Wiener Neustadt – Quilt Fest 2018

banner2Questo articolo è anche un avvertimento su quanto sia facile e difficile venire in giro con noi.
Facile, perché non ci sono programmi precompilati, obbiettivi imposti e ruolini di marcia inderogabili.
Difficile, perché si va un po’ all’avventura, adattandosi a ciò che si trova per via e sempre bendisposti verso l’imprevisto o l’insolito.
Facile, perché non c’è nulla da fare tranne che lasciarsi trasportare, da un bus, un treno, una corrente, un’emozione, un’illusione.
Difficile, perché lo si fa con la lentezza dettata dalle contingenze logistiche e dalla nostra indole flemmatica.
Volendo metterci sopra il carico da undici mi si lasci rammentare quanto il nostro “stile” di viaggio possa apparire, a ragione, poco giudizioso. Continua a leggere

Come sempre, diversamente da sempre

praguearmsEccomi qua.
In ritardo come al solito.
So già cosa vi state aspettando, la mia periodica tiritera su quanto siano affascinanti Praga e la Boemia in generale, tanto più in occasione del Prague Patchwork Meeting. Insomma il solito strazio.

Errore.
Calma, calma, non si pensi che Praga abbia ormai perso la sua capacità di suggestionarmi, o che, dopo ben undici anni, undici presenze, undici viaggi, io non trovi più ragioni per andare a vedere il patchwork boemo. Non sia mai detto. Continua a leggere

Tagliare per ricucire

Premessa, tanto per esser chiare (ma quando mai…).
Su questo post non tratto di patchwork, di cucito creativo, e nemmeno di stoffa, ma in fin dei conti nulla può prescindere dal patchwork, dal cucito creativo, e dalla stoffa.
Cerco di spiegarmi (illusa…).
Anamnesi: inverno, poca luce, polso e mano doloranti, umore grigio ardesia, ispirazione latitante.
Diagnosi: metereopatia strisciante e inizi di malinconia.
Prognosi: aggravamento dei sintomi in assenza di trattamento polifunzionale.
Cura: vedi qui, di seguito. Continua a leggere

Fête du Fil

Un mese, no dico, dal mio ultimo post un mese senza telefono, e ovviamente senza internet, ma come si fa?
Finalmente qualcosa si è mosso, e allora, prima che la linea decida nuovamente di sparire, ho buttato giù in fretta e furia questo articolo su un’esperienza sinestetica che difficilmente dimenticherò.
occitaniaC’è chi va in Val d’Argent, chi va a Birmingham, chi va a Karlsruhe, chi va a Houston, chi va a Tokyo, chi va a Biarritz, chi va a Paducah, chi va a Veldhoven, e c’è anche chi si inoltra sino ai piedi della Montagna Nera per una mostra patchwork, ma soprattutto lo fa a sua insaputa.

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