forse vi chiederete, come del resto è capitato a me, che diavolo c&#8217;entra il ron (rum per i non addetti ai lavori) con Sitges. Ebbene, proprio da qui Don Facundo Bacardí partì per Santiago de Cuba, dove nel 1862 cominciò a produrre l&#8217;omonimo ron di qualità superiore, il primo rum bianco invecchiato, puro ed equilibrato, perfetto per la creazione dei cocktail. A tutt&#8217;oggi è il rum premium più consumato nel mondo.<br />
Durante la visita guidata della Casa Bacardí si può imparare tutto su melassa, alambicchi, botti, filtri, invecchiamento e altro ancora, oltre a gustare qualcuno dei più famosi intrugli, oops&#8230; cocktail preparati nel lounge bar interno con il Bacardi ron: Mojito, Cuba Libre, Daiquirí e Piña Colada.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amish-e-Bacardi-02.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1314 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amish-e-Bacardi-02-e1430817461381.jpg" alt="Amish e Bacardi 02" width="360" height="480" /></a><br />
In questa ambientazione alternativa dedicata a un prodotto d&#8217;oltreoceano non potevano trovare migliore collocazione i patchwork d&#8217;oltreoceano amish e menonniti, esposti qui grazie a Jacques Légeret, una serie di opere autentiche, e tutte in vendita. Un vero peccato che non mi cresca qualche migliaio di euro in tasca, altrimenti rischierei di portarmi a casa un patchwork originale “Made in Amish”.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amish-e-Bacardi-01.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1313 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amish-e-Bacardi-01-e1430817750903.jpg" alt="Amish e Bacardi 01" width="600" height="450" /></a><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amish-e-Bacardi-06.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1318 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amish-e-Bacardi-06-e1430817808505.jpg" alt="Amish e Bacardi 06" width="400" height="533" /></a><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amish-e-Bacardi-05.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1317 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amish-e-Bacardi-05-e1430817865153.jpg" alt="Amish e Bacardi 05" width="400" height="534" /></a></h5>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Dall&#8217;antico al moderno.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-03.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1363 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-03-225x300.jpg" alt="Locandina 03" width="225" height="300" /></a><br />
Passeggiatina sul lungomare e poi su per Carrer Joan Maragall, fino al mattatoio. Calma, calma, non è un film dell&#8217;orrore, l&#8217;Escorxador non fa più quel macabro servizio. Nel 1991 questo edificio è stato restaurato e quindi dedicato a varie manifestazioni, tra le quali il Festival internazionale del cinema fantastico della Catalogna.<br />
Dunque dicevamo&#8230; moderno.</h5>
<div id="attachment_1399" style="width: 530px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Paula-Naderstern-Kaleidoscopic-XXV-its-about-Time-91x91.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1399 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Paula-Naderstern-Kaleidoscopic-XXV-its-about-Time-91x91-e1430818308280.jpg" alt="Paula Naderstern - Kaleidoscopic XXV-it's about Time - 91x91" width="520" height="525" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Paula Naderstern &#8211; Kaleidoscopic XXV-it&#8217;s about Time</strong></p></div>
<h5 style="text-align: justify;">In realtà sono costretta a smentirmi subito in quanto Paula Nadelstern si ispira a immagini ottenute mediante il caleidoscopio, strumento inventato a Edimburgo nel lontano 1814 da Sir David Brewster, fisico noto per i suoi studi sulla luce. Ma anche se il caleidoscopio non è una novità assoluta, lo sono, almeno per me, le creazioni di Paula Nadelstern, e si non si può negare che mediante il patchwork lei abbia composto delle immagini diverse e intriganti.</h5>
<div id="attachment_1400" style="width: 770px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Paula-Naderstern-Kaleidoscopic-XXXIX-Right-and-wrong-Sides-together-119x224.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1400 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Paula-Naderstern-Kaleidoscopic-XXXIX-Right-and-wrong-Sides-together-119x224-e1430818403227.jpg" alt="Paula Naderstern - Kaleidoscopic XXXIX - Right and wrong Sides together - 119x224" width="760" height="424" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Paula Naderstern &#8211; Kaleidoscopic XXXIX &#8211; Right and wrong Sides together</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0847.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1539 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Dscn0847-e1430855940403.jpg" alt="Dscn0847" width="500" height="375" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Passiamo allora dal moderno al modernissimo.<br />
