Effetti collaterali

Ora ho capito, ora tutto si spiega, e la soluzione sta in una parola: tetra.
Un accidente si spiega, direte voi, ma vi prego di avere pazienza, solo qualche riga.
Chi un po’ mi conosce, o perlomeno segue questo blog, avrà notato come io possa apparire di gusti non facili, talvolta bizzarri, e sovente mi sono chiesta se il mio giudizio estetico fosse autentico oppure, in mancanza di cultura, dettato dall’estro del momento. Niente di tutto ciò, si tratta invece di una mera questione oculistica.
La maggior parte delle persone possiede una visione “tricromatica”, nel senso che l’occhio è sensibile a tre colori base, il rosso, il verde e il blu; tutti altri colori visibili, nelle loro varie sfumature, dipendono dalla combinazione di quelle tre basi, permettendo di distinguere circa un milione di colori diversi.
Una minoranza, fortunata o sfortunata lo potremo decidere in seguito, è “tetracromatica”, nel senso che è in grado di registrare la lunghezza d’onda di un quarto colore base, e di conseguenza la quantità di combinazioni di colore ottenibili risulta più elevata.
Le cause di questa peculiarità (difetto?) della retina non sono ancora del tutto chiare, resta il fatto che una persona tetracromatica distingue delle sfumature di colore che sfuggono alla maggior parte della popolazione. Tutto ciò l’ho scoperto solamente grazie a dei test che mi sono stati proposti dal mio sceneggiatore/fotografo/aiutante/agenzia di viaggio/sherpa, il quale, mi si passi il gioco di parole, da questo punto di “vista” è messo ancora peggio di me.
Badate bene, non è che io goda di una vista superiore, i miei indispensabili occhiali stanno lì a dimostrarlo, semplicemente mi capita di percepire le cose con una visione cromatica leggermente diversa, il che mi porta talvolta a valutare un’opera con un metro di giudizio difficilmente condivisibile.
Quindi, d’ora in poi, quando resterete perplesse circa qualche mia preferenza estetica, sappiate che non si tratta di pregiudizio, disattenzione o capriccio, è semplice biologia, un effetto collaterale.
optical-dispersionThere is no dark side of the moon really, as a matter of fact it’s all dark

Quilt Fest 2015 – Friesach

Austria Patchwork logoCarpe diem, e noi abbiamo “carpito” non uno ma ben due giorni meravigliosi in Carinzia.
Certo, eravamo ancora un po’ stanchi del tour de force in Alsazia, e diciamolo pure anche un po’ sazi, però una certa vicinanza (chilometrica e culturale) non la smetteva di tormentarci con degli insistenti “andiamo, andiamo, perché no, andiamo, su dai… ” e così una settimana prima della mostra cedemmo alle lusinghe.
Risultato: un fine settimana da favola. Continua a leggere

Casa Patchwork & Quilting – Bassano 2010

Mostra bagnata, mostra fortunata, dicono…

Certo è che il tempo, quel giorno di fine novembre, fece di tutto per dissuadermi dal visitare la mostra di patchwork a Bassano del Grappa.
Una pioggia stizzosa, condita da un vento dispettoso che rendeva inutile anche l’ombrello, prometteva di trasformare quella gita in una prova di sopravvivenza.
Si sa però che noi quilter abbiamo la testa dura: se mostra era prevista, mostra doveva essere, costi quel che costi.
Giunsi così, bagnata come un pulcino, a Palazzo Bonaguro che, per soprammercato, è all’altro capo di Bassano rispetto alla stazione ferroviaria.

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