Vi faccio subito una domanda trabocchetto: quali materiali si possono usare per realizzare un patchwork?<br />
Risposta: tutti.<br />
Se avete indovinato non vi sorprenderanno i lavori di Amy Orr realizzati con i materiali più improbabili, carte di credito, fascette plastificate, tessere mediche, ecc.<br />
Non c&#8217;è dubbio che nel suo patchwork &#8220;Fields of Dreams&#8221; Amy Orr voglia rappresentare l&#8217;artificiosità dei sogni che questi rettangolini di plastica colorata ci inducono a cullare. Sogni di plastica per una vita di plastica.</h5>
<div id="attachment_1322" style="width: 470px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amy-Orr-Fields-of-Dreams.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1322 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amy-Orr-Fields-of-Dreams-e1430856287760.jpg" alt="Amy Orr - Fields of Dreams" width="460" height="454" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Amy Orr &#8211; Fields of Dreams</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amy-Orr-Fields-of-Dreams-Detail.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1321 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amy-Orr-Fields-of-Dreams-Detail-e1430856365970.jpg" alt="Amy Orr - Fields of Dreams - Detail" width="400" height="300" /></a></p>
<h5 style="text-align: justify;">D&#8217;accordo, non saranno il massimo come copriletto, ma va senz&#8217;altro riconosciuta l&#8217;originalità di queste opere, le quali comunque hanno comportato un considerevole impegno nella composizione.</h5>
<div id="attachment_1319" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amy-Orr-Coverage-107x157.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1319 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amy-Orr-Coverage-107x157-e1430856980527.jpg" alt="Amy Orr - Coverage - 107x157" width="400" height="553" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Amy Orr &#8211; Coverage</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amy-Orr-Coverage-Detail.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1320 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Amy-Orr-Coverage-Detail-e1430857039699.jpg" alt="Amy Orr - Coverage - Detail" width="380" height="285" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Torniamo verso il centro, fino a un altra fetta di storia di Sitges, il Casino Prado Suburense, edificato come centro culturale nel 1890 e rimodernato nella forma attuale nel 1924 in uno stile che assembla l&#8217;ottocento con il modernismo.</h5>
<div id="attachment_1364" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-05.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1364 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-05-225x300.jpg" alt="Locandina 05" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">.</p></div>
<div id="attachment_1414" style="width: 384px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Prado.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1414" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Prado-300x239.jpg" alt="Prado" width="374" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine da: www.casinoprado.cat</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Nel vasto e spettacolare spazio del primo piano è stata organizzata la mostra del paese ospite di quest&#8217;anno, le Isole Britanniche, per la precisione <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.quiltersguild.org.uk/" target="_blank">The Quilter&#8217;s Guild</a></strong></span>.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070529.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1375 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070529-e1430857708370.jpg" alt="P1070529" width="640" height="480" /></a><br />
Che dire, anche se queste opere mi capita di vederle a Birmingham, qui, in questa ambientazione sontuosa hanno un aspetto diverso, potrei dire quasi che&#8230; respirano.</h5>
<div id="attachment_1614" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Roberta-Le-Poidevin-Secret-Cove-100x721.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1614 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Roberta-Le-Poidevin-Secret-Cove-100x721-e1430937408787.jpg" alt="Roberta Le Poidevin - Secret Cove 100x72" width="400" height="534" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Roberta Le Poidevin &#8211; Secret Cove</strong></p></div>
<div id="attachment_1341" style="width: 470px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Elisabeth-Villalobos-longarm-Kay-Bell-Astrum-Pennaeque-249x211.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1341 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Elisabeth-Villalobos-longarm-Kay-Bell-Astrum-Pennaeque-249x211-e1430857898693.jpg" alt="Elisabeth Villalobos (longarm Kay Bell) - Astrum Pennaeque - 249x211" width="460" height="500" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Elisabeth Villalobos (longarm Kay Bell) &#8211; Astrum Pennaeque</strong></p></div>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Elisabeth-Villalobos-longarm-Kay-Bell-Astrum-Pennaeque-Detail.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1340 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Elisabeth-Villalobos-longarm-Kay-Bell-Astrum-Pennaeque-Detail-e1430857959795.jpg" alt="Elisabeth Villalobos (longarm Kay Bell) - Astrum Pennaeque  - Detail" width="360" height="480" /></a></p>
<div id="attachment_1542" style="width: 400px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Frieda-Oxen-Born-Free-65x102-.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1542 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Frieda-Oxen-Born-Free-65x102--e1430858247654.jpg" alt="Frieda Oxen - Born Free 65x102-" width="390" height="590" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Frieda Oxen &#8211; Born Free</strong></p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Mi avanza pure il tempo e il coraggio di scambiare quattro parole nel mio improbabile inglese con la quilter anglosassone, quel tanto che basta per farle i complimenti per i lavori esposti e per l&#8217;augurio di rivederci nelle Midlands quest&#8217;anno. A proposito di Midlands&#8230; questo lavoro di Lesley Brankin mi ricorda qualcosa, ma cosa? Ah sì, Birmingham, e quei parallelepipedi sovrapposti dall&#8217;effetto estetico discutibile. Si tratta della nuova biblioteca pubblica, ma secondo me lo scopo di quell&#8217;edificio è di allontanare le persone dalla lettura. Se non ci credete guardate <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://my3place.wordpress.com/2013/08/16/ci-credereste/" target="_blank">qui</a></strong></span> (comunque è sempre e solamente questione di gusti).</h5>
<div id="attachment_1360" style="width: 290px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Lesley-Brankin-The-New-Library-37x91.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1360 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Lesley-Brankin-The-New-Library-37x91-e1430858456842.jpg" alt="Lesley Brankin - The New Library - 37x91" width="280" height="612" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Lesley Brankin &#8211; The New Library</strong></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Last but not least, la visita alla Villa Havenmann, ora occupata dalla Fundació Ave María, un&#8217;organizzazione umanitaria senza scopo di lucro.</h5>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070555.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1546 size-medium" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070555-225x300.jpg" alt="P1070555" width="225" height="300" /></a></p>
<h5 style="text-align: justify;"> La realizzazione nel 1880 del collegamento ferroviario con Barcelona permise all&#8217;epoca lo sviluppo di questa parte della cittadina, e la costruzione di nuovi edifici residenziali come la Casa Simó Llauradó e la Can Bartomeu Carbonell (o Casa del Rellotge) in stile modernista, la Casa Pere Carreras i Robert che si ispira all&#8217;Art Nouveau, e appunto Villa Havenmann con le forme geometriche della Secessione. Nella luminosissima cappella in stile romanico di questo storico edificio Cecília i Mercè González, in arte Desedamas, espongono “Sinestesia”, una serie di opere astratte di genere abbastanza innovativo.</h5>
<p><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070556.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1378 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070556-e1430859818280.jpg" alt="P1070556" width="400" height="534" /></a></p>
<div id="attachment_1331" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cecília-González-Sinestèsia-Rhapsody-in-Blue-106x100.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1331 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cecília-González-Sinestèsia-Rhapsody-in-Blue-106x100-e1430859684959.jpg" alt="Cecília González - Sinestèsia - Rhapsody in Blue -106x100" width="420" height="400" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Cecília González &#8211; Sinestèsia &#8211; Rhapsody in Blue</strong></p></div>
<div id="attachment_1616" style="width: 390px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cecília-González-Log-Cabin-versus-Skyscrapers-86x1361.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1616 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/Cecília-González-Log-Cabin-versus-Skyscrapers-86x1361-e1430937562782.jpg" alt="Cecília González - Log Cabin versus Skyscrapers - 86x136" width="380" height="551" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Cecília González &#8211; Log Cabin versus Skyscrapers</strong></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: justify;">Ho voluto aggiungere quell&#8217;”abbastanza” (termine duttile e polimorfo) proprio perché le sorelle González così spiegano ciò che per loro racchiude il titolo dell&#8217;esposizione. Queste le loro parole:<br />
<em>&#8220;Sinestesia è la percezione comune di varie sensazioni di diversi sensi nello stesso atto percettivo, ad esempio ascoltare i colori, vedere i suoni, ecc.<br />
In questa mostra, abbiamo lavorato sull&#8217;ascolto dei colori, in modo che ogni particolare è associato ad un colore e un tipo di musica.<br />
Giocare con i colori, verde, blu, rosso, viola e l&#8217;assenza di colore.<br />
Giocare con la seta, il dupion, le crepe, il satin, il velluto, la spelaia, la spugna, l&#8217;organza, i fazzoletti e l&#8217;assenza di seta.<br />
Giocare con le forme, cerchi, quadrati, spirali e forme indefinite.<br />
Giocare con le sovrapposizioni, di seta su seta, imbottiture impossibili e trasparenze&#8230;&#8221;</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ottimo proposito e, a giudicare dai risultati, l&#8217;ispirazione non è mancata. Però vorrei che almeno si fosse accennato a chi per primo (anche se non primissimo) ha battuto questo sentiero da esploratore: Vasilij Vasil&#8217;evič Kandinskij. Non vorrei passare per quella che non sono, perciò riporto alcuni estratti dal sito di Polymath:<br />
<em>&#8220;Nelle opere di Kandinskij l’armonia dei colore corrisponde a quella dei suoni musicali, con la ricerca di un effetto psicologico che va al di là del soggetto.</em><br />
<em> Il colore rosso per esempio può provocare l’effetto della sofferenza dolorosa, per la sua somiglianza al sangue. Il giallo invece, per semplice associazione col limone, comunica una impressione di acido. Alcuni colori possono avere una apparenza ruvida, pungente, mentre altri vengono sentiti come qualcosa di liscio, di vellutato, così di dar voglia di accarezzarli. Ma ognuno di essi corrisponde a delle forme che si distinguono nello spazio in modo preciso le une dalle altre. Ogni forma a sua volta, come il colore, ha una precisa corrispondenza: al cerchio associa il blu, al triangolo il giallo, al quadrato il rosso.</em><br />
<em> Kandinskij parte dai colori, anzi, dall’accostamento dei colori con i suoni musicali. Nello «Spirituale nell’arte» fa corrispondere il giallo alla tromba, l’azzurro al flauto, al violoncello, al contrabbasso e all’organo, il verde al violino.&#8221;<br />
</em>Beh, se non è sinestesia questa&#8230;<br />
Badate, le opere di Desedamas si possono veramente definire arte tessile, approfitto solamente dell&#8217;occasione per ribadire che ogni quilter che avesse in mente di comporre qualcosa di originale dovrebbe perlomeno fare ogni tanto una capatina a qualche museo di arte contemporanea.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Come ogni manifestazione tessile che si rispetti, anche quella di Sitges prevede la “Feria”, tre ampi tendoni in riva al mare con decine e decine di espositori commerciali, e centinaia e centinaia di visitatrici curiose e chiassose quanto basta. Sembrerà impossibile ma, pur essendo il mio laboratorio (è un&#8217;iperbole) pieno di “tutto”, comunque trovo sempre qualcosa di interessante da portare a casa.<br />
Vi dirò che già stando semplicemente seduta sul lungomare osservando la gente che passa c&#8217;è di che portare a casa, quest&#8217;aria di festa e di spensieratezza che non sempre capita di incontrare; non mi va di scattare fotografie, mi sentirei indiscreta, ma è facile riconoscere le afectuós del patchwork dal loro abbigliamento, patchwork appunto; guarda là, un gruppo con lo stesso vestito decorato con i wedding rings. Fantastiche!<br />
Ecco le cose migliori che porterò a casa, tutte queste sensazioni di leggerezza, di spontaneità, di libertà, e anche di un briciolo di pazzia, perché quella non deve mancare mai.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Arrivati a questo suppongo che che qualsiasi persona, a meno che non abbia proprio niente di meglio da fare, dovrebbe essere già stufa di leggere questo articolo, perciò potrei anche chiudere qua.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">E invece no.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Come potrei non raccontarvi anche il seguito? Già lo sapete che non si vive di solo patchwork, c&#8217;è di più. Mi perdoneranno Cecília i Mercè González se prendo a prestito il titolo della loro esposizione: sinestesia, questa è la caratteristica delle mie escursioni.<br />
Certo, ci sono le mostre, il lavori, anzi i capolavori, ma ci sono pure l&#8217;agitazione e l&#8217;ebbrezza del viaggio, il fremito per la novità e l&#8217;incertezza, la predisposizione a stupirsi, il desiderio di colori, suoni, profumi e sapori sconosciuti.<br />
Così, terminate le incombenze tessili, mi sono concessa un tardo pomeriggio e una serata che definire rilassanti non rende abbastanza l&#8217;idea.<br />
Marzo è ancora bassa stagione a Sitges, le spiagge dalla sabbia quasi impalpabile sono pressoché vuote; a farci compagnia solamente qualche gabbiano e il suono (il suono, non il rumore) della risacca; l&#8217;ermita de Sant Sebastià è la posizione ideale per godersi il tramonto, con tutto il lungomare, l&#8217;iglesia de San Bartolomé y Santa Tecla, e poi in fondo, fino a Vilanova i la Geltrú, in bella vista.</h5>
<div id="attachment_1394" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070605.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1394 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070605-e1430860680962.jpg" alt="P1070605" width="640" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Sitges</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Il sole è sceso sotto l&#8217;orizzonte di un mare che a noi abituati a un catino chiamato Adriatico sembra senza fine; la giornata ha ancora in serbo qualche sorpresa, un ristorantino nascosto e poco pretenzioso dove apprezzare la cucina catalana, quella di Sitges, non quella di Barcelona; invece che dulcis in fundo direi soavis principio, l&#8217;antipasto a base di xató, una porzione che basta per due di indivia, tonno, baccalà, acciughe e olive, accompagnata, direi quasi intrisa di una salsa di peperoni leggermente piccanti, nocciole, mandorle, briciole di pane secco, aglio, olio e aceto: una festa per il palato; il resto della cena non era da meno, vino compreso.</h5>
<div id="attachment_1549" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070619.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1549 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070619-e1430861840989.jpg" alt="P1070619" width="640" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Sitges</p></div>
<h5 style="text-align: justify;">Il giorno dopo e quello seguente è stato dedicato a Barcelona, un&#8217;escursione “turistica” gradevole ma tutto sommato priva di rivelazioni (se si escludono i xurros&#8230;).<br />
Non sarà un caso se proprio adesso, mentre sto leggendo e rileggendo questo articolo, le immagini di Barcelona mi appaiono sfocate, mentre rivedo, risento, riprovo vivide come allora le suggestioni di Sitges, un piccolo paese per una grande mostra.<br />
Da rivedere.<br />
Da rivivere.<br />
Con chi ci sta.</h5>
<div id="attachment_1551" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070623.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1551 size-full" src="https://www.lastoffagiusta.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/P1070623-e1430862252609.jpg" alt="P1070623" width="560" height="332" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Adéu</strong></p></div>
<p style="text-align: justify;">P.S. Come sempre le immagini di questi patchwork e anche di altri presenti alla mostra sono disponibili ad alta risoluzione sul mio <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://www.flickr.com/photos/lastoffagiusta2013/sets/72157649241060453/" target="_blank">album Flickr</a></strong></span>.</p>
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